Il buon piano di crescita

Come uno dei leader tra le aziende agricole, Syngenta si impegna ad aiutare gli agricoltori nel mondo nel coltivare raccolti preservando acqua, terreno ed ecosistema. Questi propositi prendono il nome di buon piano di crescita (The Good Growth Plan).

Uno degli aspetti che rendono quest’azienda unica nel suo genere è che il suo commercio e i suoi prodotti vogliono far fronte a una delle più grandi sfide del pianeta: ottenere grandi raccolti con poche risorse.

Syngenta si impegna infatti a contribuire in modo sostenibile alla sicurezza alimentare della popolazione mondiale, in continua crescita, modificando la produttività agricola. Questo coinvolge sia gli 8 milioni di grandi aziende agricole con oltre 100 ettari di terra che i 500 milioni di piccoli agricoltori che posseggono solamente un ettaro. Ogni azienda e ogni agricoltore sono importanti per raggiungere lo scopo fissato.

Per realizzare le sue ambizioni Syngenta mette l’agricoltore al centro delle sue attività. La strategia è quella di pensare come un agricoltore con approccio olistico verso terra e raccolto. L’azienda non offre agli agricoltori solamente un’offerta integrata ma anche tecnologie innovative e trasformative.

Al centro del successo di Syngenta vi è l’innovazione, intesa in modo particolare come ricerca e sviluppo. I prodotti futuri devono contribuire a grandi raccolti ma avere un’influenza positiva sulla terra e sugli individui che  la abitano. I grandi raccolti di per sè non sono sufficienti a lungo termine.

Entro il 2020 Syngenta si è impegnata a raggiungere i seguenti sei obiettivi:

  1. Aumentare la produttività media delle tipologie di raccolto più importanti a livello modiale del 20% senza utilizzare più terra, acqua o input.
  2. Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari destinati all’agricoltura ma in stato di degrado.
  3. Introdurre la biodiversità per 5 milioni di ettari di terreno agricolo.
  4. Raggiungere 20 milioni di piccoli agricoltori permettendogli di aumentare la loro produzione del 50%.
  5. Formare 20 milioni di contadini sulla sicurezza sul lavoro specialmente nei paesi in via di sviluppo.
  6. Ottenere condizioni di lavoro corrette all’interno della catena di fornitura.

Il rosa puzza!

Pinkstinks è una campagna contro i prodotti, i media e le azioni di markeing che prospettano alle bambine ruoli stereotipati e limitanti. Una campagna che crede che i bambini siano colpiti dalla ‘rosizzazione‘ femminile. L’obiettivo è ovviamente quello di sfidare e cambiare questa tendenza oramai crescente. In che modo?! Pubblicando testi e video e proponendo modelli femminili differenti ai bambini.

Emergenza Filippine: due iniziative per aiutare

Diverse le iniziative per aiutare le Filippine colpite dal tifone Hayan/Yolanda. Tra le tante vi sono anche due organizzazioni di cui spesso si è scritto su questo blog: una italiana, Plan Italia, e una tedesca, la Christoffel-Blindenmission (CBM). Associazioni dal carattere italo-tedesco come questo blog in fondo.

Plan si è subito attivata in Italia per raccogliere fondi. Questi andranno direttamente alla sede di Plan Filippine, attiva dal 1961. Il denaro verrà versato senza intermediari e potrà essere subito utilizzato. Plan Filippine già da prima di venerdì scorso è sul campo a portare soccorso offrendo ripari di emergenza, kit igienici e scorte di acqua. Yolanda ha duramente colpito tutti i programmi dove Plan Filippine è presente. Oltre 40.000 bambini adottati a distanza attraverso Plan International con le loro famiglie vivono in queste zone. L’organizzazione sta verificando in queste ore le perdite.  Sul sito web di Plan è possibile effettuare una donazione a sostegno di questa campagna.

La Christoffel-Blindenmission ha messo a disposizione 400.000 euro per offrire i primi soccorsi. Dieci fra i suoi partner si trovano nelle zone colpite dal tifone. Un team di esperti CBM è già a Iloilo City, nella provincia di Visayas, dove ha sede l’Association of Disabled Persons Inc. che è un partner dell’organizzazione tedesca. In quella zona vivono circa 10.000 persone disabili. Gli specialisti CBM si stanno concentrando nell’aiutare queste persone e nell’analizzare in dettaglio la situazione locale. E’ possibile sostenere l’attività di questi esperti direttamente dal sito CBM.

Un progetto indistruttibile contro la violenza sessuale

Un cartello bianco, un pennarello nero, donne e uomini coraggiosi. In questo modo la fotografa Grace Brown effettua degli scatti molto particolari di persone che hanno subito violenze sessuali. Sul cartello queste vittime scrivono le frasi che i loro aggressori dicevano prima o durante quell’atto di violenza che ha cambiato per sempre le loro vite.

Project Unbreakable così l’ha chiamato la 21enne Brown. L’obiettivo di questo progetto è di porre l’attenzione sull’importanza di un tema come quello della violenza sessuale. L’arte può aiutare in questi casi a reagire e a salvarsi.

Tutto ha avuto inizio per Grace Brown quando un sabato sera una sua amica le confidò una storia che le causò molta sofferenza. Questa storia così personale colpì molto la fotografa che capì subito quanto spesso tragedie come queste possano accadere. Questo pensiero le cambiò radicalmente la vita: il giorno dopo si svegliò con l’idea di Project Unbreakable.

Inzialmente Brown fotografò persone che conosceva e in seguito decise di fondare un Blog Tumblr. Non le era allora ancora chiaro però quanto questo progetto sarebbe diventato importante.

Project Unbreakable è stato nominato da Time Magazine uno dei 30 blog Tumblr più importanti del mondo e le sue immagini vengono condivise spessissimo sui social network.

Attualmente Grace Brown è in viaggio nel Nord America dove sta tenendo conferenze nei college e nelle università durante le quali sottolinea l’importanza di parlare del tema della violenza sessuale presentando il suo progetto.

Uno spiraglio nella piaga dei matrimoni prematuri

Il 27 settembre a Ginevra il Consiglio ONU per i Diritti Umani ha adottato una risoluzione contro i matrimoni prematuri considerati una violazione dei diritti umani. La decisione è stata approvata all’unanimità da oltre 100 Paesi e sono stati messi in agenda una tavola rotonda alle Nazioni Unite e un report sulle sfide e i buoni risultati che derivano dall’eliminazione dei matrimoni prematuri.

La decisione è stata ben accolta da Plan che da tempo si batte contro il matrimonio prematuro inteso anzitutto come una violazione dei diritti delle bambine in quanto non solo le priva del diritto all’infanzia ma porta con sé violenze, abusi, rapporti sessuali forzati con conseguente rischio di malattie a trasmissione sessuale, di gravidanze premature e di morte in giovane età.

La risoluzione segue l’evento ‘Troppo giovane per sposarsi‘ che si è tenuto a New York il 25 settembre in occasione dell’apertura della 68sima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante la quale i governi di Canada, Ghana e Olanda hanno chiesto un’azione urgente contro la piaga dei matrimoni prematuri.

Plan è stata rappresentata dalla delegata di 17 anni Farwa del Pakistan che ha raccontato la sua personale esperienza di sposa bambina nella sua comunità e ha espresso il suo pensiero su come porre fine a questa piaga.

“Plan ha di recente pubblicato il report ‘Il diritto delle bambine di dire di no ai matrimoni‘ – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia – in cui si mostra che i matrimoni infantili sono un problema globale e se non si interviene al più presto più di 140 milioni di bambine saranno date in sposa entro il 2020. Ogni anno 13,7 milioni di ragazzine dei Paesi in via di sviluppo, sposate tra i 15 e i 19 anni, partoriscono con conseguenze devastanti per loro e per i loro figli.

Plan si batte per dare un’istruzione di qualità per le bambine in quanto l’educazione scolastica è la chiave per ritardare i matrimoni e le gravidanze. Plan Italia sta promuovendo in questi giorni la Campagna Because I am a Girl con particolare focus sull’11 ottobre, giorno in cui si festeggia la Giornata Internazionale della Bambina. Grazie a questa campagna è possibile sostenere a distanza una bambina garantendole un’istruzione di qualità di almeno 9 anni”.

Primi passi nella giusta direzione

In un documento rivolto ai sostenitori della Christoffel Blindenmission (CBM) il direttore tedesco, Rainer Brockhaus, scrive a proposito del vertice ONU del 25 settembre spiegando chiaramente l’opinione della sua organizzazione.

Le Nazioni Unite si sono riunite in quella data a New York per consultarsi sul tema degli obiettivi di sviluppo, che dovranno essere fissati a partire dal 2015, al fine di combattere la povertà. In questo contesto si è deciso anche per obiettivi di sviluppo inclusivi.

Ciò rappresenta un grande passo avanti perchè fino ad ora le persone disabili non erano state considerate negli obiettivi di sviluppo. I disabili rappresentano un settimo della popolazione mondiale, circa un miliardo di persone. L’80% vive in paesi in via di sviluppo. La loro non considerazione finora ha avuto conseguenze fatali: la maggior parte delle persone disabili vive in condizioni di grande povertà. Essere poveri e disabili in questo tipo di paesi significa vivere una situazione fatale.

La Christoffel Blindenmission con la sua campagna “Ferma il circolo della povertà e della disabilità” ha promosso l’inclusione delle persone disabili negli obiettivi di sviluppo globali. Il governo federale tedesco ha appoggiato la causa dell’ONG e si è imposto durante il vertice delle Nazioni Unite per una politica di sviluppo inclusiva.

Nei prossimi due anni gli obiettivi verrano definiti in dettaglio e CBM afferma, attraverso le parole di Brockhaus, di essere soddisfatta del risultato raggiunto. Ritiene però che il documento finale siglato non sia del tutto chiaro: non tratta infatti delle modalità di misurazione degli obiettivi di sviluppo inclusivi. Questo è un punto fondamentale per permettere di verificare l’applicazione vera e propria di provvedimenti volti a perseguire tali obiettivi.

C’è ancora molto da fare. La Christoffel Blindenmission continuerà a seguire da vicino il processo e a sostenere gli obiettivi di sviluppo inclusivi sia a livello nazionale che internazionale rimanendo a disposizione come partner in questo senso. Nei suoi progetti la CBM aiuta le persone disabili sotto diversi punti di vista sia in modo individuale, fornendo ad esempio medicinali, sia in modo sociale, creando un ambiente privo di barriere.

I nuovi obiettivi hanno tutto il potenziale per cambiare le pratiche di sviluppo politico a livello mondiale. Rivolgere lo sguardo alle persone disabili permette di fermare il circolo della povertà e della disabilità e di garantire un futuro migliore!

Fonte http://www.cbm.de
Fonte http://www.cbm.de

Non tutte le bambine sono ritornate a scuola

Durante le scorse settimane hanno riaperto le scuole, le cartelle sono state riempite con nuove penne e quaderni e la ricerca frenetica ai libri di testo è iniziata. Per tante ragazzine nel mondo però non è stato così. In particolare se si considerano le regioni più povere del pianeta dove tre fattori determinanti remano contro l’istruzione delle bambine: l’essere povere, il vivere in aree rurali e l’appartenere a gruppi etnici discriminati o esclusi.

Plan – Si torna a scuola?

In quel 20% di famiglie che costituiscono la parte più povera solo il 64% dei bambini in età scolare è iscritto a scuola, rispetto al 90% registrato nel 20% di famiglie più ricche (dati Unicef 2010). Se però a questa statistica si introduce la variabile del genere emerge un quadro desolante: le bambine nelle famiglie più povere sono le più soggette all’esclusione totale dalla scuola.

Quando i genitori in stato di miseria si trovano a decidere quale dei propri figli possa trarre maggior profitto dallo studio le bambine non vengono premiate con questo diritto. La loro immediata utilità nei lavori domestici, il loro valore economico come mogli-bambine sono considerati punti più importanti rispetto all’istruzione. Appena la bambina entra in pubertà viene quindi costretta ad abbandonare gli studi. I numeri parlano chiaro: 10 milioni di ragazzine si sposano prima dei 18 anni.

“L’istruzione è la chiave di volta per allontanare le bambine dai matrimoni prematuri – sottolinea il Direttore Nazionale di Plan Italia, Tiziana Fattori – infatti, in uno studio di Plan, emerge che le ragazzine senza istruzione hanno tre volte più probabilità di sposarsi prima della maggiore età di coloro che hanno finito la scuola secondaria. Inoltre i benefici derivanti dall’istruzione delle bambine sono dimostrati da una serie di studi sia in termini di aumenti in percentuale del PIL nazionale sia nel contributo dato dalle madri istruite nel far uscire le proprie famiglie dalla povertà”.
Con la sua campagna Because I am a Girl Plan ha l’obiettivo di dare un’istruzione di qualità di almeno 9 anni a 4 milioni di ragazzine. La campagna è sostenuta da Malala che ha da poco ricevuto il Premio Tipperary per la Pace ed è candidata per il Premio Nobel per la Pace.

Fair Week a Karlsruhe

Il fair trade grantisce ai produttori e ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo un trattamento economico e sociale equo e rispettoso. Questo tipo di commercio viene applicato di norma ai prodotti agricoli e tradizionali ma si sta espandendo sempre più anche in settori come il tessile e la gastronomia.

L’idea sulla quale si fonda il fair trade è semplice: se i coltivatori bisognosi dei paesi poveri vengono pagati per il loro lavoro in modo più equo hanno la possibilità di uscire dal circolo vizioso della povertà. In questo modo possono provvedere sia ai bisogni personali che a quelli delle proprie famiglie.
Con il fair trade non si punta però solo a garantire una maggiore ricompensa ma anche a praticare un commercio sociale, sostenibile e sensato a livello economico. Questo tipo di commercio ha quindi diverse sfumature e obiettivi e si rivolge potenzialmente a un vasto pubblico.

Karlsruhe dal 2010 detiene il titolo di città equo solidale. Cosa significa?! Per prima cosa questo è un riconoscimento per il grande impegno di molti abitanti della città che, in alcuni casi da decenni, sono impegnati in attività di volontariato nelle comunità cristiane e nei Weltladen per far conoscere a livello locale i prodotti fair trade provenienti dai paesi più poveri del mondo.
Essere una città equo solidale significa anche offrire seriamente il proprio impegno per promuovere lo sviluppo di questo tipo commercio facendo leva sulla solidarietà verso gli abitanti dei paesi produttori.

Da cinque anni Karlsruhe prende inoltre parte alla cosidetta Fair Week. Questo è un evento che ha luogo in tutta la Germania e ha come obiettivo il rafforzamento locale dell’immagine del commercio equo e solidale.
Ogni anno vengono proposte attività da parte di parrocchie, scuole, asili, uffici pubblici cittadini e negozi come Weltladen e caffetterie che confermano quanto il fair trade possa essere applicato in diverse modalità anche a livello locale. Queste attività a Karlsruhe si svolgono nei mesi di settembre e ottobre.

Commercio più equo. Possibilità più eque per tutti” questo è il motto della Fair Week 2013. La novità di quest’anno riguarda il tema del ‘tessile‘ che è stato inserito nel programma dopo che in primavera è si è verificato il crollo di una fabbrica del settore in Bangladesch. Diverse le attività che trattano questa tematica.

Gli italiani di Karlsruhe possono trovare di seguito il calendario di tutti gli eventi in lingua tedesca.

Il programma della Fair week a Karlsruhe
Il programma della Fair week a Karlsruhe

Quando degli ‘Innocent’ lavoretti a maglia possono aiutare

Nel 2012 i clienti tedeschi di Innocent hanno partecipato all’azione ‘Il grande lavoro a maglia‘ rendendola un grande successo. Il nome originale in tedesco di questa azione è appunto ‘Das große Stricken‘.
Di cosa si tratta?! Innocent ha invitato i suoi clienti a confezionare a maglia dei berretti per gli smoothie e a inviarglieli. I succhi di frutta con berretto sono stati così esposti nel reparto frigo di molti supermercati tedeschi.

I succhi di frutta Innocent con berretto

Per ogni smoothie con berretto venduto Innocent ha donato 30 centesimi di euro alla Croce Rossa tedesca.  I clienti affezionati al brand hanno acquistato in tutto 201.268 succhi di frutta con berretto e Innocent ha potuto quindi donare 60.380,40 euro. Con questi soldi la Croce Rossa ha supportato progetti in Gemania che facilitano la quotidianità delle persone anziane finanziando attività come attività creative, servizi di lettura ad alta voce, terapie per curare le demenze e programmi per il sostegno delle attività motorie.

Questo ‘gioco’ però continua anche nel 2013. Da settembre Innocent infatti richiamerà all’appello tutti i suoi clienti tedeschi invitandoli,  per la terza volta, a lavorare a maglia nuovi berretti per i succhi di frutta. Questi ultimi veranno esposti nel banco figro dei supermercati tedeschi a partire da gennaio 2014. L’azienda donerà 20 centesimi del ricavato delle vendite sempre alla Croce Rossa tedesca.

C’è un sito internet in tedesco su questa azione con addirittura consigli su come confezionare i berretti, ottimizzare il loro design e il loro riclo. L’indirizzo è: www.dasgrossestricken.de.

The Rocky Horror Show al Kammertheater di Karlsruhe

Anche nella stagione 2013-2014 verrà rappresentato al Kammertheater di Karlsruhe The Rocky Horror Show.

Il musical firmato da Richard O’Brien venne presentato per la prima volta al pubblico  nel 1973 in un piccolo teatro londinese. L’opera ebbe un così grande successo che la rappresentazione dovette essere trasferita in un teatro più grande e non solo per le previste tre volte successive ma dall’opera teatrale venne tratto anche un film. Oramai sono passati 40 anni da allora e il Rocky Horror Show è un cult. Canzoni come Time Warp, Sweet Transvestite e la Touch me cantata a Janet rendono il musical un ever green.

Guardare il Rocky Horror Show al Kammertheater è un’esperienza divertente e interessante.

Un narratore, Hans Rüdiger Kucich, racconta la storia della coppia di fidanzati Brad e Janet, Björn Schäffer e Sabine Ruflair.
Avendo la macchina guasta i due fidanzati cercano aiuto e incappano, senza volerlo, nella trappola del più originale extraterreste transessuale che si possa trovare nelle vicinanze, Frank’N’Furter che è interpretato da Manuel Krstanovic.

Quando il maggiordomo di Frank Riff-Raff, Christian Ludwig, gli apre la porta Brad e Janet non hanno assolutamente idea che in quella notte saranno testimoni di una creazione straordinaria. Rocky, Philipp Moschitz, un adone creato da Frank verrà al mondo per esaudire ogni voglia del suo padrone. Non appena Rocky sembra però preferire più Janet che Frank la situazione va fuori controllo anche a causa dell’intervento di Magenta, Nicole Neiss, e Columbia, Andrea Graf, due altre donne di servizio di Frank.

Gli spettatori entrano a contatto con le abitudini del pianeta Transsexual insieme alla coppia e scoprono vizi e passioni che non hanno nulla a che fare con le normali convenzioni. Il pubblico riceve prima dello show il ‘Set di primo soccorso del Rocky Horror Show‘ con riso, pistola ad acqua, carta igienica, luce e coriandoli e può in questo modo partecipare attivamente allo spettacolo e naturalmente ballare insieme agli attori.

La libertà sessuale che The Rocky Horror Show rivendica è nella maggior parte dei paesi scontata a livello politico solo nella vita privata ci si chiede come è possibile o come si dovrebbero soddisfare i propri desideri.

La meravigliosa voce di Nicole Neiss, il forte e divertente carisma di Hans Rüdiger Kucich e la bravura di Manuel Krstanovic fanno di questo musical al Kammertheater un’opera da non perdere assolutamente. JUST A JUMP TO THE LEFT!