L’importanza di porsi degli obiettivi

Avevo già scritto tempo fa della mia passione per l’autrice americana Gretchen Rubin e dei suoi Moment of Happiness. Questa settimana ha condiviso nella sua newsletter quotidiana il seguente pensiero di Eugene Delacroix in Journal nel quale io mi sono trovata chiamata in causa:

Il rispetto verso te stesso aumenta quando hai la sensazione di aver compiuto tutto ciò che dovevi fare e se non c’è altro di cui godere rimane quel piacere o meglio quella sensazione di pace con se stessi. Una persona riceve un’immensa soddisfazione dalla consapevolezza di aver fatto un buon lavoro e di aver passato nel migliore dei modi la sua giornata. Quando mi sento così godo fino a fondo del mio riposo e della più mite forma di ricreazione.

In questo ultimo anno ho imparato l’importanza di fissarsi degli obiettivi e di non far solamente trascorrere la vita ma che invece è necessario tenerne in mano le redini direnzionandola nel verso che più si ritiene giusto. Scrivere una to-do list e completarla un passo dopo l’altro, senza pressione, può aiutare nei momenti nei quali si fa fatica a trovare un proposito o una motivazione. Darsi degli obiettivi è, come cantano i Che Sudaka, la base del movimento. Se ti dovesse capitare di sentirti smarrito prova a focalizzare la tua attenzione sulle cose che ti piacerebbe fare e con le quali vorresti riempire il tuo tempo, scrivile poi su un pezzo di carta. Quando le avrai compiute e cancellate da quel foglio sentirai una sensazione di piacere: te lo garantisco. Se dovessi aver paura di questa sensazione perchè troppo positiva, fai un bel respiro e con un bel sorriso inizia a pianificare cosa vorresti fare domani.

Annunci

Buon compleanno

Andando a prendere il treno dopo il lavoro ho incrociato per strada un papà e sua figlia in bicicletta. La bambina avrà avuto al massimo quattro anni, portava un vestito rosa con sotto dei leggins bianchi e in testa aveva rigorosamente l’elmetto. Pedalava fiera sulla sua bicicletta rosa e con i suoi occhiali da sole nonostante il cielo fosse proprio molto grigio. Seguiva, sforzandosi, il suo papà. Guardandola mi sei venuta in mente tu che oggi compi gli anni, cara Raffaella.

Ti chiederai il perché adesso. Semplice perché io con te ho sempre potuto essere me stessa: con gli occhiali da sole in una giornata nuvolosa e con la linguetta di fuori mentre pedalavo, senza che mai tu mi considerassi strana. Ridevi al massimo di me ma insieme a me perché in fondo è questo quello che fanno le sorelle maggiori.

A me quella bambina ha fatto subito sorridere perché nella sua fierezza e originalità ci ho riconosciute. Subito, e non so perché, mi è venuto in mente il ricordo di noi due in cameretta a sorridere, complici, dopo che ci eravamo accorte che io lasciavo impronte sul pavimento perché tu mi avevi colorato le piante dei piedi con il pennarello verde. Abbiamo sorriso e pulito senza che i nostri genitori se ne accorgessero. Allora adesso ne scrivo qui, sul treno, perché io a questo impulso non so resistere, perché da tanti anni io al tuo compleanno non ci sono e vorrei farti un regalo cara Raffi.

Ti auguro di cuore un buon compleanno.

Coraggio

Lunedì in un post su Xing, un social media per il lavoro tedesco tipo LinkedIn, veniva linkata la canzone ‘Mut’ di Alexa Feser con una citazione dal testo che ha catturato la mia attenzione. La parola “Mut” in tedesco significa in italiano “corraggio”. La canzone di per se non è proprio il mio genere ma la troverete per completezza in fondo al post. Il suo testo lo trovo così bello che ho deciso di tradurlo, un po’ per mantenermi in esercizio un po’ perché magari, leggendolo, piace anche a voi.

Coraggio di Alexa Feser

Il coraggio è una domanda la cui risposta può fare male.
Il coraggio ricomincia da capo dopo un fallimento.
Il coraggio non va in carrarmato ma è capace di interrompere,
lascia andare avanti gli altri e scende per ultimo da bordo.

Il coraggio non fa alcuna pausa se non sta bruciando,
non è un progetto egoistico o un trend passeggero.

Il coraggio è quando tu balli con la paura
che hai quando provi a fare ciò che non sai.
Il coraggio è quando ti rialzi,
metti un cerotto sulla pelle e ci riprovi.

Il coraggio è dire che per te è amore,
non sapendo se tu per l’altro già lo sia.
Il coraggio non sono le parole che anche gli altri pensano,
nessun momento perfetto che il caso ti regala.

Il coraggio a volte è non essere coraggiosi
e ammettere a te stesso di sentirti solo.

Il coraggio è quando tu balli con la paura
che hai quando provi a fare ciò che non sai
Il coraggio è quando ti rialzi
metti un cerotto sulla pelle e ci riprovi

Il coraggio è un “Sì” in un momento difficile,
decidersi senza avere alcuna certezza,
salire sul palco, spogliare il cuore,
spiegare a parole l’io frantumato.

Il coraggio va in barricata.
Il coraggio non permette a nessuno di dirti “Non ci riuscirai”.
Il coraggio è più che un pensiero.
Il coraggio è quando la barriera nella tua testa si spezza.

 

Amicizia

Dare con la consapevolezza
che a ricevere sarai tu.
Parlare ininterrottamente e
ascoltare attentamente.
Non avere paura di mostrarti fragile
perchè non verrai mai giudicato.
Smantellare insieme i muri che non
ci permettono di vivere al pieno
delle nostre possibilità.
Aggiornarsi e mantenere vivo
il rapporto senza fatica.
Esserci incondizionatamente
non prendendo la distanza
come scusa.
Esserne immensamente grati
e sentirsi parte di una storia
tanto bella quanto grande.

 

 

Jeroo abbandona le mura e va in mostra allo Stadpalais di Stoccarda

Off-concrete, giù dalle mura, così è intitolata la mostra di Christoph Ganter, in arte Jeroo, allo Stadtpalais di Stoccarda.

In una sala al piano terra di quella che era una volta la biblioteca di Stoccarda si possono ammirare le opere dello street-art-artist realizzate su metallo, tela e cartone e dipite rigorosamente con la bomboletta.

Il titolo di questa mostra, che è possibile visitare tutti i giorni dalle 19:00 fino al 23 marzo a ingresso libero, sta a simboleggiare lo sviluppo artistico di Jeroo: dalla street art ai vernissage. I murales di Ganter abbandonano così le stazioni ferroviarie, le scuole, i palazzi e i pilastri di ponti per essere esposti a modi quadri in un museo. Si riducono di dimensioni ma mantengono però lo stile liberty e la loro viva combinazione di colori.

Christoph Ganter, la cui fama va oltre i confini tedeschi, di mestiere fa l’insegnante. Già a a dodici anni iniziò a dipingere con la bomboletta murales perfezionando la sua tag. Nel corso degli ultimi 25 anni i suoi murales sono diventati così inconfondibili che la Ferrovia Tedesca, la Deutsche Bahn, gli ha commissionato la decorazione di alcune sue stazioni a Stoccarda come la Nord Bahnhof, la stazione nord e quella di Sommerrain.

Jeroo ha anche pubblicato un libro per insegnare ai ragazzi a destreggiarsi con la bomboletta non imbrattando i muri ma coltivando una passione. Il libro è stato tradotto anche in italiano: si intitola Graffiti School – Il manuale dello studente ed è ordinabile su Amazon.

Il 23 marzo, in occasione della Lange Nacht der Museen, la lunga notte dei musei, Ganter farà da guida nella sua esposizione e offirà ai visitatori la possibilità di assistere a un live-act.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Perseveranza

A me non piace generalmente pensarla come il mio professore di Letteratura italiana dell’università, Franco Brevini, che, durante una lezione, affermò con convinzione che “la vita è una stronza”. Intendeva ovviamente che quando meno te lo aspetti la vita è capace di spazzare via tutto ciò che di positivo e di bello ti sei costruito e di spezzare la tua quotidianità cambiando le carte in tavola, lasciandoti immobile e inerte. Che questo pensiero sia veritiero credo che nessuno di noi lo metta in dubbio però io preferisco pensarla diversamente.

La vita sì, ci mette spesso davanti a una situazione spiacevole o complicata, sia questa una malattia, una sconfitta, un malessere o una difficoltà di diverso genere, della quale non ne vediamo l’uscita. Tendiamo a vedere nero e ci risulta facile dubitare di noi stessi o credere che l’universo, o Dio, o chi per esso si sia messo contro di noi. Invece di impegnare le nostre energie in una spirale di pensiero tanto negativa dovremmo lasciarci guidare, per esempio, dalla filosofia di Ovidio in Amores:

Sii paziente e forte, un giorno questo dolore ti sarà utile.

Perché è dalla pazienza e dalla perseveranza che nasce in noi una forza che non solo ci permette di aiutare noi stessi ma anche di riconoscere quando qualcuno a noi caro si trovi nello stesso schema di pensiero negativo. Aiutando noi stessi e gli altri dimostreremo di aver imparato ciò che la vita ha voluto insegnarci. Perchè la vita, mi è stato detto da una cara amica che io reputo una persona molto forte, mette alla prova chi questa la sa superare.

Non esitare allora, guarda in faccia il tuo dolore e vivi fino in fondo la tua situazione difficile, non sfidarli però: impara la tua lezione. Ciò che ne ricaverai sarà di un’utilità immensa.

 

Quando pensi di essere solo

È quando pensi di essere solo che in realtà riscopri che non lo sei. Non lo sei perché sei con te stesso e questo dovrebbe bastarti. Non ci credi?! Allora lascia fare all’universo. Accendi la radio, prima di iniziare a preparare la cena, e ti troverai ad ascoltare una canzone che dice “Are you looking for an hero? Look in the mirrow!” (Cerchi un eroe? Guarda nello specchio!) e ti accorgerai che proprio tu dovresti essere il tuo migliore amico. Allora inizi a pensare.

Pensi che non importa in che fase ti trovi nella vita: con la giusta impostazione mentale puoi cambiare le carte in tavola, sempre. Perché la vita continua sempre e al suo timone ci sei tu. Di questo, te ne prego, non ne dubitare. Anzi tieni sempre presente che i pensieri, soprattutto quelli brutti (come lo scontento, l’ansia, i rimorsi e le preoccupazioni) sono passeggeri e che tu non sei i tuoi pensieri.

Quando ti accorgi di essere in un loop negativo, fermati, sii paziente e indulgente con te stesso. Ripetiti che è solo un momento e come tutti i momenti arriverà al suo termine. Riconosci il pensiero negativo e definiscilo come tale. Sorridigli, accoglilo e lascialo andare.

Quando ti rendi conto di non riuscire a riordinare i pensieri, non ti chiudere ma parlane con qualcuno di tua fiducia e verrai sorpreso di quanto bene faccia agli altri poterti essere d’aiuto. Non solo scoprirai che a loro non costa nulla anzi gli fa solo piacere.

Soprattutto quando la vita si fa difficile ti accorgerai di non essere solo e che, insieme a te, i tuoi amici e i tuoi cari sono pronti a combattere le avversità, a darti forza e coraggio e a sorreggerti quando traballerai.

Devi essere sempre pronto perché la vita può farsi dura in un attimo ma non devi essere sempre forte. Le tue debolezze le puoi mostrare, i tuoi errori li puoi fare senza dare importanza all’opinione altrui su di essi. Di una cosa puoi stare certo: gli altri percepiscono i tuoi fallimenti i maniera differente e meno severa della tua.

Sii buono con te stesso come lo saresti con un amico, perché gli amici magari non resteranno per sempre nella tua vita ma il tuo corpo e la tua mente non ti abbandoneranno mai, questo è poco ma è sicuro.

Non temere di mollare la presa ogni tanto perché chi ti vuole bene sarà disposto a guidarti quando a te sembra di aver smarrito la strada. Potrai ricaricare le energie e ritornare a te ancora più forte di prima. Più forte perché, allentando le redini, hai potuto osservare e imparare dal momento di pausa che ti sei concesso e saprai su chi contare.

Sii sempre fiducioso e speranzoso: non avere paura di affidarti a qualcuno che di esperienza ne ha più di te ma abbi il coraggio di dare fiducia anche a chi reputi inesperto.

Dai, ama e sii sincero: queste tre cose non hanno mai fatto male a nessuno. Perché solo così, alla fine del tuo viaggio, non avrai paura della solitudine perché saprai sempre ritornare davanti allo specchio e sorridere a quell’eroe e a quel volto amico che mai ti hanno abbandonato e che in fondo altro non sono che tu.

Un bagaglio scoperto al buio

Hai brancolato nel buio

che tu stessa sei stata a importi.

Apaticamente ti sei trascinata

nell’arco delle giornate.

Hai continuato a girare intorno

agli stessi pensieri

sia nella tua mente che ad alta voce.

Ti sei appoggiata a chi ritenevi

più forte di te perché

sorreggesse ogni passo

che non ti sentivi in grado di

compiere da sola.

Hai chiesto aiuto e sei stata

sorpresa dalla disponibilità concessati.

Insieme a chi ha saputo starti vicino hai

imparato a fissarti di nuovo degli obiettivi e hai

scovato la forza.

L’hai persa nuovamente per poi

ritrovarla un numero infinito di volte.

Hai compreso che l’arte di vivere bene il momento

sta tutta nella tua impostazione mentale.

Hai capito di non essere perfetta,

né intoccabile né

tanto meno ottimale e

soprattutto hai realizzato

che va bene così.

Perché tu alla vita non hai smesso di credere,

tu la presa non l’hai mai mollata

anche se molte volte ti è sembrato di farlo.

Ora che hai avuto il coraggio di ritrovarti,

perché nel nasconderti a perderti sei solo tu,

senti che è arrivato il momento di

restituire.

Di ridare indietro quell’appoggio leale,

quell’amicizia sincera,

quell’amore puro e

quella luce chiara che

ti porterai per sempre dietro.

Come un bagaglio a mano in aereo che,

nel caso in cui tu perda

tutto il resto, sai che ti basterà per stare bene.

Perché la vita non finisce solo perché a te

sembra esserne passata la voglia.

Questa è la lezione che il buio ti ha insegnato.

Ora che hai alzato la tapparella,

ti sei riconosciuta nei tuoi occhi riflessi nello specchio

e ti sei sentita finalmente bene.

Allora ne scrivi, nella speranza di

mantenere salde queste emozioni.

Per non smarrirle proprio come quel bagaglio

a mano dal quale sai che non ti separerai.

Ci sono occhi intorno a te

Ci sono occhi intorno a te

che riconoscerai

pur non conoscendo la persona

a cui appartengono.

Ci sono occhi intorno a te

che, guardandoli,

per un motivo a te inspiegabile

saranno in grado di darti

carica e speranza.

Ci sono occhi intorno a te

capaci di ispirarti

quando tutto ti sembra buio.

Ci sono occhi e ci saranno sempre,

non disperare,

continua a guardarti attorno:

non chiuderti.

Di spagnolo, gratitudine e canzoni

Siccome questa settimana, per via delle vacanze di autunno, non avrò la mia consueta lezione di spagnolo del lunedì sera, ho deciso di condividere qui una canzone di Violeta Parra che la mia insegnante Victoria ci ha fatto leggere e ascoltare durante la scorsa lezione. A me ha fatto pensare molto soprattutto riflettendo sull’ultimo mio periodo nel quale la vita mi ha posto di fronte a dure prove di cui sto imparando, giorno per giorno, a esserne grata.

Gracias a la vida

Gracias a la vida, que me ha dado tanto.

me dio dos luceros que cuando los abro

perfecto distingo lo negro del blanco

y en el alto cielo su fondo estrellado

y en las multitudes el hombre que yo amo.

 

Gracias a la vida, que me ha dado tanto,

me ha dado el oìdo que en todo su ancho

graba noche y dìa, grillos y canarios,

martillos, turbinas, ladridos, chubascos,

y la voz tan tierna de mi bien amado.

 

Gracias a la vida, que me ha dado tanto,

me ha dado el sonido y el abecedario,

con él las palabras que pienso y declaro:

madre, amigo, hermano y luz alumbrando,

la ruta del alma del que estoy amando.

 

Gracias a la vida, que me ha dado tanto,

me ha dado la marcha de mis pies cansados;

con ellos anduve ciudades a charcos,

playas y desiertos, montañas y llanos,

y la casa tuya, tu calle y tu patio.

 

Gracias a la vida, que me ha dado tanto,

me dio el corazón que agita su marco,

cuando miro el fruto del cerebro humano.

cuando miro el bueno tan lejos del malo,

cuando miro el fondo de tus ojos claros.

 

Gracias a la vida, que me ha dado tanto,

me ha dado la risa y me ha dado el llanto,

así yo distingo dicha de quebranto,

los dos manantiales que forman mi canto.

y el canto de ustedes, que es mi propio canto.

y el canto de todos, que es mi prorio (el mismo) canto.