Nulla fiorisce per tutto l’anno

Secondo il suo profilo instagram Alessandra Olanow è un’illustratrice, una persona dal sonno irregolare e una creatrice di pigiama.

Io la seguo da alcuni mesi e a me le sue illustrazioni fanno riflettere e piacciono molto. Ha un modo particolare di vedere la vita e io rimango in generale sempre affascinata dalle persone che sono capaci di esprimere e vivere la propria creatività. Questa settimana ha condiviso questa immagine nella quale esprime il concetto che nulla nella natura sia in grado di fiorire per tutto l’anno. A balzarmi all’occhio è stata però la didascalia da lei scritta: “Se oggi è un giorno in cui non riesci a fiorire, va bene lo stesso”.

Quante volte ci sentiamo scomodi nella nostra pelle o ci convinciamo che la giornata che stiamo vivendo non solo sia partita storta ma proprio non voglia girare nel verso giusto. A volte ci intrappoliamo in un vortice di pensieri negativi tarpandoci le ali da soli. È parte del gioco: nella vita ci sono alti e bassi. L’importante è non esagerare nel valutarli e prendere il ‘momento no’ in quanto tale ma come passeggero, con la consapevolezza che ne arriverà uno migliore. La parola d’ordine deve essere relativizzare.

Nulla fiorisce tutto l’anno e noi non dobbiamo perdere la speranza che la primavera sia proprio lì, dietro l’angolo, ad aspettarci.

Se non ti senti bene, non ti scoraggiare: è del tutto normale. Guardati allo specchio e fatti una smorfia divertente ed ecco che vedrai apparire quel sorriso e quella luce nei tuoi occhi che credevi aver perso.

Una gita al Blautopf

Ieri dopo tanto tempo siamo andati a fare una gita fuori porta con alcuni amici e abbiamo visitato Blaubeuren, una cittadina molto caratteristica del Baden Württemberg. A rendere Blaubeuren così speciale è il suo lago Blautopf, che in italiano significa ‘pentola blu’. Il lago deve il suo colore blu alla densità delle particelle di calcare presenti nell’acqua. A seconda della luce il colore del lago varia di intensità.

Tante leggende e racconti cercano di spiegare le origini del colore del lago, quella che a me piace di più è che il suo colore caratteristico dipenda dal fatto che ogni giorno qualcuno versasse un secchio di inchiostro nella sorgente. 

Visitare il Blautopf è un must per chi vive in Baden Württemberg ed è anche una bella occasione per fare una camminata nel bosco che lo circonda allontanandosi un po’ dalla folla di turisti che il lago attrae.

Il Blautopf di Blaubeuren

Il viaggio è la meta

Giovedì ho ripreso a viaggiare per lavoro dopo quasi due anni di pausa. Mi trovavo sul mio penultimo treno quando, a un certo punto, questo si ferma e io capisco che questi minuti persi potrebbero essere critici per raggiungimento della mia ultima coincidenza. Guardo nella mia casella di posta e trovo una mail della Deutsche Bahn, la ferrovia tedesca, che mi informa che non sarei riuscita ad arrivare in tempo a Kempten. Lì avrei dovuto prendere il treno per Nesselwang, la città nell’Allgäu dove c’è un centro di produzione della mia azienda a cui ero diretta. Inizia il panico alla ricerca di un’alternativa e nell’informare una mia collega che forse sarei arrivata in ritardo. Il conducente però fa una gran cosa: spinge sul pedale dell’acceleratore e recupera i minuti persi. Guardo di nuovo nelle mie mail e la Deutsche Bahn mi scrive che ce l’avrei fatta in tempo. Tiro allora un sospiro di sollievo, alzo gli occhi e vengo catturata dalla bellezza del paesaggio fuori dal mio finestrino. Vedo una chiesa rosa in mezzo al verde, poi un’altra bianca ancora più sperduta e delle mucche al pascolo. Improvvisamente mi sento così frivola: mi stavo veramente perdendo un paesaggio così bello per controllare se il mio viaggio fosse andato a buon fine. Mi impongo da quel momento di godermi il viaggio senza pensare troppo al raggiungimento meta perché, come ho letto una volta su una tazza, il viaggio è la meta.

L’alba vista dal balcone del mio hotel a Nesselwang

Ikigai – quello per cui vale la pena vivere

Siccome nell’ultimo periodo avevo un po’ perso la bussola, per esprimerlo come farebbe mia mamma, ho iniziato ad ascoltare in cerca di ispirazione l’audiolibro di Il metodo Ikigai di Héctor Garcia e Francesc Miralles. Questo libro racconta i segreti giapponesi per vivere una vita lunga e felice. I giapponesi sono uno dei popoli più longevi della terra e gli autori di Ikigai presentano i risultati di interviste a ultra-novantenni a cui è stato chiesto di raccontare le proprie abitudini e di spiegare il senso della vita. Perché per vivere a lungo in modo felice bisogna darglielo un senso alla propria vita. Nel libro si racconta che i principi della felicità consistano nell’avere qualcosa da fare, qualcosa da amare e qualcosa in cui sperare. Ecco io lo trovo un proposito tanto semplice quanto illuminante che intendo applicare in ogni fase della mia vita in modo da tenermela bella stretta la mia bussola.

Ikigai

E io ti penso andando in bicicletta

Quante volte mi hai chiesto se volessi venire a fare un giro in bicicletta con te e troppe volte la mia risposta a questa tua domanda è stata negativa. Avevo da studiare o apparentemente di meglio da fare. Ieri, a sette anni dall’ultimo giorno che abbiamo passato insieme, ho preso la bicicletta un paio di volte per sbrigare delle commissioni. Inutile scrivere che quando monto in sella i miei pensieri sono spesso rivolti a te che mi hai insegnato ad andarci in bicicletta. Tu non guidavi volentieri l’auto e ti spostavi quasi sempre in bici. Avevi i tuoi percorsi e in estate un’abbronzatura invidiabile ma tipo muratore e io ti prendevo in giro. Spesso i miei amici mi dicevano “Sai che ho visto tuo papà in bicicletta oggi?!” e io tra me e me pensavo: “Sì, certo non sembrerebbe neanche lui senza”.

Quanto vorrei che, come eri solito fare, aprissi per metà la mia porta e sbucassi da dietro con la testa chiedendomi: “Ti va di venire a fare un giro in bicicletta con me?”, la mia risposta questa volta sarebbe positiva: puoi scommetterci. So che però questo non potrà più accadere e allora mi accontento di portarti nel cuore, perché anche se non ci sei più, io so che pedali sempre al mio fianco.

L’interno di un ristorante a Granada che si chiama “La bicicleta”

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Svegliarsi la mattina presto, venire abbracciata, vedere il sole appena uscita di casa, aprire Whatsapp e aver ricevuto così tanto messaggi di auguri nonostante la giornata sia iniziata da così poco tempo. Sentirmi bene anche perché ieri mi sono rimpinzata lo stomaco con una Donauwelle fatta in casa per il mio compleanno. Questo mio nuovo anno di vita mi piace già! Grazie a chi oggi mi ha già pensata e mi penserà!

La Donauwelle una torta tipica tedesca

Tutta la vita che c’è

Ed è così che la vita ti assale

in un giorno in cui per un momento

hai dubitato di te ma

confrontandoti più da vicino

con le tue sensazioni

hai scoperto dentro di te un’energia

a cui non eri più abituata.

Ne hai quindi trovato conferma

guardando una pianta in fiore:

la vita è dentro di te e

intorno a te.

Basta solo che ti fermi a

coglierne la potenza.

Non c’è nulla di buono, a meno che non lo si faccia

Questa frase di Erich Kästner mi è capitata oggi tra le mani e mi ha fatto riflettere su un punto a cui sto pensando da tutta la settimana: nella vita bisogna prendere la responsabilità delle proprie azioni e se si desidera cambiare qualcosa bisogna impegnarsi.

Desideri stare bene?! Devi impegnarti a sentirti bene, controllare e indirizzare i tuoi pensieri nel verso giusto non permettendoti di dubitare delle tue azioni se volte in quella direzione. Questo vale per ogni cosa.

Devi uscire dalla cosiddetta comfort zone e muoverti nella direzione desiderata perché se non lo fai tu nessuno potrà farlo per te. Tu sei il tuo compagno di viaggio e l’attore principale della tua vita: è inutile quindi remarti contro e scegliere la via più comoda se non è quella che desideri.

Una cosa è certa: arriverà quel momento in cui ti guarderai dentro e ti chiederai se quello che hai vissuto fino ad allora ti abbia reso felice e per non risponderti in modo negativo devi tirarti su le maniche nel migliore dei casi a partire da adesso. Non puoi permetterti di essere pigro perché il tuo tempo è limitato e ogni vita vale la pena di essere vissuta a pieno, anche e soprattutto la tua.

Sii gentile con te stesso ma allo stesso tempo non darti per scontato, scegli sempre di sentirti bene nella tua pelle e sii fedele ai tuoi principi praticando quello in cui credi. Pretendi solo il meglio per la tua vita perché te lo meriti e te lo devi.

Io sorrido alle farfalle

Ogni volta che vedo volare una farfalla penso a te. Il motivo è che giorno del tuo funerale, dopo la celebrazione, parlando sotto casa con un’amica una farfalla bianca mi è volata intorno. Sembrava quasi volermi abbracciare e io per un attimo ho pensato fossi tu. Da allora sorrido alle farfalle in tuo ricordo.

Una farfalla ieri sul mio terrazzo