Condividere

„Condividere“ è stato uno dei primi verbi che ho insegnato a Dominik in italiano. Lui che, da figlio unico, ha sempre avuto tutto per se ma durante la nostra relazione ha condiviso con me tanti momenti e tante cose.

Io nell’ultimo periodo sto condividendo un oggetto che pensavo fosse solo interessante per me: il mio cuscino da meditazione.

Da quando nostra figlia sa sedersi e rialzarsi autonomamente, il mio cuscino da meditazione ha ampliato la sua funzione. È diventato postazione di lettura. Nostra figlia sceglie un libro dallo scaffale, lo porta a passeggio per tutta la sala, si siede sul cuscino da meditazione e aspetta che io legga ad alta voce il contenuto del libro. Ripetiamo questo flow molte volte durante l’arco della giornata. La lettura è per lei una grande passione e io sono felice che si senta comoda sul mio cuscino che adesso è un po‘ anche suo.

Quando una nuova vita entra nella tua ne stravolge il significato e, da questo nuovo incastro, nasce sempre qualcosa di unico.

Il nostro cuscino di meditazione

Come posso essere d’aiuto?

Ieri mi è accaduto nuovamente: la vita mi ha fatto notare proprio quello di cui avevo bisogno.

Ero alle casse self-service del supermercato, quando sentire il commesso relazionarsi con una cliente mi ha distratto dal mio impacchettare.

Era un ragazzo giovane, probabilmente uno studente, che, per arrotondare, lavora come commesso al supermercato di Weil der Stadt. “Come posso essere d’aiuto?” chiese gentilmente a una signora anziana che, per non fare la coda, si era cimentata, forse per la prima volta, con la cassa self-service. Una domanda semplice e gentile che rappresentava a parole un pensiero a me caro. Una domanda che ne implica tante altre. “Come posso io mettermi a servizio di qualcun altro?”. “Come posso io con le mie azioni essere utile alla società?”. “Come posso svolgere il mio lavoro in modo gentile e premuroso verso gli altri?”.

Io credo che la vita abbia un altro sapore se le nostre azioni non sono rivolte a soddisfare il nostro ego. Se siamo umili abbastanza da metterci al servizio del prossimo, vedremo in ciò che compiamo un senso più grande. Se siamo in grado di rimpicciolirci, non mettendoci in cima alla lista, saremo capaci di sentirci parte di un insieme più grande.

Quel ragazzo al supermercato ha fatto proprio questo: si è messo a disposizione, svolgendo il suo compito in modo gentile e rispettoso verso chi gli stava di fronte.

La gentilezza è una qualità che può essere allenata e che ci permette di sentirci parte di qualcosa di più grande

Parlane con qualcuno

Sto ascoltando l’ultimo libro di Elizabeth Gilbert ‚All the way to the river‘ e ne sono davvero catturata. La storia è struggente, vera e semplicemente piena di vita. L’autrice si apre con i suoi lettori allo stesso tempo in modo coraggioso e autentico. Tratta il tema della dipendenza, amorosa e da sostanze stupefacenti, in un modo schietto e privo di giudizio. Non ho mai sentito qualcuno parlarne così finora in vita mia.

Condivido con Elizabeth Gilbert l’idea che, quando c’è qualcosa che ti turba talmente tanto da perdere la tua calma interiore, l’azione migliore che tu possa fare è parlarne con qualcuno. Aprirti con un amico può salvarti. Esprimere il tuo pensiero e le tue preoccupazioni a voce alta, condividendoli con una persona fidata, ti permetterà di alleggerire il carico.

Non tenere tutto dentro, finirai per rimuginare. Racconta quello che ti impegna la testa. Troverai in chi ti ascolta magari non la soluzione ma sicuramente una persona su cui contare per condividere il cammino fino alla tua prossima tappa.

Siamo tutti fiori dello stesso giardino

Talk it out

Una tecnica efficace, quando si ha la testa annebbiata dai pensieri, è quella di aprirsi con qualcuno raccontandoglieli. Serve a riordinare le idee oltre che a esternare ciò che non ci lascia pace.

Questa pratica in inglese si chiama „Talk it out“ e incoraggia a tirare fuori le proprie preoccupazioni confrontandosi con qualcuno. Il semplice fatto di aprirsi, raccontando quello che ci impegna la testa, a una persona fidata può aiutare a condividerne il peso.

Quando hai difficoltà a gestire le tue emozioni, prova a condividerle con qualcuno a te caro, vedrai che, esprimendole, perderanno volume e che il confronto con questa persona potrà portarti più avanti di quanto tu da solo non sia in grado di arrivare. Il carico emotivo, se condiviso, è più leggero.

Le emozioni non devono per forza seguire il loro corso nella nostra testa. Possono essere gestite come il corso di un fiume. Se le condividi saranno più leggere.

Di promoter giovani e non

Dal 2005 al 2008, per non pesare sui miei genitori che già mi finanziavano gli studi, arrotondavo lavorando come promoter nei supermercati. Era un lavoro durante il fine settimana che si sposava bene con gli orari delle mie lezioni universitarie. Mi aveva aperto la strada mia sorella, che lavorava in una delle agenzie pubblicitarie coordinando le azioni di marketing delle aziende.

Io mi divertivo e svolgevo il mio compito con dedizione perché già da allora credevo che ogni lavoro, se fatto con passione, fosse motivo di orgoglio. Il supermercato , dove ero attiva più spesso, era l’esselunga di via Lorenteggio a Milano che credo ancora oggi ci sia.

Ieri mattina, sono andata a fare la spesa all’E-Center di Weil der Stadt, e una signora anziana promuoveva delle marmellate. Aveva un banchetto con delle fettine di pane con sopra diversi gusti di marmellata. Mi ha chiesto se volessi provarne una e io ho accettato con piacere.

Questo evento, oltre ad avermi riportato ai tempi in cui ero io ad avere bisogno di arrotondare, mi ha fatto riflettere su un punto che non spesso è chiaro a chi parla della forza economica tedesca. La pensione di base in Germania non è assolutamente paragonabile a quella italiana anzi è molto più bassa. Gli anziani, che magari non hanno svolto lavori molto qualificati, si trovano a girare ogni centesimo. Spesso infatti sono costretti a lavorare nonostante siano in pensione. Questo però porta con se il vantaggio che, lavorando più a lungo, le persone della terza età si mantengono fisicamente e intellettualmente attive.

A quella signora al supermercato va quindi la mia stima e simpatia.

Il supermercato di Weil der Stadt

Ascolta il tuo corpo

Qualche anno fa una collega di lavoro mi diede un feedback molto interessante. Mi disse che tendevo sempre allinearmi alle preferenze altrui ponendomi troppo poco la domanda: „Io di cosa ho bisogno?“.

Riconobbi subito un fondo di verità in quelle parole e iniziai a osservare il mio comportamento. Effettivamente era così: allora troppo spesso compiacevo invece di seguire quello di cui necessitavo io. Iniziai a lavorarci su e a indagare sui miei bisogni cercando di metterli al primo posto.

Con la gravidanza e la maternità ho migliorato ancora di più questa mia nuova abilità. Mi è diventato chiaro che per funzionare bene è necessario guardarmi dentro e cercare di soddisfare le mie necessità. Solo così posso essere quel genitore emozionalmente maturo che, rispettando se stesso, è in grado di relazionarsi in famiglia con equilibrio.

Credo che imparare ad ascoltare il proprio corpo, agendo di conseguenza, sia uno dei segreti della vita adulta, per dirla alla Gretchen Rubin. È fondamentale ricordarsi che la nostra prima priorità e l’unica persona su cui abbiamo il controllo siamo noi.

E tu ti ascolti a sufficienza?

Prenditi cura di te stesso come di una pianta.

Piccoli passi

A volte la vita ci mette di fronte a situazioni inaspettate e che in un primo momento ci possono sembrare insormontabili. Quando questo accade, è fondamentale non farsi paralizzare e non cadere così in uno stato di immobilità fisica e mentale.

Una cosa che aiuta sempre è quella di tagliare l’elefante a piccole fette e concentrarsi sui piccoli passi che possiamo eseguire in modo immediato. Entreremo così in uno stato di flow che ci permetterà di sentirci in grado di mantenere salde tra le mani le redini della nostra vita.

Gli ostacoli possono rappresentare una sfida e sono sempre un importante banco di prova . Affrontandoli potremo conoscerci meglio e capire il nostro carattere.

Non lasciarsi andare ma mantenersi motivati e attivi ci permetterà di proseguire sul nostro percorso e di superare qualsiasi difficoltà.

Avere un’impostazione mentale positiva può anche rappresentare un vantaggio. Vedere e riconoscere il bello che caratterizza le nostre giornate può essere di grande supporto. Praticare attivamente la gratitudine è sempre una buona idea, non solo in una fase complicata.

Se stai affrontando un periodo difficile, non disperare: pensa a tutto quello che hai e concentrati sul primo piccolo passo che puoi intraprendere. I successivi seguiranno e la confusione nel tuo spirito svanirà.

Il tuo percorso può essere pieno di curve difficili. Non perdere mai il tuo baricentro e concentrati sul prossimo piccolo passo.

Siamo sempre in tempo a correggere il tiro

Da quando ho rincominciato a lavorare dopo la maternità sto facendo un po‘ di fatica a dosare le energie e a trovare un nuovo equilibrio tra le tante cose da fare. Mi sono anche accorta di aver concentrato le mie priorità in modo sbagliato tagliando attività che mi hanno sempre supportata, come lo sport e la meditazione, e arrivando così a un disequilibrio. Alcuni giorni ho avuto degli atteggiamenti sbagliati non riconoscendomi in ciò che facevo o dicevo.

Ho coltivato sempre un buon grado di introspezione e mi sono resa conto quasi immediatamente di essere sulla strada sbagliata. Avevo due scelte: continuare così o correggere il tiro. Mi sono decisa per la seconda opzione.

Quando ci accorgiamo di aver sviluppato dei tratti che ci fanno vivere male le nostre giornate, siamo sempre in tempo a cambiare atteggiamento. L’importante è non rimandare ma applicare fin da subito il modo in cui vogliamo sentirci, ossia quello in cui ci riconosciamo. Non dirci: „Da domani cambio musica!“ ma farlo immediatamente anche con un piccolo gesto nella giusta direzione. Ci farà sentire meglio e allenerà il cervello a scegliere ciò che è per noi più giusto.

Siamo sempre in tempo a correggere il tiro perché quello che ci caratterizza oggi e in cui non ci riconosciamo possiamo sostituirlo con una versione migliore di noi. Basta non avere paura di fare il lavoro necessario per raggiungerla.

Coltiva i tuoi pensieri come i fiori in un giardino

Accorgiti del bello

Hey tu, che a volte cammini per strada con lo sguardo rivolto sullo smartphone, che hai gli auricolari per non confrontarti con il silenzio della tua vita e che rischi così di perdertela. Fermati un attimo: ti sei già guardato intorno oggi? Hai notato per caso i fiori che stanno sbocciando nel giardino del palazzo accanto al tuo? Ti sei fermato ad annusarli? Come no?! E perché?!

Il bello ti circonda, sta a te prenderne coscienza in modo consapevole.

La bellezza è ovunque basta solo coglierla

Camera familiare

Non scrivo molto sul mio essere mamma ma c‘è un fatto che voglio condividere qui perché ha facilitato l’inizio del nostro percorso di genitori.

In Germania si ha la possibilità, previa disponibilità, di richiedere in ospedale una camera familiare durante il periodo di degenza per un parto. Per noi è stato possibile e di questo siamo stati molto grati. Non solo non mi sono trovata da sola a gestire la neonata ma anche il suo papà ha potuto instaurare con lei un legame forte fin da subito. Abbiamo trovato secondo me più facilmente la nostra dimensione come famiglia.

Ci sono stati anche momenti divertenti: io come neomamma ricevevo un trattamento da regina da parte della mensa dell’ospedale, per far sì che il mio corpo avviasse l’allattamento, mentre Dominik riceveva solamente il menú vegetariano guardando con invidia il muffin nel mio vassoio.

Per me avere una camera familiare solo noi tre è stato davvero un game changer. Potevamo organizzarci e riposarci come necessario senza doverci preoccupare dei bisogni di qualcuno esterno alla nostra famiglia.

Ovviamente questo non è sempre possibile negli ospedali tedeschi e costa un sovrapprezzo che però secondo me vale la pena pagare.

Ne scrivo perché ritengo importante mostrare quello che funziona bene qui per incentivare un miglioramento altrove.

Immagine: Mistral AI