Gratitudine

Quando la tua settimana inizia, dopo un weekend all’insegna dell’amicizia vera, incontrando il tuo ortolano greco che, mentre cammini per andare a prendere il treno, ti saluta e sorridendoti ti porge un melograno così regalandotelo…


…non puoi che essere grata delle persone che la vita ti ha donato e che tu hai scelto come compagne di cammino. Risulta così facile e naturale sentirsi ricchi dentro.

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Buon compleanno papà!

Avresti raggiunto i 69 oggi e questo è il terzo compleanno che festeggiamo senza di te. 

Inutile scrivere che mi manchi, quello che però mi sento di affermare è che sei presente nel mio quotidiano in tanti modi e altrettante situazioni. Il tuo ricordo è vivo e costantemente presente in me.

Oggi Stoccarda mi regala una giornata quasi primaverile con clima mite, sole e cielo azzurro. Voglio immaginarmi allora che questo 10 marzo saresti sceso in cantina, avresti pompato le gomme alla tua bicicletta e avresti pedalato sull’Alzaia almeno fino ad Abbiategrasso. Avresti riempito i polmoni di aria pulita, saresti poi tornato a casa e, immerso nella lettura di un libro giallo, avresti trascorso il resto della tua giornata aspettando di spegnere le candeline questa sera sulla torta che la tua Domenica avrebbe immancabilmente comprato dal Tarantola.

Ecco oggi secondo me sarebbe andata così. Tutto questo testo per augurarti solamente tanti auguri di buon compleanno papà!

Con affetto

Angela

Rallentando

Quando il tuo corpo

ti segnala di rallentare

non tirarti indietro.

Siediti,

respira e

vivi il momento

con consapevolezza.

Solo così sarai in grado

di ottenere una

perspettiva differente

sul presente e

un nuovo slancio

nel definire il futuro.

Riconosci i segnali che

il tuo corpo ti invia.

Insieme alla tua mente, lui è

parte importante di te.

Proprio così

Voglio andare avanti negli anni diventando come la signora di circa 75 anni che ho incontrato questa mattina sul treno per andare al lavoro. 

Minuta con capelli corti e bianchi, occhiali con montatura leggera e nera, scarpe, giacca e zaino rossi e una piccola valigia nera. Era in viaggio verso l’aeroporto per partire per chissà dove.

Aveva uno sguardo attento e gentile che si è illuminato alla vista del sole e regalandomi un sorriso.

Ecco è proprio così che mi auguro di diventare, attenta e gentile ma soprattutto in grado di sorridere a una bella giornata di sole che solo la vita è in grado di regalarmi.

Belle tradizioni imparate da altrettanto belle persone

Tre mesi dopo il mio trasferimento lampo in Germania, avvenuto in soli otto giorni, mi sono resa conto che vivere nell’appartamento che in fretta e furia avevo trovato, senza visitarlo di persona da Milano, e che condividevo con altri tre ragazzi che davano un altro significato alla parola ‘pulizia’ rispetto a quello che davo io non era cosa buona e giusta.

Mi misi quindi alla ricerca di una nuova stanza e capitai una sera a cena a casa di Ursel per presentarmi e conoscere sia lei che la sua coinquilina Rui. Affermare che fui subito rapita dalle storie e dai racconti di queste due donne è dire poco. Benchè la nostra fosse solo una cena per conoscerci e vedere se una convivenza sarebbe stata possibile alla sua fine le ringraziai e dissi loro che per me era stato davvero un piacere aver trascorso del tempo insieme avere avuto la possibilità di conoscerle al di là di come si sarebbero decise.

Non solo la camera mi venne data in affitto ma con Ursel e Rui si instaurò un’atmosfera che non mi è proprio facile descrivere a parole e questo, a dire il vero, non mi accade troppo spesso. Nei quasi due anni di convivenza tra noi si instaurò un legame forte come in una famiglia. Le chiacchiere a tavola, dopo aver mangiato, erano lunghe e stimolanti.

In questo periodo trascorso insieme a loro, non solo sono cresciuta ma anche sono sbocciata come mi disse, poco prima che mi trasferissi nel mio primo appartamento da sola a Karlsruhe, Ursel.

In quella casa si sfornavano torte la domenica, si producevano tartufi e biscotti a Natale e c’erano sempre fiori freschi sul tavolo della cucina. Quest’ultima ‘tradizione’, dato il mio scarso senso di fiducia in me stessa nell’infornare dolci, la sto mantenendo anche adesso che vivo con Dominik a Stoccarda.

Quando ero alla ricerca di un nuovo impiego ho scoperto un negozio di fiori davvero particolare, dove i due proprietari non solo sono gentili ma sono anche pazienti soprattutto con me e il mio tedesco quando ogni volta gli chiedo: “Scusi, che bello questo fiore ma… come si chiama?”. Il negozio si chiama TwoForDeco e si trova a Stoccarda nella Schwabstraße, vicino a Hölderlinplatz.

Celosia
La mia celosia sul nostro tavolo da cucina
Prima riuscivo ad andarci ogni settimana, l’obiettivo adesso è ancora quello ma tra lavoro, scuola guida, corso di spagnolo e sport non riesco più effettivamente così spesso. Oggi però ce l’ho fatta e ho comprato una celosia. Ovviamente ne so il nome perchè l’ho chiesto. E’ un fiore stupendo secondo me e cresce addirittura in Germania.

Sono grata di avere incontrato sulla mia strada Ursel e Rui e di aver potuto trascorrere insieme a loro i miei primi due anni in Germania. Ricordo con piacere i momenti condivisi e sono contenta di applicare nel mio quotidiano questo e i tanti piccoli riti che ho imparato ad apprezzare vivendo insieme a loro come, per esempio, accendere una candela durante i pasti, dividere meticolosamente il bucato e meditare ogni giorno.

E voi quali tradizioni avete scoperto e applicate tutt’oggi grazie a persone incontrate durante il vostro percorso? Fatemi sapere che sono curiosa.

 

 

Lavorando a testa alta

È bello avere un compito, un motivo per cui alzarsi la mattina. Farlo volentieri perchè si ha voglia di imparare, di stare in mezzo alla gente e di mettersi in gioco. Da un mese e mezzo ho ripreso a lavorare, dopo un anno di pausa durante il quale ho imparato tante cose su me stessa e ho affrontato temi con i quali non mi ero mai confrontata prima. 

Per mia fortuna ho trovato un posto di lavoro molto stimolante e un ambiente internazionale che è proprio quello nel quale io mi sento più a mio agio.

In questo ultimo periodo ho avuto sempre di più la conferma di quanto per me sia importante lavorare. Non ci rinuncerei per nulla al mondo perchè mi piace, mi stimola e ne ho bisogno come persona.

A muovere la passione che metto nel mio lavoro è la mia voglia di imparare e di rendermi utile sia ai miei colleghi che allo scopo della mia impresa. L’azienda per cui lavoro si occupa di coordinare progetti di traduzione mettendo in senso astratto culture e lingue diverse in comunicazione. Questo mi ha sempre affascinata e forse è proprio per questo motivo che a lavoro ci vado volentieri.

Lavorare offre in generale molta più indipendenza perchè alla fine del mese l’importo del proprio conto corrente sale. In questo modo è più facile fare grandi progetti, pensare alle vacanze o prenotare i voli per un breve weekend a casa per rivedere i propri cari.

Per me in quanto donna lavorare è una cosa irrinunciabile che mi gratifica e mi rende una persona più completa. 

Ho avuto un anno di tempo per trovare la mia strada ma ora che l’ho trovata ci cammino a testa alta.

Non cammino sola

In questo periodo di inattività lavorativa ho arricchito la mia vita di molte esperienze dal significato particolarmente bello.

All’inizio di questo percorso mi sentivo sola, insicura e persa nell’elaborazione della perdita più grande che un figlio possa provare, quella di un genitore.

Ho deciso allora di rendermi utile alla mia nuova comunità del quartiere ovest di Stoccarda. Grazie al programma Nette Nachbarn (I vicini gentili) della chiesa di Sankt Elisabeth ho conosciuto e aiutato una bella famiglia italo-tedesca andando a prendere la loro piccola Alice all’asilo e riportandola a casa per tre pomeriggi alla settimana. Ogni sorriso che questa splendida bambina mi ha regalato ha un posto speciale nel mio cuore.

Ho condiviso momenti d’incanto con la persona con la quale spero di passare il resto della mia vita e che ho deciso di seguire qui a Stoccarda lasciandomi alle spalle un lavoro non più stimolante come all’inizio e cercando nuova avventura. Lui, Dominik, mi è stato vicino in questa fase non facile: mi ha corretto le lettere motivazionali con il mio tedesco non sempre all’altezza di essere chiamato tale, mi ha spronata a fare del mio meglio, ha saputo conosolarmi di fronte alle risposte negative e alla fine ha festeggiato il mio successo. E’ anche grazie a lui che il 1° giugno inizierò a lavorare come Project Manager in un’azienda di traduzioni coordinando i progetti di traduzione di un’importante azienda automobilistica.

Ho iniziato un tandem linguistico con una studentessa dell’Università di Stoccarda bravissima in italiano, Julia, dando inizio a una nuova bella amicizia. Siamo così diventate clienti fisse del bar Lumen, teatro dei nostri incontri, gustandoci per colazione le loro macedonie di frutta di stagione con e senza yogurt e il loro buonissimo cappuccino.

Ho iniziato la tradizione dei pranzi e del caffè con Katha il venerdì da me o da lei: un momento per stare insieme e per parlare di qualsiasi cosa ci venga in mente che ha rafforzato la nostra giovane amicizia.

Ho fatto una serie smisurata di chiamate su skype con mia mamma, scritto e chiamato mia sorella su Whatsapp, fatto il punto della situazione con Chiara dandoci forza a vicenda nel proseguire io nelle mie candidature e lei nel suo percorso di studi, ho scritto e-mail e messaggi alle mie amiche della Tribù, ho chiamato Cinzia a casa, ho ricevuto e-mail, lettere, bigliettini di incoraggiamento dalle due migliori coinquiline del mondo, Ursel e Rui, non ho mai mancato una telefonata del secondo lunedì del mese con Maria Carmela, ho gioito con Martina per la nascita di Margherita e ho risentito tante persone importanti che non cito per motivi di spazio ma che per me significano molto.

Ho soprattutto scoperto, o meglio ri-scoperto, di avere un lato spirituale molto forte. Ho iniziato a meditare e ho ricominciato a pregare. Ho preso parte a diverse preghiere di Taizé, ho scaricato la app di meditazione Calm appassionandomi al significato della consapevolezza e ho conosciuto Repa, una suora buddista, prendendo parte alle sue classi di meditazione del martedì in pausa pranzo.

In tutto ciò mi sono persa interiormente uno svariato numero di volte ma, buona notizia, mi sono sempre ritrovata e ho imparato non solo a chiedere aiuto ma ad affidarmi e a mollare la presa. Non sono arrivata, ho molta strada da fare ancora però ho una grande certezza che mi accompagnerà sempre nel mio percorso: non cammino sola.

Quello che mi sento di scrivere oggi è che non importa quanto buio ci sia nella vostra stanza, quanta sofferenza vi portate dentro o quanto male vadano le cose nell’ultimo periodo: non siete soli, i vostri cari e i vostri angeli vi proteggono. Dio vi guarda e non vi molla, sì perché un Dio c’è: io ci credo, non sarei qui oggi a scrivere questo pezzo se non ci fosse. Voi come me, non camminate da soli: non abbiate paura, fatelo questo primo passo. Il resto verrà da sè! Affidatevi.

Credi nella vita!

Credi nella vita anche quando non ti va, quando sei giù e quando tutto non va come immaginavi. Credi nella vita perché i momenti sono passeggeri ma le sensazioni no: se ti senti male ora non vuol dire che fra poco, senza intraprendere alcuna azione, starai meglio. Solo concentrandoti su sensazioni e pensieri positivi la tua situazione momentanea migliorerà.

Credi nella vita, nei respiri, nelle pause e nelle passeggiate per schiarire i pensieri.

Credi nella vita che ti dona amore, amicizia e affetto: tre A per cui vale la pena lottare.

Credi nell’amore che ti fa sorridere, ti fa essere spensierato e ti insegna ad affidarti completamente a un’altra persona arricchendo la tua quotidianità di un valore e di una forza che non sono da sottovalutare. Amare è crescere, scoprire e donare per il puro scopo di veder ancora una volta quel sorriso e quegli occhi che tanto ci rendono così pieni.

Credi nell’amicizia, in quella vera ma anche in quella che delude. Aprirti a una persona amica ti alleggerirà il carico, ti farà vivere momenti preziosi e capire che di condividere storie, passioni e tempo libero con un amico ne vale sempre la pena. Non solo lo conoscerai meglio ma sarai in grado di esplorare il tuo essere in modo più profondo. Dalle delusioni in campo di amicizia trarrai una grande lezione: nella vita nulla dura per sempre. Farai allora tesoro di ogni momento bello condiviso, crescerai e andrai avanti non perdendoti d’animo. Un’amicizia è un’esperienza nella quale bisogna sempre investire. La perdita di un amico ti lascerà un vuoto che imparerai a colmare con il ricordo positivo del tempo passato insieme.

Credi nell’affetto ma soprattutto dedica del tempo ai tuoi affetti: fagli sentire che ci sei e che gli sei accanto, non importa quanto lontano tu sia. Fai attenzione alla qualità del tempo che dedichi a loro, sii te stesso e apriti anche quando non ti va, anche quando non vuoi dare né fastidio né essere di peso. Gli affetti più cari sono sempre con te e ti supportano in ogni fase della tua vita senza limiti perché ti amano incondizionatamente.

Credi nella vita che è, come disse un mio professore, stronza perché è improvvisa e sa creare sofferenza senza fare sconti. Credi nella vita perché il bello non è farsi il fegato amaro ma affidarsi, dare il massimo, rimanere positivi e non perdere la testa anche nelle situazioni più dure.

Credi nella vita perché la tua vita sei tu. Tu solo hai il potere di cambiarla e di creare la tua strada nel modo più opportuno. Non ti chiudere in te stesso: esci, stai in mezzo alla gente, leggi, canta e balla perché la vita è una e, una cosa è certa, saprà sempre sorprenderti. Sii attaccato alla tua vita perché ne vale sempre la pena.

Il campo è il mondo, nel mondo ci sei tu. Gioca!

Fuoco della vita
Il fuoco della vita che hai dentro