Gioca, ridi, pensami

di Henry Scott Holland – mia traduzione in italiano

La morte non significa nulla. Mi sono solo nascosto qui accanto. Io sono io e tu sei tu. Tutto ciò che siamo stati l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il mio solito nome fidato. Parla di me come hai sempre fatto. Non cambiare il tuo tono. Non costringerti a una solennità o una tristezza forzate. Continua a ridere dei piccoli scherzi che ci facevano così divertire insieme. Gioca, ridi, pensami, prega per me. Lascia che il mio nome venga usato così di frequente come è sempre stato. Nominami in modo incurante e senza traccia di ombra. La vita significa tutto ciò che ha sempre significato finora. È tutto come al solito. La vita continua senza limiti e ininterrottamente. Non è la morte solo un inconveniente privo di significato? Perché dovrei venire dimenticato, solo perché tu non mi vedi più? Intanto io ti aspetto, standoti vicino, sono solo dietro l’angolo. Va tutto bene.

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Il valore di una promessa

Questa mattina sono andata in centro a Stoccarda a piedi. Non ci vuole molto tempo da dove abito: solo 20 minuti. Dopo aver fatto acquisti mi sono diretta nuovamente verso casa. Mi trovavo all’incrocio di Berliner Platz con altre quattro persone: un uomo sulla cinquantina, una coppia di sessantenni e una signora sui settant’anni. Il semaforo pedonale era rosso ma questo non ha impedito all’uomo e alla coppia di attraversare dato che non arrivavano macchine da destra. Io invece che, come mi dice qualcuno, sono a volte più tedesca dei tedeschi, dato che non avevo fretta, sono rimasta ferma ad aspettare il verde. Accanto a me questa signora minuta, con gli occhiali e i capelli bianchi a caschetto. Nel momento in cui scatta il verde la signora mi dice: “Ora sì che possiamo attraversare”. Io le rispondo annuendo. Arrivate sul marciapiede al lato opposto della strada, la signora continua dicendomi: “Non va bene attraversare la strada con il rosso da pedone”. Io le dico “Soprattutto se ci sono bambini, possiamo essere un cattivo esempio per loro”. Lei ribatte dicendomi: “Non solo anche per se stessi, metti che ti si storta la caviglia e rimani in mezzo alla strada mentre passano le auto. Gli automobilisti poi passano per scemi quando in realtà non potevano farci nulla. Mio marito, che ormai sono anni che è morto, mi ha detto una volta: ‘Promettimi che non attraverserai mai con il rosso perchè è pericoloso’. Io mi sono sempre attenuta alla mia promessa”.
Questa signora ha dato un tono diverso alla mia giornata: dimostrandomi che quando una promessa è sensata ed è fatta alla persona che si ama la si mantiene anche quando questa viene a mancare.

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Ebola: una mina anche culturale per le famiglie africane

L’ebola, la malattia che sta colpendo negli ultimi mesi in modo drastico l’Africa occidentale, sta avendo effetti ancora più devastanti per i bambini con un grave impatto sulle loro vite. I bambini, infatti, non solo rischiano di contrarre il virus e di ammalarsi ma, se rimasti orfani, spesso non riescono a trovare familiari disposti a prendersi cura di loro. Sembra quindi andare verso il deterioramento la cultura tipicamente africana delle famiglie allargate.

“I bambini non vanno a scuola da mesi – dichiara Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia – poiché le scuole pubbliche sono state chiuse e gli spostamenti sul territorio sono stati limitati. Soffrono per lo shock e il trauma di aver assistito alla perdita dei propri cari e hanno un disperato bisogno di assistenza”.

Dati sull'epidemia - Fonte Plan Italia
Dati sull’epidemia di Ebola – Fonte Plan Italia

Secondo fonti governative, in Liberia sarebbero 300 i bambini orfani a causa dell’Ebola mentre in Sierra Leone 309. Attualmente il virus si è diffuso nei seguenti sei paesi africani: Guinea, Sierra Leone, Liberia, Nigeria, Senegal e Repubblica Democratica del Congo. I dati dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità del 14 settembre riportano 5.357 casi e 2.630 morti.

“In Liberia in una settimana ci sono stati 17 morti e 4 dei nostri bambini sostenuti a distanza hanno perso i loro genitori in un piccolo villaggio nel distretto di Popalahun, Contea di Lofa – racconta il Direttore Nazionale di Plan Liberia, Koala Oumarou –. Sempre più bambine e bambini vengono separati dai loro genitori o perché questi muoiono o perché vengono mandati da parenti in aree non colpite per paura che i piccoli si ammalino. Una preoccupazione pressante è che nelle comunità prese di mira dall’Ebola la cultura di prendersi cura dei bambini degli altri sta scomparendo. Le famiglie allargate non vogliono più occuparsi degli orfani di genitori morti per il virus in quanto temono di essere contaminate o di essere stigmatizzate dalla comunità che le isolerebbe. I bambini sono così abbandonati a loro stessi senza cibo e nemmeno cure.”

Gli orfani che hanno assistito alle morti dei loro familiari sono in un continuo stato di shock, vedono corpi inermi sulle strade, uomini con maschere e divise che spruzzano liquidi disinfettanti, a loro sconosciuti, nelle case dei vicini. “Non vengono coinvolti in attività ricreative che possano aiutarli a buttar fuori le loro paure e trovare conforto – afferma la specialista di Plan International nella Protezione dei Bambini Anita Queirazza – inoltre i bambini nei centri medici non hanno alcun appoggio psicologico e vengono lasciati soli proprio quando hanno ancor più bisogno di sostegno”.

Bambini orfani soccorsi da staff Plan Liberia - Fonte Plan Italia
Bambini orfani soccorsi da staff Plan Liberia – Fonte Plan Italia

Plan sta per questi motivi priorizzando le attività rivolte ai bambini nei Paesi colpiti dall’Ebola dove opera. In Sierra Leone Plan è presente dal 1976, in Liberia dal 1982 e in Guinea dal 1989. Queste azioni sono soprattutto relative alla prevenzione infantile, alla gestione dei casi, al primo soccorso psicologico e all’insegnamento di misure salva-vita.

Plan ha inoltre stretto una collaborazione con International Medical Corps, leader in materia di risposta alle emergenze e nell’ambito della salute mondiale, con l’obiettivo di prevenire il contagio e di ridurre il numero dei morti. Per rafforzare le capacità professionali del personale sanitario, le due organizzazioni hanno intenzione di formare professionisti sanitari regionali e di primo intervento per rispondere e controllare il diffondersi dell’infezione in Africa occidentale.

Questo piano di intervento prevede un approccio graduale in cui è previsto che International Medical Corps si concentri inizialmente sulla gestione dei casi e del loro trattamento e che Plan si focalizzi sul mobilitare le comunità e renderle consapevoli della salute pubblica. Ulteriori attività saranno sviluppate a seconda delle necessità che emergeranno.

Plan e International Medical Corps lavoreranno a stretto contatto con i Ministeri locali della Sanità, le organizzazioni comunitarie, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e altre agenzie umanitarie e sanitarie a carattere internazionale.

Lo scamone e le attese alla fermata del tram. Un racconto per i Ritratti di Ringhiera.

Un mio testo scritto in gioventù

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Un altro ritratto per la Casa di Ringhiera, con tante grazie ad Angela per aver partecipato.

Lo scamone e le attese alla fermata del tram

di Angela Fradegradi

Siamo al supermercato, in cassa, mia moglie si accorge puntualmente di essersi dimenticata di comprare qualcosa. “Franco, puoi andare al banco del macellaio a prendermi quattro bistecche di scamone?! Tagliate sottili mi raccomando! Non so proprio cosa cucinare oggi a mezzogiorno altrimenti”. “Va bene, cara, vado subito!”. Tutte le volte che mia moglie mi spedisce a fare la coda dal macellaio non riesco a non pensare al Luigino e a quella volta che, a tredici anni, durante il suo primo giorno di lavoro dal macellaio del paese, si rifiutò di prendere e portare una bestia di trecento kg divisa in quattro pezzi, mettendo così a repentaglio la sua carriera da ‘affetta carne’ e perdendo così il posto di lavoro su due piedi.

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nph: un grande aiuto per le donne latino-americane

E’ un mattino fresco. Nella sua casupola una contadina si sta mettendo la sua veste colorata, l’unico abito che possiede. Deve percorrere un lungo tragitto. Si mette sulle spalle un sacco pesante che contiene frutta. La sua meta è il mercato settimanale nella prossima città dove vuole vendere quel poco che è riuscita a raccogliere. Spera di racimolare qualche soldo per comprare il latte per i suoi bambini.

Questa contadina appartiene alla popolazione indigena latino-americana. Quattro sue caratteristiche la rendono una perdente della società: è donna, vive in campagna, non ha istruzione ed è indigena. Le si prospettano così poche possibilità di uscire dalla povertà e i suoi figli, in particolare le femmine, dovranno far fronte molto probabilmente al suo stesso destino.

Purtroppo in America Latina la vita delle ragazze provenienti da un ambiente sociale debole e, in particolare, di origine indigena non ancora è migliorata. Sono sempre molte le ragazze che devono lasciare la scuola per aiutare le proprie famiglie. Senza istruzione possono solo svolgere lavori mal pagati e spesso rimangono molto presto incinte. Siccome i padri, nella maggior parte dei casi, non guadagnano abbastanza per sfamare le proprie famiglie, abbandonano le mogli e i figli. Sono quindi le donne le uniche responsabili del reddito famigliare e contemporaneamente dell’educazione dei figli. Per loro la via di uscita dal circolo vizioso della povertà è lontana.

Inoltre le ragazze e le donne latino-americane sono spesso vittime di violenza anche di tipo sessuale, da cui conseguono spesso gravidanze indesiderate che gli rendono la vita ancora più difficile.

Per aiutare le madri single, nph honduras ha fondato i villaggi per bambini ‘Pasos Pequiñitos’ (Piccoli Passi). In questi villaggi si offre aiuto alle donne che lavorano o che stanno facendo un apprendistato e che non sanno a chi affidare i figli durante la loro assenza.

Al fondatore di nph, Padre Wasson, era chiaro che il circolo vizioso costuito da condizioni di necessità, povertà e scarsa istruzione debba essere interrotto. Iniziare dai più piccoli è stato per lui una conseguenza logica. Considerava fondamentale che le bambine nei villaggi avessero accesso alle stesse possibilità di istruzione dei loro coetanei maschi. Un miglior livello di istruzione scolastica, da solo, non è sufficiente per migliorare il tenore di vita femminile. Anche l’affinare le abilità manuali gioca un ruolo particolare. Ancora oggi i punti cardine fissati da Padre Wassons sono al centro delle attività di nph: l’obiettivo dell’organizzazione rimane infatti quello di trasformare bambine in forti giovani donne.

Il rosa puzza!

Pinkstinks è una campagna contro i prodotti, i media e le azioni di markeing che prospettano alle bambine ruoli stereotipati e limitanti. Una campagna che crede che i bambini siano colpiti dalla ‘rosizzazione‘ femminile. L’obiettivo è ovviamente quello di sfidare e cambiare questa tendenza oramai crescente. In che modo?! Pubblicando testi e video e proponendo modelli femminili differenti ai bambini.

Emergenza Filippine: due iniziative per aiutare

Diverse le iniziative per aiutare le Filippine colpite dal tifone Hayan/Yolanda. Tra le tante vi sono anche due organizzazioni di cui spesso si è scritto su questo blog: una italiana, Plan Italia, e una tedesca, la Christoffel-Blindenmission (CBM). Associazioni dal carattere italo-tedesco come questo blog in fondo.

Plan si è subito attivata in Italia per raccogliere fondi. Questi andranno direttamente alla sede di Plan Filippine, attiva dal 1961. Il denaro verrà versato senza intermediari e potrà essere subito utilizzato. Plan Filippine già da prima di venerdì scorso è sul campo a portare soccorso offrendo ripari di emergenza, kit igienici e scorte di acqua. Yolanda ha duramente colpito tutti i programmi dove Plan Filippine è presente. Oltre 40.000 bambini adottati a distanza attraverso Plan International con le loro famiglie vivono in queste zone. L’organizzazione sta verificando in queste ore le perdite.  Sul sito web di Plan è possibile effettuare una donazione a sostegno di questa campagna.

La Christoffel-Blindenmission ha messo a disposizione 400.000 euro per offrire i primi soccorsi. Dieci fra i suoi partner si trovano nelle zone colpite dal tifone. Un team di esperti CBM è già a Iloilo City, nella provincia di Visayas, dove ha sede l’Association of Disabled Persons Inc. che è un partner dell’organizzazione tedesca. In quella zona vivono circa 10.000 persone disabili. Gli specialisti CBM si stanno concentrando nell’aiutare queste persone e nell’analizzare in dettaglio la situazione locale. E’ possibile sostenere l’attività di questi esperti direttamente dal sito CBM.

Un progetto indistruttibile contro la violenza sessuale

Un cartello bianco, un pennarello nero, donne e uomini coraggiosi. In questo modo la fotografa Grace Brown effettua degli scatti molto particolari di persone che hanno subito violenze sessuali. Sul cartello queste vittime scrivono le frasi che i loro aggressori dicevano prima o durante quell’atto di violenza che ha cambiato per sempre le loro vite.

Project Unbreakable così l’ha chiamato la 21enne Brown. L’obiettivo di questo progetto è di porre l’attenzione sull’importanza di un tema come quello della violenza sessuale. L’arte può aiutare in questi casi a reagire e a salvarsi.

Tutto ha avuto inizio per Grace Brown quando un sabato sera una sua amica le confidò una storia che le causò molta sofferenza. Questa storia così personale colpì molto la fotografa che capì subito quanto spesso tragedie come queste possano accadere. Questo pensiero le cambiò radicalmente la vita: il giorno dopo si svegliò con l’idea di Project Unbreakable.

Inzialmente Brown fotografò persone che conosceva e in seguito decise di fondare un Blog Tumblr. Non le era allora ancora chiaro però quanto questo progetto sarebbe diventato importante.

Project Unbreakable è stato nominato da Time Magazine uno dei 30 blog Tumblr più importanti del mondo e le sue immagini vengono condivise spessissimo sui social network.

Attualmente Grace Brown è in viaggio nel Nord America dove sta tenendo conferenze nei college e nelle università durante le quali sottolinea l’importanza di parlare del tema della violenza sessuale presentando il suo progetto.