E fattela una risata…

…che ci guadagni solo in salute.

Questo è quello che ci racconta il dottor José Pablo Werba del Centro Cardiologico Monzino di Milano nel video seguente.

Io a questo medico sono particolarmente affezionata perché ha seguito il mio papà per diversi anni affezionandosene. Veniva infatti spesso a trovarlo a casa quando, durante i suoi lunghi giri in bicicletta, passava per Gaggiano.

Credo che ognuno di voi possa riconoscere nei suoi occhi e nelle sue parole la bontà d’animo che secondo me lo caratterizza.

Buona visione!

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Una mamma racconta com’è avere figli all’estero

Condivido qui un articolo del Venerdì di Repubblica del 23 febbraio che recensisce il libro di Assunta Sarlo “Ciao amore ciao – Storie di ragazzi con la valigia e di genitori a distanza“.

Il tema di questo libro è l’emigrazione dei giovani italiani all’estero trattato però dal punto di vista dei loro genitori. A me l’articolo ha fatto un po’ sorridere anche se, in realtà, ruota attorno alla mancanza di prospettive per i giovani in Italia che,di per sé, è un tema piuttosto amaro.

Io sono dell’opinione però che non tutti i giovani che emigrano siano unicamente mossi dalla poca o mala offerta lavorativa italiana. Credo che un ruolo più importante giochino la voglia di immergersi in una realtà differente apprendendo o migliorando una lingua straniera,  il desiderio di avventura così come la volontà di vivere una vita indipendente e fuori dagli schemi imposti dalla società. Dove nasci in fondo non lo puoi decidere ma dove e come vivere sì.

Qualora abbiate voglia di leggere l’articolo di Brunella Giovara sul Venerdì potete farlo cliccando di seguito sul titolo: Come spedire un figlio all’estero e vivere (quasi) felici.

Conoscere l’Italia di Celentano

Sono a casa da sola e, stendendo il bucato, la mia testa vaga così tanto che ho bisogno di una distrazione. Decido allora di aprire l’app per ascoltare musica sul mio smartphone. Ho voglia di musica italiana e in particolare di un artista molto amato dalla mia famiglia: Adriano Celentano.

“Come mai tu che hai 31 anni ascolti Celentano?! Sei per caso una giovane vecchia?!”, leggo nei vostri pensieri.

Sono diversi i motivi per cui a me piace. Il primo di tutti è che i miei genitori mi hanno trasmesso questa passione. Da piccola ho visto tutti i suoi film con mio papà in televisione. Ricordo i sabati pomeriggio quando mia mamma, facendo i mestieri, lo ascoltava ad alta voce. Credo il Molleggiato, questo è il suo soprannome ufficiale, fosse l’unico artista per il quale né io né mia sorella le dicevamo (o meglio le gridavamo) di abbassare il volume. In età matura a casa mia si seguiva il programma Rockpolitik. La nostra passione induceva me e mia sorella a stuzzicarci dicendo: “Io sono rock, tu sei lenta!”.

L’album che sto ascoltando ora è Facciamo finta che sia vero, uscito nel 2011 durante la Grande recessione: l’ho messo in loop. Più ascolto e più rifletto.

Mi risulta adesso evidente il motivo per cui Celentano sia così amato. I suoi testi sono ad alto contenuto e la musica è irresistibile. O vuoi cantare a squarciagola o vuoi ballare e, considerate le mie doti artistiche, io è meglio che continui ad ascoltarlo quando a casa sono sola.

I brani sono preghiere laiche: rappresentano un inno all’Italia e all’italianità e portano noi ascoltatori a meditare sia sul futuro che sulle scelte della società moderna. Il cantautore ci accompagna infatti in un viaggio attraverso la sua mente. Ci elenca i suoi valori e illustra il ruolo dell’Italia nella sua visione di futuro. Il cantante di origine pugliese, che è nato e cresciuto a Milano, racconta il capoluogo lombardo degli anni Sessanta: una città popolare, nella quale la gente si aiutava e viveva in comunità. Per il futuro l’artista auspica un’Italia innovativa, guidata da gente onesta e capace. Gli italiani hanno le qualità e il passato storico adatti a ispirare  il mondo globale a cambiare la mentalità. Quest’ultima non deve più essere incentrata sulla crescita ma basarsi sulla decrescita, sulla condivisione e sul sostentamento ambientale.

Le canzoni di Facciamo finta che sia vero trasmettono la sensazione di partecipare a uno spettacolo: ognuna di esse potrebbe essere un testo teatrale accompagnato musicalmente in modo sopraffino. Se si chiudono gli occhi si colgono infatti gli innumerevoli strumenti e l’unicità degli arrangiamenti. Con quest’opera Celentano conferma ulteriormente le sue doti di artista eclettico e talentuoso.

L’ascolto di quest’album è  consigliato per approfondire i retroscena della società e della cultura italiane. Inoltre è un ottimo esercizio per miglioramento linguistico utilizzando testi ad alto livello semantico, non solamente composti da parole in rima.

Pedalando verso un nuovo inizio

5.500 km in sella ad Alfred, così si chiama la sua bicicletta, partendo da Stoccarda in Germania e arrivando a Cadice in Spagna. Questo il viaggio raccontato da Tobias Traunecker mercoledì 22 marzo 2017 in una sala gremita del Waldhorn di Heimsheim durante un evento sponsorizzato dal negozio di biciclette Rad Sport Koch che lo ha supportato e consigliato nella sua impresa.

Il tour iniziato l’8 giugno 2016 e durato circa cinque mesi è il terzo del suo genere compiuto da Tobias: il primo viaggio è datato 2013 durante il quale il ragazzo ha pedalato da Stoccarda al festival Rototom di Benicassim vicino a Valencia e il secondo lo ha invece compiuto l’anno successivo sempre con destinazione Rototom ma partendo dal Portogallo. Dalle esperienze collezionate macinando chilometri di strada in bicicletta e dalla sua passione per viaggiare è nato il travel blog fernerleben.de sul quale il giovane ci fa rivivere l’unicità dei momenti vissuti raccontando ogni tappa percorsa. Non solo si possono consultare i suoi resoconti di viaggio in lingua tedesca ma è anche possibile leggere utili articoli con consigli sull’equipaggiamento necessario qualora si decidesse di partire per un tour di diversi mesi in bicicletta.

Percorrendo un itinerario a zigzag, Tobias Traunecker si era prefissato per la sua avventura del 2016 l’obiettivo di fare un cammino di Santiago per vie alternative. Passando dalla Svizzera, attraversando la Francia Meridionale per arrivare all’Atlantico e proseguendo per il Camino del Norte fino a Santiago di Campostela il ciclista ha continuato ancora una volta verso il Rototom di Benicassim per poi concludere a sud della Spagna nella città di Cadice. Non proprio mosso dallo spirito del pellegrino, il travel blogger era più incentrato sulla prestazione sportiva e sull’esperienza spirituale che secondo lui ognuno fa durante un viaggio di questo tipo.

Michi a Kehl, Max a Losanna, Charlotte sulla costa atlantica francese e Josie, anche lei in viaggio per la Spagna col camper e due cani: questi gli amici che ha colto l’occasione per visitare o incontrare durante il percorso. Pedalando è stato piacevolmente sorpreso dall’ospitalità straniera, dalle feste di studenti a cui non ha saputo rinunciare anche se aveva davanti a se 150 km il giorno successivo, da suoi colloqui con Alfred quando il vento o le condizioni del terreno non erano favorevoli, dagli sguardi dei cani randagi mentre li consolava con baguette e chorrizo e ovviamente dall’incontro con altri pellegrini con cui ha cantato e festeggiato la pienezza della vita.

Si è fissato limiti e li ha oltrepassati capendo che 130 km al giorno sono troppi, specialmente quando si è all’inizio e non si è ancora troppo allenati, però anche che 207 km in un giorno sono un traguardo possibile e da festeggiare ma che comunque prefissarsi di riuscire a pedalare per 3.000 km in 30 giorni è chiedere troppo a se stessi.

Tobias ha vissuto il suo momento spirituale più alto in un monastero nei Paesi Baschi dopo il quale ha deciso di non andare a visitare la cattedrale di Santiago di Campostela perchè sapeva sarebbe stata invasa da troppa gente e nella quale non necessariamente avrebbe provato un’emozione tanto forte come quella nel monastero.

Ha trovato un bastone da pellegrino per strada, ha avuto un incontro del terzo tipo con uno spaventapasseri con le sembianze di un alieno, ha visto la ‘fine del mondo’ al mare dopo Santiago che per lui ha simboleggiato l’inizio di un nuovo mondo, ha urlato contro il vento e ha subito il furto della sua amata fotocamera e per questo motivo di una settimana non ci sono foto.

Ha visto gli alberi di olive nella Francia meridionale, ha creduto di annusare l’odore australiano sull’Atlantico per poi accorgersi che c’era un cerbiatto morto al margine della strada, ha attraversato spiagge trascinando la bicicletta a mano, ha pedalato con 42 gradi di temperatura e ha conosciuto da vicino le misere condizioni e il triste ambiente di lavoro dei migranti che coltivano i pomodori spagnoli che serviamo sulle nostre tavole.

Stanco di vedere spazzatura sulle strade spagnole da lui percorse, l’ha raccolta, trasportata in bicicletta e depositata vicino a cestini dell’immondizia invitando inoltre il pubblico presente in sala a portare con se sempre una busta per raccogliere la sporcizia quando si va a fare una passeggiata cosicché la terra ne possa approfittare diventando un posto migliore.

Alla mia domanda: “Qual è la cosa più grande che ti ha trasmesso questo viaggio?”, il travel blogger ha risposto di getto dicendo una grande verità a cui spesso si fatica a credere forse anche un po’ per pigrizia: “Da questa esperienza ho imparato che se hai un obiettivo nella tua vita non devi dubitare, in qualche modo puoi stare certo che lo raggiungerai. Ci devi credere però e soprattutto metterti in moto per raggiungerlo“.

Il pubblico del Waldhorn è uscito sicuramente arricchito nello spirito e nella mente grazie alle parole di questo giovane così entusiasta della vita. Spero Tobias Traunecker riesca condividere i racconti dei suoi viaggi e delle sue esperienze in altre occasioni e in altri luoghi. Ascoltarlo ne vale davvero la pena.

Theater 360 Grad porta in scena la costellazione familiare e sistemica

Un bibliotecario avanti negli anni e represso che spera in un’avventura romantica con una collega e sogna di strangolare la moglie, un ex poliziotto passivo-aggressivo che esige rispetto per la sua nuova attività indipendente nel mondo delle pulizie, una quarantenne single che non conosce l’amore e trova noiosa dopo tre ore una nuova persona, una ragazza dall’entusiasmo esagerato e snervante che combatte la solitudine, una donna che non si sente attraente la cui vita e relazioni amorose ruotano attorno al cibo e, infine, una insolita e stravagante consulente sistemica. Questi sono i protagonisti di Aufgestellt, opera teatrale la cui premiere è andata in scena il 3 febbraio 2017 presso il teatro gestito dall’associazione Kulturkabinett e.V.  di Bad Canstatt, alle porte di Stoccarda.

L’opera è stata ideata, scritta e arrangiata dalla compagnia teatrale amatoriale Theater 360 Grad e analizza il tema dell’esoterismo incentrandosi sulla costellazione familiare e sistemica. I personaggi partecipano a un seminario di gruppo durante un fine settimana ed espongono a uno a uno il tema che li ha condotti a prendere parte a questa giornata, o meglio spiegano la  loro costellazione familiare che gli causa un disagio interiore. In seguito, su invito della terapeuta, la costellazione viene ‘messa in scena’ dagli altri membri del gruppo ed è proprio durante questa rappresentazione che si scoprono i reali motivi del disagio. Il pubblico accompagna quindi gli attori in un viaggio personale nel quale questi finiscono per uscire dai loro ruoli talmente vengono messi a nudo dal metodo sistemico.

I dialoghi di Aufgestellt sono molto coloriti e comprensibili anche per un pubblico non madrelingua tedesco, la musica di accompagnamento è allegra e l’opera è molto divertente. Si nota, assistendo a questo spettacolo, la passione che gli attori della compagnia teatrale mettono nel recitare. Da sottolineare sono le performance della giovane e brava Aline Schaupp nei panni della snervante Lilly, e Thomas Brune in quelli del bibliotecario represso. Un complimento va anche naturalmente al regista Alexander Ilic e in generale agli altri attori e allo staff che ha contribuito alla messa in scena.

Le prossime date per assistere ad Aufgestellt sono:

  • 11.03.2017 Gastspiel Südlich vom Ochsen/ Schoßkeller Marbach
  • 17.03.2017 KKT Bad Canstatt