Cose che fanno bene

Passiamo tutti in questi giorni molto più tempo a casa: anche qui a Stoccarda le limitazioni stanno diventando sempre più severe. Non c’è tuttavia ancora il divieto di uscita ufficiale ma questo fine settimana verrà preso un po’ come test dalla regione per vedere come si comportano i cittadini. Inoltre nel weekend è prevista una riunione tra Angela Merkel e i presidenti delle regioni per definire procedure comuni. Siamo in attesa insomma.

Stamattina sono andata, come tutti i sabati, al mercato e l’atmosfera era un po’ particolare. Ci sono andata presto, per incontrare meno gente possibile, ma molti hanno avuto la mia stessa idea. La distanza tra le persone in coda però era più grande. Volevo andare dal fruttivendolo di quartiere, il Grünes Eck, ma era chiuso: si sono presi una pausa per vedere come si evolverà la situazione.

Questa settimana inoltre io sono andata in ufficio fino a giovedì con una collega per garantire un minimo di presenza. Da ieri però posso lavorare in smart working. Tutti nel mio team settimana prossima lavoreremo da casa chissà per quanto.

In questa settimana ho limitato per forza maggiore i contatti e non sono neanche più potuta andare a fare yoga e pilates perchè hanno chiuso le palestre in tutta la regione. La Germania ha messo il freno a mano insomma. Sono aperti da metà settimana solo i negozi di vitale importanza.

Vorrei condividere qui con voi oggi alcune cose che a me hanno fatto bene questa settimana e che mi hanno permesso di coltivare l’equilibrio interiore:

  • Lo sport al primo posto, in salotto ovviamente. Per chi parla tedesco io consiglio di seguire il programma online del mio studio di yoga e pilates Moveorespiro che offre classi gratuite ogni giorno sia in streaming che in differita.
  • L’episodio del podcast di Hal Elrod: We’re All In This Together: An Empowering Perspective on Coronavirus. Poco più di un’ora di ascolto in inglese ma ne vale assolutamente la pena.
  • La meditazione, anche questa in inglese, con Tamara Levitt grazie alla app Calm. La redattrice ha inoltre offerto questa settimana una sessione gratuita di circa un’ora su instagram e Facebook.
  • L’ascolto di Caterpillar AM su Rai Radio 2 la mattina facendo colazione perché i suoi conduttori, che ora parzialmente fanno la trasmissione da casa, sono sempre pimpanti e di buon umore.
  • L’aver scoperto che anche dalla Germania si può creare un account su RaiPlay e essermi già salvata il documentario sulla Divina commedia.
  • La lettura in spagnolo di Quattro chiacchiere con la mia gatta di Eduardo Jáuregui: un libro che invita a praticare la consapevolezza.
  • Questa immagine postata da un’amica su Facebook che in tedesco dice Per la prima volta puoi salvare delle vite standotene seduto sul divano, non fare cazzate.

Mi raccomando prendetevi cura di voi e delle vostre famiglie.

Stay healthy and grounded!

Rediscovering the importance of communities

I don’t know exactly what to write in a time like this, I just feel that I have to write something.

As you know I’m Italian from a small town near Milan and I live in Stuttgart, Germany. I was in my hometown from 21 to 23 february and visited my mum and friends as the first person died in Lombardy of coronavirus. That’s why I had to work the following two weeks from home in order to protect the health of my colleagues.

Staying home alone for me is always a challenge but I managed it very good: I even cooked and went for a walk during the lunch break.

I started immediately to follow more closely the Italian and German news. Thank God we live in a connected world so I had the possibility to stay in touch with my friends and family and stay updated about the consequences of the government directives on their immediate lives.

Last Monday I got back to the office and I don’t know exactly how the situation will develop in the next few weeks here in Germany. Baden-Württemberg is closing on Tuesday all schools and kindergartens at least till Easter. A lot of companies are enabling their employees to work from home also to take care of their children.

What I observed in this last period is the solidarity of the people both in person and online.

I was asked by a lot of people here about my family and loved ones in Italy and everybody seemed truly concerned and interested.

I heard on the Italian radio a lot of stories of people that keep going to their workplaces to enable the population to satisfy the basic needs.

I’m following the hashtag #resistereallabbruttimento started by the radio host Claudia de Lillo (@quielasti) on Instagram that offers the possibility to share photos or videos of activities at home in order to fight the discomfort. I have to say that Italians confirm their creativity sharing contents like baking cakes and biscuits, preparing pizza and focaccia, gardening, de-cluttering, doing sport, singing or playing instruments and a lot of games with children.

I also saw in some people the panic rising and this was obvious. I only hope that everyone will understand that fear and anxiety are not constructive feelings and will preserve their inner balance.

This difficult time is a challenge for us but we are facing it together.

I see it as a possibility to grow with my own family and in my neighborhood here in Stuttgart-West. Maybe it is a possibility to focus again on the importance of our communities and of the civic sense that in our capitalistic society got lost.

I already see a lot of solidarity here in Stuttgart-West. I follow online some local shops, restaurants and cafes that are building a community to help each other even if for them this is a period of great uncertainty. They all don’t know how long they will stay open. I see here also a lot of young people offering their help to elderly people as it happened in Italy.

I’m also proud to hear that people who understand Italian are reading a lot of Italian newspapers because they find them more informative. In my country the situation is serious but I think other countries are looking to Italy and taking example of it.

I’m very confident that we will handle this situation and, as I read in an article published by Repubblica, we will appreciate more our daily routine when we will have the possibility to get back to it.

After the rain comes the rainbow.

A rainbow on the Caribbean island of Dominica
A rainbow on the Caribbean island of Dominica

Allieta le mie giornate: Claudia de Lillo

La mattina alle 6:10 la prima cosa che faccio quando, ancora mezza addormentata, entro in cucina è accendere la nostra internet radio e sintonizzarmi su Rai Radio 2 perché a quell’ora è in onda Caterpillar AM e a condurlo c’è lei: Claudia de Lillo alias elasti. Con la sua voce pimpante racconta insieme a Filippo Solibello e Marco Ardemagni a me, che vivo all’estero, quelle che sono le notizie principali in Italia commentandole.

Claudia de Lillo, fonte: pinterest
Claudia de Lillo

L’ho scoperta un po’ per caso anni fa leggendo la rubrica della psicologa Irene Bernardini su Vanity Fair, sua grande amica, che è venuta a mancare troppo in fretta. Di Claudia de Lillo io mi sono innamorata immediatamente perché ha una carica contagiosa e a me le donne così piacciono un sacco. Ha tre figli e un marito, l’economista marxista barese, che solitamente vive a Londra durante la settimana ma che quest’anno si è preso un anno sabbatico. Claudia fa tantissime cose. Ha una passione sfrenata per lo yoga, come me. Gestisce un blog e scrive su D la Repubblica. È l’autrice di diversi libri sull’essere mamma e di due romanzi. Conduce infine il suddetto programma radiofonico all’alba.

A me i suoi post sul blog nonsolomamma.com mettono di buon umore: quasi mi sembra di conoscerla davvero la sua famiglia. L’ascolto dell’audiolibro del suo ultimo romanzo Nina sente, letto da lei, mi ha letteralmente rapita. La seguo poi su Facebook e Instagram dove elasti è anche lì super attiva: posta stories ogni giorno dalla redazione di Caterpillar AM, da casa sua o in giro per Milano e fa recensioni di film, serie e libri.

L’intento di questo post è insomma quello di fare un po’ di pubblicità positiva, non richiesta ma spero ben accetta, a una donna con carattere che prende la vita e i ruoli che questa ci assegna in modo spiritoso.

Seguire il sole al tramonto

Grazie a Spotify sto scoprendo diverse canzoni nuove che a me viene voglia di tradurre per comprenderne meglio il significato. Niente è come leggere nella propria madrelingua e io, che le lingue le mischio tutti giorni e non solo per professione, mi diverto sempre a tradurre. Di recente ascolto molto volentieri questa canzone di Xavier Rudd perché mi infonde un senso di pace. Traducendone il testo mi sono convinta che non solo la sua melodia sia in grado di calmare i miei pensieri ma anche il suo testo. A voi fa lo stesso effetto?! Buona lettura e buon ascolto.

Segui il sole – Xavier Rudd

Segui, segui il sole
e la direzione in cui soffia il vento
quando questo giorno sarà finito.

Respira, respira nell’aria,
definisci le tue intenzioni,
sogna con cura.

Domani sarà un nuovo giorno per tutti,
una nuova luna, un nuovo sole.

Così segui, segui il sole,
la direzione degli uccelli,
la direzione dell’amore.

Respira, respira nell’aria.
Apprezza questo momento.
Apprezza questo respiro.

Domani sarà un nuovo giorno per tutti,
una nuova luna, un nuovo sole.

Quando sentirai scendere l’amore su di te
come un grande peso,
quando questa società matta
ti caricherà ancora di più di tensione,
fai una passeggiata verso le acque più vicine
e ricorda dove ti trovi.

Tante lune sono sorte e tramontate molto, molto prima che arrivassi tu.
In quale direzione soffia dunque il vento,
cosa dice il tuo cuore?

Così segui, segui il sole,
e la direzione in cui soffia il vento
quando questo giorno sarà finito.

Dire di no ai pensieri negativi ringraziandoli

Meditare usando la app Calm lasciandomi guidare dalla voce di Tamara Levitt è una pratica che cerco di svolgere ogni giorno. Mi aiuta a calmare il flusso dei miei pensieri. Di solito lo faccio la sera: mi siedo sul mio cuscino arancione davanti alla finestra che da sul nostro balcone, butto un occhio verso la torre della televisione di Stoccarda e, quando mi accorgo che il mio mondo è in ordine, chiudo gli occhi e mi concentro sul mio respiro.
Ogni giorno la app offre la possibilità di riflettere su un tema differente meditando. La scorsa settimana Tamara Levitt ha illustrato la “No, thank you meditation” che è una delle mie pratiche preferite che cerco di implementare di più nel mio quotidiano. In poche parole si tratta di riconoscere i pensieri negativi, le preoccupazioni e le tendenze della nostra mente a buttarci giù, ringraziarli e rimandarli via dicendogli silenziosamente “Grazie ma non adesso”.
La ricerca di fonti di pericolo ha permesso all’uomo di sopravvivere fino ai nostri giorni. La nostra mente tende spesso a vagare ancora oggi perdendosi in pensieri negativi e creando problemi senza che ve ne sia la necessità. Questo risulta essere controproducente perchè non ci permette di godere in modo spensierato del presente. Perciò la “No, thank you meditation” è uno strumento utile per non permettere alle nostre preoccupazioni di prendere il sopravvento sulla nostra vita. Nel ringraziarle riconosciamo la loro importanza ma è nel dirgli di no che scegliamo di concentrarci sul nostro momento attuale.
Calm

Vor acht Jahren

Vor acht Jahren wurde ich zum ersten Mal zu einem Vorstellungsgespräch für eine Stelle in Deutschland eingeladen. Zwei Tage später bekam ich eine positive Rückmeldung und verließ eine unbefristete Stelle in Mailand, um diese neue Herausforderung anzunehmen.
Es waren acht harte Jahre. Zwischen mir, meiner Familie und meiner Freunden lagen 600 km. Ich war plötzlich nicht mehr in dem alltäglichen Leben meiner Geliebten anwesend. Ich musste daher kreativ werden und neue Methoden nutzen, um den Kontakt zu halten. Gott sei Dank gab es schon Whatsapp und die Videocalls, danach kamen noch die Sprachnachrichten hinzu. Zudem wurde ich mit einer anderen Arbeitskultur konfrontiert und bin erwachsen geworden.
Es waren aber acht Jahre, in denen ich unter verschiedenen Aspekten aufblühte. Ich lebe in einer internationalen Beziehung und das kann echt lustig sein. Ich bin sehr interessanten Menschen begegenet, die mir ihre Freundschaft schenkten. Ich habe mein Deutsch verbessert und kann sogar Schwäbisch verstehen – übrigens danke Dominik und deiner Familie. Keine Sorge: wie bei Mailändisch und Neapolitanisch kann ich Schwäbisch nur verstehen aber nicht aktiv sprechen. Man ändert nicht seine eigene Natur, wenn man ins Ausland zieht.
Vor neun Jahre, als ich anfing mich nach Deutschland zu bewerben, folgte ich einem Traum. Heute erlebe ihn jeden Tag.
Ich musste auf etwas verzichten, das schon, aber das war es wert. Wenn man eine Vision hat, kann man sie verwirklichen, nur wenn man daran glaubt und aktiv wird. Wenn ich gefragt werde, warum ich nach Deutschland bin, sage ich immer: “Ich wollte nicht 40 werden und mich fragen, wie es gewesen wäre, wenn…”
Meine Message mit diesem Post ist: Versuche es immer. Nicht zu sehr über eine Idee nachdenken. Ansonsten läufst du Gefahr es zu bereuen, nicht die Chance ergriffen zu haben, deine jetzige Situation zu ändern und stolz drauf zu sein, weil du den Schritt gewagt hast.

Acht Jahre in acht Fotos

Otto anni fa

Otto anni fa oggi sostenevo il mio primo colloquio di persona per un posto di lavoro in Germania. Due giorni dopo ricevetti una risposta positiva e in otto giorni lasciai un posto a tempo indeterminato a Milano e mi buttai in questa nuova avventura.
Sono stati otto anni duri. Lasciare la famiglia e gli affetti più cari a 600 km di distanza. Essere assente fisicamente e non fare più parte dalla quotidianità delle persone a cui più tengo. Cercare di conseguenza nuovi modi di mantenere vivo il contatto – siano ringraziati gli inventori di Whatsapp, dei messaggi vocali e delle videochiamate. Inoltre confrontarmi con una mentalità di lavoro differente e l‘affrontare tutti i temi che diventare adulta comporta da sola e in una lingua straniera.
Sono stati però otto anni che mi hanno arricchita da diversi punti di vista. Ho avuto la fortuna di iniziare una relazione internazionale con tutti i suoi contorni divertenti. Ho conosciuto persone interessanti che mi hanno accolto nelle loro vite donandomi la loro amicizia. Ho migliorato il mio tedesco e addirittura imparato lo svevo – siano ringraziati Dominik e i suoi genitori. Non vi preoccupate: come tutti i dialetti della mia vita (il milanese e il napoletano) lo svevo lo capisco ma non lo parlo attivamente perché certe tendenze non si cambiano neanche trasferendosi all’estero.
Io nove anni fa inseguivo un sogno candidandomi in Germania da Milano e oggi ho la fortuna di viverne la realtà ogni giorno.
Ho fatto qualche rinuncia, sì ma ne è valsa definitivamente la pena provarci. A piccoli passi quando si ha una visione si può raggiungerla credendoci. Perché, come dico sempre quando mi chiedono il motivo del mio interesse a vivere in Germania, in fondo io non volevo arrivare a 40 anni e chiedermi “Come sarebbe stato se…”
Insomma ciò che voglio comunicare con questo post è: provateci sempre! Non fantasticate soltanto su un’idea altrimenti vi potreste poi pentire di non esservi buttati verso un futuro che comporta sicuramente un cambiamento della vostra situazione attuale ma proprio è di questo che sarete orgogliosi.

Otto anni in otto foto

Aurora

It was the 17th December when I met her. We were in Paris on our way to Dominica and felt already lucky that our TGV run normally since the public transport in France was already on strike. It was very chaotic at the station, all the people did not go how to reach their destinations. We were speaking to a customer service employee of the public transport and had a lot of difficulties to understand each other, because I can not speak French and she didn’t speak English. Then Aurora came: a very beautiful young woman from Guadalupe that could speak French. She was also heading to the Orly Airport and she offered immediately to bring us there too. She spoke to the employee and understood what to do in order to reach the airport.
Pretty soon we found out that we were both flying to the Caribbean. Her flight to Pointe-à-Pitre was at 15:30, our to Martinique was at 16:30.
You know the feeling when you meet somebody for the first time and it seems so easy to tell this person everything about your life?! Well for me and for Aurora it was like that. We spoke on the bus about everything, in German you would say “about God and the world”.
She is a French teacher, living near London and she started her journey at 2:30 in Oxford to visit her family in Guadalupe. She lived in France during her childhood and dreamed to move in summer to Panama.
During the chaotic journey – we had to take a bus which was stuck in the traffic and then waited for 40 minutes for an other that did not come and at the end we decided to take a taxi to the airport – Aurora also said something that impressed me.
We were doing all we could to reach the airport. When the bus wasn’t moving at all and we were worried not come on time, she said something like: “Well, we are trying: it must end good”. Then when I said that, without her, we would have been lost she said: “We all have the same goal, the least we could do is to help each other”.
I will never forget Aurora for the fact that she helped us to start our holiday in a good way and for what she told me. The most important thing when you have a goal is to start and try to reach it, when you meet people with the same target do not see them as competitors, work together and help each other.

Dominica

Dominica è un’isola dei Caraibi che spesso viene scambiata per la Repubblica Dominicana. È però un’ex colonia inglese, indipendente dal 1978, appartenente al Commonwealth e in cui si guida a sinistra.
È un’isola verde, dove solitamente piove molto, che è vittima a volte di uragani come Maria capaci di distruggere edifici, strade e alberi. A noi però ha regalato due settimane e mezzo di bel sole.
Ha tante cascate e bacini nei quali è possibile fare il bagno a volte con acqua calda, altre freddissima. Ha un’origine vulcanica e per questo ha spiagge come Bubble Beach con un bacino di acqua calda direttamente nel mare.
È baciata sia dal Mar dei Caraibi che dall’Oceano Atlantico e fra i due si può notare la differenza. Il Mar dei Caraibi ha una temperatura più calda e l’Atlantico è più chiaro e leggermente più freddo.
A Dominica hai la possibilità di vedere molti arcobaleni, a volte anche dentro una cascata.
A Dominica quando incontri qualcuno lo saluti sia a voce che con il clacson se sei in auto e ció è assolutamente normale anche se le persone non le conosci.
A Dominica si fa ancora l’autostop e, se non sei del luogo, vieni aiutato a trovare un passaggio.
A Dominica fare hiking è sempre un’avventura e quando meno te lo aspetti ti ritrovi a scalare una roccia con la corda.
Insomma Dominica merita, merita tanto: ecco alcune foto a conferma di questa tesi.

Mein Risotto mit Safran und Pilze: Das Rezept

Achtung: Dieses Risotto kann Herzen heroben, ich spreche aus Erfahrung.IMG_4052

Zutaten für 2 Personen:
1 mittelgroße Zwiebel
400 g Pilze aus verschiedenen Sorten z.B. Champignons, Austernpilze und Pfifferlinge
100 g Parmesan
170 g Risotto Reis Carnaroli
3 Knoblauchzehen
1 l Gemüsebrühe
1 Glas Weißwein
1 TL Butter
0,3 g Safran in Pulver
Olivenöl
Salz
Pfeffer

Zubereitung:
Pilze putzen und in Scheiben schneiden, Zwiebel fein hacken. Den Parmesan fein reiben. 1 l Gemüsebrühe in einem kleinen Topf vorbereiten. In einem größeren Topf Zwiebel mit Öl anbraten, wenn sie glasig sind den Weißwein dazu geben und eine Minute kochen lassen. Danach die Pilze dazu geben und rühren. Salzen und pfeffern. Wenn die Pilze ein bisschen weicher sind, den Reis zugeben und kurz kochen. Das Risotto mit drei Suppenlöffeln Brühe aufgießen, bis der Reis komplett bedeckt ist. Den Risotto ständig umrühren. Sobald der Reis die Brühe aufgesogen hat, immer wieder die Brühe mit einem Schöpflöffel nachgießen, bis er wieder bedeckt ist und wieder rühren. Nach zirka 15 Minuten, wenn der Reis weicher ist und die Brühe fast aufgesogen hat, die Hälfte des geriebenen Parmesans und gepressten Knoblauch dazu geben. Brühe nach Bedarf noch nachgießen. Zwei oder drei Minuten weiter rühren bis das Risotto cremig ist, dann ein Stück Butter im Risotto schmelzen lassen. Nach Geschmack nochmal salzen und pfeffern. Als letztes den Safran zugeben und verrühren, damit das Risotto gelb wird. In tiefen Teller servieren und den restlichen Parmesan verteilen.
Buon appetito, piatto pulito!