Seguire il sole al tramonto

Grazie a Spotify sto scoprendo diverse canzoni nuove che a me viene voglia di tradurre per comprenderne meglio il significato. Niente è come leggere nella propria madrelingua e io, che le lingue le mischio tutti giorni e non solo per professione, mi diverto sempre a tradurre. Di recente ascolto molto volentieri questa canzone di Xavier Rudd perché mi infonde un senso di pace. Traducendone il testo mi sono convinta che non solo la sua melodia sia in grado di calmare i miei pensieri ma anche il suo testo. A voi fa lo stesso effetto?! Buona lettura e buon ascolto.

Segui il sole – Xavier Rudd

Segui, segui il sole
e la direzione in cui soffia il vento
quando questo giorno sarà finito.

Respira, respira nell’aria,
definisci le tue intenzioni,
sogna con cura.

Domani sarà un nuovo giorno per tutti,
una nuova luna, un nuovo sole.

Così segui, segui il sole,
la direzione degli uccelli,
la direzione dell’amore.

Respira, respira nell’aria.
Apprezza questo momento.
Apprezza questo respiro.

Domani sarà un nuovo giorno per tutti,
una nuova luna, un nuovo sole.

Quando sentirai scendere l’amore su di te
come un grande peso,
quando questa società matta
ti caricherà ancora di più di tensione,
fai una passeggiata verso le acque più vicine
e ricorda dove ti trovi.

Tante lune sono sorte e tramontate molto, molto prima che arrivassi tu.
In quale direzione soffia dunque il vento,
cosa dice il tuo cuore?

Così segui, segui il sole,
e la direzione in cui soffia il vento
quando questo giorno sarà finito.

Dire di no ai pensieri negativi ringraziandoli

Meditare usando la app Calm lasciandomi guidare dalla voce di Tamara Levitt è una pratica che cerco di svolgere ogni giorno. Mi aiuta a calmare il flusso dei miei pensieri. Di solito lo faccio la sera: mi siedo sul mio cuscino arancione davanti alla finestra che da sul nostro balcone, butto un occhio verso la torre della televisione di Stoccarda e, quando mi accorgo che il mio mondo è in ordine, chiudo gli occhi e mi concentro sul mio respiro.
Ogni giorno la app offre la possibilità di riflettere su un tema differente meditando. La scorsa settimana Tamara Levitt ha illustrato la “No, thank you meditation” che è una delle mie pratiche preferite che cerco di implementare di più nel mio quotidiano. In poche parole si tratta di riconoscere i pensieri negativi, le preoccupazioni e le tendenze della nostra mente a buttarci giù, ringraziarli e rimandarli via dicendogli silenziosamente “Grazie ma non adesso”.
La ricerca di fonti di pericolo ha permesso all’uomo di sopravvivere fino ai nostri giorni. La nostra mente tende spesso a vagare ancora oggi perdendosi in pensieri negativi e creando problemi senza che ve ne sia la necessità. Questo risulta essere controproducente perchè non ci permette di godere in modo spensierato del presente. Perciò la “No, thank you meditation” è uno strumento utile per non permettere alle nostre preoccupazioni di prendere il sopravvento sulla nostra vita. Nel ringraziarle riconosciamo la loro importanza ma è nel dirgli di no che scegliamo di concentrarci sul nostro momento attuale.
Calm

Vor acht Jahren

Vor acht Jahren wurde ich zum ersten Mal zu einem Vorstellungsgespräch für eine Stelle in Deutschland eingeladen. Zwei Tage später bekam ich eine positive Rückmeldung und verließ eine unbefristete Stelle in Mailand, um diese neue Herausforderung anzunehmen.
Es waren acht harte Jahre. Zwischen mir, meiner Familie und meiner Freunden lagen 600 km. Ich war plötzlich nicht mehr in dem alltäglichen Leben meiner Geliebten anwesend. Ich musste daher kreativ werden und neue Methoden nutzen, um den Kontakt zu halten. Gott sei Dank gab es schon Whatsapp und die Videocalls, danach kamen noch die Sprachnachrichten hinzu. Zudem wurde ich mit einer anderen Arbeitskultur konfrontiert und bin erwachsen geworden.
Es waren aber acht Jahre, in denen ich unter verschiedenen Aspekten aufblühte. Ich lebe in einer internationalen Beziehung und das kann echt lustig sein. Ich bin sehr interessanten Menschen begegenet, die mir ihre Freundschaft schenkten. Ich habe mein Deutsch verbessert und kann sogar Schwäbisch verstehen – übrigens danke Dominik und deiner Familie. Keine Sorge: wie bei Mailändisch und Neapolitanisch kann ich Schwäbisch nur verstehen aber nicht aktiv sprechen. Man ändert nicht seine eigene Natur, wenn man ins Ausland zieht.
Vor neun Jahre, als ich anfing mich nach Deutschland zu bewerben, folgte ich einem Traum. Heute erlebe ihn jeden Tag.
Ich musste auf etwas verzichten, das schon, aber das war es wert. Wenn man eine Vision hat, kann man sie verwirklichen, nur wenn man daran glaubt und aktiv wird. Wenn ich gefragt werde, warum ich nach Deutschland bin, sage ich immer: “Ich wollte nicht 40 werden und mich fragen, wie es gewesen wäre, wenn…”
Meine Message mit diesem Post ist: Versuche es immer. Nicht zu sehr über eine Idee nachdenken. Ansonsten läufst du Gefahr es zu bereuen, nicht die Chance ergriffen zu haben, deine jetzige Situation zu ändern und stolz drauf zu sein, weil du den Schritt gewagt hast.

Acht Jahre in acht Fotos

Otto anni fa

Otto anni fa oggi sostenevo il mio primo colloquio di persona per un posto di lavoro in Germania. Due giorni dopo ricevetti una risposta positiva e in otto giorni lasciai un posto a tempo indeterminato a Milano e mi buttai in questa nuova avventura.
Sono stati otto anni duri. Lasciare la famiglia e gli affetti più cari a 600 km di distanza. Essere assente fisicamente e non fare più parte dalla quotidianità delle persone a cui più tengo. Cercare di conseguenza nuovi modi di mantenere vivo il contatto – siano ringraziati gli inventori di Whatsapp, dei messaggi vocali e delle videochiamate. Inoltre confrontarmi con una mentalità di lavoro differente e l‘affrontare tutti i temi che diventare adulta comporta da sola e in una lingua straniera.
Sono stati però otto anni che mi hanno arricchita da diversi punti di vista. Ho avuto la fortuna di iniziare una relazione internazionale con tutti i suoi contorni divertenti. Ho conosciuto persone interessanti che mi hanno accolto nelle loro vite donandomi la loro amicizia. Ho migliorato il mio tedesco e addirittura imparato lo svevo – siano ringraziati Dominik e i suoi genitori. Non vi preoccupate: come tutti i dialetti della mia vita (il milanese e il napoletano) lo svevo lo capisco ma non lo parlo attivamente perché certe tendenze non si cambiano neanche trasferendosi all’estero.
Io nove anni fa inseguivo un sogno candidandomi in Germania da Milano e oggi ho la fortuna di viverne la realtà ogni giorno.
Ho fatto qualche rinuncia, sì ma ne è valsa definitivamente la pena provarci. A piccoli passi quando si ha una visione si può raggiungerla credendoci. Perché, come dico sempre quando mi chiedono il motivo del mio interesse a vivere in Germania, in fondo io non volevo arrivare a 40 anni e chiedermi “Come sarebbe stato se…”
Insomma ciò che voglio comunicare con questo post è: provateci sempre! Non fantasticate soltanto su un’idea altrimenti vi potreste poi pentire di non esservi buttati verso un futuro che comporta sicuramente un cambiamento della vostra situazione attuale ma proprio è di questo che sarete orgogliosi.

Otto anni in otto foto

Aurora

It was the 17th December when I met her. We were in Paris on our way to Dominica and felt already lucky that our TGV run normally since the public transport in France was already on strike. It was very chaotic at the station, all the people did not go how to reach their destinations. We were speaking to a customer service employee of the public transport and had a lot of difficulties to understand each other, because I can not speak French and she didn’t speak English. Then Aurora came: a very beautiful young woman from Guadalupe that could speak French. She was also heading to the Orly Airport and she offered immediately to bring us there too. She spoke to the employee and understood what to do in order to reach the airport.
Pretty soon we found out that we were both flying to the Caribbean. Her flight to Pointe-à-Pitre was at 15:30, our to Martinique was at 16:30.
You know the feeling when you meet somebody for the first time and it seems so easy to tell this person everything about your life?! Well for me and for Aurora it was like that. We spoke on the bus about everything, in German you would say “about God and the world”.
She is a French teacher, living near London and she started her journey at 2:30 in Oxford to visit her family in Guadalupe. She lived in France during her childhood and dreamed to move in summer to Panama.
During the chaotic journey – we had to take a bus which was stuck in the traffic and then waited for 40 minutes for an other that did not come and at the end we decided to take a taxi to the airport – Aurora also said something that impressed me.
We were doing all we could to reach the airport. When the bus wasn’t moving at all and we were worried not come on time, she said something like: “Well, we are trying: it must end good”. Then when I said that, without her, we would have been lost she said: “We all have the same goal, the least we could do is to help each other”.
I will never forget Aurora for the fact that she helped us to start our holiday in a good way and for what she told me. The most important thing when you have a goal is to start and try to reach it, when you meet people with the same target do not see them as competitors, work together and help each other.

Dominica

Dominica è un’isola dei Caraibi che spesso viene scambiata per la Repubblica Dominicana. È però un’ex colonia inglese, indipendente dal 1978, appartenente al Commonwealth e in cui si guida a sinistra.
È un’isola verde, dove solitamente piove molto, che è vittima a volte di uragani come Maria capaci di distruggere edifici, strade e alberi. A noi però ha regalato due settimane e mezzo di bel sole.
Ha tante cascate e bacini nei quali è possibile fare il bagno a volte con acqua calda, altre freddissima. Ha un’origine vulcanica e per questo ha spiagge come Bubble Beach con un bacino di acqua calda direttamente nel mare.
È baciata sia dal Mar dei Caraibi che dall’Oceano Atlantico e fra i due si può notare la differenza. Il Mar dei Caraibi ha una temperatura più calda e l’Atlantico è più chiaro e leggermente più freddo.
A Dominica hai la possibilità di vedere molti arcobaleni, a volte anche dentro una cascata.
A Dominica quando incontri qualcuno lo saluti sia a voce che con il clacson se sei in auto e ció è assolutamente normale anche se le persone non le conosci.
A Dominica si fa ancora l’autostop e, se non sei del luogo, vieni aiutato a trovare un passaggio.
A Dominica fare hiking è sempre un’avventura e quando meno te lo aspetti ti ritrovi a scalare una roccia con la corda.
Insomma Dominica merita, merita tanto: ecco alcune foto a conferma di questa tesi.

Mein Risotto mit Safran und Pilze: Das Rezept

Achtung: Dieses Risotto kann Herzen heroben, ich spreche aus Erfahrung.IMG_4052

Zutaten für 2 Personen:
1 mittelgroße Zwiebel
400 g Pilze aus verschiedenen Sorten z.B. Champignons, Austernpilze und Pfifferlinge
100 g Parmesan
170 g Risotto Reis Carnaroli
3 Knoblauchzehen
1 l Gemüsebrühe
1 Glas Weißwein
1 TL Butter
0,3 g Safran in Pulver
Olivenöl
Salz
Pfeffer

Zubereitung:
Pilze putzen und in Scheiben schneiden, Zwiebel fein hacken. Den Parmesan fein reiben. 1 l Gemüsebrühe in einem kleinen Topf vorbereiten. In einem größeren Topf Zwiebel mit Öl anbraten, wenn sie glasig sind den Weißwein dazu geben und eine Minute kochen lassen. Danach die Pilze dazu geben und rühren. Salzen und pfeffern. Wenn die Pilze ein bisschen weicher sind, den Reis zugeben und kurz kochen. Das Risotto mit drei Suppenlöffeln Brühe aufgießen, bis der Reis komplett bedeckt ist. Den Risotto ständig umrühren. Sobald der Reis die Brühe aufgesogen hat, immer wieder die Brühe mit einem Schöpflöffel nachgießen, bis er wieder bedeckt ist und wieder rühren. Nach zirka 15 Minuten, wenn der Reis weicher ist und die Brühe fast aufgesogen hat, die Hälfte des geriebenen Parmesans und gepressten Knoblauch dazu geben. Brühe nach Bedarf noch nachgießen. Zwei oder drei Minuten weiter rühren bis das Risotto cremig ist, dann ein Stück Butter im Risotto schmelzen lassen. Nach Geschmack nochmal salzen und pfeffern. Als letztes den Safran zugeben und verrühren, damit das Risotto gelb wird. In tiefen Teller servieren und den restlichen Parmesan verteilen.
Buon appetito, piatto pulito!

 

Un padre e una figlia spiegano cos’è quel che conta

Li ho conosciuti all’Afrika Festival di Würzburg dove li ho sentiti cantare diverse volte. Wally e Amy Warning sono un padre e una figlia che quando cantano riescono ad accogliere chi ascolta nella loro dimensione famigliare. La loro canzone Live to love a me ricorda cosa sia veramente importante nella vita perché l’amore è l’unico mezzo per rendere questo mondo un posto sicuro. Buon ascolto.

Regalare un sorriso non costa nulla

Questa frase me la disse una mia cara amica ai tempi dell’adolescenza e la trovai così bella che mi rimase impressa nella memoria. Senza neanche rendermene conto è diventata per me una specie di comportamento abituale. Spesso mi sorprendo a sorridere alle persone che incontro: così, senza vergognarmi.
Camminando per strada, viaggiando sui mezzi oppure in coda alla cassa del supermercato: io regalo sorrisi. La cosa più bella è che la maggior parte delle volte il mio sorriso viene ricambiato e questo a me trasmette un senso di appartenenza. Appartenenza a una specie (quella umana), alla città in cui vivo, al mio quartiere e non per ultimo a quell’attimo preciso nella giornata dell’altro. Io non so in che momento particolare della loro vita si trovino le persone a cui sorrido però so che un sorriso porta con se una luce in grado di fare la differenza, specialmente nei periodi bui. Il volto e gli occhi si illuminano fino a brillare.
Regalare un sorriso a uno sconosciuto non costa nulla poi fa anche bene quindi perché non farlo?! Provaci anche tu.

Fabio Volo: una gran bella intervista

A me lui piace, sarà che sono donna e per definizione faccio parte del suo pubblico. In questa intervista parla tanto e bene: del non dimenticarsi di se all’interno di una coppia, della positività e della gratitudine. Pensieri vivaci che fanno trasparire Una gran voglia di vivere. Fabio Volo sul canale YouTube di La Repubblica chiacchiera con Giulia Santerini: 38 minuti che volano.