Prima di tutto amati

È questo il momento giusto per diventare il tuo migliore amico. Ultimamente la vita pretende tanto da noi, o meglio, troppo. L’incertezza è un peso che dobbiamo portare sulle nostre spalle aspettando che ci dia tregua. Per questo motivo io spero che questo sia l’anno in cui ti impegnerai a diventare il tuo alleato, a conoscere la profondità della tua resilienza, a dirti cose gentili e a essere tu quella persona capace di tirarti su di morale. Così sì che la vita diventerà più leggera perché sarai tu a riprenderne le redini. Spero inoltre che tu non ti impegnerai a fare altro che non sia prenderti cura di te stesso. Mi auguro imparerai ad amare le parti del tuo carattere che risultano difficili da apprezzare. Spero che la tua voce interiore sia compassionevole e che sarai in grado di ascoltarti anche in mezzo al rumore del mondo. Confido che sarai capace di gestire qualsiasi cosa perché questa volta conterai su te stesso. Impegnati a raggiungere tutto ciò e mettilo in cima alla lista delle tue priorità. La relazione che hai con te stesso è per sempre. Sii il tuo più grande campione e impara ad accettare ciò che ti è stato insegnato a non amare. Sii il terreno soffice dove atterrare in un mondo duro. Ne vale la pena. Tu ne vali la pena perché combattere per l’amore che provi verso te stesso appaga sempre.

di Jamie Varon, tradotto da Angela Fradegradi
Sii il fiore più bello del tuo giardino.

Scegliere in modo consapevole

Dalla pratica della consapevolezza ho imparato che fare qualcosa che non ci fa sentire bene, se scelto consapevolmente e praticato in modo controllato, può portare a un risultato positivo.

Io da un po’ di tempo fatico a concedermi del riposo senza sentirmi in colpa di non usare il mio tempo in modo più produttivo. Nell’impormelo mi ricordo che anche io ho diritto al dolce far niente per riprendere fiato e a funzionare in modo normale. Il problema però è proprio questo: quando mi concedo del riposo mi risulta difficile ricominciare a funzionare in modo normale. È come se mi arrugginissi.

Ieri pomeriggio, complice la giornata festiva, ci ho riprovato: mi sono sdraiata sul divano e ho guardato due film su Netflix. Il risultato?! Misto: ho avuto inizialmente dei sensi di colpa che sono poi scomparsi quando mi sono ripetuta che la mia scelta di riposare era consapevole. Addirittura nel mezzo del secondo film è cresciuta la mia motivazione nell’intraprendere un altro tipo di attività meno passiva una volta finito di guardarlo. Mi sono ritrovata così a funzionare in modo normale senza quella sensazione di essere arrugginita.

Scegliere in modo consapevole ci porta a sentirci in pace con noi stessi anche quando ci concediamo qualcosa di insolito perché quello che compiamo è frutto di una decisione ponderata che saremo in grado di motivare anche davanti al giudice più severo che esiste: la nostra coscienza.

Una frase di Eckhart Tolle condivisa da Calm su cui rifletto

Camminare tra i campi

A me, che vengo da un paese di campagna a partire dal quale, a mio parere, la provincia sud-ovest milanese inizia a essere di una bellezza particolare, camminare tra i campi infonde una tranquillità di spirito.

A Gaggiano, il mio paese di origine, si cammina tra le risaie a Weil der Stadt invece, la città vicino a Stoccarda dove vivo da quasi un anno, ci sono campi di patate.

Camminare in campagna permette di osservare il ciclo della natura e i tempi dell’agricoltura. In Germania si possono inoltre ammirare le differenti tonalità di verde e di marrone nel paesaggio circondante. A me questo calma l’animo e meraviglia ogni volta.

Ieri c’era un bel sole e una temperatura piacevole e noi ne abbiamo approfittato per iniziare l’anno nuovo con una tranquilla passeggiata tra i campi e le colline intorno a Weil der Stadt, in direzione della sua frazione Schafhausen. Non potevamo scegliere modo migliore per incominciare il 2022.

I campi tra Weil der Stadt e Schafhausen

The importance of a real social network

On Tuesday I was on the train commuting back from Stuttgart as a young woman sat next to me. Without paying attention my eyes fell on the display of her smartphone. I noticed then that she was on a video-call with another woman, probably one of her friends. After a bit of time I saw they added another women in the call. This made me think about how important it is for us women to have a social network to which we feel we belong.

Having a group of friends is important at every age, relying on them can even save you in negative moments.

I always thought friendship is a mutual relationship but at the same time I think that if somebody is important for you, you should show it. In a friendship it doesn’t count who does more.

You can show yourself to your friends in any status you are feeling because they know you well and they are there to support you.

In these times when everything is virtual, it is crucial to keep in mind that having a real social network counts: people who genuinely care about us and are there for us in every situation.

During this holiday season, I invite you to make a gift to your friends being there for them and showing them how grateful you are for their friendships.

Our friends are our home base.

Source: Calm

Mi accetto ed è bellissimo

Ho passato tanto tempo a remarmi contro, a pretendere un risultato differente e a non essere contenta della versione di me che vedevo guardandomi allo specchio.

Mi trovavo a misurarmi, a confrontarmi con altre persone che stimavo senza però considerare il perché fossero in grado di fare o di avere quello che tanto di loro mi affascinava.

Mi criticavo per quelle che io interpretavo come mie mancanze di carattere. Pretendevo, pretendevo da me molto e forse troppo rimanendone costantemente delusa. Negavo situazioni non volendole accettare.

Da qualche tempo ho smesso. Ho iniziato a essere più gentile con me stessa, ad accettarmi e a essere felice delle mie prestazioni. Ho tirato i remi in barca lasciandomi trasportare dalla corrente. Io sono come sono: mi accolgo e mi faccio posto nel mio cuore con tutto il mio bagaglio di esperienze. Quando mi guardo allo specchio sono addirittura fiera di me e di tutto ciò che ho raggiunto finora perché nessuno me lo ha regalato.

Accettarsi e accettare la propria vita è segno di maturità: ora sì che sono adulta.

Meine drei Säulen

Als ich 17 war, ging mein Papa in Rente. Ziemlich schnell etablierte er eine gewisse Routine, die ich immer etwas kritisch sah. Meiner Meinung nach machte er jeden Tag das Gleiche und das empfand ich als langweilig damals.

Er stand um 8:00 Uhr auf, frühstückte, dann machte er etwas Hausarbeit und aß mit meiner Mama zu Mittag. Nachdem er mit sich selbst Karten spielte oder sein Buch weiter las, ging er zu einem Café und spielte Karten mit seinen Freunden. Gegen 16:00 Uhr kam er nach Hause und bereite sich einen kleinen Snack vor, schaute die Nachrichten und ging anschließend eine Runde Fahrrad fahren. Nach dem Abendessen las er wieder und schaute zum Tagesabschluss fern. Gegen 23:00 Uhr ging er ins Bett.

Für mich war es als Jugendliche unvorstellbar, jeden Tag einen bestimmten Muster zu folgen. Jetzt mit etwas mehr Lebenserfahrung verstehe ich, dass dieser Ablauf ihm half gut zu funktionieren. Man braucht im Leben bestimmte Säulen, an die man sich anlehnen kann, um ein besseres Gefühl zu haben.

Ich habe jetzt auch meine drei Säulen: Diese sind drei Aktivitäten, die ich jeden Tag mache, um im Reinen mit mir selbst zu sein. Meine drei Säulen sind das Yoga, die Meditation und das Schreiben auf mein Gratitude Journal.

Ich praktiziere jeden Tag für mindestens 30 Minuten Yoga, um meine Energie in die richtigen Kanäle zu leiten. Ich meditiere 20 Minuten Abends, um die Gedankenkreisen zu beruhigen und zu mir zu finden. Ich liste jeden Tag 10 Dingen auf, worüber ich dankbar bin, um den Blick auf das Positive in meinem Leben nicht zu verlieren.

Ich mache jetzt auch jeden Tag das Gleiche und verstehe besser warum mein Papa das damals auch machte: Man braucht bestimmte Aktivitäten, auf die man immer zurückgreifen kann, wenn man Sicherheit oder ein besseres Gefühl im Leben braucht.

Ohne Säulen steht ein Gebäude wie dieses nicht.

The meaning of life is love

The act of love begins with the very definition of meaning. It begins by stepping outside of the self to connect with and contribute with something bigger. “Being human – Frankl wrote – always points or is directed to something or someone other than oneself – be it a meaning to fulfill or another human being to encounter. The more one forgets himself — by giving himself to a cause to serve or another person to love — the more human he is”. That’s the power of meaning. It’s not some great revelation. It’s pausing to say hi to a newspaper vendor and reaching out to someone at work who seems down. It’s helping people get in better shape and being a good parent or a good mentor to a child. It’s sitting in awe beneath a starry night sky and going to a medieval prayer service with friends. It’s opening a coffee shop for struggling veterans. It’s listening to a loved one’s story. It’s taking care of a plant. These may be humble acts on their own. But taken together, they light up the world.

The Power Of Meaning *Crafting a Life That Matters – Emily Esfahani Smith
A great audiobook read by Mozhan Marno

Non sono capace non esiste

Durante i miei primi anni universitari ho avuto il piacere di allenare nel tempo libero una squadra Under 12 di pallavolo. La maggior parte erano bambine tra i nove e i dieci anni che si confrontavano per la prima volta con la pallavolo. Alcune erano più portate altre meno ma erano tutte volenterose di imparare a giocare. Spesso erano confrontate però con esercizi la cui manualità superava le loro capacità. Allora mi guardavano con una faccia a punto di domanda e mi dicevano: “Non sono capace!”. Io, che sono una testa dura, gli rispondevo: “Con me non sono capace non esiste, esercitarsi invece sì”.

Ancora oggi sono di questa convinzione: possiamo imparare tutto. Con un esercizio costante e un obiettivo da raggiungere siamo in grado di muovere in noi forze che a un primo impatto dubitiamo di avere.

Una frase di Vittorio Alfieri che la mia professoressa delle superiori una volta citò e che mi rimase impressa.

Per le stelle

Ascolto molto volentieri la canzone della cantante tedesca Dota Kehr ‘Für die Sterne’, Per le stelle. L’ho scoperta per caso su Spotify e mi è piaciuta subito molto perché ha un bel testo e io ho un debole per le canzoni con questa caratteristica. Il testo secondo me dovrebbe essere preso a manifesto da ognuno di noi perchè abbiamo tutti il diritto di esistere e goderci la vita semplicemente per noi stessi, non per compiacere qualcuno.

Sapete già cosa sta per seguire, vero?! La sua traduzione in italiano e il suo video, esatto! Buona lettura e buon ascolto!

Per le stelle
Dota Kehr

Conosco un ragazzo così strano e saggio
a volte è completamente assorto e silenzioso per ore
poi invece selvaggio e poco contenuto
come se fosse posseduto da forze della natura
Dice

Non sono qui per impegnarmi
Sono qui per ardere
Sono qui per fiorire
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

Mi ricordo bene come ci incontrammo
Il cielo era blu
Io avevo dormito male
Lui mi sedeva di fronte su un treno regionale
e raccontava cose che prima mi erano indifferenti
Dice

Non sono qui per impegnarmi
Sono qui per ardere
Sono qui per fiorire
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

No, io sono qui per le stelle
E sono qui molto volentieri
E sono qui perché imparo
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

Lo vedo spesso in posti diversi
E tanto spesso ancora ascolto le sue parole
Dice

Non sono qui per impegnarmi
Sono qui per ardere
Sono qui per fiorire
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per il bilancio
Sono qui per lo splendore
Sono qui per il ballo
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

No, io sono qui per le stelle
E sono qui molto volentieri
E sono qui perché imparo
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

Un detto tibetano sull’insoddisfazione

Ho ascoltato oggi questo detto tibetano a Il Volo del mattino di Radio Deejay recitato da Lama Michel Rinpoche. Ho trovato le sue parole davvero illuminanti: dovrei appendermele a vista.

Pensando di fare, pensando di fare: sono passati 20 anni.

Non sono riuscito, non sono riuscito: sono passati 20 anni.

Ah perché non ho fatto, ah perché non ho fatto: sono passati 20 anni.

Così sono passati 60 anni. Questa è la biografia di una vita vuota.

Se c’è qualcosa che riteniamo che sia importante nella nostra vita dobbiamo farla oggi, senza scuse.

Detto tibetano

Ecco la registrazione completa di Lama Michel che Fabio Volo ha condiviso questa mattina.

Lama Michel Rinpoche, fonte Ngalso.org