Una canzone per riportare luce

Come sempre per rimanere in esercizio con le traduzioni vi propongo oggi una canzone che ultimamente sento spesso. Mi fa pensare a una fase recente della mia vita nella quale nella mia testa pioveva ininterrottamente. Spero che queste parole possano aiutare tutti coloro i quali si trovano in un momento di difficoltà del quale fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel.

Song for you – Alexi Murdoch

Così oggi ho scritto una canzone per te
perchè un giorno può diventare così lungo
e io so che può essere difficile farlo passare
quando dici che c’è qualcosa che non va

Così sto cercando di metterla a posto
perché voglio amarti con il mio cuore
e tutti questi tentativi mi mettono in difficoltà
e io non so neanche da dove cominciare

Forse questo è l’inizio

Perché io so che è un gioco facile
che tu giochi a riempire la tua testa con la pioggia
e sai di nasconderti dal tuo dolore
nello stesso modo in cui dici il tuo nome

E io ti guardo
nascondere la faccia tra le tue mani
volare così da non atterrare
tu pensi che nessuno possa capire
che nessuno capisca

Così incurvi le tue spalle e agiti le tue mani
e la tua gola fa male ma tu imprechi
nessuno ti fa male, nulla può essere triste
in ogni caso tu non sei qui abbastanza per interessartene

E sei così stanca che non dormi la notte
e il tuo cuore sta cercando di guarire
tu lo lasci tranquillo ma pensi che tu possa
scomparire prima della fine

Ed è strano che tu non riesca a trovare
la forza di provare
a trovare una voce che parli alla tua mente
quando ci provi, tutto quello che vuoi fare è piangere

Ecco, forse dovresti piangere

E ti guardo nascondere la faccia tra le tue mani
parlare di terre lontane
tu pensi che nessuno capisca,
ascolta le mie mani

E tutto di questa vita
ruota intorno a te
nonostante tutto ciò di cui ti lamenti
sei ancora lì
ti stai muovendo anche tu
ti stai muovendo anche tu
ti stai muovendo anche tu
mi muoverò con te

 

 

 

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Una canzone per papà

Durante il loro concerto alla Liederhalle di Stoccarda nel gennaio del 2017, ho scoperto che il cantante di AnnenMayKantereit ha scritto la canzone ‘Oft gefragt‘ (Ti sei chiesto spesso) dedicandola a suo padre. Ovviamente, quando l’ha raccontato, io mi sono emozionata perché a me quei versi sono piaciuti fin da subito e io in quel testo, cantato dalla voce profonda di Henning May, ci ho sempre rivisto il mio di papà. Oggi allora ho deciso di tradurre questa bella canzone e di condividerla con voi.

Ti sei chiesto spesso – AnnenMayKantereit

Tu mi hai vestito, svestito, cresciuto
e ci siamo trasferiti, io ti ho mentito:
Non prendo alcuna droga e a scuola ci sono addirittura andato

Ti sei chiesto spesso cosa mi distrugga
io non volevo che tu lo sapessi
Eri a casa da solo e sentivi la mia mancanza
e ti sei chiesto cosa fossi tu per me
e ti sei chiesto cosa fossi tu per me

La mia casa sei sempre e solo tu
La mia casa sei sempre e solo tu

Mi sei venuto a prendere e mi hai portato
ti sei svegliato nel mezzo della notte a causa mia
a questo ho pensato così spesso nell’ultimo periodo

Siamo stati a Praga, Parigi e Vienna
nella Bretagna e a Berlino ma non a Copenaghen
Ti sei chiesto spesso cosa mi distrugga
e io ho smesso di pormi questa domanda

Eri a casa da solo e sentivi la mia mancanza
e ti sei chiesto cosa fossi tu per me
e ti sei chiesto cosa fossi tu per me

La mia casa sei sempre e solo tu
La mia casa sei sempre e solo tu

Io non ho una patria, ho solo te
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Io non ho una patria, ho solo te
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre

L’importanza di porsi degli obiettivi

Avevo già scritto tempo fa della mia passione per l’autrice americana Gretchen Rubin e dei suoi Moment of Happiness. Questa settimana ha condiviso nella sua newsletter quotidiana il seguente pensiero di Eugene Delacroix in Journal nel quale io mi sono trovata chiamata in causa:

Il rispetto verso te stesso aumenta quando hai la sensazione di aver compiuto tutto ciò che dovevi fare e se non c’è altro di cui godere rimane quel piacere o meglio quella sensazione di pace con se stessi. Una persona riceve un’immensa soddisfazione dalla consapevolezza di aver fatto un buon lavoro e di aver passato nel migliore dei modi la sua giornata. Quando mi sento così godo fino a fondo del mio riposo e della più mite forma di ricreazione.

In questo ultimo anno ho imparato l’importanza di fissarsi degli obiettivi e di non far solamente trascorrere la vita. È necessario invece tenerne in mano le redini direnzionandola nel verso che più si ritiene giusto. Scrivere una to-do list e completarla un passo dopo l’altro, senza pressione, può aiutare nei momenti nei quali si fa fatica a trovare un proposito o una motivazione. Darsi degli obiettivi è, come cantano i Che Sudaka, la base del movimento. Se ti dovesse capitare di sentirti smarrito prova a focalizzare la tua attenzione sulle cose che ti piacerebbe fare e con le quali vorresti riempire il tuo tempo, scrivile poi su un pezzo di carta. Quando le avrai compiute e cancellate da quel foglio sentirai una sensazione di piacere: te lo garantisco. Se dovessi aver paura di questa sensazione perchè troppo positiva, fai un bel respiro e con un bel sorriso inizia a pianificare cosa vorresti fare domani.

Coraggio

Lunedì in un post su Xing, un social media per il lavoro tedesco tipo LinkedIn, veniva linkata la canzone ‘Mut’ di Alexa Feser con una citazione dal testo che ha catturato la mia attenzione. La parola “Mut” in tedesco significa in italiano “corraggio”. La canzone di per se non è proprio il mio genere ma la troverete per completezza in fondo al post. Il suo testo lo trovo così bello che ho deciso di tradurlo, un po’ per mantenermi in esercizio un po’ perché magari, leggendolo, piace anche a voi.

Coraggio di Alexa Feser

Il coraggio è una domanda la cui risposta può fare male.
Il coraggio ricomincia da capo dopo un fallimento.
Il coraggio non va in carrarmato ma è capace di interrompere,
lascia andare avanti gli altri e scende per ultimo da bordo.

Il coraggio non fa alcuna pausa se non sta bruciando,
non è un progetto egoistico o un trend passeggero.

Il coraggio è quando tu balli con la paura
che hai quando provi a fare ciò che non sai.
Il coraggio è quando ti rialzi,
metti un cerotto sulla pelle e ci riprovi.

Il coraggio è dire che per te è amore,
non sapendo se tu per l’altro già lo sia.
Il coraggio non sono le parole che anche gli altri pensano,
nessun momento perfetto che il caso ti regala.

Il coraggio a volte è non essere coraggiosi
e ammettere a te stesso di sentirti solo.

Il coraggio è quando tu balli con la paura
che hai quando provi a fare ciò che non sai
Il coraggio è quando ti rialzi
metti un cerotto sulla pelle e ci riprovi

Il coraggio è un “Sì” in un momento difficile,
decidersi senza avere alcuna certezza,
salire sul palco, spogliare il cuore,
spiegare a parole l’io frantumato.

Il coraggio va in barricata.
Il coraggio non permette a nessuno di dirti “Non ci riuscirai”.
Il coraggio è più che un pensiero.
Il coraggio è quando la barriera nella tua testa si spezza.