Aurora

It was the 17th December when I met her. We were in Paris on our way to Dominica and felt already lucky that our TGV run normally since the public transport in France was already on strike. It was very chaotic at the station, all the people did not go how to reach their destinations. We were speaking to a customer service employee of the public transport and had a lot of difficulties to understand each other, because I can not speak French and she didn’t speak English. Then Aurora came: a very beautiful young woman from Guadalupe that could speak French. She was also heading to the Orly Airport and she offered immediately to bring us there too. She spoke to the employee and understood what to do in order to reach the airport.
Pretty soon we found out that we were both flying to the Caribbean. Her flight to Pointe-à-Pitre was at 15:30, our to Martinique was at 16:30.
You know the feeling when you meet somebody for the first time and it seems so easy to tell this person everything about your life?! Well for me and for Aurora it was like that. We spoke on the bus about everything, in German you would say “about God and the world”.
She is a French teacher, living near London and she started her journey at 2:30 in Oxford to visit her family in Guadalupe. She lived in France during her childhood and dreamed to move in summer to Panama.
During the chaotic journey – we had to take a bus which was stuck in the traffic and then waited for 40 minutes for an other that did not come and at the end we decided to take a taxi to the airport – Aurora also said something that impressed me.
We were doing all we could to reach the airport. When the bus wasn’t moving at all and we were worried not come on time, she said something like: “Well, we are trying: it must end good”. Then when I said that, without her, we would have been lost she said: “We all have the same goal, the least we could do is to help each other”.
I will never forget Aurora for the fact that she helped us to start our holiday in a good way and for what she told me. The most important thing when you have a goal is to start and try to reach it, when you meet people with the same target do not see them as competitors, work together and help each other.

Dominica

Dominica è un’isola dei Caraibi che spesso viene scambiata per la Repubblica Dominicana. È però un’ex colonia inglese, indipendente dal 1978, appartenente al Commonwealth e in cui si guida a sinistra.
È un’isola verde, dove solitamente piove molto, che è vittima a volte di uragani come Maria capaci di distruggere edifici, strade e alberi. A noi però ha regalato due settimane e mezzo di bel sole.
Ha tante cascate e bacini nei quali è possibile fare il bagno a volte con acqua calda, altre freddissima. Ha un’origine vulcanica e per questo ha spiagge come Bubble Beach con un bacino di acqua calda direttamente nel mare.
È baciata sia dal Mar dei Caraibi che dall’Oceano Atlantico e fra i due si può notare la differenza. Il Mar dei Caraibi ha una temperatura più calda e l’Atlantico è più chiaro e leggermente più freddo.
A Dominica hai la possibilità di vedere molti arcobaleni, a volte anche dentro una cascata.
A Dominica quando incontri qualcuno lo saluti sia a voce che con il clacson se sei in auto e ció è assolutamente normale anche se le persone non le conosci.
A Dominica si fa ancora l’autostop e, se non sei del luogo, vieni aiutato a trovare un passaggio.
A Dominica fare hiking è sempre un’avventura e quando meno te lo aspetti ti ritrovi a scalare una roccia con la corda.
Insomma Dominica merita, merita tanto: ecco alcune foto a conferma di questa tesi.

Mein Risotto mit Safran und Pilze: Das Rezept

Achtung: Dieses Risotto kann Herzen heroben, ich spreche aus Erfahrung.IMG_4052

Zutaten für 2 Personen:
1 mittelgroße Zwiebel
400 g Pilze aus verschiedenen Sorten z.B. Champignons, Austernpilze und Pfifferlinge
100 g Parmesan
170 g Risotto Reis Carnaroli
3 Knoblauchzehen
1 l Gemüsebrühe
1 Glas Weißwein
1 TL Butter
0,3 g Safran in Pulver
Olivenöl
Salz
Pfeffer

Zubereitung:
Pilze putzen und in Scheiben schneiden, Zwiebel fein hacken. Den Parmesan fein reiben. 1 l Gemüsebrühe in einem kleinen Topf vorbereiten. In einem größeren Topf Zwiebel mit Öl anbraten, wenn sie glasig sind den Weißwein dazu geben und eine Minute kochen lassen. Danach die Pilze dazu geben und rühren. Salzen und pfeffern. Wenn die Pilze ein bisschen weicher sind, den Reis zugeben und kurz kochen. Das Risotto mit drei Suppenlöffeln Brühe aufgießen, bis der Reis komplett bedeckt ist. Den Risotto ständig umrühren. Sobald der Reis die Brühe aufgesogen hat, immer wieder die Brühe mit einem Schöpflöffel nachgießen, bis er wieder bedeckt ist und wieder rühren. Nach zirka 15 Minuten, wenn der Reis weicher ist und die Brühe fast aufgesogen hat, die Hälfte des geriebenen Parmesans und gepressten Knoblauch dazu geben. Brühe nach Bedarf noch nachgießen. Zwei oder drei Minuten weiter rühren bis das Risotto cremig ist, dann ein Stück Butter im Risotto schmelzen lassen. Nach Geschmack nochmal salzen und pfeffern. Als letztes den Safran zugeben und verrühren, damit das Risotto gelb wird. In tiefen Teller servieren und den restlichen Parmesan verteilen.
Buon appetito, piatto pulito!

 

Un padre e una figlia spiegano cos’è quel che conta

Li ho conosciuti all’Afrika Festival di Würzburg dove li ho sentiti cantare diverse volte. Wally e Amy Warning sono un padre e una figlia che quando cantano riescono ad accogliere chi ascolta nella loro dimensione famigliare. La loro canzone Live to love a me ricorda cosa sia veramente importante nella vita perché l’amore è l’unico mezzo per rendere questo mondo un posto sicuro. Buon ascolto.

Regalare un sorriso non costa nulla

Questa frase me la disse una mia cara amica ai tempi dell’adolescenza e la trovai così bella che mi rimase impressa nella memoria. Senza neanche rendermene conto è diventata per me una specie di comportamento abituale. Spesso mi sorprendo a sorridere alle persone che incontro: così, senza vergognarmi.
Camminando per strada, viaggiando sui mezzi oppure in coda alla cassa del supermercato: io regalo sorrisi. La cosa più bella è che la maggior parte delle volte il mio sorriso viene ricambiato e questo a me trasmette un senso di appartenenza. Appartenenza a una specie (quella umana), alla città in cui vivo, al mio quartiere e non per ultimo a quell’attimo preciso nella giornata dell’altro. Io non so in che momento particolare della loro vita si trovino le persone a cui sorrido però so che un sorriso porta con se una luce in grado di fare la differenza, specialmente nei periodi bui. Il volto e gli occhi si illuminano fino a brillare.
Regalare un sorriso a uno sconosciuto non costa nulla poi fa anche bene quindi perché non farlo?! Provaci anche tu.

Fabio Volo: una gran bella intervista

A me lui piace, sarà che sono donna e per definizione faccio parte del suo pubblico. In questa intervista parla tanto e bene: del non dimenticarsi di se all’interno di una coppia, della positività e della gratitudine. Pensieri vivaci che fanno trasparire Una gran voglia di vivere. Fabio Volo sul canale YouTube di La Repubblica chiacchiera con Giulia Santerini: 38 minuti che volano.

Di incontri sul treno e cerchi che si chiudono

Oggi in metropolitana, ritornando dal lavoro, mi è capitato di chiudere un cerchio. Per raccontarvelo però devo fare un passo indietro.

A giugno del 2016 ho incominciato a prendere il treno verso l’aeroporto di Stoccarda scendendo alla fermata Echterdingen. Non per diletto ma per recarmi al mio vecchio posto di lavoro.
Con il passare dei mesi, mi accorsi, come succede spesso a chi si muove sempre con i mezzi, di incontrare sempre le stesse persone. Oltre alla signora con il cartellino rosso con stampata su la A di ‘Arsch-Karte’, incominciai a notare una ragazza colombiana. Sui trent’anni, magra, capelli castano chiaro spesso raccolti e viso dai tratti gentili, la notai inizialmente perchè parlava sul treno in spagnolo. Anche lei scendeva a Echterdingen: la sua azienda si trovava però nelle immediate vicinanze della stazione, io invece dovevo camminare un po’ di più.

Non ci incotravamo tutti i giorni perchè io lavoravo a turni settimanali dalle 8:00 o dalle 9:00. Ci incrociavamo peró con una certa regolarità da permettermi di riconoscere, sotto la sua giacca invernale, un principio di pancino da dolce attesa.
Mi sono trovata così a seguire da lontano lo sviluppo della sua gravidanza. Si dice che una donna in gravidanza diventi ancora piú bella, questa tesi lei la confermava al 100%.

A un certo punto mi accorsi della sua mancanza: sarà entrata nell’ottavo mese, mi dissi.
Fino all’anno scorso quando, di colpo, ricominciò a prendere il treno. Pancione sparito, linea rigorosamente recuperata, qualche segno di stanchezza in più nel suo volto ma tutto sommato dall’aria equilibrata.

Prima scrivevo di aver chiuso un cerchio perché oggi in metropolitana l’ho rivista. In modo totalmente inaspettato e su una tratta dei mezzi completamente diversa, sulla U6 verso la stazione centrale. È salita sul treno con il suo bambino in carrozzina. Il cerchio lo ha chiuso proprio lui, permettendomi di vedere il frutto di quel pancione. Bellissimo, dai capelli chiari un po’ mossi e gli occhi scuri, capace di parlare, di alzarsi e di interagire sia in tedesco che in spagnolo. Di ritorno dall’asilo con la mamma, ha stregato in un attimo con il suo sorriso i passeggeri seduti vicino a loro nel vagone.

Chissà magari penserete che ho un po’ della stalker ma in realtà io credo di no. È che quando esco di casa mi diverto a tenere gli occhi in movimento perché sono curiosa e mi piace osservare chi incontro. Lo faccio credo da sempre. Oggi ne scrivo perché questa ragazza colombiana mi ha mostrato quanto sia bello il cerchio della vita. Da ragazza spensierata è diventata una mamma affettuosa. Perché in fondo il cambiamento è una delle poche costanti che la vita non si stancherà mai di portarci.

Siamo chi siamo – Ligabue

Succede anche a voi quando ascoltate una canzone che, a ogni verso, vi venga in mente un momento particolare della vostra vita?
Ecco questo è quel che mi succede ultimamente con la canzone Siamo chi siamo di Ligabue. Per di più, per me è incredibile come questo cantante riesca ancora oggi a toccare le corde più intime dei miei pensieri. Da adolescente ascoltare Ligabue per me era come un’ossessione: nel mio walkman, nel mio lettore cd e poi nei miei lettori mp3 collezionavo le sue canzoni. Le ascoltavo in ogni momento libero, in particolare camminando.
Le mie compagne di classe delle superiori mi prendevano in giro perché, non appena uscita da scuola, camminavo velocemente verso la fermata del bus. In realtà io mi facevo guidare dal ritmo delle canzoni del Liga e per questo “tarellavo”.

A ricordo di tutto ciò che per me Ligabue rappresenta e di quello che a me fa venire in mente mentre canta, condivido qui il video di Siamo chi siamo:

Fürsorglichkeit

Mir fällt es nicht leicht, Fürsorglichkeit auf Italienisch zu übersetzen aber das ist ein Wort, das ich besonders mag. Es beschreibt für mich eigentlich eine Haltung: ein Verhalten, das gepflegt werden sollte.

Fürsorglichkeit bedeutet dem anderen Interesse zu zeigen, genauer zuhören, vorhersehen was die andere Person benötigen könnte und gezielt Aufmerksamkeit schenken.

Da es ein Verhalten ist und es sich, meiner Meinung nach, so schön beschreiben lässt, ist es nicht so einfach Fürsorglichkeit mit einem einzigen entsprechenden italienischen Wort zu übersetzen.

Ich mag es, wenn ich dieses Verhalten bei anderen Leuten erkenne und versuche selbst das als Eigenschaft zu pflegen.  Weil es gibt nichts schöneres als Freude und Aufmerksamkeit zu schenken. Wenn du was gibst, bekommst du viel mehr zurück als was du gegeben hast.

Durch eine fürsorgliche Haltung entsteht ein anderer Blickwinkel und dein Fokus ist nicht mehr auf dich gerichtet, was dich automatisch zu einer selbstlosen Person macht.

Una canzone per riportare luce

Come sempre per rimanere in esercizio con le traduzioni vi propongo oggi una canzone che ultimamente sento spesso. Mi fa pensare a una fase recente della mia vita nella quale nella mia testa pioveva ininterrottamente. Spero che queste parole possano aiutare tutti coloro i quali si trovano in un momento di difficoltà del quale fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel.

Song for you – Alexi Murdoch

Così oggi ho scritto una canzone per te
perchè un giorno può diventare così lungo
e io so che può essere difficile farlo passare
quando dici che c’è qualcosa che non va

Così sto cercando di metterla a posto
perché voglio amarti con il mio cuore
e tutti questi tentativi mi mettono in difficoltà
e io non so neanche da dove cominciare

Forse questo è l’inizio

Perché io so che è un gioco facile
che tu giochi a riempire la tua testa con la pioggia
e sai di nasconderti dal tuo dolore
nello stesso modo in cui dici il tuo nome

E io ti guardo
nascondere la faccia tra le tue mani
volare così da non atterrare
tu pensi che nessuno possa capire
che nessuno capisca

Così incurvi le tue spalle e agiti le tue mani
e la tua gola fa male ma tu imprechi
nessuno ti fa male, nulla può essere triste
in ogni caso tu non sei qui abbastanza per interessartene

E sei così stanca che non dormi la notte
e il tuo cuore sta cercando di guarire
tu lo lasci tranquillo ma pensi che tu possa
scomparire prima della fine

Ed è strano che tu non riesca a trovare
la forza di provare
a trovare una voce che parli alla tua mente
quando ci provi, tutto quello che vuoi fare è piangere

Ecco, forse dovresti piangere

E ti guardo nascondere la faccia tra le tue mani
parlare di terre lontane
tu pensi che nessuno capisca,
ascolta le mie mani

E tutto di questa vita
ruota intorno a te
nonostante tutto ciò di cui ti lamenti
sei ancora lì
ti stai muovendo anche tu
ti stai muovendo anche tu
ti stai muovendo anche tu
mi muoverò con te