On friendship during COVID-19

There is nothing I missed more during the COVID-19 restrictions than hanging out with friends.

Nothing enriches my soul more than an evening with friends, talking about everything, switching topics randomly, laughing and having a good meal together.

Maybe I felt the restrictions during the pandemic so difficult because I live far away from my original family and friends. The friends I have here in Germany are the people I can rely on immediately and not having the possibility to see them neither was really hard for me.

Therefore I especially enjoy weeks like this when I met twice with friends for dinner. I discovered a very nice World-Café in the city near Stuttgart where I work, I prepared for the first time pizza for four people and I even got a bunch of spring flowers.

It’s only when you share moments with others that you really feel that life is always worth living.

Promemoria gentile

Promemoria gentile: decidi chi vuoi essere. Decidi il tipo di vita che desideri condurre. Prendi questa decisione e poi inizia a comportarti come quella persona. Piccole abitudini, piccoli passi, piccoli cambiamenti. Tutto si somma. Creerai la vita che più desideri. Il tutto inizia col decidere come sarà quella vita e che sapore avrà.

Jamie Varon, traduzione di Angela Fradegradi
Curati come cureresti un fiore

La pace dell’acqua che scorre

Il 60% del nostro peso è acqua. È questo il motivo per cui avvicinarci a questo elemento ci riconduce alla nostra base e alle nostre origini.

L’acqua ha infatti su di noi un effetto calmante: basta, ad esempio, pensare a ciò che proviamo guardando il mare dalla riva.

Se anche tu, come me, in questo periodo così incerto, ti trovi ad avere tanti pensieri che fai fatica gestire, muoviti in direzione dell’acqua. Segui il flusso di un fiume passeggiando.

Nella vita, come nell’acqua, tutto scorre ed è transitorio.

Il fiume Würm a Weil der Stadt, Germania

Eine Brezel… danke!

Eine Brezel

Heute Morgen in der Schlange beim Bäcker war vor mir ein Papa mit einem Baby im Maxi-Cosi und einem vierjährigen Jungen. Schon beim Anstehen war ich erstaunt wie ruhig der Junge war: Er bewegte sich immer brav nach vorne, sobald sein Papa es auch tat. Als sie dran waren, merkte ich, dass der Junge zum Tresen ging, auf die Fußspitzen stieg und ein Euro auf den Tresen legte. Er sagte ganz stolz und konzentriert: “Ich hätte gerne eine Brezel!”. Als die Bäckerin Richtung der Brezeln ging, sagte sein Papa: “Und dann? Was musst du noch sagen?”. Der Junge überlegte keine Sekunde und fügte: “Danke!” hinzu. Nachdem die Bäckerin seinen Papa noch bedient hatte, sagte sie dem Jungen zum Verabschieden: “Das hast du richtig toll gemacht!”. Er ging aus der Bäckerei raus 2 cm größer.

Solche Szenen beobachte ich gerne und ich bin immer erstaunt, wenn Kinder unabhängig agieren. Man sieht ihnen die Konzentration und die Freude an, wenn sie das erreichen, was sie vor hatten.

Fare pace col passato

La conosciamo tutti questa sensazione: viviamo un momento tranquillo e la nostra testa inizia a vagare nel passato riproponendoci ricordi di vecchie situazioni. Iniziamo allora a chiederci: “Avrò scelto nel modo giusto? Perché allora ho agito così? Se avessi deciso di comportarmi in tutt’altra maniera, come sarebbe andata?”. Queste domande però non sono costruttive e ci portano solamente a rimuginare sul passato.

Noi oggi siamo il frutto di quelle scelte ma non dobbiamo identificarci con esse. Quello che abbiamo deciso di intraprendere ci ha condotti dove siamo ora. Fare pace col passato è sempre una possibilità per noi aperta. Per goderci il presente dobbiamo accettare il passato per come è stato concentrandoci sull’unico momento in cui valga la pena di investire le nostre energie: l’adesso. Siamo infatti in grado di cambiare il corso degli eventi solo nel momento in cui ci troviamo.

La mia traduzione di una poesia di Haemin Sunim pubblicata nel libro Quando rallenti, vedi il mondo.

Da 10 anni vivo un sogno in compagnia

Da ragazzina avevo due sogni: il primo era diventare giornalista e il secondo era trasferirmi in Germania. Dopo aver capito relativamente in modo veloce che per diventare giornalista in Italia avrei dovuto sacrificare la mia indipendenza economica, nel 2011 mi trovai a inseguire solo il sogno di una vita in Germania. Allora, a 25 anni, non volevo assolutamente arrivare a 40 e chiedermi: “Come sarebbe stato se avessi veramente provato a viverci?!”.

Un po’ just for fun iniziai a candidarmi a posizioni aperte in Germania. Nel 2012 la prima azienda che mi invitò a un colloquio di persona mi offrì un contratto che io, senza esitare, firmai. Ecco che in otto giorni, il 13 febbraio 2012, feci forse il passo più coraggioso della mia vita e mi trasferii a Karlsruhe, nel sud-ovest della Germania.

Da dieci anni sotto un altro cielo

Da allora a oggi sono passati dieci anni e tante sono le lezioni che ho imparato lasciandomi alle spalle famiglia e affetti e scegliendo di vivere a più di 600 km di distanza da loro.

Quando ti allontani da quella che hai sempre definito, e continuerai a definire, casa sei confrontato con tante sfide. Uscendo dalla quotidianità dei tuoi affetti, diventi la voce da lontano e, senza neanche accorgertene, le relazioni cambiano. Il che però non vuol dire che peggiorino, anzi, impari a guardarle con un occhio differente e addirittura ad apprezzarle di più. Questo perché ti rendi conto che le persone a cui tu tieni di più ci sono sempre e mantengono il loro ruolo principale nella tua vita, che prende magari un’altra forma.

Se non mi fossi trasferita qui avrei inoltre perso l’occasione di conoscere quelli che ora per me sono i miei amici vicini, che hanno arricchito la mia vita in molti modi: perché le amicizie che scegli in età adulta le selezioni con la pancia e con il cuore.

In questi dieci anni ho imparato a camminare da sola, a cadere e a rialzarmi prontamente grazie al supporto della mia rete di amici vicini e lontani. Ho capito in fondo solo grazie a questa esperienza che amicizia significa esserci in modo incondizionato.

Con tutti gli amici che mi accompagnano sul mio cammino brindo oggi ai miei ultimi dieci anni da sogno. Grazie!

Be grateful for your body

During the last period, in my daily gratitude practice, I’m reflecting a lot about how grateful I am for my functioning body.

We only tend to notice how good our body worked when something is wrong with it and we get, for example, injured or sick. Furthermore we are always too negative about our body shape and we wish we were thinner or fitter.

What we forget is that our body hosts us and gives us the possibility to do and reach whatever we want. We can walk, spring, drive, carry heavy things and exercise. Its health is not something we should take for granted.

So be grateful for your body, honor it and be gentle with it: after all it gives your mind a place to be without setting any condition.

Our body gives us its unconditionate presence.

Zeichnen ohne Radiergummi

Beim Nichtstun, habe ich ein schlechtes Gewissen. Ich habe dabei einen unruhigen Kopf, der sich ständig bei mir meldet und nicht zufrieden stellt, wenn ich mal auf den Pause-Knopf drücken möchte. Danach gewinnt meistens der Kopf und hinterlässt mir ein komisches Gefühl, weil ich beim Nichtstun auch nicht richtig dabei war. Ich war schließlich zu sehr mit meinen Gedanken beschäftigt.

“Es gibt absolut nichts in der Vergangenheit, das du ändern kannst. Das ist simple Physik. Hab kein schlechtes Gewissen, wenn du nichts tust. Durch Tun entsteht wahrscheinlich mehr Schaden auf der Welt als durch Nichtstun. Aber mach das Beste aus dem Nichtstun. Sei achtsam dabei.” – dieser Satz vom englischen Autor Matt Haig ist für mich sehr wahr.

Ich bin gerade dabei zu lernen, bewusster zu entscheiden, wenn ich Nichtstun möchte und mir weniger dabei zu denken. So bin ich hinterher nicht mehr enttäuscht, dass ich die Zeit verschwendet habe, sondern bin ich eine Erfahrung reicher, weil ich mir doch eine Pause gönnen kann. Achtsamkeit ist oft der Schlüssel, den ich vergesse dabei zu haben.

Beim Leben macht man Fehler, aus Fehlern lernt man.

Riconoscersi

Essere in un supermercato in una cittadina alle porte di Stoccarda mai visitata fino a oggi e vedere alla cassa una coppia imbustare la spesa in delle buste gialle con sopra scritto Esselunga. Riconoscersi in quanto italiani e forse anche lombardi. Sentire un senso di appartenenza che, dopo dieci anni di vita in Germania, tuttavia permane.

La busta gialla di Esselunga: inconfondibile

Prima di tutto amati

È questo il momento giusto per diventare il tuo migliore amico. Ultimamente la vita pretende tanto da noi, o meglio, troppo. L’incertezza è un peso che dobbiamo portare sulle nostre spalle aspettando che ci dia tregua. Per questo motivo io spero che questo sia l’anno in cui ti impegnerai a diventare il tuo alleato, a conoscere la profondità della tua resilienza, a dirti cose gentili e a essere tu quella persona capace di tirarti su di morale. Così sì che la vita diventerà più leggera perché sarai tu a riprenderne le redini. Spero inoltre che tu non ti impegnerai a fare altro che non sia prenderti cura di te stesso. Mi auguro imparerai ad amare le parti del tuo carattere che risultano difficili da apprezzare. Spero che la tua voce interiore sia compassionevole e che sarai in grado di ascoltarti anche in mezzo al rumore del mondo. Confido che sarai capace di gestire qualsiasi cosa perché questa volta conterai su te stesso. Impegnati a raggiungere tutto ciò e mettilo in cima alla lista delle tue priorità. La relazione che hai con te stesso è per sempre. Sii il tuo più grande campione e impara ad accettare ciò che ti è stato insegnato a non amare. Sii il terreno soffice dove atterrare in un mondo duro. Ne vale la pena. Tu ne vali la pena perché combattere per l’amore che provi verso te stesso appaga sempre.

di Jamie Varon, tradotto da Angela Fradegradi
Sii il fiore più bello del tuo giardino.