Alternative breakfast

This morning I went to the market at Bismarckplatz in Stuttgart West. Normally our goal when we go there is to buy grocery but also stuff for breakfast like bread, croissants, eggs, salami or ham and cheese. 

Well this saturday I’m alone at home and I had all the good intentions to prepare a very good breakfast. Dominik always think that I’m not good in carrying the grocery home (he thinks I always damage the products because I don’t pay attention to them while walking) and also that I’ve bad preparing breakfast skills (here beacause I’m not organized and I always stay in the middle of the kitchen without doing anything). 

I now think he has good reasons. When I came home and I was packing out the stuff I bought, I realised that something was missing. The bread: how could I forgot the bread?! I love German bread and the saturday breakfast is not the same without it!

So here a picture of my alternative breakfast, without bread!


Have a good weekend!

La dura realtà di essere…donna!

Questo pomeriggio tornando a casa mi sono imbattuta in tre ragazzini. I primi due avevano sui 12 anni e il terzo, un po’ tracagnotto, avrà avuto 8 anni. E’ stato proprio quest’ultimo a svegliare la mia altrimenti scarsa attenzione verso l’ambiente che mi circonda. Lo ha fatto puntando il dito nella mia direzione ed esclamando: “Woooow!!!”.

Tra me e me, di primo impatto non ho pensato a niente ma poi mi sono sentita chiamata in causa. “Starà mica dicendolo rivolto a me?”, ho pensato. “Ho mal di testa in questo momento, sono stanca ma forse, in fondo in fondo, oggi non sono poi così male. Ho addirittura la gonna e le gambe in ordine. Basta questo per meritarmi un wow?! Dai, che carino! Grazie piccoletto! Un po’ precoce per avere 8 anni ma ok, grazie!”

Peccato che, prima che la mia autostima potesse continuare a salire alle stelle, passa lei. Una Porsche 918 Spyder, ultimo modello, nera, bella: sbam!

Il confronto con la realtà per una donna può essere duro, a volte.

Porsche 918 Spyder
Foto di Josmer12 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=46608837

Tagesstimmung

Brave Vögel träumen von der Freiheit, wilde Vögel fliegen.

Bärensee

Quelle: Das angemalte Auto in der Elisabethenstr. in Stuttgart West

Lavorando a testa alta

È bello avere un compito, un motivo per cui alzarsi la mattina. Farlo volentieri perchè si ha voglia di imparare, di stare in mezzo alla gente e di mettersi in gioco. Da un mese e mezzo ho ripreso a lavorare, dopo un anno di pausa durante il quale ho imparato tante cose su me stessa e ho affrontato temi con i quali non mi ero mai confrontata prima. 

Per mia fortuna ho trovato un posto di lavoro molto stimolante e un ambiente internazionale che è proprio quello nel quale io mi sento più a mio agio.

In questo ultimo periodo ho avuto sempre di più la conferma di quanto per me sia importante lavorare. Non ci rinuncerei per nulla al mondo perchè mi piace, mi stimola e ne ho bisogno come persona.

A muovere la passione che metto nel mio lavoro è la mia voglia di imparare e di rendermi utile sia ai miei colleghi che allo scopo della mia impresa. L’azienda per cui lavoro si occupa di coordinare progetti di traduzione mettendo in senso astratto culture e lingue diverse in comunicazione. Questo mi ha sempre affascinata e forse è proprio per questo motivo che a lavoro ci vado volentieri.

Lavorare offre in generale molta più indipendenza perchè alla fine del mese l’importo del proprio conto corrente sale. In questo modo è più facile fare grandi progetti, pensare alle vacanze o prenotare i voli per un breve weekend a casa per rivedere i propri cari.

Per me in quanto donna lavorare è una cosa irrinunciabile che mi gratifica e mi rende una persona più completa. 

Ho avuto un anno di tempo per trovare la mia strada ma ora che l’ho trovata ci cammino a testa alta.

Dankbarkeit

Katha hat mir das Buch Die Begegnung von Andy Andrews ausgeliehen. Ich bin ganz am Anfang und schon in dem ersten Kapitel habe ich einen Absatz gelesen, der mich zum nachdenken gebracht hat:

Das, worauf man sich im Leben konzentriert, nimmt zu. […] Wenn man sich auf die Dinge konzentriert, die man meint zu brauchen, […] dann wird das Bedürfnis danach wachsen. […] Wenn man sich auf seine Verluste konzentriert, dann wird man wahrscheinlich noch mehr verlieren. Eine dankbare Lebenshaltung dagegen führt zu Zufriedenheit und Überfluss im Leben.

Seit Anfang dieses Jahres habe ich mein Fokus auf Dankbarkeit gesetzt. Das hat mich in verschiedenen Hinsichten weitergebracht. Ich denke, dass sich mein Erscheinungsbild anderen gegenüber durch diese. positiven Gedanken verändert hat. Ich bin mehr aufmerksam geworden und fühle mich dankbar für die kleinen Dingen die meinen Alltag gestalten. Ich denke wirklich, dass es immer einen Grund gibt, dankbar zu sein. Wenn man sich auf Dankbarkeit konzentriert, werden die kleinen Monster, die Angst und Sorgen in uns verbreiten, eine andere und nicht so erschreckende Form annehmen.

Aber ich habe gar keine Zeit und ich weiss nicht wie ich anfangen soll, und wenn es mich nicht weiterbringt?“, das denkst du vielleicht gerade. Ich habe es so angefangen: Ich habe mir ein schönes, grünes Heft (grün ist in Italien die Farbe der Hoffnung) gekauft und  jeden Tag 5 Dinge aufgeschrieben, für die ich dankar war. Ich habe sofort gemerkt, wie einfach und schnell es für mich war: Ich hatte so viele Sachen zu schreiben, dass ich oft ein ganzes Blatt benutzt habe. Ich bin mir sicher bei dir wird es nicht anders sein. Probiere es aus und lass es mich wissen!

Happier with Gretchen Rubin

I don’t remember exactly how but two months ago I discovered the American author Gretchen Rubin. Now I can’t stop listening to her audiobooks and reading her posts on Linkedin. After listening to her latest book Better than before, I bought Happier at Home and I can’t wait to read The Happiness Project.

I find Gretchen Rubin a great writer but above all I think she is a wonderful woman.

Below you can find some of her quotes I feel to share with you:

HAPPINESS

Happiness is a critical factor for work, and work is a critical factor for happiness. In one of those life-isn’t-fair results, it turns out that the happy outperform the less happy.

One major challenge within happiness is loneliness. The more I’ve learned about happiness, the more I’ve come to believe that loneliness is a terrible, common, and important obstacle to consider.

Although we often assume that feelings inspire actions, in fact, actions also inspire feelings. By pushing myself to act happier, I make myself feel happier.

HABITS

Better than before - Gretchen Rubin
Better than before – Gretchen Rubin

“People are powerfully moved by imagination, belief, and knowledge. They can consider the past and future. They can make changes in their behavior out of reason in a way that animals can’t do”.

“Habit allows us to go from ‘before’ to ‘after,’ to make life easier and better. Habit is notorious – and rightly so – for its ability to direct our actions, even against our will; but by mindfully shaping our habits, we can harness the power of mindlessness as a sweeping force for serenity, energy, and growth”.

“We can use decision-making to choose the habits we want to form, use willpower to get the habit started, then – and this is the best part – we can allow the extraordinary power of habit to take over. At that point, we’re free from the need to decide and the need to use willpower”.

“Give warm greetings and farewells. I was surprised by how much this resolution changed the atmosphere of my home”.

GENERAL ADVICES

“If you’re impatient while waiting for the bus, tell yourself you’re doing ‘Bus waiting meditation.’ If you’re standing in a slow line at the drugstore, you’re doing ‘Waiting in line meditation.’ Just saying these words makes me feel very spiritual and high-minded and wise”.

“Turn off your email; turn off your phone; disconnect from the Internet; figure out a way to set limits so you can concentrate when you need to, and disengage when you need to. Technology is a good servant but a bad master”.

“The days are long, but the years are short”.

Non cammino sola

In questo periodo di inattività lavorativa ho arricchito la mia vita di molte esperienze dal significato particolarmente bello.

All’inizio di questo percorso mi sentivo sola, insicura e persa nell’elaborazione della perdita più grande che un figlio possa provare, quella di un genitore.

Ho deciso allora di rendermi utile alla mia nuova comunità del quartiere ovest di Stoccarda. Grazie al programma Nette Nachbarn (I vicini gentili) della chiesa di Sankt Elisabeth ho conosciuto e aiutato una bella famiglia italo-tedesca andando a prendere la loro piccola Alice all’asilo e riportandola a casa per tre pomeriggi alla settimana. Ogni sorriso che questa splendida bambina mi ha regalato ha un posto speciale nel mio cuore.

Ho condiviso momenti d’incanto con la persona con la quale spero di passare il resto della mia vita e che ho deciso di seguire qui a Stoccarda lasciandomi alle spalle un lavoro non più stimolante come all’inizio e cercando nuova avventura. Lui, Dominik, mi è stato vicino in questa fase non facile: mi ha corretto le lettere motivazionali con il mio tedesco non sempre all’altezza di essere chiamato tale, mi ha spronata a fare del mio meglio, ha saputo conosolarmi di fronte alle risposte negative e alla fine ha festeggiato il mio successo. E’ anche grazie a lui che il 1° giugno inizierò a lavorare come Project Manager in un’azienda di traduzioni coordinando i progetti di traduzione di un’importante azienda automobilistica.

Ho iniziato un tandem linguistico con una studentessa dell’Università di Stoccarda bravissima in italiano, Julia, dando inizio a una nuova bella amicizia. Siamo così diventate clienti fisse del bar Lumen, teatro dei nostri incontri, gustandoci per colazione le loro macedonie di frutta di stagione con e senza yogurt e il loro buonissimo cappuccino.

Ho iniziato la tradizione dei pranzi e del caffè con Katha il venerdì da me o da lei: un momento per stare insieme e per parlare di qualsiasi cosa ci venga in mente che ha rafforzato la nostra giovane amicizia.

Ho fatto una serie smisurata di chiamate su skype con mia mamma, scritto e chiamato mia sorella su Whatsapp, fatto il punto della situazione con Chiara dandoci forza a vicenda nel proseguire io nelle mie candidature e lei nel suo percorso di studi, ho scritto e-mail e messaggi alle mie amiche della Tribù, ho chiamato Cinzia a casa, ho ricevuto e-mail, lettere, bigliettini di incoraggiamento dalle due migliori coinquiline del mondo, Ursel e Rui, non ho mai mancato una telefonata del secondo lunedì del mese con Maria Carmela, ho gioito con Martina per la nascita di Margherita e ho risentito tante persone importanti che non cito per motivi di spazio ma che per me significano molto.

Ho soprattutto scoperto, o meglio ri-scoperto, di avere un lato spirituale molto forte. Ho iniziato a meditare e ho ricominciato a pregare. Ho preso parte a diverse preghiere di Taizé, ho scaricato la app di meditazione Calm appassionandomi al significato della consapevolezza e ho conosciuto Repa, una suora buddista, prendendo parte alle sue classi di meditazione del martedì in pausa pranzo.

In tutto ciò mi sono persa interiormente uno svariato numero di volte ma, buona notizia, mi sono sempre ritrovata e ho imparato non solo a chiedere aiuto ma ad affidarmi e a mollare la presa. Non sono arrivata, ho molta strada da fare ancora però ho una grande certezza che mi accompagnerà sempre nel mio percorso: non cammino sola.

Quello che mi sento di scrivere oggi è che non importa quanto buio ci sia nella vostra stanza, quanta sofferenza vi portate dentro o quanto male vadano le cose nell’ultimo periodo: non siete soli, i vostri cari e i vostri angeli vi proteggono. Dio vi guarda e non vi molla, sì perché un Dio c’è: io ci credo, non sarei qui oggi a scrivere questo pezzo se non ci fosse. Voi come me, non camminate da soli: non abbiate paura, fatelo questo primo passo. Il resto verrà da sè! Affidatevi.

In gewisser Hinsicht

Was für andere tragisch aussehen mag, konnte für die betroffene Person zugleich eine große Gelegenheit sein zu wachsen und zu lernen.

Bronnie Ware

  

Aus dem Kalender meiner Nachbarin

Meine Nachbarin, eine Frau rund um die 60, hat neben ihrer Tür einen Kalender aufgehängt. Jeden Monat gibt es unter einem Bild einen Satz, der mich immer zum nachdenken bringt. Für März lautet der Satz wie folgt:

Glück: zu wissen, dass die meisten Zustände sich verändern und dass das Leben ein Fluss ist, in den wir nie zweimal treten. Ganz gleich wie alt wir sind – wir entstehen noch. In uns und vor uns gibt es noch etwas zu gestalten.

Ich finde es schön, dass sie den Kalender im Treppenhaus aufgehängt hat, weil solche Sätze und Sprüche mir eine neue Perspektive sowie viele positive Energien jeden Monat geben.