E ti accorgi di stare meglio

Quando sei sul treno per rientrare a casa, con le cuffiette nelle orecchie, parte una canzone e tu muovi la testa al suo ritmo o almeno credi di farlo. Ignorando gli altri passeggeri, sorridi e ti senti come in bicicletta quando affronti una discesa dopo una serie di faticose salite. Ti senti bene anzi ti senti meglio, addirittura quasi spensierata, e questo è già un gran traguardo.

Amore

Muove ogni tua azione

rivoluziona il tuo pensiero

quando lo perdi capisci

la sua importanza

e combatti per ritrovarlo

con la speranza che

non è mai troppo tardi per

dimostralo e di non

rimanere deluso correndo

il rischio di essere l’unico

a crederci veramente.

Niente fango niente fiore di loto

Mi sono trovata molte volte a partire da zero ma questa volta mi risulta davvero difficile farlo. Nei momenti in cui mi manca il coraggio per affrontare questa situazione, mi trovo a ripetermi una frase che ho sentito in una sessione di meditazione: niente fango niente fiore di loto.

Come il fiore di loto trova la sua strada per uscire da uno stagno infangato, io spero di trovare la mia strada per uscire da qualsiasi percorso difficile la vita pone sulla mia strada.

Scrivere mi aiuta a riordinare le idee e a incanalare le energie, voglio riprendere a farlo qui su questo blog smettendo di nascondermi nel mio dolore. Voglio guardarlo in faccia a viso aperto.

A te che leggi e non sai cosa succede, non preoccuparti: sono solo in attesa di sbocciare nuovamente.

Fiori di loto, Colombia

Umore e leggerezza

L’umore è l’antidoto contro i troppi pensieri. È un modo per dire che la vita è paradossale. L’umore contiene contraddizioni; non le risolve ma le festeggia. Afferma che il modo giusto di esistere tra le contraddizioni, i paradossi e le assurdità della vita è accompagnarli a delle risate.

Bob Mankoff, How About Never: Is Never Good For You?

Felicità

Vuoi essere o sembrare felice?

Non prestare attenzione

quando il mondo ti dice quello che devi fare

per essere felice.

Sii sincero con te stesso e

cerca di capire quello che vuoi veramente.

Haemin Sunim

Quando brilli tu?

C’è una canzone tedesca che nell’ultimo periodo mi gira spesso nella testa. Si chiama ‘Wann strahlst du?’ che in italiano significa ‘Quando brilli tu?’. Mi piace molto ascoltarla perché pone l’accento sul fatto che nella vita per brillare bisogna farsi trasportare dalla meraviglia delle piccole cose e avere il coraggio di nominarle andando magari in controtendenza.

Quando brilli tu?

di Jacques Palminger & Erobique

Amo i sognatori, gli spiriti iniziatori
che riconoscono ovunque i semi
che non prendono troppo sul serio i fallimenti
e nominano sempre il buono
non quelli che conoscono il futuro a memoria
e che guardano all’entusiasmo come ingenuità
e che ti riempiono le orecchie
con le loro vecchie paure impacchettate da consigli

Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?
Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?

Io amo quelli che provano una trovata
che beffano l’esperienza
che serpeggiano illesi tra gli insuccessi
e i cui occhi brillano quando pongono una domanda
Non quelli che pensano che tanto non ne vale la pena
che hanno sempre saputo tutto
e dicono: “Perché? Tanto non fa differenza”
e seppelliscono la loro curiosità con l’esperienza

Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?
Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?

Io amo quelli che riescono a stupirsi
del fiore tra gli scarti
che vivono meglio adesso che domani
che sanno andare fuori ritmo
Non quelli che nel forse e nel prima o poi
seppelliscono tutte le energie
e si sono imbalsamati nel grigio
della malinconia.

Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?
Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?
quando brilli tu?
quando brilli tu?

In mancanza di una passione che ho tenuto fin troppo privata

Quando ero ragazzina se c’era una cosa su cui non mi esponevo era sulle canzoni che mi piacevano. Non permettevo a nessuno di ascoltare il mio walkman, lettore cd o mp3.

Non so perché ma è come se un po’ le custodissi e le nascondessi in modo delicato come si fa con un uovo.

Forse in realtà il motivo lo so benissimo: avevo paura di essere giudicata in base a ciò che ascoltavo.

Quando tutte le mie coetanee guardavano e ascoltavano le canzoni in inglese che andavano di moda su MTV e canali simili io mi ammorbavo ascoltando Ligabue, Jovanotti, gli Hanson, i The Calling, i Negrita e Daniele Silvestri. Scrivo apposta ammorbavo perché li ascoltavo a ripetizione e anche perché un po’ ascoltandoli abbinavo un mio film personale ai loro testi. Insomma davo un significato personale a ogni verso delle loro canzoni.

In Germania si usa ascoltare musica a volume molto alto, in Italia io invece, nei miei giovani anni, ero solita cantare a volume molto alto le canzoni che mi appassionavano. Tutto ciò non sempre suscitava piacere nei miei vicini di casa.

La scorsa settimana ho richiesto il rimborso dei biglietti acquistati per andare a sentire e a vedere Ligabue dal vivo a Stoccarda. Il concerto si sarebbe dovuto svolgere nel maggio del 2020, era stato rinviato in seguito a quest’anno e poi annullato per ovvi motivi che ruotano unicamente attorno al Covid19, come potrete ben immaginare.

Sarebbe stata per me la prima volta dal vivo: come questo sia possibile non me lo so spiegare neanche io.

Quando abitavo in Italia ho sempre avuto un po’ di rispetto dei concerti dal vivo. Da quando vivo in Germania ho imparato ad amarli e a viverli in modo puro.

Prima quello che mi tratteneva era che magari la gente potesse sentire l’artista in maniera differente dalla mia. Lo so è una cosa strana da ammettere ma per me la musica rimane ancora un po’ un evento personale, anche in tempi di Spotify dove ognuno può seguire le playlist di chiunque altro.

Tutto ciò un po’ mi fa sorridere in modo amaro. In passato mi trattenevo dal comprare biglietti per concerti di artisti che mi piacevano e adesso invece non mi resta che augurare a Ligabue di pensare presto di tornare a Stoccarda e a tutti noi di liberarci di questo virus. Quest’ultimo è proprio ingiusto perché attacca gli eventi belli delle nostre vite e lo fa in un modo subdolo, semplicemente privandocene. Non è mia intenzione lamentarmi però un po’ lasciatemelo fare.

Niente di più ma [soprattutto] Niente di meno

Poesia di Haemin Sunim [traduzione e titolo di Angela Fradegradi]

Una fettina di mela in un contenitore per la colazione

contiene l’intero universo.

Alberi, luce del sole, nuvole, pioggia, terra,

aria e il sudore di un contadino – tutto ciò

è contenuto lì dentro.

Il furgone da trasporto, benzina, un mercato,

del denaro, il sorriso della cassiera – tutto ciò vi è

lì dentro.

Un frigorifero, un coltello, un tagliere, l’amore

della mamma – tutto ciò vi è lì dentro.

Tutto al mondo è sostituibile e tutto è

interdipendente.

E adesso immaginati, tutto quello che è esiste

dentro di te.

L’intero universo risiede in noi.

N.d.T. Lo sapevate che i traduttori [e gli interpreti] muovono il mondo? Abbiatene cura.

Assenza giustificata

Mea culpa, mea maxima culpa: trascurare il blog non è cosa buona e giusta ma la mia assenza è giustificata. Ci siamo trasferiti nel corso dell’ultimo mese e la pausa è stata un po’ forzata ma molto dovuta alle circostanze.

In questo mese di assenza, nei ritagli di tempo, mi sono appassionata, ho fatto e visto cose degne di nota. Non definirei questo periodo di inattività come un ‘blocco dello scrittore‘, piuttosto lo chiamerei una ‘pausa creativa‘.

Non scrivendo attivamente, mi sono infatti resa conto che nel prossimo periodo desidero concentrarmi sul coltivare le mie due più grandi passioni.

La prima è quella dell’informazione di qualità. Chi mi conosce bene sa che avrei voluto diventare giornalista. Questo sogno l’ho accantonato per forza maggiore anche se non l’ho mai del tutto dimenticato. Io sono dell’opinione che l’informazione sia un bene e che, in quanto tale, abbia un suo prezzo. Chi ce la offre deve venire remunerato. Ciò purtroppo però non sempre avviene in un modo degno di essere definito giusto.

Ho deciso quindi di informarmi di più a livello locale leggendo nella versione a pagamento il quotidiano di Stoccarda, la Stuttgarter Zeitung, e supportando il giornale che quando ero bambina avrei voluto leggere da adulta, la Repubblica.

La seconda grande passione che coltiverò di più è quella delle lingue. Durante i miei vent’anni avevo indetto come sfida con me stessa quella di saper parlare quattro lingue fino al compimento dei trenta. Ora che vado verso i quaranta, o meglio che sono al giro di boa dei trentacinque, mi pongo ufficialmente l’obiettivo di arrivare a quota cinque lingue. Ho già bene in mente quale sarà la prossima lingua che apprenderò: il portoghese, variante del Brasile. Tanto per coronare questo obiettivo vi lascio qui una canzone che a me piace molto e di cui non ci capisco niente se non che il cantante si è innamorato.

Buon ascolto!

P.S. Niente panico però: qui continuerò a scrivere settimanalmente nonostante i miei due nuovi hobby.

Ode allo Yoga

Non è stato un amore a prima vista. La prima volta che ho preso parte a una lezione di yoga nello studio di Moveorespiro nel 2018 mi sono trovata a fine lezione a chiedermi: “Ah, ma quindi tutto qui?!”. Ciò che mi mancava era in realtà una cosa che non avevo capito esserci anche nello yoga ma in un modo differente rispetto a quello in cui io ero abituata: la dinamicità. Io fino ad allora avevo sempre associato la dinamicità alla pressione, praticando yoga invece la pressione si cerca di diminuirla se non addirittura di azzerarla attraverso dei movimenti dinamici, i cosiddetti Flow.

Un’altra difficoltà che ho incontrato agli inizi era quella di fare yoga in una lingua straniera. Molto spesso mi perdevo nelle descrizioni dell’insegnante semplicemente perché non le ascoltavo con l’attenzione che questa disciplina invece richiede. Mi focalizzavo magari su una parola che non capivo immediatamente piuttosto che continuare a seguire il filo del discorso e comprendere quello che l’insegnante richiedeva io facessi.

Una trainer un giorno però, dopo una lezione, mi disse di non prendermela troppo se non capivo al volo la sequenza perché per lei fare yoga in una lingua straniera rappresentava già un’impresa enorme. Questa sua affermazione fu per me un po’ come un’iniezione di fiducia e mi stimolò a non abbandonare la mia pratica. Ogni settimana in modo diligente srotolavo il mio materassino e mi mettevo alla prova vedendo dei miglioramenti sia nel mio modo di ascoltare che di svolgere le sequenze.

Quando lo scorso anno è arrivato il virus e le palestre hanno dovuto chiudere, ho inteso subito che l’unica ancora che mi avrebbe permesso di mantenere il mio equilibrio durante la pandemia sarebbe stata lo sport. Per fortuna la fondatrice di Moveorespiro, Almut Schotte, è una donna che non si arrende alle prime difficoltà e ha aperto una sezione per fare yoga online sul suo sito trasformandolo poi la sua offerta in un vero portale online. È nato così il suo Studio ONE che per me ha rappresentato la salvezza.

Grazie all’offerta corsi online (anche in diretta) di Almut e del suo team di trainer ho iniziato a praticare yoga ogni mattina alternandolo a un allenamento funzionale e al pilates. Nei giorni in cui salto la pratica sportiva noto una differenza sostanziale ed è proprio questo a spronarmi a non mancare mai all’appuntamento con il mio materassino.

Affermare che lo yoga abbia avuto un’influenza positiva su di me sarebbe davvero dire poco. Praticandolo la mattina non devo più preoccuparmi di fare sport né inventarmi scuse durante la giornata per saltarlo. Iniziare la giornata facendo movimento mi permette di essere molto più presente e produttiva sul lavoro. Con lo yoga ho perso peso e tonificato i miei muscoli. Sono più resistente a livello fisico e molto più equilibrata nelle mie azioni perché consapevole dei miei limiti e di ciò che il mio corpo e la mia mente hanno bisogno. Infine mi preoccupo meno perché mi concentro di più sul presente.

Il titolo di questo articolo è abbastanza eloquente da fare intendere che nonostante non ci fossimo piaciuti subito tra me e lo yoga è nato un amore che un po’ mi inorgoglisce perché simbolo della mia perseveranza. L’unica cosa che mi dispiace è che, siccome fra pochi giorni ci trasferiremo fuori da Stoccarda, non potrò più allenarmi nella mia palestra di persona ma continuerò a sostenerla nella sua offerta online. In fondo mi hanno salvato la vita!

In attesa fare yoga online