Coraggiosa, ferma e unita: l’Italia che verrà

E’ dai valori della Resistenza partigiana che l’Italia dovrebbe ripartire. Li ha ben riassunti il 25 aprile il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “C’è sempre molto da imparare sul modo di affrontare i momenti cruciali: coraggio, fermezza e senso dell’unità furono decisivi nella Resistenza al fascismo”.
Lo stesso Napolitano, durante il discorso di insediamento per il suo secondo mandato, ha definito con i seguenti termini l’operato della classe politica degli ultimi anni: “Omissioni, guasti, irresponsabilità, lentezze, esitazioni, calcoli strumentali, tatticismi, sperimentalismi, sterilità, autoindulgenza, nulla di fatto, corruzione, sordità e dispute banali“. Proprio elencando le parole del capo dello Stato Beppe Severgnini ha esordito nel suo editoriale, pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì 26 aprile, dal titolo Il contatto con la realtà.
I parlamentari, mentre Napolitano parlava, applaudivano freneticamente: che però il suo messaggio li abbia toccati per davvero è un dubbio che rimane.
L’Italia ha voglia di novità e di tornare ad avere fiducia nella classe politica. Il voto al Movimento 5 Stelle ne è l’emblema. Facce nuove: questo l’urlo scaturito dalle urne! Molti elettori, pur consapevoli che una democrazia moderna non si possa affidare alle idee e al programma di Beppe Grillo, hanno deciso di votare il suo partito nato dal web. Questo è un gesto sul quale è necessario riflettere: il 25% degli italiani ha deciso di scegliere l’incompentenza dei 5 Stelle pur di liberarsi dall’inefficienza della classe politica che ha governato a lungo il paese.
Allora sì che le parole di Napolitano diventano di un’importanza cruciale. Il capo dello stato, con la sua lunga esperienza politica, ha saputo leggere nel voto di quegli italiani esattamente il messaggio che essi volevano trasmettere. Con i suoi 88 anni si è dimostrato lungimirante e si è messo in gioco in prima persona affermanto che, in caso di fallimento, ne trarrà le sue conseguenze. Scioglierà quindi le Camere o si dimetterà.
Dopo il buco nell’acqua di Bersani, Napolitano ha quindi affidato a Enrico Letta l’incarico di formare un esecutivo, scegliendolo per il suo alto profilo e la sua competenza. Il 47enne Letta è un politico giovane: una caratteritica che la sempre più interessata Europa valuta in maniera positiva.
Il premier incaricato il 25 aprile ha dichiarato di aver sentito il bisogno e la necessità di rendere omaggio alla memoria di quanti si siano battuti e sacrificati per la liberazione dell’Italia e per la democrazia. Questi sono ottimi presupposti per dare il via ad un governo che non ha alternative.
Ridare lavoro e speranza ai giovani, concedere sussidi alle imprese, occuparsi di far sì che la cassa integrazione non sia la soluzione per chi un lavoro lo ha e lo vuole continuare a fare, evitare che l’IVA a luglio arrivi al 22% salvaguardando i consumi: queste sono tematiche che necessitano un paese con un governo coraggioso, fermo e unito.

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4 pensieri riguardo “Coraggiosa, ferma e unita: l’Italia che verrà

  1. Leonardo Ricciardi

    La tua speranza è la speranza di tanti… oserei dire di tutti.. forse non di quei politici che hanno fatto mercimonio della loro posizione.. penso ai vari Scilipoti che ancora annusano l’aria, pronti a vendere il proprio voto al migliore offerente. L’impresa di Letta non è difficile solo perché bisogna mettere insieme cani e gatti, o lupi e agnelli. E’ difficile perché il governo che sarà – se mai sarà fatto – dovrà tenere conto del profondo disgusto degli Italiani per la vecchia politica contrabbandata per nuova, per le tante parole con cui i partiti hanno raffinatamente preso in giro i propri elettori, da tanti anni a questa parte.
    Anche io spero che Letta faccia il governo, ma non riesco ad approvare il trionfalismo che leggo su certi giornali a proposito di Grillo che sarebbe stato battuto. Non è così. Grillo ha appena iniziato, e proprio perché il suo è un movimento – non un partito – si può permettere di dire quello che dice e fare quello che fa. Qualunque cosa succeda bisognerà tenere conto di questa che è una realtà concreta, fatta se vuoi di “incompetenti”.. ma pur sempre di persone che esprimono la rabbia e il disgusto di chi vuole finalmente cambiare pagina, consegnando ai manuali della Storia la vergogna di essere Italiani in Italia.

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    1. Angela Fradegradi

      Caro Leonardo,
      leggo che Letta ha dato annuncio di aver formato una lista di ministri e spero che le Camere la votino e che finalmente l’Italia possa avere un governo che la manda avanti. L’alternativa sarebbe fin troppo scomoda e non potrerebbe molto al paese in termini immediati. Grillo da movimento è diventato partito e in quanto tale dovrebbe assumersi la responsabilità di cui lo ha investito la gente che lo ha votato. Urlare, inneggiare a marce e a dimostrazioni è poco costruttivo. Inizi quindi a lavorare per il paese che la gente lo ha già premiato mandandolo in parlamento. Vogliamo tutti una cosa: uscire dalla crisi, far quadrare i conti e sperare in un futuro migliore di quello offerto oggi dal paese. E’ in questa direzione che dobbiamo muoverci.

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      1. Leonardo Ricciardi

        speriamo… io ho già sentito cose preoccupanti da personaggi del PDL, del tipo “aspettiamo il Governo al varco” e piacevolezze del genere. Grillo forse urlerà nei megafoni, ma le cose le dice davanti a tutti. PD e PDL sono la fabbrica dei veleni, e come dice il Vangelo “Li riconoscerete dai loro frutti”.

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  2. cla

    Non mi esprimo sul governo Letta. Sia perchè sono molto scettica, sia perchè è oggettivamente troppo presto per parlare (anche se alcuni ministri sono quasi impresentabili, spero tu sia d’accordo con me).
    Mi riaggancio però alle colpe della classe politica.. forse questa degli ultimi 15 anni è stata la peggiore classe politica della storia repubblicana. Irresponsabili e corrotti. Omertosi. E poi le omissioni.. hanno avuto la possibilità di fare “il bene” della comunità e non lo hanno fatto, avevano la possibilità di dare speranza ai giovani e non lo hanno fatto, avevano la possibilità di tornare credibili e non lo hanno fatto. Si sono macchiati di colpe gravissime e spero vengano ricordate nella storia tutte, nessuna esclusa. Spero che per una volta l’Italia non perda la memoria e non si dimentichi di questa classe dirigente, semplicemente perchè il nostro paese non merita di dover sopportare ancora un’altra uguale.

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