Es sind die kleinen Gesten, die den Unterschied machen. Heute Morgen stand dieser kleine Hase, versteckt hinter meinem Stiftehalter. Mein Chef hat uns allen einen geschenkt. Das ist wertschätzend und jedes Mal überraschend.
Seitdem ich bei Endress+Hauser arbeite, spüre ich, dass ich als Mensch für meinen Arbeitgeber zähle. Das ist unglaublich wichtig in der heutigen Arbeitswelt und ich fühle die damit verbundene Anerkennung.
Mi è successo di nuovo. Ieri ero al supermercato e mi sono trovata ad ascoltare la conversazione in italiano tra due commesse. Una parlava con forte accento siciliano, l’altra non era italiana ma capiva la lingua.
Io mi fingo sempre assorta in altri pensieri quando sento parlare italiano ma in realtà non posso non ascoltare. Sono una 007 linguistica e non lo nascondo.
Mi piace proprio ascoltare i discorsi di altre persone, osservandole senza farmi notare. Mi fa sentire appartenente a una comunità in più, rispetto a solamente quella tedesca.
Io trovo in generale interessante sentire come alcuni italiani, di prima o seconda generazione, si esprimano. Quando parlano in dialetto mi rendo conto della vastità della nostra cultura e questo mi affascina sempre.
Abbiamo un bagaglio linguistico e culturale di grande rilevanza: non ce lo dobbiamo dimenticare.
Am Freitagnachmittag habe ich früh die Arbeitswoche hinter mir gelassen, um die Ausstellung von Modigliani in der Staatsgalerie in Stuttgart zu besuchen. Das hatte ich meiner guten Freundin Julia zum 30. Geburtstag geschenkt. Da sie großes Interesse an der italienischen Kultur hat, hat sie sich über das Geschenk sehr gefreut.
Die Ausstellung ist in der Tat sehr interessant: Es werden alle Phasen des Künstlerlebens erklärt sowie der Einfluss von Modigliani in der Pariser-Szene der 1920er Jahren dargestellt.
Die Ausstellung wurde jetzt bis zum 1. April verlängert und ist empfehlenswert.
Trova un modo per amare così tanto la tua vita che ti sentirai fortunato a essere tu. Come se fosse un privilegio alzarti ed essere semplicemente tu. Come se fossi totalmente incantato dalla tua vita. Che bella casa che hai costruito. Che amici incredibili a cui puoi scrivere tutto il giorno. Il modo in cui passi il tuo tempo e la tua vita – geniale. Che divertimento! Che spirito forte che hai. Che modo di prenderti cura di te stesso e di ascoltare i tuoi bisogni. Che bei bambini, o cani, o gatti, o che belle piante hai cresciuto. Wow, hai proprio capito come vivere la vita. O, se così non fosse, guardati mentre cerchi di riuscirci e combatti per la tua gioia. Come sei fortunato a poter essere tu.
Jamie Varon
Illumina sempre ciò che di bello c’è nella tua vita.
This is the real secret of life: to be completely engaged with what you are doing in the here and now. And instead of calling it work, realize it is play.
Alan Watts
I heard once in an audiobook that if you take your life as a game, you will live it with more lightness. You will start to see everything that comes into your life as a sportive challenge for which there is no win or lose but only growth. Being present in what we are doing is a way to experience life fully. Even work can be taken as a mindful play: we have some tasks to do and can complete them like levels in a videogame, one after the other. More lightness: I think everyone needs it. We tend to take life so seriously that sometimes we miss the pure pleasure of living it.
A stupid picture: last week I meditated with our plush “Il ranocchio”, The frog. Just for fun 😅
Questa vita è solamente mia. Ho quindi smesso di chiedere indicazioni alle persone su posti dove loro non sono mai state.
Glennon Doyle
Di recente ho ricevuto un feedback davvero molto costruttivo al lavoro. Mi hanno fatto notare come io tenda a esagerare nell’essere accomodante, dimenticando le mie esigenze. Ci ho riflettuto e ho trovato in queste parole del vero. Io mi allineo spesso al volere degli altri mettendo da parte i miei bisogni. Credo questo mio atteggiamento sia sbagliato e intendo lavorarci.
Mi è stata consigliata una domanda che per me risulta essere chiave e che troppo poco mi sono posta finora: “Io cosa voglio?”. Da un paio di settimane ho iniziato a chiedermela in diverse occasioni e, con mio piacere, spesso sono riuscita anche ad agire di conseguenza.
Grazie a questo feedback, ho capito quanto sia importante guardare ai propri bisogni, seguire il proprio istinto e mettersi al centro del proprio focus. Io sono la persona con cui passo la maggior parte del mio tempo: è giusto che io ascolti la mia voce interiore dandole lo spazio necessario. Faccio quel che mi pare adesso insomma!
Mi lascio trasportare dal vento della mia vita, non dimenticandomi.
Sabato scorso finalmente mi sono messa d’impegno e ho organizzato la stampa del mio Gratitude Journal. Cos’è?! È un diario sul quale ogni giorno annoto dieci cose per cui sono grata, motivandole il più possibile. Ho iniziato nel 2020 a fare questa pratica e da due anni mi sono digitalizzata. Ogni sera intorno alle 21:00 mi siedo al computer e rifletto sulla mia giornata. Trovare ogni giorno dieci cose di cui essere grata non è sempre semplice ma aiuta soprattutto in quei giorni durante i quali non mi è sembrato di vivere bene. In inglese si dice: “Count your blessings”, conta le tue benedizioni, e io credo ci sia qualcosa di vero in questa frase. Riflettendo ogni giorno su ciò che ho e su quello che ho vissuto di cui sono grata, ho imparato a vedere sempre il positivo delle mie giornate. Ogni giornata ha il suo perché. In fondo non serve molto: solo un foglio, di carta o digitale, e un quarto d’ora di tempo per la riflessione. A me questa pratica ha cambiato la vita e mi riscopro sempre curiosa durante l’anno nel rileggere ciò di cui, qualche anno prima quello stesso giorno, ero grata. La stampa del diario della gratitudine del mio 36esimo anno di vita mi arriverà il 4 marzo: non vedo l’ora di sfogliarla!
La pratica della gratitudine mi ha permesso di notare i piccoli regali della natura come questi bei fiori.
No, this is not a NIKE advertising – don’t worry! Just a reminder.
Sometimes we tend to ruminate about an idea, evaluate all possible scenarios and simply feel stuck. We give too much importance to what other people might think and are not sure if this would be the right move or moment.
I admit: I’m also a ruminator. However growing up I recognized that, caught up in my thoughts, I lose time and miss possibilities.
If we don’t give an idea the right space, we will never know how it will become. So, my new philosophy is: “Just do it”. Start small with baby steps and give yourself the possibility to thrive. The cold water won’t get warmer if you jump in later.
It is important you track your progress with a retrospective every once in a while, so you will be able to check if you are on the right way. If this should not be the case, don’t worry: you are in control of your actions and you can always correct the course.
You are the greatest project you will ever work on. Take your time but also do not hesitate to take action.
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Questa settimana, mentre passeggiavo tra le strade di Weil der Stadt, ho incontrato tre bambini sulla strada verso casa. Erano, per l’esattezza, un bambino e due bambine. Stavano parlando, una delle due bimbe aveva in mano un sacchetto di patatine e le stava mangiando. Quando l’altra le ha segnalato di volerne anche lei, la prima bambina le ha dato una grossa manciata di patatine facendone cadere alcune per terra.
Il bambino, che come me, ha osservato la scena, ha esclamato ad alta voce: “Inquinamento ambientale! La terra è già sporca, non importa!”.
Devo ammettere che mi è mancato il coraggio civile: non sono intervenuta e non ho detto loro nulla. Me ne pento però perché il mio nuovo motto è “comportarmi in modo da dare il buon esempio”. Avrei potuto dire loro che fa differenza come ciascuno di noi tratta la terra.
Non è giusto buttare a terra dei fazzoletti o delle gomme da masticare ed è il compito di noi adulti insegnarlo ai bambini. Trovo triste che la pensino a questo modo riguardo alla terra. Trovo altrettanto triste che io non abbia avuto il coraggio di girarmi e aprire la bocca.
Non importa se la terra è già sporca. È nostro compito prendercene cura, perché è un ambiente in cui noi siamo solamente ospiti.
Ich bin die Woche in Weil der Stadt spazieren gewesen und, auf dem Weg nach Hause, drei Kinder begegnet. Ein Junge und zwei Mädchen. Sie haben sich unterhalten, ein Mädchen hatte eine Chipstüte in der Hand und hat davon gegessen. Als das andere Mädchen auch Chips haben wollte, hat das erste ihr eine große Handvoll Chips gegeben und dabei sind welche auf den Boden gefallen. Der Junge hat die Szene wie ich beobachtet und sagte laut: “Umweltverschmutzung! Die Erde ist schon schmutzig, egal!”. Ich muss gestehen, mir fehlte es an Zivilcourage: Ich habe mich nicht eingemischt und ihnen etwas gesagt. Das bereue ich ein bisschen, weil mein neues Motto “Lead by example” ist. Ich hätte ihnen gesagt, dass es auf jeden einzelnen ankommt, wie wir die Erde behandeln. Wenn wir Tempos oder Kaugummi auf den Boden fallen lassen, ist das nicht richtig. Es ist aber die Aufgabe von uns Erwachsenen, das Kindern beizubringen. Ich finde es traurig, dass Kinder so über die Erde denken. Ich finde es genauso traurig, dass ich nicht den Mut hatte, mich umzudrehen und den Mund aufzumachen. Es ist nicht egal, ob die Erde schon schmutzig ist. Es ist unsere Aufgabe uns um sie zu kümmern, denn sie ist die Umgebung, wo wir uns nur als Gäste aufhalten dürfen.