Oggi, uscendo dal lavoro, l’ho respirato subito. Gerlingen, la cittadina dove lavoro alle porte di Stoccarda, è circondata dalla campagna e, quando ho aperto la porta della mia azienda per uscire, l’odore di campi concimati mi è entrato nelle narici.
Lo so, è un odore forte, però per me è un profumo. Anche Gaggiano, il paese in provincia di Milano da cui provengo, è immerso nelle campagne e ho imparato fin da bambina ad amare quell’odore di concime. Sa semplicemente di casa.
La mia professoressa di Geografia economica alle superiori diceva che a partire da Gaggiano inizia la provincia bella di Milano quella agricola. Io non posso che confermare questa sua tesi: per me Gaggiano è sempre stata la mia oasi felice.
Se c’è un odore in grado di calmare i miei sensi è proprio quello dei campi. Non c’è niente da fare: sono e rimango una ragazza di campagna.
Se c’è una cosa che ho imparato essere di fondamentale importanza è quella di riconoscere fino a che punto una cosa ci faccia bene e mettergli un limite quando ci accorgiamo di non sentirci più a nostro agio.
Non mi risulta sempre facile però credo mettere confini sia fondamentale per la propria crescita personale. Guardarsi dentro, essere sinceri con se stessi e proteggersi per preservare il proprio equilibrio. Nessuno e nessuna cosa hanno il diritto di scuoterlo.
Preservare le proprie energie e incanalarle nel modo che per noi è più giusto, senza sentirci in dovere di compiere un’azione solo per compiacere qualcun altro: questa è la vera libertà.
Tutto ha un limite, anche la nostra vista. Questa per me è speciale.
Chi ha scelto di vivere lontano dal luogo dove è cresciuto probabilmente si ritroverà in queste parole.
Quando a febbraio 2012, in otto giorni, presi la decisione di trasferirmi e lavorare a Karlsruhe, in Germania, non mi era del tutto chiaro cosa questa scelta implicasse.
Ricordo che i primi otto mesi li trascorsi così concentrata a superare il periodo di prova da 1&1 che non sentii la necessità di ritornare a Gaggiano, il mio paese di origine nella provincia di Milano. Le mie migliori amiche di sempre, allora, mi fecero la sorpresa più grande e più bella che io abbia mai ricevuto e affrontarono un viaggio a stretto contatto per arrivare a citofonare un nevoso sabato di fine ottobre al portone del mio appartamento condiviso. Avevano organizzato tutto senza dirmi niente e io mi sentii così felice di averle nella mia nuova realtà di vita.
La vita qui con gli anni mi ha regalato persone ed esperienze nuove che mi hanno arricchito il cuore. Mi ha tolto a 27 anni però una persona così importante come mio padre e affrontare la sua perdita da sola e lontana dai miei famigliari è stata un’esperienza a sé. Sul mio 27esimo anno di vita potrei scrivere un romanzo: è stato l’anno più brutto e più bello della mia vita. Ho perso papà e ho trovato un compagno di vita.
La lontananza non mi permette di essere presente nella vita dei miei nipoti né tanto meno di instaurare un rapporto profondo con i figli delle mie più care amiche. Sono la zia e quell’amica della mamma che si vede due o tre volte l’anno. Sì, perché col tempo ho dovuto imparare che le vacanze dal lavoro sono un momento di riposo, scoperta e rigenerazione e il tornare a casa durante quei giorni costa molta energia. Io desidero vedere tutti e tutti desiderano vedere me così che i rientri richiedono un vero e proprio talento nel project management.
La mia strada qui in Germania è stata scossa diverse volte dal terremoto di una malattia che mi accompagna da quando ho 19 anni e con cui ho imparato a convivere qui, in un’altra lingua e lontana da certi affetti che mi avrebbero reso il percorso forse un po’ più leggero.
La strada che ho scelto è la mia, mi è costata molto ma mi riempie di orgoglio. Non è sempre facile mantenere questa scelta e ci sono giorni, non ultimo questo martedì, nei quali mi viene in mente di mandare tutto all’aria. Non lo faccio e non credo sarei mai in grado di farlo perché so quanta fatica ci ho messo per arrivare dove sono oggi.
La vita è fatta di scelte importanti che ci conducono a diventare adulti. Non voglio affermare che non si debba tornare indietro sui propri passi, perché a volte fare un passo indietro significa farne due in avanti. La mia scelta però di vivere in Germania è per me indiscutibile, non sono in grado di immaginarmi altrove. Provo però sempre una certa nostalgia quando qualcuno racconta di aver passato la serata o il weekend nella sua città di origine con famiglia e amici di sempre. Per me questo non è così a portata di mano.
Della scelta presa a cuor leggero 11 anni fa posso oggi affermare di esserne più consapevole. La mantengo e ne sono grata, anche se a volte mi risulta difficile, onorando i sacrifici compiuti finora: non sono definitivamente stati invano.
Così mi piace immaginare sia la mia strada di vita
Quante volte capita di sentirci fuori luogo: così diversi dalle persone che ci circondano. Risulta facile allora fare paragoni e i complessi di inferiorità e, ancor peggio, la sindrome dell’impostore ci assalgono. C’è solo un modo per vivere la vita al meglio: essere radicalmente contenti.
Abbiamo una sola partita da giocare e, comunque vada, ne usciremo da miglior giocatore in campo. La possibilità che abbiamo è una sola e allora perché non essere sempre contenti della nostra prestazione, anche e soprattutto in quei giorni in cui stare nella nostra pelle ci risulta faticoso.
Stai facendo del tuo meglio, io so che lo sai, non mollare e goditi la tua partita.
Apri il tuo paracadute e vola felice, foto sky-dive.de
Da quando ci siamo trasferiti fuori Stoccarda, in una cittadina nella quale vivono molte famiglie giovani, mi capita spesso di incrociare per strada degli adolescenti. Ecco, osservandoli, la mia sensazione di fiducia nelle nuove generazioni subisce sempre un duro colpo. Alcuni si esprimono in maniera bassa e si comportano fuori dalle righe, attirando l’attenzione non in modo positivo. Lo so, sono adolescenti e bisogna lasciarli fare: col tempo cresceranno e matureranno negli atteggiamenti – mi dico. Poi però è arrivata lei. Una ragazzina di forse 14 o 15 anni anni, di origine africana, dai tratti molto belli e dalla faccia simpatica. Dovrebbe abitare nella mia stessa via. La vedo il pomeriggio tornare da scuola e uscire più tardi per andare in centro. Spesso è da sola ma alcune volte l’ho vista in compagnia di qualche altra ragazza dall’aspetto gentile. Quando è da sola e cammina verso il centro ascolta la musica con delle cuffie grandi tipo rapper. Cammina cantando e muovendosi un po’ al ritmo della canzone che sente. Ogni tanto mi fa sorridere perché, di punto in bianco, fa una giravolta. Osservarla mi ricorda quanto sia bella la sensazione di libertà tipica dell’adolescenza. Il fregarsene di quello che possa pensare la gente, forse in modo un po’ arrogante ma di sicuro affascinante. Questa ragazza è una tipa tutta particolare. Ogni tanto la vedo girare in rollerblade o in skateboard. È sempre assorta nei suoi pensieri e concentrata nella sua direzione. Non so perché, in fondo con lei io non ho mai parlato, però a pelle mi sta simpatica e risolleva l’immagine che ho degli adolescenti tedeschi. Ci sono ancora ragazzi genuini e spensierati: questo mi tranquillizza e mi trasmette fiducia.
Throwback time: eccomi qua in versione adolescente
Comprando casa nelle vicinanze di Stoccarda due anni fa, abbiamo ereditato dai proprietari precedenti un giardino d’ingresso. Il primo anno faceva un’impressione un po’ caotica e triste: gridava attenzione. La casa che abbiamo comprato era vuota da qualche tempo, prima che ci entrassimo noi, e il giardino era stato abbandonato a se stesso ed era disperatamente in cerca d’amore.
Nel corso degli ultimi due anni abbiamo tagliato le siepi, tolto le erbacce, piantato spezie e prestato un po’ più di attenzione alle piante che vi crescono durante l’anno. Sono davvero tante ed è incredibile come, in ogni stagione, questo giardino ci regali fiori differenti. I primi a gennaio sono i bucaneve, seguiti poi dalle primule intorno a marzo.
Il mio periodo preferito in assoluto è la primavera inoltrata perché nel giardino iniziano a fiorire i tulipani. Oggi, infatti, sono sbocciati, aprendosi al sole in tutta la loro bellezza e lasciandomi a bocca aperta.
Non so chi tra i proprietari precedenti avesse il pollice verde ma sono grata per il regalo che ci ha fatto piantando tutte queste piante nel nostro giardino di ingresso. Mi ha permesso così di avvicinarmi al giardinaggio, hobby a me prima sconosciuto, e di meravigliarmi delle bellezze che solo la natura sa regalarci.
Quando osserviamo più da vicino, possiamo vedere cose che non abbiamo mai notato prima, come il modo in cui la luce brilla su un albero o il bel percorso di una farfalla. Facendo così possiamo imparare ad amare e apprezzare il mondo e quello che ha da offrire.
C’è bellezza nella semplicità, nell’imperfezione e nell’inaspettato. Accogli il mondo con occhi aperti e con un cuore aperto. Cerca la bellezza che aspetta di essere scovata e apprezza i piccoli dettagli che rendono la vita così meravigliosa.
Alessandra Olanow
Il mondo è pieno di cose belle che aspettano di essere notate.
Quando ti alzi la mattina, pensa che privilegio è essere vivo – respirare, pensare, divertirsi, amare.
Marco Aurelio
Ho tradotto questa citazione di Marco Aurelio per auto-terapia perché da un po’ di tempo ho difficoltà ad alzarmi dal letto la mattina. Mi sento stanca e un po’ spossata. Spero domani mattina di potermene ricordare quando, una volta spenta la sveglia, mi accingerò a incominciare la mia giornata. Non è scontato esserci e come prima cosa desidero esserne grata. E tu?! Fatichi pure tu la mattina a carburare o zampetti fuori dal letto pieno di energia? Nel secondo caso hai tutta la mia stima!
Ogni volta che qualcuno mi chiede un consiglio, io gli dico due cose: non smettere di perseguire i tuoi sogni e fai i tuoi compiti.
Andre Leon Talley
Che altro aggiungere?! Se ti sembra che tu non stia facendo abbastanza per raggiungere i tuoi sogni, adesso è il momento giusto per rimboccarti le maniche. Forza, non è mai tardi per incominciare: impegnati!
Questa frase di Sidney Poitier è sulla prima foto della mia galleria fotografica sul cellulare. È diventata per me un motto e una scelta consapevole.
Siamo quello che scegliamo di essere e possiamo ricominciare da capo scegliendo di sentirci in un altro modo in qualsiasi momento. Siccome siamo noi il nostro compagno di viaggio costante perché allora non essere una persona con la quale passeremmo del tempo volentieri?! Io sono dell’idea che non sia mai troppo tardi per iniziare a essere chi veramente desideriamo essere. Non intendo però che sarà un percorso facile, come ogni cosa costa fatica ma se l’alternativa è sentirci male nella nostra pelle allora perché non scegliere diversamente?! Ci vogliono coraggio e determinazione: nessuno può compiere questa scelta al posto nostro ma tutti nel nostro ambiente più vicino ne trarranno vantaggio. Tu, invece, potrai guardarti allo specchio fiero di essere chi veramente sei e non staccando gli occhi dal tuo sguardo, quasi ne fossi catturato.
Cosa aspetti? Sei pronto? Io sì, parto a razzo!
Parto a razzo subito, scegliendo di essere chi sono.