Catturata dall’arte di un pianoforte in strada

Lunedì, avendo un’ora libera prima di iniziare il corso di spagnolo, sono andata in centro a Stoccarda alla ricerca di una guida turistica di Budapest. Uscendo dalla libreria Wittwer sulla Königstraße con una guida in inglese da dieci euro nella borsa, sono stata spettatrice casuale di un bel concerto di pianoforte.

Come in tutte le città, capita spesso anche nella via principale per gli acquisti di Stoccarda di assistere alle performance di artisti di strada. Quella nella quale mi sono imbattuta io però mi ha incuriosita particolarmente. Vi spiego il perchè.

Klavierkunst

C’era questo ragazzo dall’aspetto normale e curato che con il suo cappello grigio e la sua giacca a vento suonava un pianoforte illuminato da una lampada led blu e aveva radunato intorno a se un folto cerchio di persone. A pochi passi dal pianoforte un cartello illuminato con la scritta ‘Klavierkunst’, l’arte del pianoforte, incorniciata tra i simboli dei più diffusi socialmedia, e una scodella per le donazioni a lato della quale c’erano dei CD in vendita per 15 euro.

Curiosa come sono, l’ho subito googlato e ho scoperto che il ragazzo si chiama Davide Martello, classe 1981, e ha origini italo-tedesche. I suoi genitori provengono dalla Sicilia e si sono trasferiti negli anni ’60 in Germania dove lui è nato e cresciuto. È stato suo padre a credere per primo nel suo talento artistico vedendolo comporre le sue prime opere a tredici anni. Davide Martello vive oggi a Costanza e ha portato la sua musica in giro per il mondo suonando nelle piazze facendone un simbolo di pace. Ha suonato infatti nel 2013 in Turchia durante le proteste nella piazza Taksim a Istanbul e nel 2015 a Parigi dopo l’attacco terroristico nelle vicinanze della sala concerti Bataclan. È possibile ascoltare la sua musica su diversi media in internet tra cui Youtube e Spotify.

Questo mio imbattermi nella Klavierkunst di Martello in modo casuale mi ha donato dieci minuti di calma all’inizio della settimana. Siccome trovo il suo concetto molto interessante ne scrivo oggi nella speranza di incuriosire anche voi.

Lorenzo: luci a… la Porsche Arena

Sul concerto di Jovanotti non mi sento all’altezza di scrivere qui una recensione. Sono solo in grado di affermare di essere grata per aver assistito a questo spettacolo anche se, in realtà, non stavo troppo bene. Ho passato però due ore che mi hanno fatto provare qualcosa che assomigliava un po’ al big bang.

Jovanotti a Stoccarda
Jovanotti canta alla Porsche Arena – 16.06.2018

 

 

E fattela una risata…

…che ci guadagni solo in salute.

Questo è quello che ci racconta il dottor José Pablo Werba del Centro Cardiologico Monzino di Milano nel video seguente.

Io a questo medico sono particolarmente affezionata perché ha seguito il mio papà per diversi anni affezionandosene. Veniva infatti spesso a trovarlo a casa quando, durante i suoi lunghi giri in bicicletta, passava per Gaggiano.

Credo che ognuno di voi possa riconoscere nei suoi occhi e nelle sue parole la bontà d’animo che secondo me lo caratterizza.

Buona visione!

25 aprile: Anniversario della liberazione d’Italia

Un grazie alle anime ribelli.

Almas rebeldes

Almas rebeldes levántense
Griten mas fuerte DESPIÉRTENSE!
Agarro el micrófono hablando lo que se
Toda realidad que parece que usted no ve
Lo que tengo es lo que ves
Pero no hay pero no hay
Mas nada que ver
Are you ready?
Are you ready?
Con la CUMBIA REGGAE!
Almas rebeldes levántense
Griten mas fuerte COMUNÍQUENSE!
Digo lo que veo
No tengo que pensar

Para que entiendas bien
lo que pasa en la ciudad
si vas a la calle y no podes tocar
viene la policia tu guitarra a secuestrar
cual es tu problema
digo digo la verdad
digo digo lo que quiero
no me vas a hacer callar
digo digo no hay conciencia
solo saben disparar
digo digo una masacre
no vas a justificar
ALMAS REBELDES LEVANTANSE
GRITEN MAS FUERTE COMUNÍQUENSE!

La gioia contagiosa di un’italiana a Stoccarda

Quando durante un weekend a Basilea con due amiche italiane conosciute in Germania scopri che Jovanotti farà un concerto in estate a Stoccarda, ti scarichi non appena torni a casa il suo nuovo album “Oh, vita!”. Ogni occasione poi ti sembra perfetta per ascoltarlo.

Vuoi rendere la camminata quotidiana verso la fermata del treno per andare in ufficio un po’ più interessante?! Infili le cuffiette. Al lavoro una collega parla a voce troppo alta e non riesci a concentrarti?! Infili le cuffiette. Devi fare i mestieri durante il weekend e cerchi un sottofondo musicale che non ti faccia pesare il compito?! Infili le cuffiette.

Ovviamente nell’arco di una settimana hai già comprato due biglietti, uno per te e l’altro per il tuo ragazzo tedesco già che hai contagiato nei vostri quattro anni insieme con la passione per questo artista (anche se lui in fondo in fondo penserà sempre che la musica italiana ruoti solo attorno all’amore). Ti organizzi nel mentre con altri amici italiani, di cui una è ovviamente la fonte di questa informazione.

Nelle settimane successive ne parli con colleghe a cui piace la musica italiana e (perché no?!) anche con la tua parrucchiera tedesca che ha un anno in più di te con cui di solito parli sempre dei concerti a Stoccarda perché avete gli stessi gusti musicali. Informi poi le tue amiche di Milano cercando di trovare una scusa per convincerle a farti visita anche quest’estate.

Hai forse un po’ paura che la Porsche Arena non si riempia e Lorenzo ne rimanga un po’ deluso. Sei curiosa però allo stesso tempo di sapere chi ci sarà perché in realtà tu di italiani a Stoccarda non ne conosci neanche uno.

Informazione di servizio il concerto sarà sabato 16.06.2018 alla Porsche Arena di Stoccarda e inizierà alle ore 20:00. Maggiori informazioni in lingua tedesca si trovano, ad esempio, sul sito dell’Istituto di cultura italiano di Stoccarda.

Conoscere l’Italia di Celentano

Sono a casa da sola e, stendendo il bucato, la mia testa vaga così tanto che ho bisogno di una distrazione. Decido allora di aprire l’app per ascoltare musica sul mio smartphone. Ho voglia di musica italiana e in particolare di un artista molto amato dalla mia famiglia: Adriano Celentano.

“Come mai tu che hai 31 anni ascolti Celentano?! Sei per caso una giovane vecchia?!”, leggo nei vostri pensieri.

Sono diversi i motivi per cui a me piace. Il primo di tutti è che i miei genitori mi hanno trasmesso questa passione. Da piccola ho visto tutti i suoi film con mio papà in televisione. Ricordo i sabati pomeriggio quando mia mamma, facendo i mestieri, lo ascoltava ad alta voce. Credo il Molleggiato, questo è il suo soprannome ufficiale, fosse l’unico artista per il quale né io né mia sorella le dicevamo (o meglio le gridavamo) di abbassare il volume. In età matura a casa mia si seguiva il programma Rockpolitik. La nostra passione induceva me e mia sorella a stuzzicarci dicendo: “Io sono rock, tu sei lenta!”.

L’album che sto ascoltando ora è Facciamo finta che sia vero, uscito nel 2011 durante la Grande recessione: l’ho messo in loop. Più ascolto e più rifletto.

Mi risulta adesso evidente il motivo per cui Celentano sia così amato. I suoi testi sono ad alto contenuto e la musica è irresistibile. O vuoi cantare a squarciagola o vuoi ballare e, considerate le mie doti artistiche, io è meglio che continui ad ascoltarlo quando a casa sono sola.

I brani sono preghiere laiche: rappresentano un inno all’Italia e all’italianità e portano noi ascoltatori a meditare sia sul futuro che sulle scelte della società moderna. Il cantautore ci accompagna infatti in un viaggio attraverso la sua mente. Ci elenca i suoi valori e illustra il ruolo dell’Italia nella sua visione di futuro. Il cantante di origine pugliese, che è nato e cresciuto a Milano, racconta il capoluogo lombardo degli anni Sessanta: una città popolare, nella quale la gente si aiutava e viveva in comunità. Per il futuro l’artista auspica un’Italia innovativa, guidata da gente onesta e capace. Gli italiani hanno le qualità e il passato storico adatti a ispirare  il mondo globale a cambiare la mentalità. Quest’ultima non deve più essere incentrata sulla crescita ma basarsi sulla decrescita, sulla condivisione e sul sostentamento ambientale.

Le canzoni di Facciamo finta che sia vero trasmettono la sensazione di partecipare a uno spettacolo: ognuna di esse potrebbe essere un testo teatrale accompagnato musicalmente in modo sopraffino. Se si chiudono gli occhi si colgono infatti gli innumerevoli strumenti e l’unicità degli arrangiamenti. Con quest’opera Celentano conferma ulteriormente le sue doti di artista eclettico e talentuoso.

L’ascolto di quest’album è  consigliato per approfondire i retroscena della società e della cultura italiane. Inoltre è un ottimo esercizio per miglioramento linguistico utilizzando testi ad alto livello semantico, non solamente composti da parole in rima.

Il perché di #4kemal

E’ da diverso tempo che sono a conoscenza di questa storia che è stata portata in evidenza da uno dei più famosi giornalisti e inviati di guerra italiani, Toni Capuozzo. Pur essendo direttamente coinvolto Toni non ne è il  vero protagonista. La storia, infatti, è quella di Kemal, un ragazzo 25enne di Sarajevo. Personalmente io non mi sento in grado di raccontarvela perché ho il timore di non essere precisa. Sono fermamente convinta che sia una storia che valga la pena non solo di essere ascoltata ma anche di essere condivisa e supportata.

Ecco allora che non appena ho ricevuto questo video ho deciso di pubblicarlo qui:

Se anche voi siete della mia stessa opinione attivatevi su: change.org/curate-kemal

 

 

Gratitudine

Quando la tua settimana inizia, dopo un weekend all’insegna dell’amicizia vera, incontrando il tuo ortolano greco che, mentre cammini per andare a prendere il treno, ti saluta e sorridendoti ti porge un melograno così regalandotelo…


…non puoi che essere grata delle persone che la vita ti ha donato e che tu hai scelto come compagne di cammino. Risulta così facile e naturale sentirsi ricchi dentro.

Theater 360 Grad porta in scena la costellazione familiare e sistemica

Un bibliotecario avanti negli anni e represso che spera in un’avventura romantica con una collega e sogna di strangolare la moglie, un ex poliziotto passivo-aggressivo che esige rispetto per la sua nuova attività indipendente nel mondo delle pulizie, una quarantenne single che non conosce l’amore e trova noiosa dopo tre ore una nuova persona, una ragazza dall’entusiasmo esagerato e snervante che combatte la solitudine, una donna che non si sente attraente la cui vita e relazioni amorose ruotano attorno al cibo e, infine, una insolita e stravagante consulente sistemica. Questi sono i protagonisti di Aufgestellt, opera teatrale la cui premiere è andata in scena il 3 febbraio 2017 presso il teatro gestito dall’associazione Kulturkabinett e.V.  di Bad Canstatt, alle porte di Stoccarda.

L’opera è stata ideata, scritta e arrangiata dalla compagnia teatrale amatoriale Theater 360 Grad e analizza il tema dell’esoterismo incentrandosi sulla costellazione familiare e sistemica. I personaggi partecipano a un seminario di gruppo durante un fine settimana ed espongono a uno a uno il tema che li ha condotti a prendere parte a questa giornata, o meglio spiegano la  loro costellazione familiare che gli causa un disagio interiore. In seguito, su invito della terapeuta, la costellazione viene ‘messa in scena’ dagli altri membri del gruppo ed è proprio durante questa rappresentazione che si scoprono i reali motivi del disagio. Il pubblico accompagna quindi gli attori in un viaggio personale nel quale questi finiscono per uscire dai loro ruoli talmente vengono messi a nudo dal metodo sistemico.

I dialoghi di Aufgestellt sono molto coloriti e comprensibili anche per un pubblico non madrelingua tedesco, la musica di accompagnamento è allegra e l’opera è molto divertente. Si nota, assistendo a questo spettacolo, la passione che gli attori della compagnia teatrale mettono nel recitare. Da sottolineare sono le performance della giovane e brava Aline Schaupp nei panni della snervante Lilly, e Thomas Brune in quelli del bibliotecario represso. Un complimento va anche naturalmente al regista Alexander Ilic e in generale agli altri attori e allo staff che ha contribuito alla messa in scena.

Le prossime date per assistere ad Aufgestellt sono:

  • 11.03.2017 Gastspiel Südlich vom Ochsen/ Schoßkeller Marbach
  • 17.03.2017 KKT Bad Canstatt