AmarSi

Scritta da me!

1. Essere e sentirsi vivi

2. Svolgere il mio lavoro con passione e avere accanto a me persone altrettanto appassionate.

3. Chi mi è stato accanto finora e fin qui.

4. Lo studio che mai mi è stato negato finora.

5. L‘aria buona che si respira qui e ora.

6. La luce che c‘è sempre stata e ci sarà per sempre.

7. Coloro che mi hanno aiutato finora a conoscermi più a fondo.

8. Accettare di essere solo un mix di polvere di stelle e aria frizzante.

9. Tutto ciò mi ha donato l’umore.

10. Tu che spero possa ritrovare il sorriso, nel caso lo avessi perso… perché è un sorriso bellissimo!

Ebola: una mina anche culturale per le famiglie africane

L’ebola, la malattia che sta colpendo negli ultimi mesi in modo drastico l’Africa occidentale, sta avendo effetti ancora più devastanti per i bambini con un grave impatto sulle loro vite. I bambini, infatti, non solo rischiano di contrarre il virus e di ammalarsi ma, se rimasti orfani, spesso non riescono a trovare familiari disposti a prendersi cura di loro. Sembra quindi andare verso il deterioramento la cultura tipicamente africana delle famiglie allargate.

“I bambini non vanno a scuola da mesi – dichiara Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia – poiché le scuole pubbliche sono state chiuse e gli spostamenti sul territorio sono stati limitati. Soffrono per lo shock e il trauma di aver assistito alla perdita dei propri cari e hanno un disperato bisogno di assistenza”.

Dati sull'epidemia - Fonte Plan Italia
Dati sull’epidemia di Ebola – Fonte Plan Italia

Secondo fonti governative, in Liberia sarebbero 300 i bambini orfani a causa dell’Ebola mentre in Sierra Leone 309. Attualmente il virus si è diffuso nei seguenti sei paesi africani: Guinea, Sierra Leone, Liberia, Nigeria, Senegal e Repubblica Democratica del Congo. I dati dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità del 14 settembre riportano 5.357 casi e 2.630 morti.

“In Liberia in una settimana ci sono stati 17 morti e 4 dei nostri bambini sostenuti a distanza hanno perso i loro genitori in un piccolo villaggio nel distretto di Popalahun, Contea di Lofa – racconta il Direttore Nazionale di Plan Liberia, Koala Oumarou –. Sempre più bambine e bambini vengono separati dai loro genitori o perché questi muoiono o perché vengono mandati da parenti in aree non colpite per paura che i piccoli si ammalino. Una preoccupazione pressante è che nelle comunità prese di mira dall’Ebola la cultura di prendersi cura dei bambini degli altri sta scomparendo. Le famiglie allargate non vogliono più occuparsi degli orfani di genitori morti per il virus in quanto temono di essere contaminate o di essere stigmatizzate dalla comunità che le isolerebbe. I bambini sono così abbandonati a loro stessi senza cibo e nemmeno cure.”

Gli orfani che hanno assistito alle morti dei loro familiari sono in un continuo stato di shock, vedono corpi inermi sulle strade, uomini con maschere e divise che spruzzano liquidi disinfettanti, a loro sconosciuti, nelle case dei vicini. “Non vengono coinvolti in attività ricreative che possano aiutarli a buttar fuori le loro paure e trovare conforto – afferma la specialista di Plan International nella Protezione dei Bambini Anita Queirazza – inoltre i bambini nei centri medici non hanno alcun appoggio psicologico e vengono lasciati soli proprio quando hanno ancor più bisogno di sostegno”.

Bambini orfani soccorsi da staff Plan Liberia - Fonte Plan Italia
Bambini orfani soccorsi da staff Plan Liberia – Fonte Plan Italia

Plan sta per questi motivi priorizzando le attività rivolte ai bambini nei Paesi colpiti dall’Ebola dove opera. In Sierra Leone Plan è presente dal 1976, in Liberia dal 1982 e in Guinea dal 1989. Queste azioni sono soprattutto relative alla prevenzione infantile, alla gestione dei casi, al primo soccorso psicologico e all’insegnamento di misure salva-vita.

Plan ha inoltre stretto una collaborazione con International Medical Corps, leader in materia di risposta alle emergenze e nell’ambito della salute mondiale, con l’obiettivo di prevenire il contagio e di ridurre il numero dei morti. Per rafforzare le capacità professionali del personale sanitario, le due organizzazioni hanno intenzione di formare professionisti sanitari regionali e di primo intervento per rispondere e controllare il diffondersi dell’infezione in Africa occidentale.

Questo piano di intervento prevede un approccio graduale in cui è previsto che International Medical Corps si concentri inizialmente sulla gestione dei casi e del loro trattamento e che Plan si focalizzi sul mobilitare le comunità e renderle consapevoli della salute pubblica. Ulteriori attività saranno sviluppate a seconda delle necessità che emergeranno.

Plan e International Medical Corps lavoreranno a stretto contatto con i Ministeri locali della Sanità, le organizzazioni comunitarie, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e altre agenzie umanitarie e sanitarie a carattere internazionale.

Emergenza Filippine: due iniziative per aiutare

Diverse le iniziative per aiutare le Filippine colpite dal tifone Hayan/Yolanda. Tra le tante vi sono anche due organizzazioni di cui spesso si è scritto su questo blog: una italiana, Plan Italia, e una tedesca, la Christoffel-Blindenmission (CBM). Associazioni dal carattere italo-tedesco come questo blog in fondo.

Plan si è subito attivata in Italia per raccogliere fondi. Questi andranno direttamente alla sede di Plan Filippine, attiva dal 1961. Il denaro verrà versato senza intermediari e potrà essere subito utilizzato. Plan Filippine già da prima di venerdì scorso è sul campo a portare soccorso offrendo ripari di emergenza, kit igienici e scorte di acqua. Yolanda ha duramente colpito tutti i programmi dove Plan Filippine è presente. Oltre 40.000 bambini adottati a distanza attraverso Plan International con le loro famiglie vivono in queste zone. L’organizzazione sta verificando in queste ore le perdite.  Sul sito web di Plan è possibile effettuare una donazione a sostegno di questa campagna.

La Christoffel-Blindenmission ha messo a disposizione 400.000 euro per offrire i primi soccorsi. Dieci fra i suoi partner si trovano nelle zone colpite dal tifone. Un team di esperti CBM è già a Iloilo City, nella provincia di Visayas, dove ha sede l’Association of Disabled Persons Inc. che è un partner dell’organizzazione tedesca. In quella zona vivono circa 10.000 persone disabili. Gli specialisti CBM si stanno concentrando nell’aiutare queste persone e nell’analizzare in dettaglio la situazione locale. E’ possibile sostenere l’attività di questi esperti direttamente dal sito CBM.

Uno spiraglio nella piaga dei matrimoni prematuri

Il 27 settembre a Ginevra il Consiglio ONU per i Diritti Umani ha adottato una risoluzione contro i matrimoni prematuri considerati una violazione dei diritti umani. La decisione è stata approvata all’unanimità da oltre 100 Paesi e sono stati messi in agenda una tavola rotonda alle Nazioni Unite e un report sulle sfide e i buoni risultati che derivano dall’eliminazione dei matrimoni prematuri.

La decisione è stata ben accolta da Plan che da tempo si batte contro il matrimonio prematuro inteso anzitutto come una violazione dei diritti delle bambine in quanto non solo le priva del diritto all’infanzia ma porta con sé violenze, abusi, rapporti sessuali forzati con conseguente rischio di malattie a trasmissione sessuale, di gravidanze premature e di morte in giovane età.

La risoluzione segue l’evento ‘Troppo giovane per sposarsi‘ che si è tenuto a New York il 25 settembre in occasione dell’apertura della 68sima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante la quale i governi di Canada, Ghana e Olanda hanno chiesto un’azione urgente contro la piaga dei matrimoni prematuri.

Plan è stata rappresentata dalla delegata di 17 anni Farwa del Pakistan che ha raccontato la sua personale esperienza di sposa bambina nella sua comunità e ha espresso il suo pensiero su come porre fine a questa piaga.

“Plan ha di recente pubblicato il report ‘Il diritto delle bambine di dire di no ai matrimoni‘ – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia – in cui si mostra che i matrimoni infantili sono un problema globale e se non si interviene al più presto più di 140 milioni di bambine saranno date in sposa entro il 2020. Ogni anno 13,7 milioni di ragazzine dei Paesi in via di sviluppo, sposate tra i 15 e i 19 anni, partoriscono con conseguenze devastanti per loro e per i loro figli.

Plan si batte per dare un’istruzione di qualità per le bambine in quanto l’educazione scolastica è la chiave per ritardare i matrimoni e le gravidanze. Plan Italia sta promuovendo in questi giorni la Campagna Because I am a Girl con particolare focus sull’11 ottobre, giorno in cui si festeggia la Giornata Internazionale della Bambina. Grazie a questa campagna è possibile sostenere a distanza una bambina garantendole un’istruzione di qualità di almeno 9 anni”.

Because I am a Girl: Malala Tag und Elena Di Ciccio als Testimonial

Der 12. Juli war der Geburtstag von Malala, das pakistanische Mädchen auf dem ein Attentat von einem Mitglied der Tehrik-i-Taliban Pakistan in 2012 verübt wurde. Malala befand sich damals auf der Heimfahrt von der Schule. Seit dem ist die 16-jährige Symbol des Bildungsrechts der Mädchen geworden. Genau der 12. Juli wurde als Malala Tag ausgerufen. Das Mädchen unterstützt die Kampagne von PlanBecause I am a Girl’ und mit ihrem Geburtstag hat der Countdown bis 11. Oktober, der Internationale Mädchentag, in dem die Kampagne weltweit gefeiert wird, angefangen. Am 12. Juli fehlten noch 100 Tage bis zum 11. Oktober.

An dem Geburtstag von Malala hat Plan Italia bekannt gegeben, dass Elena Di Cioccio hat akzeptiert, das italienische Testimonial der Kampagne Because I am a Girl zu werden. Die Schauspielerin und TV-Moderatorin hat sich entschieden, Teil der gemeinnützigen Organisation zu werden, nachdem sie die Projekte von Plan in Ghana besuchte. Ihr sind klar geworden die Wichtigkeit des Girl Empowerments mit gezielten Projekten, wie der Mikrokredit, die Effizienz der Bildung für die Mädchen als Mittel um die Armut zu bekämpfen und die Notwendigkeit die Mädchen zurück in die Schule zu bringen.

Mädchenrechte und die Geschlechtsgleichheit sind wichtige persönliche und berufsbezogene Themen für Elena Di Cioccio. Die Moderatorin war tief gerührt und begeistert als sie den Mut und die Stärke der Mädchen gesehen hat, indem sie ihren Weg in Bildung und Selbständigkeit versuchen zu finden. Sie müssen jeden Tag gegen Diskriminierung, Missbrauch, Geschlechtsverstümmelung, vorzeitige Ehe und psychischer und physischer Gewalt kämpfen.

„Die Geschlechtsdiskriminierung – behauptete Di Cioccio – schadet Frauen in der ganzen Welt. In den entwickelten Ländern, die reich von humanistischer Kultur sind und in den gesellschaftliche Regeln die Gleichheit gewähren sollten, werden die Frauen Opfern von Besitz, Eifersucht oder Wettbewerb mit den Männern. In den armen Ländern, wo praktisch alles fehlt und Reichtum und Bildung sind nur für wenige Leute zugänglich, wird der Kampf für den Fortbestand noch härter und die Schwächen sind noch mehr von diesen Faktoren betroffen. Es gibt starke wirtschaftliche Länder, die aber Missbrauch gegen Frauen erlauben. Die Frauen sind das Geschlecht, das das Leben erzeugt. Die echte Revolution für den nächsten Jahrhundert wird, die Menschen in derer Vielfalt zu schätzen, sein.

Elena Di Cioccio hat eine große Rolle in dem TV-Event von Plan Italia auf dem italienischen Fernsehkanal La7 mit dem Titel Prima le ragazze! Girls first! gespielt. Mit dieser Sendung hat die Organisation seine Rückkehr in Italien nach 50 Jahre gefeiert. Tausende Anrufe um Plan und die Wichtigkeit der Gleichheit für die Mädchen zu unterstützen.

Die internationale Kampagne von Plan ‘Because I am a Girl’ hat als Ziel eine qualitative Bildung von mindestens neun Jahren für vier Millionen Mädchen in der Welt zu gewähren, die nicht wegen Armut ausgegrenzt sein sollten. Letztes Jahr für den Internationalen Mädchentag wurden die wichtigsten Orten der Welt rosa beleuchtet: das Empire State Building, das London Eye, die Niagarafälle, die Ägypten Pyramiden und die wichtigsten indischen Denkmale. Auch Plan Italien hat das Oktagon der Galleria Vittorio Emanuele II in Mailand rosa beleuchtet. Eine rosa Welle für die Mädchenrechte!

Elena Di Cioccio während der Sendung Prima le ragazze!
Elena Di Cioccio während der Sendung Prima le ragazze!

Because I am a Girl: la Giornata di Malala ed Elena Di Cioccio testimonial

Il 12 luglio è stato il compleanno di Malala, la ragazzina pakistana colpita l’anno scorso da un talebano mentre andava a scuola e diventata simbolo del diritto delle bambine ad avere un’istruzione. Proprio il 12 luglio si festeggerà d’ora in avanti la Giornata di Malala. La sedicenne sostiene la campagna di PlanBecause I am a Girl’ e con il suo compleanno si è segnato l’inizio dei 100 giorni che mancano all’11 ottobre ovvero alla Giornata Internazionale della Bambina che coincide con la celebrazione nel mondo della campagna.

Proprio in occasione del compleanno di Malala, Plan Italia ha annunciato che Elena Di Cioccio ha accettato di diventare la testimonial in Italia della campagna ‘Because I am a Girl‘. L’attrice e conduttrice televisiva ha maturato la sua scelta di unirsi alla causa della onlus dopo aver visitato i progetti di Plan in Ghana, dove ha potuto toccare con mano l’importanza del girl empowerment tramite progetti mirati, come il microcredito femminile, l’efficacia dell’istruzione delle bambine come strumento per uscire dalla povertà e quindi la necessità di riportare a scuola le ragazzine che per varie ragioni se ne sono allontanate.

I diritti delle bambine e l’uguaglianza di genere sono temi molto cari a Elena Di Cioccio per motivi sia personali sia professionali. La conduttrice si è commossa e appassionata nel vedere il coraggio e la forza con cui le ragazze affrontano il difficile percorso verso l’istruzione e l’emancipazione di genere, trovandosi a combattere ogni giorno contro un ventaglio di discriminazioni che abusano del loro corpo con la pratica delle mutilazioni genitali, le spingono a sposarsi prematuramente e a lasciare la scuola, permettono violenze psicologiche e fisiche.

“La discriminazione di genere – ha sottolineato Di Cioccio – miete vittime in tutto il pianeta a prescindere dalla geolocalizzazione. Se nei paesi sviluppati, ricchi di cultura umanista, gonfi di benessere, dove le regole sociali dovrebbero garantire una certa equità, ad uccidere le donne sono la follia del possesso, la gelosia o la competizione uomo-donna. Nei luoghi dove manca tutto, dove ricchezza e istruzione sono appannaggio di pochi, la lotta per la sopravvivenza diviene feroce e sono gli indivuidi fisicamente più fragili a subirne le conseguenze. Ci sono nazioni che cooperano allo sviluppo dei mercati mondiali e che sul loro suolo ammettono, giustificano e perpetrano ogni tipo di abuso nei confronti del genere femminile. L’altra metà dell’umanità. Quella che genera. La vera rivoluzione del prossimo secolo sarà quella di dare valore all’essere umano con tutte le sue differenze”.

Elena Di Cioccio è stata un una delle principali protagoniste del recente evento televisivo su La7 di Plan Italia, Prima le ragazze! Girls first!, con cui la onlus ha lanciato il suo ritorno in Italia dopo 50 anni. Migliaia le chiamate per esprimere l’adesione a Plan Italia e a condividere l’importanza del tema della lotta alla discriminazione delle bambine.

La Campagna Internazionale di Plan ‘Because I am a Girl‘ ha come obiettivo un’istruzione di qualità di almeno nove anni per 4 milioni di bambine nel mondo che a causa della povertà rischiano di rimanere ai margini della società. L’anno scorso per la Giornata Internazionale della Bambina il pianeta si è illuminato di rosa: dall’Empire State Building alla London Eye di Londra, dalle Cascate del Niagara alle Piramidi d’Egitto, dalla Sirenetta ai principali monumenti indiani. Anche Plan Italia ha fatto la sua parte illuminando l’Ottagono della Galleria di Vittorio Emanuele II a Milano. Un’ondata rosa che ha attraversato il mondo per focalizzare l’attenzione sulle bambine e sui loro diritti.

Elena Di Cioccio durante la trasmissione Prima le ragazze!
Elena Di Cioccio durante la trasmissione Prima le ragazze!

Die Bildung kann das Leben in Afrika ändern: Geschichte einer Frau

Die italienische Sängerin Mina singt in ihrem neuen Lied ItacaHast du eine Minute? Und wenn du sie hast, würde ich gerne, dass sie für immer dauern wird”. Dieses Lied wurde zum ersten Mal während der Sendung ‘Prima le ragazze’ von Plan Italia am 5. Juni auf dem italienischen Fernsehkanal La7 präsentiert.

Die Signora der italienischen Musik wollte auf dieser Weise ihre Nähe zu Plan Italia Projekten zeigen. Diese Organisation fördert Kampagnen, die die Rechte der Mädchen unterstützen, die keine Möglichkeiten zu lernen haben. In der Tat, wenn man daran denkt, eine aufmerksame Minute für das Leben der Mädchen kann für immer dauern.

So war es für Fatma Ndaw: sie wurde in dem Hinterland von Dakar, in Senegal, geboren und als sie sechs war hat sie beide Eltern verloren aber sie hat keine Minute aufgehört zu lernen, sogar nicht als sie mit 15 einen Onkel heiraten musste und sofort schwanger wurde.

Fatma hat nicht die Hoffnung verloren. Ihr war es bewusst, dass jede Minute zählt. Sie hat also ihren Mann, der weitere Kinder wollte, verlassen und mit der Hilfe einer Tante hat sie es geschafft, an der Universität von Dakar Fremdsprachen zu studieren. Fatma hat danach als Lehrerin gearbeitet und hat eine Wohnung für sich und ihre Tante gekauft. Aber das ist noch nicht alles! Sie arbeitet zusammen mitl Plan Senegal an das Projekt ‘1000 Girls, um anderen Mädchen weiterzugeben, was sie gelernt hat und das ist, dass die Bildung das Mittel ist, mit dem man sein eigenes Leben verändern kann.

66 Millionen Mädchen in der Welt gehen nicht zur Schule und jedes dritte von ihnen darf nicht zur Schule gehen, genau weil sie ein Mädchen sind.

Insbesondere erleben die Frauen in den Ländern von Mittel-West Afrika eine starke Ungleichheit gegenüber den Männern. Das bringt zu einem Mangel an Bildung für die Mädchen. Tatsächlich haben diese Länder das niedrigste Bildungsniveau der Welt.

Laut offiziellen Daten gehen 14 Millionen Kinder nicht in die Schule in den 11 Ländern von Mittel-West Afrika. 8 Millionen von ihnen sind Mädchen. Auf dem Land verdoppelt sich die Anzahl der Kinder ohne Bildung im Vergleich zu der Stadt. Zusätzlich immer mehr Mädchen aufhören in die Schule zu gehen, weil sie früh heiraten müssen, belastet werden und vergewaltigt werden. Es gibt auch wenige Infrastrukturen die den Geschlechtsunterschied fördern, wie zum Beispiel getrennte Toiletten.

Die Arbeit von Plan für die Bildung der Mädchen in Mittel-West Afrika bezieht sich auf drei Elementen: ein gleicher Zugang zur Bildung, eine qualitative Bildung und die Einbindung der Bildungsinstitutionen. Zusätzlich arbeitet Plan mit der lokalen und nationalen Regierungen, um sie für die Rechten der Kinder und insbesondere der Mädchen zu sensibilisieren.

Es ist möglich, eine Minute ins immer in dem Leben der Mädchen umzuändern: das ist was uns die Geschichte von Fatma Ndaw beibringt.

Für Informationen über wie kann man Pate eines Mädchens werden, kann man in Deutschland die Telefonnummer 0049 – (0)40 – 611 400 anrufen oder eine E-Mail an info@plan-deutschland.de schicken. Die Webseite von Plan findet man unter: www.plan-deutschland.de.

Fatma Ndaw
Fatma Ndaw

Voci di donne: Come l’istruzione può cambiare la vita in Africa

Hai un minuto? E se ce l’hai come vorrei riuscire a farlo diventare un sempre…” canta Mina nella sua ‘Itaca’, trasmessa in anteprima assoluta durante la trasmissione di Plan Italia, Prima le Ragazze, su La7 lo scorso 5 Giugno.

La Signora della musica italiana ha voluto così testimoniare la sua vicinanza all’impegno di Plan Italia, promotore di campagne a tutela dei diritti delle ragazze che non hanno la possibilità di studiare. In realtà, se ci si riflette, un minuto di attenzione nella vita delle bambine può significare un sempre.

Per Fatma Ndaw è stato veramente così: nata nei sobborghi di Dakar, in Senegal, a sei anni è rimasta orfana ma non ha smesso un minuto di studiare anche quando è stata costretta a sposarsi a soli 15 anni con uno zio, rimanendo subito incinta.

Fatma non si è persa d’animo, perché ogni minuto è prezioso, e ha lasciato il marito che voleva altri figli e con il sostegno di sua zia è riuscita ad andare all’università di Dakar laureandosi in Lingue. E’ diventata insegnante, ha comprato una casa per lei e sua zia. Non si è però fermata lì! Ora sta collaborando con Plan Senegal nel progetto ‘1.000 Girls‘ per trasmettere la lezione più importante che ha imparato ossia che l’istruzione è lo strumento per cambiare la propria vita.

Ci sono ancora 66 milioni di bambine nel mondo che non vanno a scuola e a una su tre viene negato l’accesso all’istruzione scolastica proprio perchè femmina.

In particolare i paesi dell’Africa centro-occidentale soffrono di una forte disparità di genere che si traduce nella mancanza di istruzione scolastica per le bambine. Infatti le zone occidentali hanno il livello di istruzione più basso nel mondo.

Secondo dati ufficiali negli 11 paesi africani della fascia occidentale 14 milioni di bambini in età scolare non vanno a scuola e quasi otto milioni sono bambine. Nelle aree rurali la percentuale dei bambini senza istruzione arriva al doppio in confronto a quella dei bambini che vivono nelle aree urbane. Inoltre la percentuale di abbandono scolastico grava pesantemente sulle ragazze e le cause sono espresse dai matrimoni prematuri, dalle molestie, dalle violenza di natura sessuale e dalla mancanza di infrastrutture che aiutino le differenze di genere come, ad esempio, i bagni separati.

Il lavoro di Plan nei confronti dell’istruzione delle bambine nell’Africa centro-occidentale si fonda su tre elementi interconnessi: un uguale accesso all’istruzione, un’istruzione di qualità e il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche. Inoltre Plan lavora con i governi sia locali sia a livello nazionale per sensibilizzarli verso il rispetto dei diritti di tutti i bambini soprattutto delle bambine.

Perché ‘trasformare un minuto in sempre’ nella vita delle bambine del mondo si può fare, ce lo insegna Fatma Ndaw.

Per informazione su come sostenere una bambina a distanza con Plan Italia, si può chiamare il numero: 0039-039 6848701 – email: info@plan-italia.orgwww.plan-italia.org.

Fatma Ndaw
Fatma Ndaw