Buon compleanno

Andando a prendere il treno dopo il lavoro ho incrociato per strada un papà e sua figlia in bicicletta. La bambina avrà avuto al massimo quattro anni, portava un vestito rosa con sotto dei leggins bianchi e in testa aveva rigorosamente l’elmetto. Pedalava fiera sulla sua bicicletta rosa e con i suoi occhiali da sole nonostante il cielo fosse proprio molto grigio. Seguiva, sforzandosi, il suo papà. Guardandola mi sei venuta in mente tu che oggi compi gli anni, cara Raffaella.

Ti chiederai il perché adesso. Semplice perché io con te ho sempre potuto essere me stessa: con gli occhiali da sole in una giornata nuvolosa e con la linguetta di fuori mentre pedalavo, senza che mai tu mi considerassi strana. Ridevi al massimo di me ma insieme a me perché in fondo è questo quello che fanno le sorelle maggiori.

A me quella bambina ha fatto subito sorridere perché nella sua fierezza e originalità ci ho riconosciute. Subito, e non so perché, mi è venuto in mente il ricordo di noi due in cameretta a sorridere, complici, dopo che ci eravamo accorte che io lasciavo impronte sul pavimento perché tu mi avevi colorato le piante dei piedi con il pennarello verde. Abbiamo sorriso e pulito senza che i nostri genitori se ne accorgessero. Allora adesso ne scrivo qui, sul treno, perché io a questo impulso non so resistere, perché da tanti anni io al tuo compleanno non ci sono e vorrei farti un regalo cara Raffi.

Ti auguro di cuore un buon compleanno.

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Il rosa puzza!

Pinkstinks è una campagna contro i prodotti, i media e le azioni di markeing che prospettano alle bambine ruoli stereotipati e limitanti. Una campagna che crede che i bambini siano colpiti dalla ‘rosizzazione‘ femminile. L’obiettivo è ovviamente quello di sfidare e cambiare questa tendenza oramai crescente. In che modo?! Pubblicando testi e video e proponendo modelli femminili differenti ai bambini.

Non tutte le bambine sono ritornate a scuola

Durante le scorse settimane hanno riaperto le scuole, le cartelle sono state riempite con nuove penne e quaderni e la ricerca frenetica ai libri di testo è iniziata. Per tante ragazzine nel mondo però non è stato così. In particolare se si considerano le regioni più povere del pianeta dove tre fattori determinanti remano contro l’istruzione delle bambine: l’essere povere, il vivere in aree rurali e l’appartenere a gruppi etnici discriminati o esclusi.

Plan – Si torna a scuola?

In quel 20% di famiglie che costituiscono la parte più povera solo il 64% dei bambini in età scolare è iscritto a scuola, rispetto al 90% registrato nel 20% di famiglie più ricche (dati Unicef 2010). Se però a questa statistica si introduce la variabile del genere emerge un quadro desolante: le bambine nelle famiglie più povere sono le più soggette all’esclusione totale dalla scuola.

Quando i genitori in stato di miseria si trovano a decidere quale dei propri figli possa trarre maggior profitto dallo studio le bambine non vengono premiate con questo diritto. La loro immediata utilità nei lavori domestici, il loro valore economico come mogli-bambine sono considerati punti più importanti rispetto all’istruzione. Appena la bambina entra in pubertà viene quindi costretta ad abbandonare gli studi. I numeri parlano chiaro: 10 milioni di ragazzine si sposano prima dei 18 anni.

“L’istruzione è la chiave di volta per allontanare le bambine dai matrimoni prematuri – sottolinea il Direttore Nazionale di Plan Italia, Tiziana Fattori – infatti, in uno studio di Plan, emerge che le ragazzine senza istruzione hanno tre volte più probabilità di sposarsi prima della maggiore età di coloro che hanno finito la scuola secondaria. Inoltre i benefici derivanti dall’istruzione delle bambine sono dimostrati da una serie di studi sia in termini di aumenti in percentuale del PIL nazionale sia nel contributo dato dalle madri istruite nel far uscire le proprie famiglie dalla povertà”.
Con la sua campagna Because I am a Girl Plan ha l’obiettivo di dare un’istruzione di qualità di almeno 9 anni a 4 milioni di ragazzine. La campagna è sostenuta da Malala che ha da poco ricevuto il Premio Tipperary per la Pace ed è candidata per il Premio Nobel per la Pace.

Because I am a girl

Tutti i bambini devono poter crescere in modo sano, aver diritto a un’educazione senza violenza, poter essere istruiti ed essere protetti dallo sfruttamento: così sta scritto nella Convenzione per i diritti dei bambini dell’ONU. Spesso però per le bambine non è così!

Particolarmente in Africa, Asia e America Latina l’uguaglianza non è scontata. Molte bambine non possono frequentare regolarmente la scuola perchè devono fare i mestieri, prendersi cura dei fratelli e delle sorelle oppure aiutare la propria madre nei campi. Il diploma diventa quindi l’eccezione. Se sono malate spesso non ricevono cure. Inoltre sono spesso vittime di matrimoni combinati e diventano mamme in età ancora adolescenziale. Nel peggiore dei casi non vengono neanche registrate all’anagrafe e diventano quindi più facilmente vittime di violenza fisica e psicologica, sfruttamento e traffico di persone.

Le ragazze però, se aiutate, potrebbero rappresentare il ‘motore’ della società. Supportando il loro sviluppo migliora di gran lunga la situazione economica della loro famiglia, della loro comunità e non per ultima della loro nazione. Questo viene dimostrato sia dall’esperienza di Plan che dagli studi dell’ONU e della Banca Mondiale.

Ogni anno in più passato fra i banchi di scuola significa per una ragazza che il suo reddito potenziale aumenta tra il 15 e il 25 per cento. Le donne infatti investono i loro risparmi nell’educazione dei propri figli. Questo porta a lavori migliori per i membri delle loro famiglie.

Per questo motivo la campagna ‘Because I am a girl’ di Plan appoggia lo sviluppo delle bambine e la loro formazione. Oltre al fatto che possano andare a scuola è importante che esse siano in grado di prendere in modo indipendente le loro decisioni e ciò ha un grande impatto sullo sviluppo delle nazioni povere.

Because I am a girl è una campagna mondiale per i diritti delle bambine che promuove il loro diritto ad avere le stesse chance dei pari età di sesso maschile. L’obiettivo di Plan è quello di rafforzare la posizione femminile perchè possano riscattare la loro situazione famigliare. Investire sulle bambine significa accantonare la povertà!