Tutta la vita che c’è

Ed è così che la vita ti assale

in un giorno in cui per un momento

hai dubitato di te ma

confrontandoti più da vicino

con le tue sensazioni

hai scoperto dentro di te un’energia

a cui non eri più abituata.

Ne hai quindi trovato conferma

guardando una pianta in fiore:

la vita è dentro di te e

intorno a te.

Basta solo che ti fermi a

coglierne la potenza.

Non c’è nulla di buono, a meno che non lo si faccia

Questa frase di Erich Kästner mi è capitata oggi tra le mani e mi ha fatto riflettere su un punto a cui sto pensando da tutta la settimana: nella vita bisogna prendere la responsabilità delle proprie azioni e se si desidera cambiare qualcosa bisogna impegnarsi.

Desideri stare bene?! Devi impegnarti a sentirti bene, controllare e indirizzare i tuoi pensieri nel verso giusto non permettendoti di dubitare delle tue azioni se volte in quella direzione. Questo vale per ogni cosa.

Devi uscire dalla cosiddetta comfort zone e muoverti nella direzione desiderata perché se non lo fai tu nessuno potrà farlo per te. Tu sei il tuo compagno di viaggio e l’attore principale della tua vita: è inutile quindi remarti contro e scegliere la via più comoda se non è quella che desideri.

Una cosa è certa: arriverà quel momento in cui ti guarderai dentro e ti chiederai se quello che hai vissuto fino ad allora ti abbia reso felice e per non risponderti in modo negativo devi tirarti su le maniche nel migliore dei casi a partire da adesso. Non puoi permetterti di essere pigro perché il tuo tempo è limitato e ogni vita vale la pena di essere vissuta a pieno, anche e soprattutto la tua.

Sii gentile con te stesso ma allo stesso tempo non darti per scontato, scegli sempre di sentirti bene nella tua pelle e sii fedele ai tuoi principi praticando quello in cui credi. Pretendi solo il meglio per la tua vita perché te lo meriti e te lo devi.

Io sorrido alle farfalle

Ogni volta che vedo volare una farfalla penso a te. Il motivo è che giorno del tuo funerale, dopo la celebrazione, parlando sotto casa con un’amica una farfalla bianca mi è volata intorno. Sembrava quasi volermi abbracciare e io per un attimo ho pensato fossi tu. Da allora sorrido alle farfalle in tuo ricordo.

Una farfalla ieri sul mio terrazzo

E ti accorgi di stare meglio

Quando sei sul treno per rientrare a casa, con le cuffiette nelle orecchie, parte una canzone e tu muovi la testa al suo ritmo o almeno credi di farlo. Ignorando gli altri passeggeri, sorridi e ti senti come in bicicletta quando affronti una discesa dopo una serie di faticose salite. Ti senti bene anzi ti senti meglio, addirittura quasi spensierata, e questo è già un gran traguardo.

Amore

Muove ogni tua azione

rivoluziona il tuo pensiero

quando lo perdi capisci

la sua importanza

e combatti per ritrovarlo

con la speranza che

non è mai troppo tardi per

dimostralo e di non

rimanere deluso correndo

il rischio di essere l’unico

a crederci veramente.

Niente fango niente fiore di loto

Mi sono trovata molte volte a partire da zero ma questa volta mi risulta davvero difficile farlo. Nei momenti in cui mi manca il coraggio per affrontare questa situazione, mi trovo a ripetermi una frase che ho sentito in una sessione di meditazione: niente fango niente fiore di loto.

Come il fiore di loto trova la sua strada per uscire da uno stagno infangato, io spero di trovare la mia strada per uscire da qualsiasi percorso difficile la vita pone sulla mia strada.

Scrivere mi aiuta a riordinare le idee e a incanalare le energie, voglio riprendere a farlo qui su questo blog smettendo di nascondermi nel mio dolore. Voglio guardarlo in faccia a viso aperto.

A te che leggi e non sai cosa succede, non preoccuparti: sono solo in attesa di sbocciare nuovamente.

Fiori di loto, Colombia

Felicità

Vuoi essere o sembrare felice?

Non prestare attenzione

quando il mondo ti dice quello che devi fare

per essere felice.

Sii sincero con te stesso e

cerca di capire quello che vuoi veramente.

Haemin Sunim

Quando brilli tu?

C’è una canzone tedesca che nell’ultimo periodo mi gira spesso nella testa. Si chiama ‘Wann strahlst du?’ che in italiano significa ‘Quando brilli tu?’. Mi piace molto ascoltarla perché pone l’accento sul fatto che nella vita per brillare bisogna farsi trasportare dalla meraviglia delle piccole cose e avere il coraggio di nominarle andando magari in controtendenza.

Quando brilli tu?

di Jacques Palminger & Erobique

Amo i sognatori, gli spiriti iniziatori
che riconoscono ovunque i semi
che non prendono troppo sul serio i fallimenti
e nominano sempre il buono
non quelli che conoscono il futuro a memoria
e che guardano all’entusiasmo come ingenuità
e che ti riempiono le orecchie
con le loro vecchie paure impacchettate da consigli

Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?
Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?

Io amo quelli che provano una trovata
che beffano l’esperienza
che serpeggiano illesi tra gli insuccessi
e i cui occhi brillano quando pongono una domanda
Non quelli che pensano che tanto non ne vale la pena
che hanno sempre saputo tutto
e dicono: “Perché? Tanto non fa differenza”
e seppelliscono la loro curiosità con l’esperienza

Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?
Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?

Io amo quelli che riescono a stupirsi
del fiore tra gli scarti
che vivono meglio adesso che domani
che sanno andare fuori ritmo
Non quelli che nel forse e nel prima o poi
seppelliscono tutte le energie
e si sono imbalsamati nel grigio
della malinconia.

Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?
Io devo alla vita la luce nei miei occhi
quando brilli tu?
quando brilli tu?
quando brilli tu?

In mancanza di una passione che ho tenuto fin troppo privata

Quando ero ragazzina se c’era una cosa su cui non mi esponevo era sulle canzoni che mi piacevano. Non permettevo a nessuno di ascoltare il mio walkman, lettore cd o mp3.

Non so perché ma è come se un po’ le custodissi e le nascondessi in modo delicato come si fa con un uovo.

Forse in realtà il motivo lo so benissimo: avevo paura di essere giudicata in base a ciò che ascoltavo.

Quando tutte le mie coetanee guardavano e ascoltavano le canzoni in inglese che andavano di moda su MTV e canali simili io mi ammorbavo ascoltando Ligabue, Jovanotti, gli Hanson, i The Calling, i Negrita e Daniele Silvestri. Scrivo apposta ammorbavo perché li ascoltavo a ripetizione e anche perché un po’ ascoltandoli abbinavo un mio film personale ai loro testi. Insomma davo un significato personale a ogni verso delle loro canzoni.

In Germania si usa ascoltare musica a volume molto alto, in Italia io invece, nei miei giovani anni, ero solita cantare a volume molto alto le canzoni che mi appassionavano. Tutto ciò non sempre suscitava piacere nei miei vicini di casa.

La scorsa settimana ho richiesto il rimborso dei biglietti acquistati per andare a sentire e a vedere Ligabue dal vivo a Stoccarda. Il concerto si sarebbe dovuto svolgere nel maggio del 2020, era stato rinviato in seguito a quest’anno e poi annullato per ovvi motivi che ruotano unicamente attorno al Covid19, come potrete ben immaginare.

Sarebbe stata per me la prima volta dal vivo: come questo sia possibile non me lo so spiegare neanche io.

Quando abitavo in Italia ho sempre avuto un po’ di rispetto dei concerti dal vivo. Da quando vivo in Germania ho imparato ad amarli e a viverli in modo puro.

Prima quello che mi tratteneva era che magari la gente potesse sentire l’artista in maniera differente dalla mia. Lo so è una cosa strana da ammettere ma per me la musica rimane ancora un po’ un evento personale, anche in tempi di Spotify dove ognuno può seguire le playlist di chiunque altro.

Tutto ciò un po’ mi fa sorridere in modo amaro. In passato mi trattenevo dal comprare biglietti per concerti di artisti che mi piacevano e adesso invece non mi resta che augurare a Ligabue di pensare presto di tornare a Stoccarda e a tutti noi di liberarci di questo virus. Quest’ultimo è proprio ingiusto perché attacca gli eventi belli delle nostre vite e lo fa in un modo subdolo, semplicemente privandocene. Non è mia intenzione lamentarmi però un po’ lasciatemelo fare.

Niente di più ma [soprattutto] Niente di meno

Poesia di Haemin Sunim [traduzione e titolo di Angela Fradegradi]

Una fettina di mela in un contenitore per la colazione

contiene l’intero universo.

Alberi, luce del sole, nuvole, pioggia, terra,

aria e il sudore di un contadino – tutto ciò

è contenuto lì dentro.

Il furgone da trasporto, benzina, un mercato,

del denaro, il sorriso della cassiera – tutto ciò vi è

lì dentro.

Un frigorifero, un coltello, un tagliere, l’amore

della mamma – tutto ciò vi è lì dentro.

Tutto al mondo è sostituibile e tutto è

interdipendente.

E adesso immaginati, tutto quello che è esiste

dentro di te.

L’intero universo risiede in noi.

N.d.T. Lo sapevate che i traduttori [e gli interpreti] muovono il mondo? Abbiatene cura.