E l’attesa sta per concludersi
Ancora 3 giorni e potrò riabbracciare i miei cari dopo quasi due anni.

Looking at the world with mindfulness and writing about it in all the languages I can
Ancora 3 giorni e potrò riabbracciare i miei cari dopo quasi due anni.

Quante volte mi hai chiesto se volessi venire a fare un giro in bicicletta con te e troppe volte la mia risposta a questa tua domanda è stata negativa. Avevo da studiare o apparentemente di meglio da fare. Ieri, a sette anni dall’ultimo giorno che abbiamo passato insieme, ho preso la bicicletta un paio di volte per sbrigare delle commissioni. Inutile scrivere che quando monto in sella i miei pensieri sono spesso rivolti a te che mi hai insegnato ad andarci in bicicletta. Tu non guidavi volentieri l’auto e ti spostavi quasi sempre in bici. Avevi i tuoi percorsi e in estate un’abbronzatura invidiabile ma tipo muratore e io ti prendevo in giro. Spesso i miei amici mi dicevano “Sai che ho visto tuo papà in bicicletta oggi?!” e io tra me e me pensavo: “Sì, certo non sembrerebbe neanche lui senza”.
Quanto vorrei che, come eri solito fare, aprissi per metà la mia porta e sbucassi da dietro con la testa chiedendomi: “Ti va di venire a fare un giro in bicicletta con me?”, la mia risposta questa volta sarebbe positiva: puoi scommetterci. So che però questo non potrà più accadere e allora mi accontento di portarti nel cuore, perché anche se non ci sei più, io so che pedali sempre al mio fianco.
Svegliarsi la mattina presto, venire abbracciata, vedere il sole appena uscita di casa, aprire Whatsapp e aver ricevuto così tanto messaggi di auguri nonostante la giornata sia iniziata da così poco tempo. Sentirmi bene anche perché ieri mi sono rimpinzata lo stomaco con una Donauwelle fatta in casa per il mio compleanno. Questo mio nuovo anno di vita mi piace già! Grazie a chi oggi mi ha già pensata e mi penserà!

Ed è così che la vita ti assale
in un giorno in cui per un momento
hai dubitato di te ma
confrontandoti più da vicino
con le tue sensazioni
hai scoperto dentro di te un’energia
a cui non eri più abituata.
Ne hai quindi trovato conferma
guardando una pianta in fiore:
la vita è dentro di te e
intorno a te.
Basta solo che ti fermi a
coglierne la potenza.
Questa frase di Erich Kästner mi è capitata oggi tra le mani e mi ha fatto riflettere su un punto a cui sto pensando da tutta la settimana: nella vita bisogna prendere la responsabilità delle proprie azioni e se si desidera cambiare qualcosa bisogna impegnarsi.
Desideri stare bene?! Devi impegnarti a sentirti bene, controllare e indirizzare i tuoi pensieri nel verso giusto non permettendoti di dubitare delle tue azioni se volte in quella direzione. Questo vale per ogni cosa.
Devi uscire dalla cosiddetta comfort zone e muoverti nella direzione desiderata perché se non lo fai tu nessuno potrà farlo per te. Tu sei il tuo compagno di viaggio e l’attore principale della tua vita: è inutile quindi remarti contro e scegliere la via più comoda se non è quella che desideri.
Una cosa è certa: arriverà quel momento in cui ti guarderai dentro e ti chiederai se quello che hai vissuto fino ad allora ti abbia reso felice e per non risponderti in modo negativo devi tirarti su le maniche nel migliore dei casi a partire da adesso. Non puoi permetterti di essere pigro perché il tuo tempo è limitato e ogni vita vale la pena di essere vissuta a pieno, anche e soprattutto la tua.
Sii gentile con te stesso ma allo stesso tempo non darti per scontato, scegli sempre di sentirti bene nella tua pelle e sii fedele ai tuoi principi praticando quello in cui credi. Pretendi solo il meglio per la tua vita perché te lo meriti e te lo devi.
Ogni volta che vedo volare una farfalla penso a te. Il motivo è che giorno del tuo funerale, dopo la celebrazione, parlando sotto casa con un’amica una farfalla bianca mi è volata intorno. Sembrava quasi volermi abbracciare e io per un attimo ho pensato fossi tu. Da allora sorrido alle farfalle in tuo ricordo.

Quando sei sul treno per rientrare a casa, con le cuffiette nelle orecchie, parte una canzone e tu muovi la testa al suo ritmo o almeno credi di farlo. Ignorando gli altri passeggeri, sorridi e ti senti come in bicicletta quando affronti una discesa dopo una serie di faticose salite. Ti senti bene anzi ti senti meglio, addirittura quasi spensierata, e questo è già un gran traguardo.

Mi sono trovata molte volte a partire da zero ma questa volta mi risulta davvero difficile farlo. Nei momenti in cui mi manca il coraggio per affrontare questa situazione, mi trovo a ripetermi una frase che ho sentito in una sessione di meditazione: niente fango niente fiore di loto.
Come il fiore di loto trova la sua strada per uscire da uno stagno infangato, io spero di trovare la mia strada per uscire da qualsiasi percorso difficile la vita pone sulla mia strada.
Scrivere mi aiuta a riordinare le idee e a incanalare le energie, voglio riprendere a farlo qui su questo blog smettendo di nascondermi nel mio dolore. Voglio guardarlo in faccia a viso aperto.
A te che leggi e non sai cosa succede, non preoccuparti: sono solo in attesa di sbocciare nuovamente.
L’umore è l’antidoto contro i troppi pensieri. È un modo per dire che la vita è paradossale. L’umore contiene contraddizioni; non le risolve ma le festeggia. Afferma che il modo giusto di esistere tra le contraddizioni, i paradossi e le assurdità della vita è accompagnarli a delle risate.
Bob Mankoff, How About Never: Is Never Good For You?