Rivederlo

Mio padre portava in autunno una giacca di pelle nera. A me quella giacca faceva simpatia. Innanzitutto aveva quell’odore tipico di pelle e poi, ogni volta che mio papà muoveva le braccia, faceva rumore.

Passeggiando questa mattina presto nelle campagne, mi è passato accanto un signore con addosso una giacca di pelle. Non ne ho visto il volto perché ero impegnata a bere un sorso d’acqua. Era alto, portava un cappello e aveva definitivamente più capelli bianchi in testa di quanti ne avesse mio padre. Quella giacca però e quel modo di camminare mi hanno fatto subito pensare al mio papà.

Quando qualcuno di caro lascia questa terra, non ci lascia soli. La terra ce lo riporta in diversi altri modi sorprendendoci ogni volta. Di questo non si può che essere grati.

Che anziano vuoi essere?

Su questa domanda mi interrogo da tempo e trovarmela nel libro di Lama Michel Rinpoche, Dove vai così di fretta, mi ha fatto capire che questo è un tema su cui le mie azioni quotidiane devono girare.

Sì, perché l’anziano che desidero essere parte proprio dalle scelte che decido di compiere oggi.

Ovviamente desidero essere una vecchietta arzilla, attiva, contenta e in pace con il mondo. Ovviamente desidero essere un esempio positivo di essere umano per chi, più giovane di me, incrocerà la mia strada.

In palestra mi capita spesso di osservare persone più grandi di me e di dirmi: „Alla sua età vorrei essere così allineata come lei“ oppure: „Se alla sua età fossi così in forma come lei sarebbe una benedizione!“.

Io credo molto nei modelli positivi di persone da seguire: tali persone sono sempre state per me grandi fonte di ispirazione. Sono dell’idea che mi saltino così all’occhio perché scelgono nel loro quotidiano di stare bene.

Sono della convinzione che parta tutto dall’impostazione mentale con cui affronto il presente. Parte tutto da me. Solo così potrò mettere basi solide e nella giusta direzione per il mio futuro.

Scegliere di uscire anche quando la mente mi dice il contrario: una scelta consapevole verso l’anziana che voglio diventare.

Non dimenticarti di te

In psicologia ci si riferisce spesso agli avvisi di sicurezza sull’aereo e in particolare al punto in cui si dice che, in caso di turbolenze, se dovesse scendere la mascherina dell’ossigeno, bisogna prima assicurarsi di posizionarla bene su di se per poi aiutare bambini e altri passeggeri. È necessario prima pensare a se e per poi pensare agli altri. Non si tratta assolutamente di essere egoisti ma semplicemente si sottolinea che per assistere qualcuno bisogna stare bene.

È solo quando mi prendo cura di me, dei miei bisogni e del mio equilibrio che posso aiutare chi mi sta a cuore. È quando io mi concedo del tempo facendo qualcosa che mi fa stare bene che sarò in grado di creare tempo e spazio per qualcun altro.

Ti invito quindi a prenderti quell’ora per fare la tua camminata quotidiana, per ascoltare quell’intervista, per fare un bagno rilassante o per stare semplicemente sdraiato sul divano a guardare il soffitto. Concediti del tempo per te, ritagliati quel momento, perché, quando ne riemergerai, sarai più bilanciato e potrai essere molto più utile a chi della tua presenza ha necessità.

La vita è un cammino

Portami alla stazione!

Se c‘è una cosa che mi caratterizza da sempre è uno scarso senso dell’orientamento.

Quando ero piccola, andavamo ogni anno per quasi un mese in vacanza a Cava de‘ Tirreni, la città di origine di mia madre, che si trova vicino alla Costiera Amalfitana. Facevamo sempre gli stessi percorsi andando a trovare a turno diversi amici e parenti. Mia sorella, quando avevo 10 o 11 anni, iniziò a notare che non prestavo assolutamente alcuna attenzione alla strada. Camminavo, saltavo e parlavo senza curarmi degli spostamenti. Iniziò allora a sfidarmi: „E adesso portami alla stazione!“, mi disse un pomeriggio. Io iniziai a sudare freddo: non avevo assolutamente idea di come muovermi. Lei lo trovava particolarmente divertente e non mi dava indizi. Impietosita dalla mia faccia triste mi aiutava dopo un po‘ a cercare la via.

Dominik invece ancora combatte nel farmi il quiz delle autostrade tedesche. „Dove si trova la A5?“, mi chiede ogni tanto, e io inizio a indovinare sparando città a caso. Sono informazioni che non vogliono entrare nella mia testa.

Quando guido io seguo Google Maps però, ogni tanto, qualche percorso lo imparo e, quando questo succede, sono molto orgogliosa di me.

La mia professoressa di italiano alle superiori diceva, giustificando la sua inettitudine alla guida: „Io scrivo poesie e suono il pianoforte, ho altri talenti!“. Ecco, anche io ho altri talenti però ora la strada per la stazione di Cava de‘ Tirreni la conosco.

La stazione di Cava de‘ Tirreni

Manuela

Manuela è entrata nella mia vita a metà luglio dello scorso anno. Avevamo un appuntamento telefonico alle 8:30 di un giorno lavorativo. Quando io l’ho chiamata, ha spezzato il ghiaccio dicendomi: „Signora Fradegradi, lei è puntuale come un muratore!“. Io mi misi a ridere e la strinsi subito nel mio cuore durante quella telefonata. Ci siamo incontrate di persona qualche settimana dopo e mi ha proposto subito di darci del tu.

Manuela è un’ostetrica che lavora in modo autonomo. Durante la mia gravidanza ho frequentato il suo corso di yoga pre-parto e, quando è nata nostra figlia, ci ha assistito a casa dal giorno dopo in cui siamo stati dimessi dall’ospedale. Per la prima settimana è venuta ogni giorno, anche di domenica, poi ogni due giorni. Di seguito le visite sono passate a essere più distanti l’una dall’altra.

Manuela è stata come un angelo per me, che vivo lontana dalla mia famiglia il cui consiglio nelle fasi critiche mi è mancato. Il suo modo pacato e dolce di rapportarsi con noi e la bambina è stato un balsamo per il cuore. Il suo consiglio professionale un grande alleggerimento.

Un giorno Manuela mi ha confidato il motivo per cui svolge questo lavoro: „Mi appassiona vedere i genitori crescere nel loro ruolo e prendere sempre più sicurezza nei loro mezzi“.

Ho deciso di non scrivere molto della mia gravidanza e del mio essere mamma però questo post è per me doveroso. Si può dire tanto del sistema sanitario tedesco ma questa cosa che a ogni donna incinta venga garantito il supporto di un’ostetrica professionista è davvero eccezionale. Quando si diventa genitori per la prima volta si è confrontati con dubbi e domande che solo un professionista può risolvere in modo corretto. Credo questo debba essere un diritto per ogni nuova famiglia.

Piccoli gesti gentili

Stamattina mi è successa una cosa particolare. Stavo andando al mercato scendendo una strada in discesa che porta alla piazza principale di Weil der Stadt. Mi sono accorta però che la via era bloccata per i pedoni e che le transenne erano posizionate in un modo che mi impediva di passarci con il passeggino. Mi sono fermata e, mentre pensavo a quale via laterale prendere, ho notato un signore anziano dietro una finestra che muoveva la mano per salutarmi. Era lì seduto vicino al davanzale della sua finestra, con il giornale aperto, a guardarmi in modo gentile. Mi sono sentita notata e ho subito ricambiato il saluto con un sorriso. Il suo sguardo gentile mi ha infuso un senso di fiducia nel prossimo.

Questo aneddoto conferma uno dei miei principi cardini: piccoli gesti di gentilezza possono cambiare l’umore delle persone a cui li rivolgiamo.

Un’immagine creata con ChatGPT che riproduce, più o meno fedelmente, la scena da me descritta.

Qual è la tua vitamina C?

In questo periodo sto ascoltando l’audiolibro Resilient di Rick Hanson. Lo faccio di solito mentre sfreccio col passeggino per le campagne di Weil der Stadt. La resilienza è un tema che ho potuto approfondire nel 2021 al lavoro da Endress+Hauser come obiettivo concordato con il mio capo.

È un tema che a me è particolarmente caro, di cui mi piace occuparmi e che io associo anche a tutto il lavoro sulla consapevolezza che sto facendo su di me e su queste pagine dal 2015, l’anno dopo che è morto mio padre e l’anno in cui mi sono licenziata dalla mia prima azienda in Germania. Ero capitata nelle grinfie di un capo-tiranno che ha praticamente distrutto il mio reparto per poi venire licenziato lui. Tardi, troppo tardi purtroppo per me che mi ero già scottata.

Nel libro Hanson scrive che nei periodi difficili quello che ci può salvare sono quelle che lui chiama „vitamina C“, ossia quelle abitudini o quei rituali che ci fanno bene all’anima. Le tradizioni che ci infondono una sensazione di pace interiore a cui possiamo fare ricorso facilmente quando le acque si fanno più movimentate.

La mia vitamina C è rappresentata in ordine di importanza da:

  • Sport
  • Scrittura
  • Meditazione
  • Camminare
  • Lettura

In autunno e, in generale, verso la fine dell’anno tutti abbiamo bisogno di una buona dose di vitamina C.

Non dimenticare di coltivare le tue buone abitudini quando sei stressato perché è proprio quello il momento in cui ti possono fare da ancora, permettendoti di fare una pausa dalla tua navigazione burrascosa.

Cose che si vedono camminando

Fai oggi quello che non dovrai fare domani

Forse ispirata dalle prime puntate della nuova stagione de Il Volo del Mattino, durante le quali Fabio Volo esorta i suoi ascoltatori a fare, scrivo questo post.

Sono tornata venerdì da due settimane di vacanza e il mio primo giorno a casa l’ho passato immersa nel fare. Sono andata al mercato e al supermercato, ho fatto partire due lavatrici, ho fatto sport e una passeggiata e poi mi sono motivata a passare l’aspirapolvere anche se non ne avevo voglia. Perché? Per farmi un favore: così non avrei dovuto farlo domenica potendomi godere una giornata in famiglia prima di ricominciare la routine settimanale.

È importante farsi dei favori come questo e rendersi la vita futura più facile. Perciò io mi preparo la colazione la sera prima e metto i vestiti sportivi a portata di mano, così da non esitare nella decisione di iniziare la mia giornata in modo salutare e attivo. Mi facilito le scelte giocando in anticipo.

I device odierni ci prendono in ostaggio, non ce ne accorgiamo e passiamo ore sui social media a scrollare. Per quanto mi riguarda, ho deciso che questo non è il modo in cui desidero vivere. Io voglio essere immersa in attività positive, creandomi una vita attiva e piena e lavorando in anticipo per rendermela più confortevole.

Ho deciso di scegliere con cura le attività che desidero fare e immergermi in esse al 100%, senza distrazioni e facendo il più possibile per facilitarmi la vita il giorno successivo. Così sono sicura di impiegare bene e in modo per me soddisfacente il mio tempo.

Oggi è ricominciata la mia routine e io sono di nuovo a passeggiare vicino a un campo di mais. Scegli bene come impiegare il tuo tempo: non è infinito.

Vai a camminare

Inizia ad andare più spesso a camminare.

Camina per ridurre il sovraccarico di pensieri.

Cammina per migliorare la tua condizione fisica.

Cammina per rilassare la tensione e lo stress.

Cammina per migliorare la lunghezza della tua attenzione.

Cammina per allontanarti dal tuo telefono.

Cammina per cambiare il tuo cervello.

Dal profilo instagram di Hal Elrod

Io vado tutti i giorni a fare almeno una passeggiata. Ne traggo solo benefici: mi sento più fresca con la mente, lascio girare i pensieri nella testa mentre mi muovo facendoli dissolvere, ho perso peso e mi sento più in forma perché camminare mi permette di mantenermi attiva fisicamente.

Penso non ci sia altro movimento più accessibile che una bella camminata. È un modo per prendersi cura di se.

E tu? Sei già uscito di casa oggi?

Persone casa

Ci sono persone che io definisco casa. Quelle con cui non è necessario mettere alcuna maschera, quelle che saltano con me da un punto all’altro di un discorso senza chiedersi perché siamo arrivati a parlare di questo o di quell’altro, quelle che si prendono tempo per me incastrando un incontro tra tanti impegni, quelle che quando ti abbracciano lo fanno in modo vero e sincero stringendoti forte, quelle che ti chiedono se ti hanno già dato un bacino perché della tua vicinanza sono felici, quelle con cui puoi parlare di tutto e sparlare di tutti e quelle che quando non vi vedete scambiano con te podcast a forma di messaggi vocali o desiderano essere chiamate alle 8:00 del mattino da te perché ai messaggi non stanno dietro.

Quelle persone sono per me casa e io non mi stancherò mai di essere grata della loro presenza nella mia vita.

Alla mia Tribù: grazie di esserci! È sempre bello vedervi.

Nelle campagne milanesi