Svegliarsi la mattina presto, venire abbracciata, vedere il sole appena uscita di casa, aprire Whatsapp e aver ricevuto così tanto messaggi di auguri nonostante la giornata sia iniziata da così poco tempo. Sentirmi bene anche perché ieri mi sono rimpinzata lo stomaco con una Donauwelle fatta in casa per il mio compleanno. Questo mio nuovo anno di vita mi piace già! Grazie a chi oggi mi ha già pensata e mi penserà!
Questa frase di Erich Kästner mi è capitata oggi tra le mani e mi ha fatto riflettere su un punto a cui sto pensando da tutta la settimana: nella vita bisogna prendere la responsabilità delle proprie azioni e se si desidera cambiare qualcosa bisogna impegnarsi.
Desideri stare bene?! Devi impegnarti a sentirti bene, controllare e indirizzare i tuoi pensieri nel verso giusto non permettendoti di dubitare delle tue azioni se volte in quella direzione. Questo vale per ogni cosa.
Devi uscire dalla cosiddetta comfort zone e muoverti nella direzione desiderata perché se non lo fai tu nessuno potrà farlo per te. Tu sei il tuo compagno di viaggio e l’attore principale della tua vita: è inutile quindi remarti contro e scegliere la via più comoda se non è quella che desideri.
Una cosa è certa: arriverà quel momento in cui ti guarderai dentro e ti chiederai se quello che hai vissuto fino ad allora ti abbia reso felice e per non risponderti in modo negativo devi tirarti su le maniche nel migliore dei casi a partire da adesso. Non puoi permetterti di essere pigro perché il tuo tempo è limitato e ogni vita vale la pena di essere vissuta a pieno, anche e soprattutto la tua.
Sii gentile con te stesso ma allo stesso tempo non darti per scontato, scegli sempre di sentirti bene nella tua pelle e sii fedele ai tuoi principi praticando quello in cui credi. Pretendi solo il meglio per la tua vita perché te lo meriti e te lo devi.
Ogni volta che vedo volare una farfalla penso a te. Il motivo è che giorno del tuo funerale, dopo la celebrazione, parlando sotto casa con un’amica una farfalla bianca mi è volata intorno. Sembrava quasi volermi abbracciare e io per un attimo ho pensato fossi tu. Da allora sorrido alle farfalle in tuo ricordo.
Quando sei sul treno per rientrare a casa, con le cuffiette nelle orecchie, parte una canzone e tu muovi la testa al suo ritmo o almeno credi di farlo. Ignorando gli altri passeggeri, sorridi e ti senti come in bicicletta quando affronti una discesa dopo una serie di faticose salite. Ti senti bene anzi ti senti meglio, addirittura quasi spensierata, e questo è già un gran traguardo.
Mi sono trovata molte volte a partire da zero ma questa volta mi risulta davvero difficile farlo. Nei momenti in cui mi manca il coraggio per affrontare questa situazione, mi trovo a ripetermi una frase che ho sentito in una sessione di meditazione: niente fango niente fiore di loto.
Come il fiore di loto trova la sua strada per uscire da uno stagno infangato, io spero di trovare la mia strada per uscire da qualsiasi percorso difficile la vita pone sulla mia strada.
Scrivere mi aiuta a riordinare le idee e a incanalare le energie, voglio riprendere a farlo qui su questo blog smettendo di nascondermi nel mio dolore. Voglio guardarlo in faccia a viso aperto.
A te che leggi e non sai cosa succede, non preoccuparti: sono solo in attesa di sbocciare nuovamente.
L’umore è l’antidoto contro i troppi pensieri. È un modo per dire che la vita è paradossale. L’umore contiene contraddizioni; non le risolve ma le festeggia. Afferma che il modo giusto di esistere tra le contraddizioni, i paradossi e le assurdità della vita è accompagnarli a delle risate.
Bob Mankoff, How About Never: Is Never Good For You?
C’è una canzone tedesca che nell’ultimo periodo mi gira spesso nella testa. Si chiama ‘Wann strahlst du?’ che in italiano significa ‘Quando brilli tu?’. Mi piace molto ascoltarla perché pone l’accento sul fatto che nella vita per brillare bisogna farsi trasportare dalla meraviglia delle piccole cose e avere il coraggio di nominarle andando magari in controtendenza.
Quando brilli tu?
di Jacques Palminger & Erobique
Amo i sognatori, gli spiriti iniziatori che riconoscono ovunque i semi che non prendono troppo sul serio i fallimenti e nominano sempre il buono non quelli che conoscono il futuro a memoria e che guardano all’entusiasmo come ingenuità e che ti riempiono le orecchie con le loro vecchie paure impacchettate da consigli
Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu? Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu?
Io amo quelli che provano una trovata che beffano l’esperienza che serpeggiano illesi tra gli insuccessi e i cui occhi brillano quando pongono una domanda Non quelli che pensano che tanto non ne vale la pena che hanno sempre saputo tutto e dicono: “Perché? Tanto non fa differenza” e seppelliscono la loro curiosità con l’esperienza
Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu? Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu?
Io amo quelli che riescono a stupirsi del fiore tra gli scarti che vivono meglio adesso che domani che sanno andare fuori ritmo Non quelli che nel forse e nel prima o poi seppelliscono tutte le energie e si sono imbalsamati nel grigio della malinconia.
Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu? Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu? quando brilli tu? quando brilli tu?