Delle volte cerchiamo, senza accorgercene, di dimostrare al mondo che vi apparteniamo. Inizialmente vogliamo piacere agli altri e che questi ci prendano in considerazione o apprezzino le nostre qualità. A un certo punto ci rendiamo conto della verità. Cerchiamo di appartenere a un gruppo di cui davvero non vogliamo essere parte. In realtà e più di ogni altra cosa desideriamo entrare a far parte del nostro gruppo personale. Sì, desideriamo conferma ma nel profondo del nostro cuore non ci aspettiamo che un altro ci dica quanto siamo speciali. Se questo è il caso il nostro bisogno di riconoscenza scompare sopraffatto da tutti gli altri. Sappiamo di essere speciali – lo sappiamo tutto da soli.
John Strelecky
Ognuno di noi è un fiore che altro non aspetta di sbocciare.
Ecco come funziona: capirai tutto solo per perderti di nuovo. Guarirai e imparerai e poi guarirai e imparerai nuovamente. Cambierai e penserai che rimarrai così per sempre e poi ti reinventerai. Non finirai mai e questo è proprio il punto. Crescerai e poi te la godrai. Sarai triste per poi sentirti pieno di gioia e questo a volte nell’arco delle stesse 24 ore. Piangerai. Ti confronterai e ti impegnerai di nuovo nella tua verità. Sarai incastrato in aspettative sociali e poi troverai ancora una volta il legame con te stesso. Sarai in costante divenire e questo capiterà a volte in modo conscio, la maggior parte delle volte però capiterà in sottofondo. Incontrerai sempre e ovunque nuove versioni di te stesso e, se sei fortunato e abbastanza presente, potrai invitarle a entrare. Penserai di avere tutte le risposte e poi ti sentirai umile dinnanzi a ciò che ancora non sai. Seguirai un percorso solo per realizzare che hai bisogno interamente di una nuova stella polare. E tutto ciò andrà bene e ti servirà a ricordare quanto tu sia meravigliosamente vivo nella tua vita.
Come sempre per rimanere in esercizio con le traduzioni vi propongo oggi una canzone che ultimamente sento spesso. Mi fa pensare a una fase recente della mia vita nella quale nella mia testa pioveva ininterrottamente. Spero che queste parole possano aiutare tutti coloro i quali si trovano in un momento di difficoltà del quale fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel.
Song for you – Alexi Murdoch
Così oggi ho scritto una canzone per te perchè un giorno può diventare così lungo e io so che può essere difficile farlo passare quando dici che c’è qualcosa che non va
Così sto cercando di metterla a posto perché voglio amarti con il mio cuore e tutti questi tentativi mi mettono in difficoltà e io non so neanche da dove cominciare
Forse questo è l’inizio
Perché io so che è un gioco facile che tu giochi a riempire la tua testa con la pioggia e sai di nasconderti dal tuo dolore nello stesso modo in cui dici il tuo nome
E io ti guardo nascondere la faccia tra le tue mani volare così da non atterrare tu pensi che nessuno possa capire che nessuno capisca
Così incurvi le tue spalle e agiti le tue mani e la tua gola fa male ma tu imprechi nessuno ti fa male, nulla può essere triste in ogni caso tu non sei qui abbastanza per interessartene
E sei così stanca che non dormi la notte e il tuo cuore sta cercando di guarire tu lo lasci tranquillo ma pensi che tu possa scomparire prima della fine
Ed è strano che tu non riesca a trovare la forza di provare a trovare una voce che parli alla tua mente quando ci provi, tutto quello che vuoi fare è piangere
Ecco, forse dovresti piangere
E ti guardo nascondere la faccia tra le tue mani parlare di terre lontane tu pensi che nessuno capisca, ascolta le mie mani
E tutto di questa vita ruota intorno a te nonostante tutto ciò di cui ti lamenti sei ancora lì ti stai muovendo anche tu ti stai muovendo anche tu ti stai muovendo anche tu mi muoverò con te
Lunedì in un post su Xing, un social media per il lavoro tedesco tipo LinkedIn, veniva linkata la canzone ‘Mut’ di Alexa Feser con una citazione dal testo che ha catturato la mia attenzione. La parola “Mut” in tedesco significa in italiano “corraggio”. La canzone di per se non è proprio il mio genere ma la troverete per completezza in fondo al post. Il suo testo lo trovo così bello che ho deciso di tradurlo, un po’ per mantenermi in esercizio un po’ perché magari, leggendolo, piace anche a voi.
Coraggiodi Alexa Feser
Il coraggio è una domanda la cui risposta può fare male.
Il coraggio ricomincia da capo dopo un fallimento.
Il coraggio non va in carrarmato ma è capace di interrompere,
lascia andare avanti gli altri e scende per ultimo da bordo.
Il coraggio non fa alcuna pausa se non sta bruciando,
non è un progetto egoistico o un trend passeggero.
Il coraggio è quando tu balli con la paura
che hai quando provi a fare ciò che non sai.
Il coraggio è quando ti rialzi,
metti un cerotto sulla pelle e ci riprovi.
Il coraggio è dire che per te è amore,
non sapendo se tu per l’altro già lo sia.
Il coraggio non sono le parole che anche gli altri pensano,
nessun momento perfetto che il caso ti regala.
Il coraggio a volte è non essere coraggiosi
e ammettere a te stesso di sentirti solo.
Il coraggio è quando tu balli con la paura
che hai quando provi a fare ciò che non sai
Il coraggio è quando ti rialzi
metti un cerotto sulla pelle e ci riprovi
Il coraggio è un “Sì” in un momento difficile,
decidersi senza avere alcuna certezza,
salire sul palco, spogliare il cuore,
spiegare a parole l’io frantumato.
Il coraggio va in barricata.
Il coraggio non permette a nessuno di dirti “Non ci riuscirai”.
Il coraggio è più che un pensiero.
Il coraggio è quando la barriera nella tua testa si spezza.