Siamo chi siamo – Ligabue

Succede anche a voi quando ascoltate una canzone che, a ogni verso, vi venga in mente un momento particolare della vostra vita?
Ecco questo è quel che mi succede ultimamente con la canzone Siamo chi siamo di Ligabue. Per di più, per me è incredibile come questo cantante riesca ancora oggi a toccare le corde più intime dei miei pensieri. Da adolescente ascoltare Ligabue per me era come un’ossessione: nel mio walkman, nel mio lettore cd e poi nei miei lettori mp3 collezionavo le sue canzoni. Le ascoltavo in ogni momento libero, in particolare camminando.
Le mie compagne di classe delle superiori mi prendevano in giro perché, non appena uscita da scuola, camminavo velocemente verso la fermata del bus. In realtà io mi facevo guidare dal ritmo delle canzoni del Liga e per questo “tarellavo”.

A ricordo di tutto ciò che per me Ligabue rappresenta e di quello che a me fa venire in mente mentre canta, condivido qui il video di Siamo chi siamo:

Pensando alla mia tribù

Sono in pausa pranzo e cammino. Negli auricolari risuona l’album di una corale africana comprato a una serata organizzata dalla CBM lo scorso anno nella chiesa Bethelkirche a due passi da casa mia. Nel vialone alberato che sto percorrendo si trovano due scuole, una elementare e un liceo. Passeggio spesso qui perchè mi piace sentire gli schiamazzi dei bambini e osservare ciò che combinano gli adolescenti.
Nel Baden Württemberg, la regione della Germania dove vivo, è ancora periodo di scuola: le vacanze estive inizieranno il 29 luglio. Con la mia mentalità italiana provo compassione per gli studenti costretti ad andare a scuola in un giorno così caldo come oggi. Proprio adesso infatti mi sono passate accanto due classi dalle età differenti. La prima era una classe elementare i cui bambini avevano in mano un pallone bianco e arancione e si rincorrevano palleggiando. La seconda, invece, era una classe del liceo il cui giovane professore l’ho riconosciuto solamente perché aveva la barba più folta degli. Un po’ distaccate dal gruppo ho notato tre ragazze impegnate in un fitto discorso, ridevano di gusto e si prendevano anche un po’ in giro. Ecco che allora di riflesso mi sono trovata a pensare alla mia di adolescenza. Quando al campo estivo dell’oratorio del mio paese di origine, Gaggiano, di questi tempi passavo le ore a chiacchierare con le mie amiche più strette senza avere alcuna cognizione del tempo e dello spazio. Il sole splendeva e l’estate aveva il sapore di un ghiacciolo alla menta.
Non ci ripenso con nostalgia ma lo faccio col sorriso perché sono felice di avere quasi trentatré anni ed essere in grado di riconoscere la genuinità di un momento come questo quando il mio presente mi rimanda al passato. Mi sento fortunata perché quelle amiche mi accompagnano ancora oggi nelle mie giornate estive e non, a distanza di centinaia di chilometri, con i loro messaggi di testo e con i loro vocali: perché l’amicizia di confini non ne conosce e di questo non posso che esserne grata.

E fattela una risata…

…che ci guadagni solo in salute.

Questo è quello che ci racconta il dottor José Pablo Werba del Centro Cardiologico Monzino di Milano nel video seguente.

Io a questo medico sono particolarmente affezionata perché ha seguito il mio papà per diversi anni affezionandosene. Veniva infatti spesso a trovarlo a casa quando, durante i suoi lunghi giri in bicicletta, passava per Gaggiano.

Credo che ognuno di voi possa riconoscere nei suoi occhi e nelle sue parole la bontà d’animo che secondo me lo caratterizza.

Buona visione!