Parlati bene!

“Sei troppo lenta!”. “Mamma come sei imbranata!”. “Vuoi prestare attenzione?!”. Queste sono solo alcune frasi che io ero solita ripetermi. A un certo punto però mi sono accorta che questo modo di dialogare con me stessa non mi faceva assolutamente bene, anzi.
Io avevo una gran brutta tendenza, ossia quella di essere troppo severa con me stessa e di pretendere da me delle performance che non avrei nemmeno osato pensare di potermi aspettare da qualcun altro.
La cosa peggiore era che quando non raggiungevo i miei obiettivi la vedevo come una sconfitta. Tutto ciò, come intuirai leggendo, non mi faceva bene ed era molto tossico per il mio equilibrio.
Per fortuna però ho sempre coltivato una forte introspezione e, a un certo punto, ne ho preso coscienza. Spesso prendere coscienza di una cosa è già un ottimo inizio ma non basta: bisogna accompagnarlo a una grande forza di volontà per riuscire a cambiare le carte in tavola.
A me la forza di volontà non è mancata e sono riuscita a compiere un gran lavoro su me stessa di cui oggi sono molto fiera. Credimi, se l’ho fatta io a instaurare con me stessa un dialogo positivo, puoi farcela anche tu. Aggiungerei addirittura che devi farcela perché tu sei la persona più importante nella tua vita e il modo in cui interagisci con te stesso dovrebbe essere uguale a quello in cui tratti la tua migliore amica o il tuo migliore amico.
Io ho imparato a memoria una frase che è diventata per me una specie di mantra e che non mi stanco mai di ripetere non solo a me stessa ma anche a chi credo abbia necessità di ascoltarla: “Vuoi trovare l’amore della tua vita?! Guarda nello specchio!”
Ti auguro quindi di parlarti sempre bene e di trattarti con rispetto perché tu sei ciò che hai di più prezioso.

Ogni giorno la stessa cosa

Oggi vi ripropongo la traduzione dall’inglese di un testo pubblicato da dailystoic.com, una newsletter quotidiana, ideata da Ryan Holiday, che diffonde la filosofia dello stoicismo.

Mentre la pandemia si protraeva ti sei trovato probabilmente a porre in maniera ricorrente sia agli altri che a te stesso questa domanda: che giorno è? Si tratta di un quesito semplice ma rivelatore.

Viaggiando di meno, non partecipando a riunioni e non recandosi al lavoro, la realtà temporale e quella fisica hanno rallentato il passo o addirittura si sono fuse. Le settimane e i weekend si sono appannati, le ore si sono sia protratte che dissolte in un istante e tutto è diventato una cosa sola. Siamo diventati come il protagonista del nuovo film Palm Springs, intrappolati in una specie di spazio continuo in cui ogni giorno è uguale all’altro in ripetizione.

Eppure nonostante ciò possa sembrare orribile, probabilmente, come succede al protagonista del film, un po’ ti sta piacendo. In fondo è davvero una cosa così brutta passare tutto questo tempo insieme alla tua famiglia? O vivere una vita più tranquilla e a un ritmo più rilassato? Sì, è vero questo comporta dei costi, cancella i piani e ferma molte cose…eppure come ogni cosa che si protrae a lungo, con il tempo anche questo rilassamento forzato ci ha portato una sensazione di calma e ci sta risultando piacevole.

Forse è proprio questa la sensazione a cui si riferiva Marco Aurelio nel libro ‘Colloqui con sé stesso‘ quando rifletteva sia sul momento attuale, mentre faceva fronte a un’epidemia, che sugli anni della sua gioventù, aspettando di diventare imperatore:

“Ogni cosa è sempre stata uguale”, sostiene Marco Aurelio, “e si ripete nel tempo. Non fa alcuna differenza se una cosa accada in un secolo o in due, o in un periodo infinito…perché sia i più longevi che coloro che perdono la vita in giovane età alla fine perderanno la stessa cosa. Il presente è infatti tutto ciò a cui potranno rinunciare, perché è questa l’unica cosa che abbiamo e ciò che non possiedi non lo puoi perdere.”

Non importa se avrai vissuto 40 anni o 400, Marco Aurelio ci ricorda che ogni giorno è uguale. Alla fine tutto sarà stato uguale.

In conclusione sì, tutto ciò potrà sembrarci strano e surreale, a volte terrificante e non privo di momenti strazianti ma lo stiamo vivendo e basta. Ogni giorno ci svegliamo e affrontiamo una nuova giornata. Chi può dire che questo sarà il nostro novantesimo giorno di quarantena o l’inizio di altri novanta giorni? Oggi è ciò che abbiamo di fronte, qualunque giorno della settimana esso sia. Potrà essere meraviglioso o sembrarci abbastanza, a seconda di ciò a cui sceglieremo di credere.

Trovate a questo link il testo originale in inglese.

Chi ben comincia…

Da metà marzo mi sono iscritta a una newsletter quotidiana un po’ particolare. L’ho scoperta per caso, una domenica pomeriggio di solitudine, navigando sul laptop in cerca di ispirazione da uno dei miei posti preferiti di Stoccarda Ovest, il foodsharing café Raupe Immersatt. Se vi stiate chiedendo cosa sia un foodsharing café ve lo racconterò prossimamente: oggi il tema è un altro.

La newsletter a cui mi sono iscritta è quella del sito Daily Stoic: ogni giorno ricevo una pillola di stoicismo in inglese per mail. La sua lettura viene inoltre offerta come podcast quotidiano su Spotify.

Grazie a Daily Stoic mi sto facendo una cultura su Marco Aurelio. Tra le tante cose, ho scoperto che l’imperatore romano aveva il mio stesso tallone d’Achille: faceva fatica ad alzarsi dal letto la mattina.

Molte mattine si trovava infatti fare pugni con se stesso per uscire dal letto quando in realtà avrebbe disperatamente voluto rimanere bello comodo sotto le coperte.

Lui, che non doveva necessariamente alzarsi, aveva l’obiettivo di essere in piedi di buon’ora per andare a lavorare. Perché?! Semplice: era consapevole che conquistare il mattino fosse la chiave per conquistare la giornata e, in un senso più lato, per vincere nella vita. Spingendosi a fare qualcosa di scomodo iniziava così un processo che lo avrebbe portato a vivere una giornata di successo.

Se una cosa ho capito durante i miei primi 33 anni di vita è che quando inizio una giornata presto la sento più mia. Svegliandomi di buon’ora mi sento più in grado di decidere il corso della mia giornata, senza contare che sono più presente con me stessa. Ho infatti notato che quando mi lascio andare rimanendo più a lungo sotto le coperte il mio umore ne risente.

Come si dice?! Chi ben comincia è a metà dell’opera? Io scelgo di cominciare ogni giorno come Marco Aurelio: in fondo, quando studiavo storia alle elementari, mi era sempre stato simpatico.