Casa

Casa è ciò che segna il corso dei nostri viaggi. Casa è ciò che ci lasciamo alle spalle sapendo di ritornarci alla fine del viaggio. Casa è anche quello che rende sicuro l’andare via.

Andre Aciman, “The Contrafactual Traveler,”

Io in questo senso mi sento di affermare di avere due case. Nella prima, quella di origine, ritornerò a breve e… c’è forse bisogno di aggiungerlo?! Ma sì dai: non vedo l’ora!

La mia Gaggiano

Camminare tra i campi

A me, che vengo da un paese di campagna a partire dal quale, a mio parere, la provincia sud-ovest milanese inizia a essere di una bellezza particolare, camminare tra i campi infonde una tranquillità di spirito.

A Gaggiano, il mio paese di origine, si cammina tra le risaie a Weil der Stadt invece, la città vicino a Stoccarda dove vivo da quasi un anno, ci sono campi di patate.

Camminare in campagna permette di osservare il ciclo della natura e i tempi dell’agricoltura. In Germania si possono inoltre ammirare le differenti tonalità di verde e di marrone nel paesaggio circondante. A me questo calma l’animo e meraviglia ogni volta.

Ieri c’era un bel sole e una temperatura piacevole e noi ne abbiamo approfittato per iniziare l’anno nuovo con una tranquilla passeggiata tra i campi e le colline intorno a Weil der Stadt, in direzione della sua frazione Schafhausen. Non potevamo scegliere modo migliore per incominciare il 2022.

I campi tra Weil der Stadt e Schafhausen

Mancanze

La prima volta me ne sono accorta nel 2014, quando durante una videochiamata con la mia famiglia, mio nipote Paolo, che allora aveva tre anni, sullo sfondo di quella che era la mia cameretta disse una cosa che mi fece sorridere ma anche riflettere. Aveva un telefonino giocattolo in mano ed esclamò improvvisamente: “Shhh! Non disturbatemi, sono al telefono con la zia Angy!”. Io ero la zia lontana, quella che viveva in Germania e a cui si telefona invece di andarla a trovare di persona per fare merenda insieme.

La stessa cosa l’ho notata nelle amicizie: una volta fuori dalla quotidianità delle persone a mie care, anche il nostro rapporto si è modificato. Io non ero lì fisicamente e quindi ero meno accessibile e meno presente nel loro immaginario. Questo è normale, nel mio di immaginario invece questi affetti continuavano a giocare lo stesso ruolo fondamentale di sempre. In fondo anche questo è normale: ero io a “essermene andata”, non loro. Con il tempo però anche in questo rapporto avevo raggiunto una certa dinamica che mi rendeva felice. Non mi sono mai sentita troppo lontana da nessuno, anche perché ci si vedeva spesso.

Mai come nell’ultimo anno sono stata assente dalla vita dei miei affetti più cari. Il 21.02.2020 è stata l’ultima volta che sono salita a Stoccarda su un aereo con destinazione Milano Malpensa. Un weekend da sola a Milano, proprio quando a Codogno si contava il primo decesso a causa del covid 19.

Mancare un anno da “casa” non mi era mai successo. Non vedere mia madre per un anno, mia sorella e suo marito, i loro bambini, le mie amiche e i miei amici di sempre. Non poter star seduti attorno a un tavolo a chiacchierare, a ridere e a prenderci in giro. Sentire la mancanza di mangiare una pizza insieme. Volere ma non poter giocare con le carte dei Pokemon con Paolo o sfoderare il “Fradegradi’s move” con mia nipote Francesca sulla pista da ballo (o meglio, in corridoio perché non so se insieme in discoteca ci lascerebbero rimanere a lungo). Non poter abbracciare chi mi sta a cuore o anche semplicemente non poterlo guardarlo negli occhi.

Io non voglio lamentarmi perché non è giusto, perché anche se lo facessi non cambierebbe niente.

Constato però che più passa il tempo e più ne sento la mancanza. Ho imparato a conviverci con questa nostalgia e a concentrarmi su quello che posso fare e controllare nel mio quotidiano. Così sorrido nel ritrovarmi a cercare su internet foto della mia Gaggiano in modo da poterle usare come sfondo su Teams al lavoro e fare streaming da lì, incuriosendo i miei colleghi. Ho imparato a mostrare la mia vicinanza mandando podcast (o audiolibri) alle mie amiche aggiornandole su tutto quello che succede nella mia vita e chiedendo notizie sulla loro. Non esco più ma faccio videochiamate come non ci fosse un domani, riempiendomi l’agenda di appuntamenti online con chi ne ha la voglia e il tempo.

Questa pandemia ci ha cambiato a tutti ma a tutto c’è una fine o una soluzione. Io spero presto di poter tornare a fare una delle mie passeggiate in solitaria preferite per Gaggiano e ad ammirare questo mulino nel parchetto.

Una foto del parchetto di Gaggiano, scattata durante la mia ultima visita a febbraio 2020

La mia esperienza di vita all’estero raccontata a Scegli Gaggiano

Lunedì sera ho aperto Facebook e vi ho trovato un messaggio del caro amico Mattia Zangrossi. Mi chiedeva di partecipare rispondendo ad alcune domande a un approfondimento che la sua associazione, Scegli Gaggiano, desidera condurre raccontando la storia dei giovani gaggianesi che hanno scelto di lasciare il paese per andare vivere all’estero.

Per me questa non solo è stata un’occasione per riflettere sulle ragioni della mia scelta ma anche per riconsiderare quanto ho lasciato. A quali conclusioni sono giunta? Quello che accade a Gaggiano e in Italia a livello politico ed economico non smetterà mai di interessarmi ma il centro della mia vita ora è un altro.

Se vi interessa leggere le mie risposte e consultare la rubrica Giovani gaggianesi nel mondo di Scegli Gaggiano cliccate su: http://www.scegligaggiano.it

Gaggiano
Gaggiano vista dal ponte vecchio