Lo sport per me

Quando avevo 11 anni andai con la scuola per un giorno al Forum di Assago a provare diverse discipline sportive. Ricordo ancora come, in una sala corsi, io feci per la prima volta una lezione di aerobica con lo step.

Immaginai durante quell’ora di sport una versione di me adulta mentre mi allenavo a suon di musica la mattina. Ricordo quei pensieri come fosse ieri.

Allora ero una ragazzina molto sportiva, mi perdevo nei movimenti e bruciavo tutta l’energia che avevo durante le ore di sport, sia a scuola che durante gli allenamenti di pallavolo. Ero inoltre l’unica ragazzina della classe ad avere un voto molto alto in educazione fisica, strappato a un professore noto a scuola per essere un po’ maschilista.

Quando tre anni fa la mamma di Dominik mi regalò un pass di prova per la palestra di Weil der Stadt, che si chiama Fit Avenue, fu la mia salvezza. Non me la stavo passando benissimo a livello mentale e iniziare a partecipare ai corsi in quella palestra mi trascinò fuori dal periodo buio.

Mi appassionai subito a un corso in particolare che si chiama Hot & Strong ed è davvero un corso di aerobica a volte con lo step. Lo tiene una trainer che si chiama Marion e che parla in svevo, il dialetto di Stoccarda, ma io la capisco comunque perché lo sport è una lingua universale. Partecipando a questo corso per la prima volta, mi venne in mente subito quella prima ora al Forum di Assago e pensai che si stesse chiudendo un cerchio. La trainer poi mi ha presa in simpatia e si divertiva a mettere canzoni italiane per me. Fu lì che scoprii che Adriano Celentano ha fatto un feat con Peter Fox.

Per me lo sport è molto importante. Ho imparato a dargli un’alta priorità nella mia vita quotidiana perché contribuisce al mio equilibrio fisico e mentale. Anche e soprattutto adesso, che ho un nuovo compito, creo lo spazio necessario per praticarlo a casa perché so che ne approfitta anche chi mi circonda.

Fra qualche mese spero di andare di nuovo a Hot & Strong a bruciare le mie energie a ritmo di musica italiana. Marion, aspettami!

Foto copyright Fit Avenue

Das Leben ist ein Wunder

Heute war ich in einem Park in der Nähe von einem Seniorenheim spazieren. Mir kam eine ältere Frau entgegen und ich musste direkt über Folgendes nachdenken.

Die Frau war auf einem elektrischen Rollstuhl und bekam Sauerstoff mit Schläuchen in die Nase. Sie strahlte mich an und sagte mir ein sehr freundliches „Hallo“.

Die Sonne schien und die Temperatur war sehr angenehm. Wir hatten beide keine Jacke an, sie trug sogar ein Hütchen, das machte sie noch sympathischer. Vielleicht war sie wegen des schönen Wetters so gut drauf oder sie ist immer gut drauf als Charakter.

Ich dachte, wie oft in der letzten Zeit, darüber nach, wie das Leben eigentlich ein Wunder ist. Die Frau könnte sich in ihrer Situation miserabel fühlen, stattdessen strahlt sie Fremde an.

Ich bin an einem Punkt im Leben gekommen, in dem ich sowas merke und bewundere.

Ich bewundere die Kraft der Menschen, die jeden Tag das Bett verlassen, um die Welt zu einem schöneren Ort zu machen. Jemandem ein gutes Wort oder ein Lächeln schenken: Es kann so einfach sein.

Egal was wir durchmachen, das Leben ist ein Wunder und wir alle sind wundervoll. Das dürfen wir nicht vergessen.

Blühe wie die Blumen im Frühjahr.

La mia religione

Questa è in parole povere la mia religione. Non c’è bisogno di templi e non c‘è bisogno di una filosofia complicata. La nostra mente e il nostro cuore sono il tempio; la filosofia è la gentilezza.

Dalai Lama

Oggi sulla mia app di meditazione Calm Tamara Levitt mi ha portato con questa frase a riflettere su quanto il motore della gentilezza sia in grado di muovere energie positive.

Io, per esempio, quando cammino per le strade della mia città e incontro qualcuno che non è assorto nei suoi pensieri e i nostri sguardi si incrociano, ho l’abitudine di salutare la persona con un sorriso cordiale. È una cosa che si usa fare qui in Germania e io l’ho subito fatta mia. La maggior parte delle volte le persone corrispondono il mio saluto illuminandosi nel viso. È per me un modo per dire: „Io ti vedo e ti porto rispetto salutandoti“.

Ho smesso di seguire un credo religioso ormai da diversi anni ma sono convinta che in ognuno di noi risieda il bene e che la vita non si stancherà mai di farcelo portare in superficie. Tutti noi possiamo irradiare la terra della nostra luce essendo gentili col prossimo: non costa nulla, fa bene al nostro cuore e a quello altrui.

Camminando per la mia città io saluto le persone con un sorriso gentile

Servire

Io credo ci sia qualcosa di sacro nel mettersi al servizio degli altri. Con questo intendo compiere qualcosa che sia utile al prossimo, sia questo una persona a noi cara o un perfetto sconosciuto.

Nel servizio doniamo totalmente le nostre azioni alla nostra controparte sentendo che ciò che compiamo fa la differenza. Per questo motivo si consiglia a chi soffre di depressione o, in generale, sta passando un momento difficile con se stesso di iniziare a fare volontariato.

Non bisogna però per forza entrare a far parte di un’associazione: si può iniziare a rendersi utili nel proprio ambiente, con le persone che caratterizzano la nostra quotidianità.

Io sono grande fan degli atti di spontanea generosità perché hanno un doppio potere benefico: fanno bene a te che li compi e a chi li riceve. Non c’è niente di più bello che vedere gli occhi contenti di una persona che sorprendi con un gesto gentile.

Quando mi sento giù di morale ho imparato a pormi la domanda „come posso rendermi utile?“. So che, compiendo un’azione che giova a qualcun altro, mi sentirò meglio e farò del bene.

Hai mai regalato un mazzo di fiori a qualcuno giusto così senza motivo?

Ich liebe mich selbst am meisten

Als ich diesen Satz zum ersten Mal hörte, war ich nicht bereit für seine Bedeutung. Ich war noch relativ jung und hatte meine Schwierigen mit Selbstliebe.

Lange dachte ich, dass Liebe nur etwas ist, das man anderen schenkt. Allerdings, wenn man sie so lebt, tendiert man sich in die anderen Personen zu verlieren. In dem wir wertschätzen, wer wir sind, können wir eine ausgeglichene eine Beziehung zu anderen aufbauen.

Mit der Zeit habe ich gelernt, wie wichtig es ist, sich zu priorisieren.

Wenn du entscheidest, dass du an die erste Stelle kommst, sorgst du für dein Gleichgewicht und setzt Grenzen, die nicht überschritten werden sollen, damit du gut funktionieren kannst. Nur so kannst du für andere gut da sein und deinen Beitrag in der Gesellschaft leisten. Nur wenn du dich liebst, kannst du andere aufrichtig lieben.

Im Leben nimmt man verschiedene Rollen wahr. Zu wissen wer wir sind und was gut für uns ist, unterstützt uns dabei, für uns gut zu sorgen und diese Rollen in der besten Art und Weise auszuüben. Nur so verbrennen wir uns nicht.

Du bist deine höchste Priorität, fang an danach zu leben, wenn du das noch nicht tust. Du brauchst das definitiv.

Liebst du dich?

Sai di essere speciale?

Delle volte cerchiamo, senza accorgercene, di dimostrare al mondo che vi apparteniamo. Inizialmente vogliamo piacere agli altri e che questi ci prendano in considerazione o apprezzino le nostre qualità. A un certo punto ci rendiamo conto della verità. Cerchiamo di appartenere a un gruppo di cui davvero non vogliamo essere parte. In realtà e più di ogni altra cosa desideriamo entrare a far parte del nostro gruppo personale. Sì, desideriamo conferma ma nel profondo del nostro cuore non ci aspettiamo che un altro ci dica quanto siamo speciali. Se questo è il caso il nostro bisogno di riconoscenza scompare sopraffatto da tutti gli altri. Sappiamo di essere speciali – lo sappiamo tutto da soli.

John Strelecky

Ognuno di noi è un fiore che altro non aspetta di sbocciare.

La vita è come i Lego

La vita è come i Lego. Ci sono momenti nei quali tutto fa clic mentre costruisci un bel futuro, poi ce ne sono altri quando non trovi il pezzo mancante o hai bisogno di scomporre tutto perché hai fatto errori. Ricordati però che non c’è fretta e che tu hai la forza di creare il tuo percorso. Stai calmo quindi e goditi il viaggio.

Jay Shetty

La vita è fatta di fasi: ognuno di noi vive periodi belli e periodi più difficili da gestire. Una chiave per affrontarli è sicuramente una leggerezza nel cuore. Sentirsi grati quando le cose vanno nel verso giusto e non disperare nei momenti più duri, relativizzando ciò che ci sta capitando e non prendendolo troppo sul serio.

Il bello sta nel considerare che nel nostro percorso non c’è nulla di giusto o di sbagliato: ogni esperienza che ci viene presentata ci permette di imparare qualcosa su di noi.

Personalmente concordo quindi sempre con la filosofia del ‘godersi il proprio viaggio’ perché uno ne abbiamo e ostacolarci con pensieri negativi è solamente controproducente.

Ognuno di noi fa il suo percorso, al suo ritmo: confrontarsi con gli altri non porta a molto. Crea solamente pressione e insoddisfazione. Le cose ci accadono sempre quando è arrivato il nostro momento per affrontarle e quando siamo pronti per la sfida che ci aspetta.

Io ci ho messo molto ad abbracciare questa filosofia però, ora che l’ho interiorizzata, mi sento definitivamente più libera nell’affrontare la mia esperienza di vita.

L’importante è essere presenti nel vivere il proprio percorso: chissà dove ci condurrà.

Quando tu eri il mio eroe

Mio papà lavorava quando io ero bambina all’Unilever: era in carica di monitorare le linee di produzione dei dentrifici e degli shampoo. Lavorava su turni e andava in azienda in biciletta, passando per la via sulla quale dava la finestra della mia classe in quarta elementare. Io, quando faceva il turno pomeridiano, alle 14:00 lo aspettavo alla finestra e lo salutavo con la mano.

Un giorno, non mi sentivo bene con la pancia, e i miei compagni di classe dissero alla maestra che mio papà sarebbe passato a breve in bicicletta e che lo avrebbero potuto fermare dalla finestra per informarlo.

Mi ricordo che mio padre, sorpreso dal grido dei miei compagni, scese dalla bicicletta e si diresse a piedi verso il cancello della scuola elementare per portarmi a casa. Quel pomeriggio lo passammo in tranquillità: lui curò il mio mal di pancia con del tè al limone e io sentivo di essere al sicuro con lui al mio fianco.

Fra qualche giorno sarebbe stato il suo 77esimo compleanno e a me, quando si avvicina quella data, prende un po’ di malinconia. Cerco però di affrontarla con il cuore pieno di gratitudine per tutti quei momenti in cui lui è stato di fondamentale importanza nella mia vita.

Eri il mio eroe papà e il più delle volte né io né tu, presi dalla vita, ce ne accorgevamo. Oggi però ne sono definitivamente più consapevole.

Mio padre orgoglioso con la bandiera della nostra contrada a Gaggiano

Cose di cui essere grato

Fai così tanta pratica della gratitudine che tu sia in grado di apprezzare veramente le seguenti cose: dormire la notte in un letto con una coperta e un cuscino, l’acqua calda durante la doccia, il fatto che tu sia in grado con un interruttore di accendere e spegnere la luce ogni volta che lo desideri, che ogni volta che apri il rubinetto o che tiri la corda del wc esca dell’acqua e che nel supermercato vicino a casa vengano offerti così tanti prodotti alimentari, che per provarli tutti non basta un anno.

John Strelecky

La gratitudine è come un fiore: più te ne prendi cura, più sboccia dentro di te.

Goditi il momento

A volte tutto ciò di cui hai bisogno di fare una pausa dal sentiero logoro che stai percorrendo, sdraiarti con gli occhi rivolti verso il cielo, intrecciare le dita dietro la tua testa e goderti la grazia intorno a te.

Leo Christopher

Siamo spesso così presi dai nostri impegni e dai nostri obiettivi, che cerchiamo con ostinazione di raggiungere, che ci dimentichiamo di apprezzare il momento nel quale ci troviamo. Basta scendere dalla ruota della vita, che continua a girare anche se noi non ne siamo più a bordo, e fermarci ad ammirare il nostro ambiente attuale.

Abbiamo sempre tutto ciò di cui abbiamo bisogno dobbiamo solamente esserne più consapevoli.

A me, ad esempio, in estate piace sdraiarmi su un prato, con una coperta, guardarmi intorno e lasciare scorrere i miei pensieri concedendomi una pausa, magari accompagnata dalla lettura di un libro. In questo semplice gesto è nascosto un senso più profondo che per me è quello dell’arte di sapersi godere la vita.

Al parco dell’università di Stoccarda