L’umore è l’antidoto contro i troppi pensieri. È un modo per dire che la vita è paradossale. L’umore contiene contraddizioni; non le risolve ma le festeggia. Afferma che il modo giusto di esistere tra le contraddizioni, i paradossi e le assurdità della vita è accompagnarli a delle risate.
Bob Mankoff, How About Never: Is Never Good For You?
C’è una canzone tedesca che nell’ultimo periodo mi gira spesso nella testa. Si chiama ‘Wann strahlst du?’ che in italiano significa ‘Quando brilli tu?’. Mi piace molto ascoltarla perché pone l’accento sul fatto che nella vita per brillare bisogna farsi trasportare dalla meraviglia delle piccole cose e avere il coraggio di nominarle andando magari in controtendenza.
Quando brilli tu?
di Jacques Palminger & Erobique
Amo i sognatori, gli spiriti iniziatori che riconoscono ovunque i semi che non prendono troppo sul serio i fallimenti e nominano sempre il buono non quelli che conoscono il futuro a memoria e che guardano all’entusiasmo come ingenuità e che ti riempiono le orecchie con le loro vecchie paure impacchettate da consigli
Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu? Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu?
Io amo quelli che provano una trovata che beffano l’esperienza che serpeggiano illesi tra gli insuccessi e i cui occhi brillano quando pongono una domanda Non quelli che pensano che tanto non ne vale la pena che hanno sempre saputo tutto e dicono: “Perché? Tanto non fa differenza” e seppelliscono la loro curiosità con l’esperienza
Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu? Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu?
Io amo quelli che riescono a stupirsi del fiore tra gli scarti che vivono meglio adesso che domani che sanno andare fuori ritmo Non quelli che nel forse e nel prima o poi seppelliscono tutte le energie e si sono imbalsamati nel grigio della malinconia.
Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu? Io devo alla vita la luce nei miei occhi quando brilli tu? quando brilli tu? quando brilli tu?
Oggi vi ripropongo la traduzione dall’inglese di un testo pubblicato da dailystoic.com, una newsletter quotidiana, ideata da Ryan Holiday, che diffonde la filosofia dello stoicismo.
Mentre la pandemia si protraeva ti sei trovato probabilmente a porre in maniera ricorrente sia agli altri che a te stesso questa domanda: che giorno è? Si tratta di un quesito semplice ma rivelatore.
Viaggiando di meno, non partecipando a riunioni e non recandosi al lavoro, la realtà temporale e quella fisica hanno rallentato il passo o addirittura si sono fuse. Le settimane e i weekend si sono appannati, le ore si sono sia protratte che dissolte in un istante e tutto è diventato una cosa sola. Siamo diventati come il protagonista del nuovo film Palm Springs, intrappolati in una specie di spazio continuo in cui ogni giorno è uguale all’altro in ripetizione.
Eppure nonostante ciò possa sembrare orribile, probabilmente, come succede al protagonista del film, un po’ ti sta piacendo. In fondo è davvero una cosa così brutta passare tutto questo tempo insieme alla tua famiglia? O vivere una vita più tranquilla e a un ritmo più rilassato? Sì, è vero questo comporta dei costi, cancella i piani e ferma molte cose…eppure come ogni cosa che si protrae a lungo, con il tempo anche questo rilassamento forzato ci ha portato una sensazione di calma e ci sta risultando piacevole.
Forse è proprio questa la sensazione a cui si riferiva Marco Aurelio nel libro ‘Colloqui con sé stesso‘ quando rifletteva sia sul momento attuale, mentre faceva fronte a un’epidemia, che sugli anni della sua gioventù, aspettando di diventare imperatore:
“Ogni cosa è sempre stata uguale”, sostiene Marco Aurelio, “e si ripete nel tempo. Non fa alcuna differenza se una cosa accada in un secolo o in due, o in un periodo infinito…perché sia i più longevi che coloro che perdono la vita in giovane età alla fine perderanno la stessa cosa. Il presente è infatti tutto ciò a cui potranno rinunciare, perché è questa l’unica cosa che abbiamo e ciò che non possiedi non lo puoi perdere.”
Non importa se avrai vissuto 40 anni o 400, Marco Aurelio ci ricorda che ogni giorno è uguale. Alla fine tutto sarà stato uguale.
In conclusione sì, tutto ciò potrà sembrarci strano e surreale, a volte terrificante e non privo di momenti strazianti ma lo stiamo vivendo e basta. Ogni giorno ci svegliamo e affrontiamo una nuova giornata. Chi può dire che questo sarà il nostro novantesimo giorno di quarantena o l’inizio di altri novanta giorni? Oggi è ciò che abbiamo di fronte, qualunque giorno della settimana esso sia. Potrà essere meraviglioso o sembrarci abbastanza, a seconda di ciò a cui sceglieremo di credere.
Trovate a questo link il testo originale in inglese.
Grazie a Spotify sto scoprendo diverse canzoni nuove che a me viene voglia di tradurre per comprenderne meglio il significato. Niente è come leggere nella propria madrelingua e io, che le lingue le mischio tutti giorni e non solo per professione, mi diverto sempre a tradurre. Di recente ascolto molto volentieri questa canzone di Xavier Rudd perché mi infonde un senso di pace. Traducendone il testo mi sono convinta che non solo la sua melodia sia in grado di calmare i miei pensieri ma anche il suo testo. A voi fa lo stesso effetto?! Buona lettura e buon ascolto.
Segui il sole – Xavier Rudd
Segui, segui il sole e la direzione in cui soffia il vento quando questo giorno sarà finito.
Respira, respira nell’aria, definisci le tue intenzioni, sogna con cura.
Domani sarà un nuovo giorno per tutti, una nuova luna, un nuovo sole.
Così segui, segui il sole, la direzione degli uccelli, la direzione dell’amore.
Respira, respira nell’aria. Apprezza questo momento. Apprezza questo respiro.
Domani sarà un nuovo giorno per tutti, una nuova luna, un nuovo sole.
Quando sentirai scendere l’amore su di te come un grande peso, quando questa società matta ti caricherà ancora di più di tensione, fai una passeggiata verso le acque più vicine e ricorda dove ti trovi.
Tante lune sono sorte e tramontate molto, molto prima che arrivassi tu. In quale direzione soffia dunque il vento, cosa dice il tuo cuore?
Così segui, segui il sole, e la direzione in cui soffia il vento quando questo giorno sarà finito.
Come sempre per rimanere in esercizio con le traduzioni vi propongo oggi una canzone che ultimamente sento spesso. Mi fa pensare a una fase recente della mia vita nella quale nella mia testa pioveva ininterrottamente. Spero che queste parole possano aiutare tutti coloro i quali si trovano in un momento di difficoltà del quale fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel.
Song for you – Alexi Murdoch
Così oggi ho scritto una canzone per te perchè un giorno può diventare così lungo e io so che può essere difficile farlo passare quando dici che c’è qualcosa che non va
Così sto cercando di metterla a posto perché voglio amarti con il mio cuore e tutti questi tentativi mi mettono in difficoltà e io non so neanche da dove cominciare
Forse questo è l’inizio
Perché io so che è un gioco facile che tu giochi a riempire la tua testa con la pioggia e sai di nasconderti dal tuo dolore nello stesso modo in cui dici il tuo nome
E io ti guardo nascondere la faccia tra le tue mani volare così da non atterrare tu pensi che nessuno possa capire che nessuno capisca
Così incurvi le tue spalle e agiti le tue mani e la tua gola fa male ma tu imprechi nessuno ti fa male, nulla può essere triste in ogni caso tu non sei qui abbastanza per interessartene
E sei così stanca che non dormi la notte e il tuo cuore sta cercando di guarire tu lo lasci tranquillo ma pensi che tu possa scomparire prima della fine
Ed è strano che tu non riesca a trovare la forza di provare a trovare una voce che parli alla tua mente quando ci provi, tutto quello che vuoi fare è piangere
Ecco, forse dovresti piangere
E ti guardo nascondere la faccia tra le tue mani parlare di terre lontane tu pensi che nessuno capisca, ascolta le mie mani
E tutto di questa vita ruota intorno a te nonostante tutto ciò di cui ti lamenti sei ancora lì ti stai muovendo anche tu ti stai muovendo anche tu ti stai muovendo anche tu mi muoverò con te
Durante il loro concerto alla Liederhalle di Stoccarda nel gennaio del 2017, ho scoperto che il cantante di AnnenMayKantereit ha scritto la canzone ‘Oft gefragt‘ (Ti sei chiesto spesso) dedicandola a suo padre. Ovviamente, quando l’ha raccontato, io mi sono emozionata perché a me quei versi sono piaciuti fin da subito e io in quel testo, cantato dalla voce profonda di Henning May, ci ho sempre rivisto il mio di papà. Oggi allora ho deciso di tradurre questa bella canzone e di condividerla con voi.
Ti sei chiesto spesso – AnnenMayKantereit
Tu mi hai vestito, svestito, cresciuto e ci siamo trasferiti, io ti ho mentito: Non prendo alcuna droga e a scuola ci sono addirittura andato
Ti sei chiesto spesso cosa mi distrugga io non volevo che tu lo sapessi Eri a casa da solo e sentivi la mia mancanza e ti sei chiesto cosa fossi tu per me e ti sei chiesto cosa fossi tu per me
La mia casa sei sempre e solo tu La mia casa sei sempre e solo tu
Mi sei venuto a prendere e mi hai portato ti sei svegliato nel mezzo della notte a causa mia a questo ho pensato così spesso nell’ultimo periodo
Siamo stati a Praga, Parigi e Vienna nella Bretagna e a Berlino ma non a Copenaghen Ti sei chiesto spesso cosa mi distrugga e io ho smesso di pormi questa domanda
Eri a casa da solo e sentivi la mia mancanza e ti sei chiesto cosa fossi tu per me e ti sei chiesto cosa fossi tu per me
La mia casa sei sempre e solo tu La mia casa sei sempre e solo tu
Io non ho una patria, ho solo te Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre Io non ho una patria, ho solo te Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Avevo già scritto tempo fa della mia passione per l’autrice americana Gretchen Rubin e dei suoi Moment of Happiness. Questa settimana ha condiviso nella sua newsletter quotidiana il seguente pensiero di Eugene Delacroix in Journal nel quale io mi sono trovata chiamata in causa:
Il rispetto verso te stesso aumenta quando hai la sensazione di aver compiuto tutto ciò che dovevi fare e se non c’è altro di cui godere rimane quel piacere o meglio quella sensazione di pace con se stessi. Una persona riceve un’immensa soddisfazione dalla consapevolezza di aver fatto un buon lavoro e di aver passato nel migliore dei modi la sua giornata. Quando mi sento così godo fino a fondo del mio riposo e della più mite forma di ricreazione.
In questo ultimo anno ho imparato l’importanza di fissarsi degli obiettivi e di non far solamente trascorrere la vita. È necessario invece tenerne in mano le redini direnzionandola nel verso che più si ritiene giusto. Scrivere una to-do list e completarla un passo dopo l’altro, senza pressione, può aiutare nei momenti nei quali si fa fatica a trovare un proposito o una motivazione. Darsi degli obiettivi è, come cantano i Che Sudaka, la base del movimento. Se ti dovesse capitare di sentirti smarrito prova a focalizzare la tua attenzione sulle cose che ti piacerebbe fare e con le quali vorresti riempire il tuo tempo, scrivile poi su un pezzo di carta. Quando le avrai compiute e cancellate da quel foglio sentirai una sensazione di piacere: te lo garantisco. Se dovessi aver paura di questa sensazione perchè troppo positiva, fai un bel respiro e con un bel sorriso inizia a pianificare cosa vorresti fare domani.
Lunedì in un post su Xing, un social media per il lavoro tedesco tipo LinkedIn, veniva linkata la canzone ‘Mut’ di Alexa Feser con una citazione dal testo che ha catturato la mia attenzione. La parola “Mut” in tedesco significa in italiano “corraggio”. La canzone di per se non è proprio il mio genere ma la troverete per completezza in fondo al post. Il suo testo lo trovo così bello che ho deciso di tradurlo, un po’ per mantenermi in esercizio un po’ perché magari, leggendolo, piace anche a voi.
Coraggiodi Alexa Feser
Il coraggio è una domanda la cui risposta può fare male.
Il coraggio ricomincia da capo dopo un fallimento.
Il coraggio non va in carrarmato ma è capace di interrompere,
lascia andare avanti gli altri e scende per ultimo da bordo.
Il coraggio non fa alcuna pausa se non sta bruciando,
non è un progetto egoistico o un trend passeggero.
Il coraggio è quando tu balli con la paura
che hai quando provi a fare ciò che non sai.
Il coraggio è quando ti rialzi,
metti un cerotto sulla pelle e ci riprovi.
Il coraggio è dire che per te è amore,
non sapendo se tu per l’altro già lo sia.
Il coraggio non sono le parole che anche gli altri pensano,
nessun momento perfetto che il caso ti regala.
Il coraggio a volte è non essere coraggiosi
e ammettere a te stesso di sentirti solo.
Il coraggio è quando tu balli con la paura
che hai quando provi a fare ciò che non sai
Il coraggio è quando ti rialzi
metti un cerotto sulla pelle e ci riprovi
Il coraggio è un “Sì” in un momento difficile,
decidersi senza avere alcuna certezza,
salire sul palco, spogliare il cuore,
spiegare a parole l’io frantumato.
Il coraggio va in barricata.
Il coraggio non permette a nessuno di dirti “Non ci riuscirai”.
Il coraggio è più che un pensiero.
Il coraggio è quando la barriera nella tua testa si spezza.