Gratitude Journal

Tra l’estate del 2018 e la primavera del 2019 ho affrontato un periodo difficile. Un’esperienza professionale non andata come volevo e una serie di problemi di salute, non solo miei, mi hanno portata a vedere nero. Chi mi conosce sa che io di solito sono sorridente e positiva, affronto la vita con umore e sono capace far divertire chi mi circonda. Ecco di tutto ciò un anno e mezzo fa non riuscivo più a fare nulla.

Per mia fortuna avevo attorno a me un cerchio di persone fidate che non mi ha mollata un attimo dandomi sempre un motivo per alzarmi la mattina e riprendere in mano le redini della mia vita. Ho ho imparato ad accettarla con i suoi alti e bassi cercando di trovare dentro di me un equilibrio e proteggerlo a ogni costo.

Complice una bellissima vacanza di due settimane a maggio 2019 in Sicilia, di cui mi è stata affidata interamente l’organizzazione, mi ripresi.

Non solo, durante quella primavera un giorno, in pausa pranzo, ascoltai la Masterclass sulla gratitudine di Calm, la app che uso per meditare. In questa Masterclass Tamara Levitt, Head of Mindfulness di Calm, insegna diversi modi in cui trovare ogni giorno un momento per riconoscere ed esprimere gratitudine verso ciò che caratterizza la propria vita. Uno di questi metodi è tenere un diario quotidiano della gratitudine, quello che lei in inglese chiama Gratitude Journal.

Può sembrare una cosa esoterica, lo so, però il senso di tenere un Gratitude Journal sta nel prendersi ogni giorno del tempo per dare spazio a ciò che di bello c’è nella nostra vita e metterlo su carta.

Quando il giorno del mio 33esimo compleanno ad agosto 2019 una delle mie più care amiche, Katha, mi regalò un quadernino azzurro, pensai che fosse arrivato per me il momento di iniziare a illuminare ciò che di bello caratterizzava la mia vita.

Da allora, ogni giorno, scrivo sul mio Gratitude Journal. Come lo faccio? Verso sera, mi siedo sul divano, apro il mio quaderno (che nel frattempo è un altro, blu di 123 pagine) e scrivo dieci cose per cui sono grata cercando di essere il più specifica possibile e descrivendone quindi il motivo. Questo esercizio non dura molto: all’inizio, quando ancora tendevo a essere un po’ negativa, ci impiegavo però un po’ di più. Adesso in una ventina di minuti completo la lista scrivendo un GRAZIE al fondo della pagina.

A me praticare la gratitudine così ogni giorno aiuta e permette alla fine di ogni giornata di coglierne il lato positivo. Non scrivo solo di ciò che mi accade ma esprimo la mia gratitudine anche per cose che a volte tendevo a dare per scontate: la possibilità di farmi la doccia con l’acqua calda, lo sport, lo scegliere sempre cosa mangiare preparando piatti buoni e salutari e non essere costretta a mangiare sempre la stessa cosa solo con l’obiettivo di colmare la fame, i mezzi di trasporto che mi permettono di muovermi in città ed l’essere in salute e aver accesso a cure mediche di primo ordine nel caso qualcosa si incrinasse in questo senso. Ecco questi sono solo alcuni esempi di cose per cui io ora ho imparato a esprimere la mia gratitudine. La sua pratica inoltre mi ha permesso di coltivare quotidianamente quella che per me è una passione: la scrittura. Mi ha dato la possibilità di migliorare la mia capacità di espressione. Per questo a volte scrivo anche che di essere grata del mio momento quotidiano di gratitudine.

Nel caso vi troviate un po’ giù di corda a livello di umore, io non posso che consigliarvi di ritagliarvi questo spazio quotidiano. Vi permetterà di ricollegarvi con il vostro animo e metterà in prima linea ciò che di bello c’è nella vostra vita non prendendolo per scontato.

Qualora non sappiate che quaderno utilizzare, il mio, ad esempio, è di una marca tedesca, la Leuchtturm1917. Lo trovo molto comodo perché è leggero, ha la copertina di pelle ma flessibile, e lo posso portare con me anche in viaggio. Lo trovate su Amazon a questo link.

La prima pagina del mio Gratitude Journal

WorldCitizen

Sono settimane che vorrei scrivere un post sulla canzone WorldCitizen di Jahcoustix e Shaggy.

Non so, da quando sono iniziate le misure per proteggere la salute legate al coronavirus, continuo a pensare a questa canzone e al suo messaggio. Perché secondo me, al giorno d’oggi, ha poca importanza da dove proveniamo: siamo tutti cittadini del mondo.

Io ho conosciuto la musica di Jahcoustix sentendolo cantare ormai cinque anni fa all’Africa Festival di Würzburg che è il più grande e il più longevo festival di musica africana in Europa. In realtà l’artista si chiama Dominik Haas ed è tedesco: penserete che con l’Africa quindi abbia a che fare poco. Invece no, per via del lavoro di diplomatico di suo padre, ha vissuto un po’ in tutto il mondo e questo, secondo me, si riflette nella sua musica. A me le sue canzoni mettono allegria e una voglia irresistibile di muovermi ballando e cantando.

In particolare trovo WorldCitizen una canzone dal messaggio molto bello che inneggia al senso di comunità che noi esseri umani spesso perdiamo di vista. Siamo tutti uguali: ora più che mai uniti. Il ritornello dovrebbe risuonare nella nostra mente ogni volta che ci sentiamo sconsolati: “I know we can make it cause the time has come“, so che ce la possiamo fare perché ne è arrivato il momento.

Io non so come stiate passando voi questi giorni, se mi state leggendo dall’Italia, probabilmente sarete chiusi in casa da oltre un mese. Io qui in Germania posso almeno andare ogni giorno a fare una passeggiata e godermi un po’ questa strana primavera.

Arriveranno giorni migliori, come si dice in spagnolo “animo!“, forza!

Allieta le mie giornate: Claudia de Lillo

La mattina alle 6:10 la prima cosa che faccio quando, ancora mezza addormentata, entro in cucina è accendere la nostra internet radio e sintonizzarmi su Rai Radio 2 perché a quell’ora è in onda Caterpillar AM e a condurlo c’è lei: Claudia de Lillo alias elasti. Con la sua voce pimpante racconta insieme a Filippo Solibello e Marco Ardemagni a me, che vivo all’estero, quelle che sono le notizie principali in Italia commentandole.

Claudia de Lillo, fonte: pinterest
Claudia de Lillo

L’ho scoperta un po’ per caso anni fa leggendo la rubrica della psicologa Irene Bernardini su Vanity Fair, sua grande amica, che è venuta a mancare troppo in fretta. Di Claudia de Lillo io mi sono innamorata immediatamente perché ha una carica contagiosa e a me le donne così piacciono un sacco. Ha tre figli e un marito, l’economista marxista barese, che solitamente vive a Londra durante la settimana ma che quest’anno si è preso un anno sabbatico. Claudia fa tantissime cose. Ha una passione sfrenata per lo yoga, come me. Gestisce un blog e scrive su D la Repubblica. È l’autrice di diversi libri sull’essere mamma e di due romanzi. Conduce infine il suddetto programma radiofonico all’alba.

A me i suoi post sul blog nonsolomamma.com mettono di buon umore: quasi mi sembra di conoscerla davvero la sua famiglia. L’ascolto dell’audiolibro del suo ultimo romanzo Nina sente, letto da lei, mi ha letteralmente rapita. La seguo poi su Facebook e Instagram dove elasti è anche lì super attiva: posta stories ogni giorno dalla redazione di Caterpillar AM, da casa sua o in giro per Milano e fa recensioni di film, serie e libri.

L’intento di questo post è insomma quello di fare un po’ di pubblicità positiva, non richiesta ma spero ben accetta, a una donna con carattere che prende la vita e i ruoli che questa ci assegna in modo spiritoso.

Seguire il sole al tramonto

Grazie a Spotify sto scoprendo diverse canzoni nuove che a me viene voglia di tradurre per comprenderne meglio il significato. Niente è come leggere nella propria madrelingua e io, che le lingue le mischio tutti giorni e non solo per professione, mi diverto sempre a tradurre. Di recente ascolto molto volentieri questa canzone di Xavier Rudd perché mi infonde un senso di pace. Traducendone il testo mi sono convinta che non solo la sua melodia sia in grado di calmare i miei pensieri ma anche il suo testo. A voi fa lo stesso effetto?! Buona lettura e buon ascolto.

Segui il sole – Xavier Rudd

Segui, segui il sole
e la direzione in cui soffia il vento
quando questo giorno sarà finito.

Respira, respira nell’aria,
definisci le tue intenzioni,
sogna con cura.

Domani sarà un nuovo giorno per tutti,
una nuova luna, un nuovo sole.

Così segui, segui il sole,
la direzione degli uccelli,
la direzione dell’amore.

Respira, respira nell’aria.
Apprezza questo momento.
Apprezza questo respiro.

Domani sarà un nuovo giorno per tutti,
una nuova luna, un nuovo sole.

Quando sentirai scendere l’amore su di te
come un grande peso,
quando questa società matta
ti caricherà ancora di più di tensione,
fai una passeggiata verso le acque più vicine
e ricorda dove ti trovi.

Tante lune sono sorte e tramontate molto, molto prima che arrivassi tu.
In quale direzione soffia dunque il vento,
cosa dice il tuo cuore?

Così segui, segui il sole,
e la direzione in cui soffia il vento
quando questo giorno sarà finito.

Dire di no ai pensieri negativi ringraziandoli

Meditare usando la app Calm lasciandomi guidare dalla voce di Tamara Levitt è una pratica che cerco di svolgere ogni giorno. Mi aiuta a calmare il flusso dei miei pensieri. Di solito lo faccio la sera: mi siedo sul mio cuscino arancione davanti alla finestra che da sul nostro balcone, butto un occhio verso la torre della televisione di Stoccarda e, quando mi accorgo che il mio mondo è in ordine, chiudo gli occhi e mi concentro sul mio respiro.
Ogni giorno la app offre la possibilità di riflettere su un tema differente meditando. La scorsa settimana Tamara Levitt ha illustrato la “No, thank you meditation” che è una delle mie pratiche preferite che cerco di implementare di più nel mio quotidiano. In poche parole si tratta di riconoscere i pensieri negativi, le preoccupazioni e le tendenze della nostra mente a buttarci giù, ringraziarli e rimandarli via dicendogli silenziosamente “Grazie ma non adesso”.
La ricerca di fonti di pericolo ha permesso all’uomo di sopravvivere fino ai nostri giorni. La nostra mente tende spesso a vagare ancora oggi perdendosi in pensieri negativi e creando problemi senza che ve ne sia la necessità. Questo risulta essere controproducente perchè non ci permette di godere in modo spensierato del presente. Perciò la “No, thank you meditation” è uno strumento utile per non permettere alle nostre preoccupazioni di prendere il sopravvento sulla nostra vita. Nel ringraziarle riconosciamo la loro importanza ma è nel dirgli di no che scegliamo di concentrarci sul nostro momento attuale.
Calm

Un padre e una figlia spiegano cos’è quel che conta

Li ho conosciuti all’Afrika Festival di Würzburg dove li ho sentiti cantare diverse volte. Wally e Amy Warning sono un padre e una figlia che quando cantano riescono ad accogliere chi ascolta nella loro dimensione famigliare. La loro canzone Live to love a me ricorda cosa sia veramente importante nella vita perché l’amore è l’unico mezzo per rendere questo mondo un posto sicuro. Buon ascolto.

Fabio Volo: una gran bella intervista

A me lui piace, sarà che sono donna e per definizione faccio parte del suo pubblico. In questa intervista parla tanto e bene: del non dimenticarsi di se all’interno di una coppia, della positività e della gratitudine. Pensieri vivaci che fanno trasparire Una gran voglia di vivere. Fabio Volo sul canale YouTube di La Repubblica chiacchiera con Giulia Santerini: 38 minuti che volano.

Siamo chi siamo – Ligabue

Succede anche a voi quando ascoltate una canzone che, a ogni verso, vi venga in mente un momento particolare della vostra vita?
Ecco questo è quel che mi succede ultimamente con la canzone Siamo chi siamo di Ligabue. Per di più, per me è incredibile come questo cantante riesca ancora oggi a toccare le corde più intime dei miei pensieri. Da adolescente ascoltare Ligabue per me era come un’ossessione: nel mio walkman, nel mio lettore cd e poi nei miei lettori mp3 collezionavo le sue canzoni. Le ascoltavo in ogni momento libero, in particolare camminando.
Le mie compagne di classe delle superiori mi prendevano in giro perché, non appena uscita da scuola, camminavo velocemente verso la fermata del bus. In realtà io mi facevo guidare dal ritmo delle canzoni del Liga e per questo “tarellavo”.

A ricordo di tutto ciò che per me Ligabue rappresenta e di quello che a me fa venire in mente mentre canta, condivido qui il video di Siamo chi siamo:

Una canzone per riportare luce

Come sempre per rimanere in esercizio con le traduzioni vi propongo oggi una canzone che ultimamente sento spesso. Mi fa pensare a una fase recente della mia vita nella quale nella mia testa pioveva ininterrottamente. Spero che queste parole possano aiutare tutti coloro i quali si trovano in un momento di difficoltà del quale fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel.

Song for you – Alexi Murdoch

Così oggi ho scritto una canzone per te
perchè un giorno può diventare così lungo
e io so che può essere difficile farlo passare
quando dici che c’è qualcosa che non va

Così sto cercando di metterla a posto
perché voglio amarti con il mio cuore
e tutti questi tentativi mi mettono in difficoltà
e io non so neanche da dove cominciare

Forse questo è l’inizio

Perché io so che è un gioco facile
che tu giochi a riempire la tua testa con la pioggia
e sai di nasconderti dal tuo dolore
nello stesso modo in cui dici il tuo nome

E io ti guardo
nascondere la faccia tra le tue mani
volare così da non atterrare
tu pensi che nessuno possa capire
che nessuno capisca

Così incurvi le tue spalle e agiti le tue mani
e la tua gola fa male ma tu imprechi
nessuno ti fa male, nulla può essere triste
in ogni caso tu non sei qui abbastanza per interessartene

E sei così stanca che non dormi la notte
e il tuo cuore sta cercando di guarire
tu lo lasci tranquillo ma pensi che tu possa
scomparire prima della fine

Ed è strano che tu non riesca a trovare
la forza di provare
a trovare una voce che parli alla tua mente
quando ci provi, tutto quello che vuoi fare è piangere

Ecco, forse dovresti piangere

E ti guardo nascondere la faccia tra le tue mani
parlare di terre lontane
tu pensi che nessuno capisca,
ascolta le mie mani

E tutto di questa vita
ruota intorno a te
nonostante tutto ciò di cui ti lamenti
sei ancora lì
ti stai muovendo anche tu
ti stai muovendo anche tu
ti stai muovendo anche tu
mi muoverò con te

 

 

 

Una canzone per papà

Durante il loro concerto alla Liederhalle di Stoccarda nel gennaio del 2017, ho scoperto che il cantante di AnnenMayKantereit ha scritto la canzone ‘Oft gefragt‘ (Ti sei chiesto spesso) dedicandola a suo padre. Ovviamente, quando l’ha raccontato, io mi sono emozionata perché a me quei versi sono piaciuti fin da subito e io in quel testo, cantato dalla voce profonda di Henning May, ci ho sempre rivisto il mio di papà. Oggi allora ho deciso di tradurre questa bella canzone e di condividerla con voi.

Ti sei chiesto spesso – AnnenMayKantereit

Tu mi hai vestito, svestito, cresciuto
e ci siamo trasferiti, io ti ho mentito:
Non prendo alcuna droga e a scuola ci sono addirittura andato

Ti sei chiesto spesso cosa mi distrugga
io non volevo che tu lo sapessi
Eri a casa da solo e sentivi la mia mancanza
e ti sei chiesto cosa fossi tu per me
e ti sei chiesto cosa fossi tu per me

La mia casa sei sempre e solo tu
La mia casa sei sempre e solo tu

Mi sei venuto a prendere e mi hai portato
ti sei svegliato nel mezzo della notte a causa mia
a questo ho pensato così spesso nell’ultimo periodo

Siamo stati a Praga, Parigi e Vienna
nella Bretagna e a Berlino ma non a Copenaghen
Ti sei chiesto spesso cosa mi distrugga
e io ho smesso di pormi questa domanda

Eri a casa da solo e sentivi la mia mancanza
e ti sei chiesto cosa fossi tu per me
e ti sei chiesto cosa fossi tu per me

La mia casa sei sempre e solo tu
La mia casa sei sempre e solo tu

Io non ho una patria, ho solo te
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre
Io non ho una patria, ho solo te
Tu sei per me la mia casa e lo sarai per sempre