Draquila – L’Italia che trema

Come mai gli italiani votano Berlusconi? La violenza della propaganda, l’impotenza dei cittadini, l’economia e i rapporti di forza fondati sull’illegalità e una catastrofe: il terremoto che ha annientato la città de L’Aquila per raccontare come è stata piegata la giovane democrazia italiana“. Sabina Guzzanti

Draquila – L’Italia che trema è un film assolutamente da vedere e che si commenta da solo.

Pubblicato da moviemaniacsDE su Youtube

Può la nazionalità condizionare l’altruismo?

Gira sulle bacheche dei miei amici su Facebook una notizia che riguarda la zona da dove provengo: la provincia di Milano. A far parlare di sé l’imprenditore Carlo Vichi, il fondatore della Mivar, l’azienda di cui ogni italiano medio possedeva una tv in casa durante gli anni del boom economico del paese.

Alla soglia del nuovo millennio la Mivar non ha retto la concorrenza delle grandi multinazionali straniere in un mercato sempre più innovativo e globalizzato come quello dei televisori. Aveva da poco inaugurato il nuovo stabilimento alle porte di Abbiategrasso quando il 90enne Vichi ha dovuto dichiarare la chiusura delle attività.

La notizia che rimbalza in questi giorni sui social network tratta delle sue ultime dichiarazioni. Carlo Vichi si è detto disponibile a offrire gratuitamente in affitto il nuovo stabilimento Mivar a una società seria disposta a produrre televisori in Italia a patto che questa assuma 1200 italiani, abbiatensi o milanesi. “Questo chiedo. Veder sorridere di nuovo la mia gente”, ha dichiarato l’imprenditore in un’intervista.

Di primo acchito queste dichiarazioni fanno sicuramente effetto e questo è innegabile. Andando oltre e considerando la realtà italiana le parole di Vichi appaiono però in un certo senso miopi.

Sarebbe forse troppo pretendere che un tale gesto di altruismo venga compiuto nei confronti di una qualsiasi azienda che si assuma il rischio di investire in Italia, ad Abbiategrasso e nel milanese, dando una possibilità lavorativa a coloro che, rispettivamente qualificati, si candidino e valutandoli in modo indipendente dalla loro nazionalità? Sul lavoro contano la voglia di imparare, l’impegno, la versatilità e la flessibilità. La nazionalità non può essere un criterio imprescindibile in base al quale recrutare un impiegato.

Se si conosce la storia di Carlo Vichi si può comprendere l’origine di queste sue dichiarazioni che senza dubbio descrivono un gesto volto a far del bene. Questo articolo è una riflessione sull’altruismo e sul carattere incondizionato che questo termine racchiude nel suo significato che però nulla vuole togliere alle intenzioni dell’imprenditore. In fondo con i soldi degli altri siamo tutti bravi a elargire commenti.

Ecco l’articolo pubblicato da Repubblica.it che riporta le dichiarazioni di Vichi.

Lo stabilimento Mivar di Abbiategrasso, fonte mivar.it
Lo stabilimento Mivar di Abbiategrasso, fonte mivar.it

Necessità di comunicare vs. sfera privata – WhatsApp

“Le tecnologie di comunicazione e i loro contenuti danno la possibilità alle persone di entrare in contatto tra loro. Vengono utilizzate come spunti per conversazioni e permettono di vivere in modo sociale dando una nuova sfaccettatura alla comuniazione che viene più richiesta che bloccata. Grazie alle informazioni scambiate con dispositivi mobili si intensificano infatti le conversazioni. Allo stesso tempo si sviluppano nuove forme di comunicazione: chattare con persone lontane tramite applicazioni supportate da smartphone è un’attività che viene integrata in un modo quasi equiparato alla comunicazione di persona.” Ad affermare ciò è Angela Keppler, Profesoressa dell’Università di Mannheim. Ha condotto per un anno un progetto richiesto dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft dal titolo ‘La comunicazione oggi‘ che le ha permesso di effettuare ricerche su come i mezzi di comunicazione modifichino la nostra quotidianità.
Uno dei mezzi grazie al quale oggi comunichiamo è WhatsApp Messenger. Un’app di messaggistica mobile multi-piattaforma che consente di scambiarsi messaggi con i propri contatti senza dover pagare gli SMS. WhatsApp Mssenger è disponibile per tutti gli smartphone più venduti. Dato che WhatsApp si serve dello stesso piano dati Internet usato per le e-mail e la navigazione web, non vi sono costi aggiuntivi per mandare messaggi e restare in contatto con i propri amici. Oltre alla messaggistica di base gli utenti di WhatsApp possono creare gruppi, scambiarsi messaggi illimitati, video e messaggi audio multimediali. L’importante è avere una connessione internet mobile.
WhatsApp Inc. è un’azienda tecnologica in fase di sviluppo fondata nel cuore della Silicon Valley da Jan Koun e Brian Action. I due fondatori di WahtsApp hanno lavorato 20 anni a Yahoo!, uno dei più importanti motori di ricerca che si occupa di raccogliere dati e vendere pubblicità. Fin dagli inizi Koun e Action hanno dimostrato di essere contro l’idea che le aziende debbano sapere proprio tutto della nostra sfera privata. I dettagli sulla nostra vita privata servono infatti a queste per vendere pubblicità.
La tanto amata applicazione ci permette quindi non solo di comunicare con i nostri cari ma anche di non essere disturbati da inutili annunci pubblicitari mentre scriviamo. Nessuno punta una sveglia per non perdersi un annuncio pubbicitario e nessuno va a dormire pensando a quale pubblicità vedrà l’indomani. Andiamo a dormire pensando alle persone con cui abbiamo scritto oggi (e ci dispiace se non abbiamo potuto sentire qualcun altro).
La comunicazione è un settore nel quale molti oggi desiderano lavorare ma non dobbiamo dimenticare che la comunicazione è prima di tutto una necessità.

Logo di Whatsapp
Logo di Whatsapp

 

nph: un grande aiuto per le donne latino-americane

E’ un mattino fresco. Nella sua casupola una contadina si sta mettendo la sua veste colorata, l’unico abito che possiede. Deve percorrere un lungo tragitto. Si mette sulle spalle un sacco pesante che contiene frutta. La sua meta è il mercato settimanale nella prossima città dove vuole vendere quel poco che è riuscita a raccogliere. Spera di racimolare qualche soldo per comprare il latte per i suoi bambini.

Questa contadina appartiene alla popolazione indigena latino-americana. Quattro sue caratteristiche la rendono una perdente della società: è donna, vive in campagna, non ha istruzione ed è indigena. Le si prospettano così poche possibilità di uscire dalla povertà e i suoi figli, in particolare le femmine, dovranno far fronte molto probabilmente al suo stesso destino.

Purtroppo in America Latina la vita delle ragazze provenienti da un ambiente sociale debole e, in particolare, di origine indigena non ancora è migliorata. Sono sempre molte le ragazze che devono lasciare la scuola per aiutare le proprie famiglie. Senza istruzione possono solo svolgere lavori mal pagati e spesso rimangono molto presto incinte. Siccome i padri, nella maggior parte dei casi, non guadagnano abbastanza per sfamare le proprie famiglie, abbandonano le mogli e i figli. Sono quindi le donne le uniche responsabili del reddito famigliare e contemporaneamente dell’educazione dei figli. Per loro la via di uscita dal circolo vizioso della povertà è lontana.

Inoltre le ragazze e le donne latino-americane sono spesso vittime di violenza anche di tipo sessuale, da cui conseguono spesso gravidanze indesiderate che gli rendono la vita ancora più difficile.

Per aiutare le madri single, nph honduras ha fondato i villaggi per bambini ‘Pasos Pequiñitos’ (Piccoli Passi). In questi villaggi si offre aiuto alle donne che lavorano o che stanno facendo un apprendistato e che non sanno a chi affidare i figli durante la loro assenza.

Al fondatore di nph, Padre Wasson, era chiaro che il circolo vizioso costuito da condizioni di necessità, povertà e scarsa istruzione debba essere interrotto. Iniziare dai più piccoli è stato per lui una conseguenza logica. Considerava fondamentale che le bambine nei villaggi avessero accesso alle stesse possibilità di istruzione dei loro coetanei maschi. Un miglior livello di istruzione scolastica, da solo, non è sufficiente per migliorare il tenore di vita femminile. Anche l’affinare le abilità manuali gioca un ruolo particolare. Ancora oggi i punti cardine fissati da Padre Wassons sono al centro delle attività di nph: l’obiettivo dell’organizzazione rimane infatti quello di trasformare bambine in forti giovani donne.

Il buon piano di crescita

Come uno dei leader tra le aziende agricole, Syngenta si impegna ad aiutare gli agricoltori nel mondo nel coltivare raccolti preservando acqua, terreno ed ecosistema. Questi propositi prendono il nome di buon piano di crescita (The Good Growth Plan).

Uno degli aspetti che rendono quest’azienda unica nel suo genere è che il suo commercio e i suoi prodotti vogliono far fronte a una delle più grandi sfide del pianeta: ottenere grandi raccolti con poche risorse.

Syngenta si impegna infatti a contribuire in modo sostenibile alla sicurezza alimentare della popolazione mondiale, in continua crescita, modificando la produttività agricola. Questo coinvolge sia gli 8 milioni di grandi aziende agricole con oltre 100 ettari di terra che i 500 milioni di piccoli agricoltori che posseggono solamente un ettaro. Ogni azienda e ogni agricoltore sono importanti per raggiungere lo scopo fissato.

Per realizzare le sue ambizioni Syngenta mette l’agricoltore al centro delle sue attività. La strategia è quella di pensare come un agricoltore con approccio olistico verso terra e raccolto. L’azienda non offre agli agricoltori solamente un’offerta integrata ma anche tecnologie innovative e trasformative.

Al centro del successo di Syngenta vi è l’innovazione, intesa in modo particolare come ricerca e sviluppo. I prodotti futuri devono contribuire a grandi raccolti ma avere un’influenza positiva sulla terra e sugli individui che  la abitano. I grandi raccolti di per sè non sono sufficienti a lungo termine.

Entro il 2020 Syngenta si è impegnata a raggiungere i seguenti sei obiettivi:

  1. Aumentare la produttività media delle tipologie di raccolto più importanti a livello modiale del 20% senza utilizzare più terra, acqua o input.
  2. Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari destinati all’agricoltura ma in stato di degrado.
  3. Introdurre la biodiversità per 5 milioni di ettari di terreno agricolo.
  4. Raggiungere 20 milioni di piccoli agricoltori permettendogli di aumentare la loro produzione del 50%.
  5. Formare 20 milioni di contadini sulla sicurezza sul lavoro specialmente nei paesi in via di sviluppo.
  6. Ottenere condizioni di lavoro corrette all’interno della catena di fornitura.

Il rosa puzza!

Pinkstinks è una campagna contro i prodotti, i media e le azioni di markeing che prospettano alle bambine ruoli stereotipati e limitanti. Una campagna che crede che i bambini siano colpiti dalla ‘rosizzazione‘ femminile. L’obiettivo è ovviamente quello di sfidare e cambiare questa tendenza oramai crescente. In che modo?! Pubblicando testi e video e proponendo modelli femminili differenti ai bambini.

Emergenza Filippine: due iniziative per aiutare

Diverse le iniziative per aiutare le Filippine colpite dal tifone Hayan/Yolanda. Tra le tante vi sono anche due organizzazioni di cui spesso si è scritto su questo blog: una italiana, Plan Italia, e una tedesca, la Christoffel-Blindenmission (CBM). Associazioni dal carattere italo-tedesco come questo blog in fondo.

Plan si è subito attivata in Italia per raccogliere fondi. Questi andranno direttamente alla sede di Plan Filippine, attiva dal 1961. Il denaro verrà versato senza intermediari e potrà essere subito utilizzato. Plan Filippine già da prima di venerdì scorso è sul campo a portare soccorso offrendo ripari di emergenza, kit igienici e scorte di acqua. Yolanda ha duramente colpito tutti i programmi dove Plan Filippine è presente. Oltre 40.000 bambini adottati a distanza attraverso Plan International con le loro famiglie vivono in queste zone. L’organizzazione sta verificando in queste ore le perdite.  Sul sito web di Plan è possibile effettuare una donazione a sostegno di questa campagna.

La Christoffel-Blindenmission ha messo a disposizione 400.000 euro per offrire i primi soccorsi. Dieci fra i suoi partner si trovano nelle zone colpite dal tifone. Un team di esperti CBM è già a Iloilo City, nella provincia di Visayas, dove ha sede l’Association of Disabled Persons Inc. che è un partner dell’organizzazione tedesca. In quella zona vivono circa 10.000 persone disabili. Gli specialisti CBM si stanno concentrando nell’aiutare queste persone e nell’analizzare in dettaglio la situazione locale. E’ possibile sostenere l’attività di questi esperti direttamente dal sito CBM.

Un progetto indistruttibile contro la violenza sessuale

Un cartello bianco, un pennarello nero, donne e uomini coraggiosi. In questo modo la fotografa Grace Brown effettua degli scatti molto particolari di persone che hanno subito violenze sessuali. Sul cartello queste vittime scrivono le frasi che i loro aggressori dicevano prima o durante quell’atto di violenza che ha cambiato per sempre le loro vite.

Project Unbreakable così l’ha chiamato la 21enne Brown. L’obiettivo di questo progetto è di porre l’attenzione sull’importanza di un tema come quello della violenza sessuale. L’arte può aiutare in questi casi a reagire e a salvarsi.

Tutto ha avuto inizio per Grace Brown quando un sabato sera una sua amica le confidò una storia che le causò molta sofferenza. Questa storia così personale colpì molto la fotografa che capì subito quanto spesso tragedie come queste possano accadere. Questo pensiero le cambiò radicalmente la vita: il giorno dopo si svegliò con l’idea di Project Unbreakable.

Inzialmente Brown fotografò persone che conosceva e in seguito decise di fondare un Blog Tumblr. Non le era allora ancora chiaro però quanto questo progetto sarebbe diventato importante.

Project Unbreakable è stato nominato da Time Magazine uno dei 30 blog Tumblr più importanti del mondo e le sue immagini vengono condivise spessissimo sui social network.

Attualmente Grace Brown è in viaggio nel Nord America dove sta tenendo conferenze nei college e nelle università durante le quali sottolinea l’importanza di parlare del tema della violenza sessuale presentando il suo progetto.

Uno spiraglio nella piaga dei matrimoni prematuri

Il 27 settembre a Ginevra il Consiglio ONU per i Diritti Umani ha adottato una risoluzione contro i matrimoni prematuri considerati una violazione dei diritti umani. La decisione è stata approvata all’unanimità da oltre 100 Paesi e sono stati messi in agenda una tavola rotonda alle Nazioni Unite e un report sulle sfide e i buoni risultati che derivano dall’eliminazione dei matrimoni prematuri.

La decisione è stata ben accolta da Plan che da tempo si batte contro il matrimonio prematuro inteso anzitutto come una violazione dei diritti delle bambine in quanto non solo le priva del diritto all’infanzia ma porta con sé violenze, abusi, rapporti sessuali forzati con conseguente rischio di malattie a trasmissione sessuale, di gravidanze premature e di morte in giovane età.

La risoluzione segue l’evento ‘Troppo giovane per sposarsi‘ che si è tenuto a New York il 25 settembre in occasione dell’apertura della 68sima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante la quale i governi di Canada, Ghana e Olanda hanno chiesto un’azione urgente contro la piaga dei matrimoni prematuri.

Plan è stata rappresentata dalla delegata di 17 anni Farwa del Pakistan che ha raccontato la sua personale esperienza di sposa bambina nella sua comunità e ha espresso il suo pensiero su come porre fine a questa piaga.

“Plan ha di recente pubblicato il report ‘Il diritto delle bambine di dire di no ai matrimoni‘ – spiega Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan Italia – in cui si mostra che i matrimoni infantili sono un problema globale e se non si interviene al più presto più di 140 milioni di bambine saranno date in sposa entro il 2020. Ogni anno 13,7 milioni di ragazzine dei Paesi in via di sviluppo, sposate tra i 15 e i 19 anni, partoriscono con conseguenze devastanti per loro e per i loro figli.

Plan si batte per dare un’istruzione di qualità per le bambine in quanto l’educazione scolastica è la chiave per ritardare i matrimoni e le gravidanze. Plan Italia sta promuovendo in questi giorni la Campagna Because I am a Girl con particolare focus sull’11 ottobre, giorno in cui si festeggia la Giornata Internazionale della Bambina. Grazie a questa campagna è possibile sostenere a distanza una bambina garantendole un’istruzione di qualità di almeno 9 anni”.

Primi passi nella giusta direzione

In un documento rivolto ai sostenitori della Christoffel Blindenmission (CBM) il direttore tedesco, Rainer Brockhaus, scrive a proposito del vertice ONU del 25 settembre spiegando chiaramente l’opinione della sua organizzazione.

Le Nazioni Unite si sono riunite in quella data a New York per consultarsi sul tema degli obiettivi di sviluppo, che dovranno essere fissati a partire dal 2015, al fine di combattere la povertà. In questo contesto si è deciso anche per obiettivi di sviluppo inclusivi.

Ciò rappresenta un grande passo avanti perchè fino ad ora le persone disabili non erano state considerate negli obiettivi di sviluppo. I disabili rappresentano un settimo della popolazione mondiale, circa un miliardo di persone. L’80% vive in paesi in via di sviluppo. La loro non considerazione finora ha avuto conseguenze fatali: la maggior parte delle persone disabili vive in condizioni di grande povertà. Essere poveri e disabili in questo tipo di paesi significa vivere una situazione fatale.

La Christoffel Blindenmission con la sua campagna “Ferma il circolo della povertà e della disabilità” ha promosso l’inclusione delle persone disabili negli obiettivi di sviluppo globali. Il governo federale tedesco ha appoggiato la causa dell’ONG e si è imposto durante il vertice delle Nazioni Unite per una politica di sviluppo inclusiva.

Nei prossimi due anni gli obiettivi verrano definiti in dettaglio e CBM afferma, attraverso le parole di Brockhaus, di essere soddisfatta del risultato raggiunto. Ritiene però che il documento finale siglato non sia del tutto chiaro: non tratta infatti delle modalità di misurazione degli obiettivi di sviluppo inclusivi. Questo è un punto fondamentale per permettere di verificare l’applicazione vera e propria di provvedimenti volti a perseguire tali obiettivi.

C’è ancora molto da fare. La Christoffel Blindenmission continuerà a seguire da vicino il processo e a sostenere gli obiettivi di sviluppo inclusivi sia a livello nazionale che internazionale rimanendo a disposizione come partner in questo senso. Nei suoi progetti la CBM aiuta le persone disabili sotto diversi punti di vista sia in modo individuale, fornendo ad esempio medicinali, sia in modo sociale, creando un ambiente privo di barriere.

I nuovi obiettivi hanno tutto il potenziale per cambiare le pratiche di sviluppo politico a livello mondiale. Rivolgere lo sguardo alle persone disabili permette di fermare il circolo della povertà e della disabilità e di garantire un futuro migliore!

Fonte http://www.cbm.de
Fonte http://www.cbm.de