Non cammino sola

In questo periodo di inattività lavorativa ho arricchito la mia vita di molte esperienze dal significato particolarmente bello.

All’inizio di questo percorso mi sentivo sola, insicura e persa nell’elaborazione della perdita più grande che un figlio possa provare, quella di un genitore.

Ho deciso allora di rendermi utile alla mia nuova comunità del quartiere ovest di Stoccarda. Grazie al programma Nette Nachbarn (I vicini gentili) della chiesa di Sankt Elisabeth ho conosciuto e aiutato una bella famiglia italo-tedesca andando a prendere la loro piccola Alice all’asilo e riportandola a casa per tre pomeriggi alla settimana. Ogni sorriso che questa splendida bambina mi ha regalato ha un posto speciale nel mio cuore.

Ho condiviso momenti d’incanto con la persona con la quale spero di passare il resto della mia vita e che ho deciso di seguire qui a Stoccarda lasciandomi alle spalle un lavoro non più stimolante come all’inizio e cercando nuova avventura. Lui, Dominik, mi è stato vicino in questa fase non facile: mi ha corretto le lettere motivazionali con il mio tedesco non sempre all’altezza di essere chiamato tale, mi ha spronata a fare del mio meglio, ha saputo conosolarmi di fronte alle risposte negative e alla fine ha festeggiato il mio successo. E’ anche grazie a lui che il 1° giugno inizierò a lavorare come Project Manager in un’azienda di traduzioni coordinando i progetti di traduzione di un’importante azienda automobilistica.

Ho iniziato un tandem linguistico con una studentessa dell’Università di Stoccarda bravissima in italiano, Julia, dando inizio a una nuova bella amicizia. Siamo così diventate clienti fisse del bar Lumen, teatro dei nostri incontri, gustandoci per colazione le loro macedonie di frutta di stagione con e senza yogurt e il loro buonissimo cappuccino.

Ho iniziato la tradizione dei pranzi e del caffè con Katha il venerdì da me o da lei: un momento per stare insieme e per parlare di qualsiasi cosa ci venga in mente che ha rafforzato la nostra giovane amicizia.

Ho fatto una serie smisurata di chiamate su skype con mia mamma, scritto e chiamato mia sorella su Whatsapp, fatto il punto della situazione con Chiara dandoci forza a vicenda nel proseguire io nelle mie candidature e lei nel suo percorso di studi, ho scritto e-mail e messaggi alle mie amiche della Tribù, ho chiamato Cinzia a casa, ho ricevuto e-mail, lettere, bigliettini di incoraggiamento dalle due migliori coinquiline del mondo, Ursel e Rui, non ho mai mancato una telefonata del secondo lunedì del mese con Maria Carmela, ho gioito con Martina per la nascita di Margherita e ho risentito tante persone importanti che non cito per motivi di spazio ma che per me significano molto.

Ho soprattutto scoperto, o meglio ri-scoperto, di avere un lato spirituale molto forte. Ho iniziato a meditare e ho ricominciato a pregare. Ho preso parte a diverse preghiere di Taizé, ho scaricato la app di meditazione Calm appassionandomi al significato della consapevolezza e ho conosciuto Repa, una suora buddista, prendendo parte alle sue classi di meditazione del martedì in pausa pranzo.

In tutto ciò mi sono persa interiormente uno svariato numero di volte ma, buona notizia, mi sono sempre ritrovata e ho imparato non solo a chiedere aiuto ma ad affidarmi e a mollare la presa. Non sono arrivata, ho molta strada da fare ancora però ho una grande certezza che mi accompagnerà sempre nel mio percorso: non cammino sola.

Quello che mi sento di scrivere oggi è che non importa quanto buio ci sia nella vostra stanza, quanta sofferenza vi portate dentro o quanto male vadano le cose nell’ultimo periodo: non siete soli, i vostri cari e i vostri angeli vi proteggono. Dio vi guarda e non vi molla, sì perché un Dio c’è: io ci credo, non sarei qui oggi a scrivere questo pezzo se non ci fosse. Voi come me, non camminate da soli: non abbiate paura, fatelo questo primo passo. Il resto verrà da sè! Affidatevi.

Credi nella vita!

Credi nella vita anche quando non ti va, quando sei giù e quando tutto non va come immaginavi. Credi nella vita perché i momenti sono passeggeri ma le sensazioni no: se ti senti male ora non vuol dire che fra poco, senza intraprendere alcuna azione, starai meglio. Solo concentrandoti su sensazioni e pensieri positivi la tua situazione momentanea migliorerà.

Credi nella vita, nei respiri, nelle pause e nelle passeggiate per schiarire i pensieri.

Credi nella vita che ti dona amore, amicizia e affetto: tre A per cui vale la pena lottare.

Credi nell’amore che ti fa sorridere, ti fa essere spensierato e ti insegna ad affidarti completamente a un’altra persona arricchendo la tua quotidianità di un valore e di una forza che non sono da sottovalutare. Amare è crescere, scoprire e donare per il puro scopo di veder ancora una volta quel sorriso e quegli occhi che tanto ci rendono così pieni.

Credi nell’amicizia, in quella vera ma anche in quella che delude. Aprirti a una persona amica ti alleggerirà il carico, ti farà vivere momenti preziosi e capire che di condividere storie, passioni e tempo libero con un amico ne vale sempre la pena. Non solo lo conoscerai meglio ma sarai in grado di esplorare il tuo essere in modo più profondo. Dalle delusioni in campo di amicizia trarrai una grande lezione: nella vita nulla dura per sempre. Farai allora tesoro di ogni momento bello condiviso, crescerai e andrai avanti non perdendoti d’animo. Un’amicizia è un’esperienza nella quale bisogna sempre investire. La perdita di un amico ti lascerà un vuoto che imparerai a colmare con il ricordo positivo del tempo passato insieme.

Credi nell’affetto ma soprattutto dedica del tempo ai tuoi affetti: fagli sentire che ci sei e che gli sei accanto, non importa quanto lontano tu sia. Fai attenzione alla qualità del tempo che dedichi a loro, sii te stesso e apriti anche quando non ti va, anche quando non vuoi dare né fastidio né essere di peso. Gli affetti più cari sono sempre con te e ti supportano in ogni fase della tua vita senza limiti perché ti amano incondizionatamente.

Credi nella vita che è, come disse un mio professore, stronza perché è improvvisa e sa creare sofferenza senza fare sconti. Credi nella vita perché il bello non è farsi il fegato amaro ma affidarsi, dare il massimo, rimanere positivi e non perdere la testa anche nelle situazioni più dure.

Credi nella vita perché la tua vita sei tu. Tu solo hai il potere di cambiarla e di creare la tua strada nel modo più opportuno. Non ti chiudere in te stesso: esci, stai in mezzo alla gente, leggi, canta e balla perché la vita è una e, una cosa è certa, saprà sempre sorprenderti. Sii attaccato alla tua vita perché ne vale sempre la pena.

Il campo è il mondo, nel mondo ci sei tu. Gioca!

Fuoco della vita
Il fuoco della vita che hai dentro

Perseveranza: la mia parola per il 2016

Pescata a sorte da un sacchetto pieno di parole la notte di Capodanno: perseveranza è la mia parola per questo 2016.

Definizione dal Dizionario Treccani online

perseveranza s. f. [dal lat. perseverantia, der. di perseverare «perseverare»]. – Costanza e fermezza nel perseguire i proprî scopi o nel tener fede ai proprî propositi, nel proseguire sulla via intrapresa o nella condotta scelta: mostrare p. nel bene, nel male, nell’errore, nelle promesse fatte; studiare, lavorare, lottare con p.; seguire con p. una cura, una dieta, le prescrizioni mediche. In partic., nella teologia morale cattolica, virtù che impegna l’uomo a lottare per il conseguimento del bene senza soccombere agli ostacoli e senza farsi vincere dalla stanchezza e dallo sconforto.

Vivo è…

di Luigi Nono – mia traduzione in italiano

 

Vivo è chi resta sveglio

si regala agli altri

dà il meglio

non fa mai i conti.

 

Vivo è chi ama la vita

i suoi funerali e le sue feste

chi trova favole e miti

sulle montagne più sole.

 

Vivo è chi aspetta la luce

nei giorni di nera tempesta

chi sceglie le canzoni più tranquille

senza urlare o batter colpo

chi si affida all’autunno

e non smette di amare.

 

vivere

Di rughe e occhi vispi

Ascolto ‘Sul lungo mare del mondo’ di Jovanotti, seduta in treno. Direzione Stoccarda. Davanti a me due sconosciuti che sono stati a una mostra d’arte a Karlsruhe. Lei, una bella donna, ha il viso solcato dalle rughe che dimostrano che probabilmente ne ha fatta di strada prima di salire su questo treno. Lui occhi vispi che ogni tanto però si chiudono presi dalla stanchezza. Il treno ci porterà verso la città che sarà presto la mia nuova città. È un periodo di cambiamenti che fa seguito a un periodo difficile ma in via di superamento. Vedo il sole tramontare e mi sento bene, spensierata come non accadeva da tempo. È una bella sensazione: partire per poi arrivare richiede a volte coraggio. Compiere scelte importanti ma non sentirne il peso richiede forza ed energia che peró quando le hai non resisti: devi fare, muoverti e iniziare a camminare con le tue gambe. Salire su un treno, sistemare la tua borsa e sorridere ai tuoi vicini perchè sai che essere gentili non costa nulla e sei convinta che ogni persona che incontri porta con se un bagaglio di esperienza. Ti chiedi come sarai quando sarai tu ad avere le rughe e ti auguri di non perdere i tuoi di occhi vispi.