Mi accetto ed è bellissimo

Ho passato tanto tempo a remarmi contro, a pretendere un risultato differente e a non essere contenta della versione di me che vedevo guardandomi allo specchio.

Mi trovavo a misurarmi, a confrontarmi con altre persone che stimavo senza però considerare il perché fossero in grado di fare o di avere quello che tanto di loro mi affascinava.

Mi criticavo per quelle che io interpretavo come mie mancanze di carattere. Pretendevo, pretendevo da me molto e forse troppo rimanendone costantemente delusa. Negavo situazioni non volendole accettare.

Da qualche tempo ho smesso. Ho iniziato a essere più gentile con me stessa, ad accettarmi e a essere felice delle mie prestazioni. Ho tirato i remi in barca lasciandomi trasportare dalla corrente. Io sono come sono: mi accolgo e mi faccio posto nel mio cuore con tutto il mio bagaglio di esperienze. Quando mi guardo allo specchio sono addirittura fiera di me e di tutto ciò che ho raggiunto finora perché nessuno me lo ha regalato.

Accettarsi e accettare la propria vita è segno di maturità: ora sì che sono adulta.

Meine drei Säulen

Als ich 17 war, ging mein Papa in Rente. Ziemlich schnell etablierte er eine gewisse Routine, die ich immer etwas kritisch sah. Meiner Meinung nach machte er jeden Tag das Gleiche und das empfand ich als langweilig damals.

Er stand um 8:00 Uhr auf, frühstückte, dann machte er etwas Hausarbeit und aß mit meiner Mama zu Mittag. Nachdem er mit sich selbst Karten spielte oder sein Buch weiter las, ging er zu einem Café und spielte Karten mit seinen Freunden. Gegen 16:00 Uhr kam er nach Hause und bereite sich einen kleinen Snack vor, schaute die Nachrichten und ging anschließend eine Runde Fahrrad fahren. Nach dem Abendessen las er wieder und schaute zum Tagesabschluss fern. Gegen 23:00 Uhr ging er ins Bett.

Für mich war es als Jugendliche unvorstellbar, jeden Tag einen bestimmten Muster zu folgen. Jetzt mit etwas mehr Lebenserfahrung verstehe ich, dass dieser Ablauf ihm half gut zu funktionieren. Man braucht im Leben bestimmte Säulen, an die man sich anlehnen kann, um ein besseres Gefühl zu haben.

Ich habe jetzt auch meine drei Säulen: Diese sind drei Aktivitäten, die ich jeden Tag mache, um im Reinen mit mir selbst zu sein. Meine drei Säulen sind das Yoga, die Meditation und das Schreiben auf mein Gratitude Journal.

Ich praktiziere jeden Tag für mindestens 30 Minuten Yoga, um meine Energie in die richtigen Kanäle zu leiten. Ich meditiere 20 Minuten Abends, um die Gedankenkreisen zu beruhigen und zu mir zu finden. Ich liste jeden Tag 10 Dingen auf, worüber ich dankbar bin, um den Blick auf das Positive in meinem Leben nicht zu verlieren.

Ich mache jetzt auch jeden Tag das Gleiche und verstehe besser warum mein Papa das damals auch machte: Man braucht bestimmte Aktivitäten, auf die man immer zurückgreifen kann, wenn man Sicherheit oder ein besseres Gefühl im Leben braucht.

Ohne Säulen steht ein Gebäude wie dieses nicht.

The meaning of life is love

The act of love begins with the very definition of meaning. It begins by stepping outside of the self to connect with and contribute with something bigger. “Being human – Frankl wrote – always points or is directed to something or someone other than oneself – be it a meaning to fulfill or another human being to encounter. The more one forgets himself — by giving himself to a cause to serve or another person to love — the more human he is”. That’s the power of meaning. It’s not some great revelation. It’s pausing to say hi to a newspaper vendor and reaching out to someone at work who seems down. It’s helping people get in better shape and being a good parent or a good mentor to a child. It’s sitting in awe beneath a starry night sky and going to a medieval prayer service with friends. It’s opening a coffee shop for struggling veterans. It’s listening to a loved one’s story. It’s taking care of a plant. These may be humble acts on their own. But taken together, they light up the world.

The Power Of Meaning *Crafting a Life That Matters – Emily Esfahani Smith
A great audiobook read by Mozhan Marno

Non sono capace non esiste

Durante i miei primi anni universitari ho avuto il piacere di allenare nel tempo libero una squadra Under 12 di pallavolo. La maggior parte erano bambine tra i nove e i dieci anni che si confrontavano per la prima volta con la pallavolo. Alcune erano più portate altre meno ma erano tutte volenterose di imparare a giocare. Spesso erano confrontate però con esercizi la cui manualità superava le loro capacità. Allora mi guardavano con una faccia a punto di domanda e mi dicevano: “Non sono capace!”. Io, che sono una testa dura, gli rispondevo: “Con me non sono capace non esiste, esercitarsi invece sì”.

Ancora oggi sono di questa convinzione: possiamo imparare tutto. Con un esercizio costante e un obiettivo da raggiungere siamo in grado di muovere in noi forze che a un primo impatto dubitiamo di avere.

Una frase di Vittorio Alfieri che la mia professoressa delle superiori una volta citò e che mi rimase impressa.

Per le stelle

Ascolto molto volentieri la canzone della cantante tedesca Dota Kehr ‘Für die Sterne’, Per le stelle. L’ho scoperta per caso su Spotify e mi è piaciuta subito molto perché ha un bel testo e io ho un debole per le canzoni con questa caratteristica. Il testo secondo me dovrebbe essere preso a manifesto da ognuno di noi perchè abbiamo tutti il diritto di esistere e goderci la vita semplicemente per noi stessi, non per compiacere qualcuno.

Sapete già cosa sta per seguire, vero?! La sua traduzione in italiano e il suo video, esatto! Buona lettura e buon ascolto!

Per le stelle
Dota Kehr

Conosco un ragazzo così strano e saggio
a volte è completamente assorto e silenzioso per ore
poi invece selvaggio e poco contenuto
come se fosse posseduto da forze della natura
Dice

Non sono qui per impegnarmi
Sono qui per ardere
Sono qui per fiorire
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

Mi ricordo bene come ci incontrammo
Il cielo era blu
Io avevo dormito male
Lui mi sedeva di fronte su un treno regionale
e raccontava cose che prima mi erano indifferenti
Dice

Non sono qui per impegnarmi
Sono qui per ardere
Sono qui per fiorire
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

No, io sono qui per le stelle
E sono qui molto volentieri
E sono qui perché imparo
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

Lo vedo spesso in posti diversi
E tanto spesso ancora ascolto le sue parole
Dice

Non sono qui per impegnarmi
Sono qui per ardere
Sono qui per fiorire
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per il bilancio
Sono qui per lo splendore
Sono qui per il ballo
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

No, io sono qui per le stelle
E sono qui molto volentieri
E sono qui perché imparo
Non sono qui per piacerti
Non sono qui per piacerti

Un detto tibetano sull’insoddisfazione

Ho ascoltato oggi questo detto tibetano a Il Volo del mattino di Radio Deejay recitato da Lama Michel Rinpoche. Ho trovato le sue parole davvero illuminanti: dovrei appendermele a vista.

Pensando di fare, pensando di fare: sono passati 20 anni.

Non sono riuscito, non sono riuscito: sono passati 20 anni.

Ah perché non ho fatto, ah perché non ho fatto: sono passati 20 anni.

Così sono passati 60 anni. Questa è la biografia di una vita vuota.

Se c’è qualcosa che riteniamo che sia importante nella nostra vita dobbiamo farla oggi, senza scuse.

Detto tibetano

Ecco la registrazione completa di Lama Michel che Fabio Volo ha condiviso questa mattina.

Lama Michel Rinpoche, fonte Ngalso.org

Vivere la natura nel suo pieno

Lo scorso fine settimana siamo stati due giorni con alcuni amici a Titisee-Neustadt, una cittadina nella foresta nera dove c’è un lago. Per il sabato avevamo in programma di fare trekking sul Feldberg, il monte più alto della regione con i suoi 1493 metri d’altitudine.

Già durante la settimana nel nostro gruppo di Whatsapp per la gita si discuteva intensamente sul meteo: fare trekking a novembre inoltrato porta sempre con se un certo livello di rischio. Le previsioni più negative si sono avverate: sul nostro cammino ci hanno accompagnati nebbia, nevischio, pioggia e vento. Io, che avevo passato tutta la settimana a non vedere l’ora di camminare nella foresta perché fa sempre bene al mio umore, mi sono ritrovata comunque a sentirmi soddisfatta nonostante il tempo avverso. In realtà proprio le condizioni climatiche sono state per me motivo di felicità, così ho potuto fare un’esperienza unica nella natura e viverla nel suo pieno.

Non sempre il meteo è così come ci auguriamo che sia ma questo non deve essere motivo di disperazione. Come dicono i tedeschi, non esiste il maltempo esistono solo vestiti non adatti!

Hai tutto ciò che ti serve per essere felice

Questo è un reminder a me stessa ma anche a te che mi leggi.

Abbiamo tutto ciò che ci serve per condurre una vita felice. Siamo abbastanza in quello che facciamo, siamo in salute, abbiamo persone su cui contare, impulsi che ci stimolano a crescere, cibo nel frigorifero e calore nelle nostre case. Qualora qualcosa non dovesse essere vero per te, non importa perché io sono certa ti identificherai in altri punti, o saprai aggiungerne di più, provando comunque felicità.

Io non vedo alcun senso nel cercare sempre di raggiungere qualcosa in più o nel pretendere altro da noi stessi.

Dovremmo sederci più spesso, respirare e sorridere sentendoci grati perché la vita che conduciamo non è scontata e non tutti hanno la nostra fortuna. Certo ci sono giorni migliori e altri meno ma tutto sommato abbiamo veramente motivo di lamentarci o di non sentirci soddisfatti? Io non credo. Accendiamo allora quella luce che sappiamo brillare dentro di noi, senza paura.

In fondo c’è sempre una luce che brilla

Visualization board

Una tecnica molto utile che ho appreso leggendo il libro The Miracle Morning di Hal Elrod è quella di visualizzare i propri obiettivi mettendoli su carta. Lo si fa creando una cosiddetta visualization board.

Per creare una visualization board si prende un foglio di carta o un cartoncino, di dimensioni a piacere, e si scrivono gli ambiti su cui si intende lavorare per poi andare nello specifico annotando i propri obiettivi. I più creativi possono aggiungere slogan o immagini che aiutano a rendere meglio il concetto e l’obiettivo a esso collegato. Una volta creata la propria visualization board la si appende o la si posiziona in modo da averla sempre bene in vista.

Io uso questa tecnica specialmente quando ho in testa tante cose che vorrei migliorare per sentirmi più soddisfatta. Creando una visualization board, riordino i pensieri e li divido in categorie esternando su carta quello che intendo raggiungere come obiettivo. Guardare la mia visualization board di tanto in tanto mi sprona a rimanere concentrata e a misurare i miei progressi perché quando si visualizza una cosa questa diventa più tangibile e quindi più raggiungibile.

Il titolo della mia visualization board

Grazie

Da quando sono piccola per me scrivere è un impulso, una cosa a cui non riesco a resistere e che devo subito fare, appena mi gira per la testa, altrimenti il suo pensiero non mi lascia tranquilla. Si chiama il sacro fuoco dell’arte, ho imparato nel tempo.

Scrivere è raccontarsi, aprirsi, fare entrare qualcuno nei tuoi pensieri più privati, aprirgli una finestra e fargli respirare la tua aria. Scrivere è confessarsi, come sostiene Sigrid Nunez nella frase che posto qui sotto.

È la mia passione e credo forse anche uno dei miei maggiori talenti. L’intento di questo post è di ringraziare te che ti prendi del tempo per leggere ogni settimana quello che scrivo.

Di cuore, grazie!

Una bella frase sulla scrittura condivisa da Gretchen Rubin nella sua newsletter quotidiana Daily Moment of Happiness