Affidarsi

Io ero una persona che manteneva volentieri le situazioni sotto controllo. Ad esempio mi faceva sempre molta paura guidare perché in strada non sono da sola e non ho alcuna influenza sugli altri guidatori.

Vivevo spesso nella mia testa lasciando che fosse lei a guidare le mie azioni. Una volta ho letto una frase in cui mi sono rivista immediatamente: “Nella mia vita io ho vissuto molte catastrofi, la maggior parte delle quali nella mia testa”.

Da qualche tempo però ho imparato ad affidarmi: se una cosa deve avvenire avverrà, questa è la mia nuova filosofia. Io posso fare del mio meglio ma la vita segue il suo percorso. Io ho deciso quindi di adattarmi al suo volere ed essere appagata comunque.

Credo che noi attraiamo quello che desideriamo e che la vita ce lo ponga davanti nel momento in cui siamo più pronti per affrontarlo. Ogni sfida che la vita ci presenta ci accade solo perché siamo in grado di gestirla.

Da quando la vedo così ho smesso di mettermi pressione. Sono più serena e contenta di ciò che riesco a raggiungere.

La perfezione non esiste e il controllo ci pone in una posizione difensiva. Io invece ho deciso di affrontare la vita a viso aperto, affidandomi al suo flusso: solo così sono in grado di viverla a pieno.

Stai facendo del tuo meglio e questo è abbastanza.

A volte basta un weekend a Milano

A volte tutto quello di cui ho bisogno è un fine settimana a Milano per ricaricare le energie. Passare del tempo con la mia famiglia, fare delle chiacchierate in compagnia delle mie più care amiche e camminare per le vie di Gaggiano: sono tutte cose che mi regalano energia.

Molti pensano che partire il venerdì per tornare la domenica sia troppo stressante invece per me è come una piccola vacanza per la mia anima. È inoltre bello riconoscere i cambiamenti che sono avvenuti durante la mia assenza.

Mi sento fortunata a poter ritornare ogni tanto e lasciare che l’aria di casa mi influenzi in modo positivo.

Io e Dominik a Gaggiano

Riposare

A volte staccare la spina è proprio quello di cui abbiamo bisogno per ricaricare le nostre energie. A me però non risulta facile riposare senza sentire sensi di colpa.

Ieri però ci sono riuscita: dopo aver fatto le commissioni solite del sabato mattina, mi sono messa sul divano e non ho fatto altro che ascoltare fino alla fine l’audiolibro di Jamie Varon ‘Main Character Energy’. Ammetto che, a un certo punto, sono dovuta tornare indietro di tre capitoli perché la mia palpebra è calata ma l’ho finito.

Ho passato un pomeriggio e una serata tranquilla in compagnia di me stessa, approfittando di quello che in inglese si chiama ‘me time’ e posso affermare che mi ha fatto davvero bene. Questa mattina mi sono alzata rigenerata: avevo molta voglia di fare e sono stata affaccendata tutto il giorno.

Il corpo si prende ciò di cui ha bisogno e sta a noi arrenderci alla sua volontà senza farci troppi pensieri. Io sto imparando in questo periodo ad accontentarmi di quello che riesco a fare senza pretendere di più. Non mi risulta sempre facile ma ci metto il mio impegno.

Immagine creata con Bing Image Creator

A volte bisogna obbligarsi

Lunedì, quando sono tornata dal lavoro, ero molto stanca. Il giorno dopo mi avrebbe atteso un viaggio di lavoro di tre giorni a Nesselwang, nella bellissima Allgäu della Baviera. Avevo però un appuntamento quella sera stessa per un’intervista per la newsletter del negozio equo e solidale che supporto nelle sue attività di marketing e social media.

Speravo segretamente qualcuno la spostasse all’ultimo momento e invece questo non è successo. Sono allora uscita alle 19:00 incamminandomi verso la casa di una delle due signore che dovevo intervistare. Fin da subito mi sono trovata con loro a mio agio e l’intervista è venuta fuori davvero bene. Abbiamo parlato di un progetto interessantissimo in Perù ad Arequipa che il negozio equo e solidale riesce a finanziare grazie alle entrate delle vendite, a delle sovvenzioni della provincia e alla beneficenza. Si chiama CIEP ed è una sorta di dopo-scuola che permette a 70 bambini e adolescenti di fare i compiti, imparare a suonare uno strumento musicale, a cucinare e a ballare. Tutte queste attività contribuiscono a far crescere l’autostima dei ragazzi e la loro capacità di concentrazione.

Nei prossimi giorni scriverò il testo di questa bella conversazione che non avrei potuto condurre se non mi fossi obbligata a uscire comunque nonostante la stanchezza.

A volte, è proprio vero, bisogna spingersi oltre il limite che la nostra testa ci impone per vivere una situazione che altrimenti ci pentiremmo di aver mancato.

Una foto dal mio viaggio di lavoro a Nesselwang, fatta da una collega.

Condividi il tuo carico

Nella vita ti accadono cose così strane che, a un certo punto, inizi a dubitare che qualcosa giochi contro di te. L’arte sta nel costruirti una rete di sicurezza, fatta di persone pronte a sorreggerti quando le tue forze vacillano. Quel nucleo di persone imparerai a tenertelo stretto, a seconda delle fasi si allargherà o si snellirà. Sarai tu a farne la selezione all’ingresso.
Quando il gioco si fa duro non dubitare mai della tua forza perché, non a caso, si dice che le sfide vengano presentate a chi le sa affrontare. A ogni cosa c’è una soluzione e non c’è nulla di male nell’alzare la mano chiedendo aiuto.
Una volta una persona mi disse di non voler caricare i suoi amici del fardello dei suoi pensieri. Io, lì per lì, non capii perché secondo me a questo servono gli amici: ci alleggeriscono il peso e condividono con noi il percorso.
Se mai dovessi arrivare a pensare che il tuo carico emotivo è troppo pesante per essere condiviso con la tua rete di sicurezza, cerca aiuto altrove. Rivolgiti a specialisti: fare una terapia psicologica è sinonimo di crescita. Imparerai molto su di te e sul tuo modo di agire. Avrai la possibilità di guardarti dentro confrontandoti con una persona esterna e per questo obiettiva.
Che sia con un amico o sulla poltrona di uno studio, tira sempre fuori ciò che pensi e che ti occupa la mente oscurandola. Condividere il tuo bagaglio emotivo non è mai un errore, farsi un bel pianto a volte può fare miracoli sempre che, asciugandoci le lacrime, riconosceremo i nostri occhi nello specchio. Non lasciare che il buio oscuri la loro luce.

Io e le mie più care amiche ci chiamiamo Tribù

A maggio in Germania non si lavora

Maggio è, lavorativamente parlando, uno dei mesi nei quali conviene vivere e lavorare in Germania. Quest’anno, ad esempio, ci sono state quattro festività che mi hanno permesso di non lavorare neanche una settimana per intero. Ho potuto sempre prendere ponte.

A parte la festa dei lavoratori, le altre tre festività sono di origine cattolica: l’Ascensione, la Pentecoste e il Corpus Domini. Non si festeggiano in ogni regione della Germania ma in quella in cui vivo io, il Baden-Württemberg, si ha la giornata libera. A Pentecoste poi ci sono due settimane di chiusura della scuola ed è per questo che il Lago di Garda e la Toscana sono pieni di famiglie tedesche che fanno il bagno.

Noi abbiamo approfittato di questi giorni liberi principalmente per lavorare al nostro progetto di costruire un nuova terrazza. Per ora ci siamo concentrati sul prendere bene le misure, mettere le nuove fondamenta in cemento e smontare la parte anteriore della vecchia terrazza lasciando solo un balcone. Abbiamo ancora molto da fare ma è bello avere un progetto su cui lavorare. Io, che non sono molto manualmente dotata, non ho potuto aiutare troppo ma ho diligentemente fatto supervisione e organizzato bevande e snack. Qualcuno in fondo lo deve pur sempre fare questo sporco lavoro.

Work in progress

Calmare la mente cucinando

Io ho una mente irrequieta: spesso mi perdo nei miei pensieri non trovandone l’uscita. Un’attività che negli ultimi anni ho notato mi aiuta a calmare la testa è cucinare. Mi regala subito un senso di pace perché mi permette di compiere un gesto di amore nei miei confronti e in quelli di chi con me condividerà quel pasto, persona che di solito è Dominik. Cucinando sono in grado di spostare l’attenzione dai miei pensieri aggrovigliati e di concentrarmi sugli step necessari alla preparazione del pasto.

I miei sabati pomeriggio preferiti ho scoperto essere quelli in cui sono immersa nel fare un impasto. Oggi è toccato alla pasta per la pizza, come la chiama mia mamma, che mi ricorda sempre quando, da piccola, la preparavo con lei. Il mio compito principale allora però consisteva nel tagliare la mozzarella e, ancora oggi, mantengo gelosa questo ruolo. Come la taglio io la mozzarella non lo fa nessuno! Soprattutto perché me la mangio tagliandola: lo ammetto in fatto di cibo non sono per niente disciplinata.

Preparare un impasto mi piace particolarmente perché lascia un po’ di suspance: non si può sapere subito se effettivamente sarà buono. Bisogna aspettare che cresca e che vada in forno. Nella maggior parte dei casi però siamo soddisfatti del risultato e io credo sia perché il pasto è preparato con cura, rispetto per gli ingredienti e amore.

Cucinare per me è una terapia e un’attività nella quale io vengo assorta completamente. Dopo un buon pasto anche i miei pensieri sembrano essere più chiari.

L’impasto della pizza di domani

Celebrando

Un weekend fuori porta, a festeggiare l’amore di due cari amici. Dormire in una camerata con persone di cui conoscevo solo il nome. Mangiare bene ma non esagerando. Chiacchierare con quegli amici che ormai da anni hanno un posto fisso nel mio cuore e ammirare le loro bimbe crescere. Rendermi conto che non sono l’unica che si spaccia per più vecchia di quello che è: questi 38 anni che ho ancora da compiere mi accompagnano già da inizio anno e non me ne capacito. Chiacchierare con persone nuove e trovarle tutte molto interessanti. Ballare e cantare.

La vita e l’amore vanno sempre celebrati e non c’è niente che ci faccia sentire più vivi e più felici.

La location del matrimonio

Sentiti vivo nella tua vita

Ecco come funziona: capirai tutto solo per perderti di nuovo. Guarirai e imparerai e poi guarirai e imparerai nuovamente. Cambierai e penserai che rimarrai così per sempre e poi ti reinventerai. Non finirai mai e questo è proprio il punto. Crescerai e poi te la godrai. Sarai triste per poi sentirti pieno di gioia e questo a volte nell’arco delle stesse 24 ore. Piangerai. Ti confronterai e ti impegnerai di nuovo nella tua verità. Sarai incastrato in aspettative sociali e poi troverai ancora una volta il legame con te stesso. Sarai in costante divenire e questo capiterà a volte in modo conscio, la maggior parte delle volte però capiterà in sottofondo. Incontrerai sempre e ovunque nuove versioni di te stesso e, se sei fortunato e abbastanza presente, potrai invitarle a entrare. Penserai di avere tutte le risposte e poi ti sentirai umile dinnanzi a ciò che ancora non sai. Seguirai un percorso solo per realizzare che hai bisogno interamente di una nuova stella polare. E tutto ciò andrà bene e ti servirà a ricordare quanto tu sia meravigliosamente vivo nella tua vita.

Jamie Varon

Respira e vivi come fa la terra

Productivity Habits mit Steven Käser

Nach einer intensiven Online-Schulungswoche mit Steven Käser, in der wir Teilnehmenden viel über Produktivität gelernt haben, fasse ich meine Gedanken kurz zusammen.

Das Thema “Produktiv sein” und die Philosophie von “Getting Things Done” liegen mir seit längerer Zeit am Herzen. Ich versuche, mich ständig beruflich und privat zu optimieren, um alles im Überblick zu behalten. Daher war ich sehr gespannt auf die Inhalte dieser Schulung und ich wurde positiv überrascht.

Ich habe gelernt, dass ich eine Wissensarbeiterin bin und bin nach dieser Woche sehr gut vorbereitet, um den digitalen Arbeitsfluss zu meistern. Mein neues Mantra lautet: “Sammeln, Verarbeiten und Organisieren“. Ich habe vor allem gelernt, wie ich zur “Inbox 0” kommen kann und wie ich Aufgaben und nächste Schritte so spezifisch wie möglich formuliere. Mein Kalender ist intelligent eingerichtet und ermöglicht es mir, meinen Workload bewusster einzuteilen. Denn ich habe heute zum Abschluss noch Folgendes gelernt: “Selbstvertrauen wächst, wenn du das machst, was du dir vornimmst. Also nimm dir weniger vor und plane nur das ein, was du gewillt bist zu tun”.

Ich bedanke mich sehr bei Steven für die lehrreiche Woche sowie bei meiner Firma Endress+Hauser, die mir diese Erfahrung ermöglicht hat. Ein Dankeschön geht natürlich auch an die Gruppe von 23 Kollegen, die mit mir fleißig gelernt haben.

Eine produktive Wissensarbeiterin – Bild erstellt mit Copilot Designer