Vivere lontano da casa

Vivere lontano da casa non è per tutti.
Devi avere un cuore grande, grande a sufficienza per far da valigia a tutto ciò che lasci: gioie e dolori, amici e amori.
Questo bagaglio cardiaco che batte anche quando tocchi un suolo che non ti appartiene o quando sei steso su un materasso che non ha la tua forma e un cuscino scomodo, e guardi il soffitto chiedendoti dove stai andando.
Amici che non sono i tuoi, una città che non è tua.
Devi avere un cuore grande, così grande da far spazio a cose nuove.
Un cuore che a volte temi che altri si siano scordati, perché il presente ha preso il sopravvento nelle loro vite.
Un cuore grande, ma non troppo forte.
Allora è lì che si ferma un attimo.
Va in arresto, ti confonde e non sa più chi sei.
Così ti stendi sul materasso che ora ha subito un po’ il tuo peso, e il cuscino è più molle da una parte e ti chiedi chi stai diventando più che dove stai andando.
Perché quando parti, più che muoverti verso una destinazione, vai verso un destino, il tuo.

Marco Giannetti

Ho trovato questo testo oggi postato su LinkedIn da Giulia Borriello, la psicologa degli italiani a Berlino. L’ho trovato vero e mi ci sono rivista soprattutto nei primi anni ma alcuni passaggi sono ancora per me attuali. Stando lontano impari a camminare con le tue gambe, a scegliere le amicizie con cautela, a stare da solo e a sentire la mancanza. Cresci, senza ombra di dubbio.

Io sono partita il 12 febbraio 2012 con una valigia gialla grande ma il mio bagaglio di vita oggi è davvero enorme. Sono grata di aver avuto il coraggio di lasciare per trovarmi.

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